Ne ricevo diverse, tra fax ed email, di queste proposte di questi tempi.
E’ il periodo in cui il Monopolio dello Stato Svedese (Systembolaget) fa i cosidetti "call for tenders", ovvero la richiesta di sottomettere campionature per determinate categorie di vino.
I vini sono descritti in un modo abbastanza sintetico ma esauriente.
Questa la richiesta numero 15478:
Cerchiamo 12.000 bottiglie Toscana Rosso IGT, il vino deve essere di un sapore fresco fruttato e con un leggero sapore barricato moderno non tradizionale prezzo massimo € 3 annata 2005. L’uvaggio deve essere un misto di 60 % Sangiovese e il resto Cabernet e Merlot. Dare informazioni del tempo in barric (scritto così).
Ma come? Mi sembrava che da più parti si fosse definitivamente decretata la fine di certi tipi di vino (mini Super Tuscans in questo caso), ormai appartenenti senza appello alla cafoneria enologica. Mineralità e autoctono sembrano essere le parole operative. Basta con le barriques, dicono un po tutti.
E poi, che succede? Che all’estero (USA in primis) ancora cercano il vino un po bombolone, pacioccone e impiastricciato. Che il merlot e il cabernet sono sempre visti come la panacea. E che le guide, che a parole stigmatizzano tali vini, puntualmente continuano a premiarli.
Comincio ad essere un po confuso…, non so voi.
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No, il fatto é che il Systembolaget, ha l’ obbligo di coprire il piu´possibile tutte
le richieste dei consumatori e cosí senza porsi tanti problemi ordina tutte le tipologie presenti sul mercato. Se domani andasse di moda il merlot frizzante rosato Toscana IgT, arriverebbe una richiesta di offerta anche per quello….
Il rigetto dei vini “orsacchiotto di peluche” c’é anche qui, peró é ancora a livello di cognoscenti, di amanti del vino. Il “popol vile” ama ancora i babyTuscans,
i primitivo sposati al merlot, i vini rotondi, morbidi, al limete del dolce come
i ripasso e gli Amarone-da-corsa.
Non e´facile fare il vino, né venderlo. Chi la vuole cotta chi la vuole cruda….
≡ Carlo Merolli on Ottobre 21, 2006 18:17Il fatto è che ’sta gente è cresciuta a birra, superalcolici e coca cola. Dovete capirli: quando si trovano davanti un prodotto multisfaccettato, imprevedibile e sempre “diverso” come il vino, cercano di “capirlo” procedendo per analogie organolettiche più o meno inconscie.
≡ Lizzy on Ottobre 21, 2006 18:31Con risultati che sarebbero esilaranti, se non fossero drammatici per chi i vini glieli deve fornire.
L.
Infatti. C’e’ ancora richiesta di questi vini, e gli importatori, come il monopolio svdese, registrno questa domanda. Quindi siamo un po tra l’incudine e il martello.
≡ Gianpaolo on Ottobre 22, 2006 09:27Gianpaolo, è possibile scegliere un mercato e sputtanarsi con l’altro. Io sono totalmente saturo - intendo, non riesco proprio più a berli - dai vini in cui prevale la nota dolce della barrique, dal sentore di vaniglia, dalle speziature comuni, scontate, fastidiose, inutili. Sarà che ne devo assaggiare troppi al mese non so…
≡ Filippo Ronco on Ottobre 23, 2006 00:57