Perché non mi convince la biodinamica:
- l’approccio è ideologico, si tende a spaccare il mondo tra vini "buoni" vs vini "cattivi"
- l’atmosfera di esoterismo (corno-letame interrato, e varie)
- snobismo (esiste, ammettiamolo). Il sentirsi un po superiori agli altri, un po depositari della verità (enoica, pur sempre di vino si parla, o no?).
-spesso il voler far passare come vini "interessanti" vini che sono semplicemente cattivi.
- il fare marketing spinto cercando di far passare l’idea che invece non gliene importa nulla del commerciale.
disclaimer: i miei sono assolutamente PREGIUDIZI. O forse meglio sensazioni a pelle, viziate dalla non conoscenza approfondita della materia, ma assolutamente spontanei e quindi onesti e derivati da quanto suddetto.
Ed è un peccato perché sono sicuro che in fondo ci può essere molto buon senso, ma le sensazioni che arrivano, almeno per me, sono di diffidenza. Peccato.
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Mi dispiace molto, leggere il suo post, così pieno di “livore” nei confronti di un metodo coltorale, che di per se non ha nulla di esoterico , sobistico, markettaro, io sono un piccolo viticoltore di Cortona, non ho ancora vini da vendere, almeno per quest’anno, e da anni mi dedico al lavoro nei mie campi, con l’impegno di cercare di capire se è possibile un’agricoltura differente da quella (INSOSTENIBILE)attuale.
≡ stefano on Aprile 18, 2007 22:54La invito a frequentare il blog, che ho fatto insieme ai ragazzi che si ritrovano per capire , per approfondire presso la sede dell’asociazione biodinamica di Firenze, se lei andrà a vedere il blog, capirà, che al di là di qualche goliardata (siamo giovani ed esuberanti) il tenore dei nostri post, è vicino a quello spirito critico che ha messo in campo, parlando dell’IDEOLOGIA della biodinamica, mi piacerebbe molto continuare una proficuo (penso per entrambi) scambio di opinioni, perchè mai come in questo momento c’è bisogno di vignaioli critici che si interrogano VERAMENTE intorno alle diverse realtà che gli girano intorno.
Apprezzo molto il suo disclaimer, e se vorrà continuare ad approfondire questi argomenti, sappia che il suo è il giusto approccio
saluti
stefano
Mi dispiace molto, leggere il suo post, così pieno di “livore” nei confronti di un metodo colturale, che di per se non ha nulla di esoterico , snobistico, markettaro, io sono un piccolo viticoltore di Cortona, non ho ancora vini da vendere, almeno per quest’anno, e da anni mi dedico al lavoro nei mie campi, con l’impegno di cercare di capire se è possibile un’agricoltura differente da quella (INSOSTENIBILE)attuale.
≡ stefano on Aprile 18, 2007 22:57La invito a frequentare il blog, che ho fatto insieme ai ragazzi che si ritrovano per capire e per approfondire presso la sede dell’asociazione biodinamica di Firenze, se lei andrà a vedere il blog, capirà, che al di là di qualche goliardata (siamo giovani ed esuberanti) il tenore dei nostri post, è vicino a quello spirito critico che ha messo in campo parlando dell’IDEOLOGIA della biodinamica. Mi piacerebbe molto continuare una proficuo (penso per entrambi) scambio di opinioni, perchè mai come in questo momento c’è bisogno di vignaioli critici che si interrogano VERAMENTE intorno alle diverse realtà che gli girano intorno.
Apprezzo molto il suo disclaimer, e se vorrà continuare ad approfondire questi argomenti, sappia che il suo è il giusto approccio per capire il mondo della biodinamica
saluti
stefano
Luca (possiamo darci del tu no?), ti assicuro che non sono un individuo livoroso, per me ognuno può assolutamente prendere la strada che vuole e che preferisce, sempre che questo non danneggi gli altri.
≡ gianpaolo on Aprile 19, 2007 04:31Semmai, e se mi permetti una critica, sono gli atteggiamenti di alcuni produttori biodinamici a sfiorare, non tanto il livoro, ma l’arroganza. E’ l’arroganza di chi pensa di detenere la verità mentre gli altri sono dalla parte sbagliata (vini veri? già ma gli altri allora? vini falsi?). Mentre invece come dici c’e’ bisogno di interrogarsi veramente, ma anche con serenità e moderazione, senza mettersi sul piedistallo, perché alla fine siamo lì (anche i biodinamici, certo) per vendere vino, e per chiedere alla persone di pagarcelo.
Sono uno che ha studiato tanti anni, prima all’università e poi nei laboratori. Se c’e’ da interrogarsi allora facciamolo, sono il primo a voler capire ed esplorare vie diverse, non c’e’ problema.
Adesso sono in USA, appen rientro con un po di calma do un occhiata per bene al vostro blog, che ti ringrazio di avermi segnalato.
Ciao, e prendila con filosofia, è solo vino.