Yellow Tail, una delle storie di maggior successo del mondo del vino negli ultimi anni. Da zero a 80 milioni di bottiglie vendute in 5 anni solo negli USA (ma va bene anche in UK). Si dice che se metti l’animale in etichetta si vende più vino, e quindi ecco un piccolo campionario di quello che si trova sugli scaffali USA. La bottiglia da 0,75 la trovi a circa 6-7 dollari, la magnum a 9,90.
Una schifezza? Può darsi. Sicuramente un operazione commerciale riuscita, che poteva essere fatta solo dall’australianissima famiglia Casella! E la Sicilia no? Con i suoi 140.000 ha di vigneti eguaglia l’Australia. E siccome il vino si fa principalmente per venderlo - si, anche i più artigianali e biodinamici puristi del vino lo fanno per guadagnarci - tanto di cappello. Sicuramente lontana anni luce da me, ma il vino è anche questo. O forse è meglio la distillazione sovvenzionata (con centinaia di milioni di euro) dalla UE?
Anche wikipedia ne parla.
Nel frattempo in USA, la Francia continua a perdere colpi, anche per motivi non strettamente commerciali. Ma si sa, tutto conta. Anche un guerra, o un mondiale di calcio.
(foto presa ad N.Hanover St., in Boston. Praticamente Little Italy).
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Il problema è che da noi non ci sono canguri!
Però se il “Volo rosso” si chiamasse “The red flight” o “The red hawk” magari…
Luk
≡ Luca Risso on Ottobre 12, 2006 11:35Dici bene Luca, visto il “successo” che ha avuto in Italia, anche grazie a quelle spigliate e simpatiche pubblicità in TV…
≡ Gianpaolo on Ottobre 12, 2006 15:37