
Cominciamo a dire subito che per me è stato molto positivo.
Perché si va al Merano Wine Festival (dal punto di vista del produttore)?
Perché si è selezionati, tra l’altro da commissioni competenti e severe (ok, non sempre…), e quindi è un riconoscimento prestigioso (almeno per me, che non mi chiamo Sassicaia od Ornellaia, lo è).
Perché si ha la possibilità di frequentare un territorio che è anche uno dei mercati più belli, anche più difficili. La provincia di Bolzano è ricchissima di ristoranti di alto livello, wine bar di grande classe, produttori di vino che stanno facendo prodotti sempre più straordinari. Un mercato di grande soddisfazione, se lo fai bene.
Perché è un crocevia di persone del mondo del vino, che non è grandissimo, ed è importantissimo essere in contatto perché il mondo del vino è fatto di contatti, e se vuoi vendere devi averli e di primo livello. Questo c’e’ a Merno.
Perché si entra in contatto con il pubblico finale, con l’appassionato del vino, col consumatore che è disposto a spendere fior di quattrini per venire ad assaggiare i tuoi vini. Il contatto è meno formale che alle fiere di settore, come il Vinitaly, dove si va anche per altri scopi e i ritmi sono più massacranti. Si ha il tempo di parlare, di spiegare i propri vini e spiegarsi.
Per incontrare qualche cliente.
Non si va per vendere o fare affari. Non è quel tipo di fiera, ed è giusto così.
Nota finale.
Grandissimo bonus di questa edizione per me personalmente, la possibilità di incontrare di persona Lizzy e Aristide. Grande simpatia e credo anche concordanza di vedute. E uno stimolo ulteriore a continuare a bloggare.
Un grazie ulteriore a Lizzy, che nientepopodimenoche, mi ha portato la Rai, per una intervistina veloce che se non altro ha provocato un po d’invidia nei banchi circostanti…:-)))
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Le Fiere di qualsiasi tipo e luogo devono essere ripensate.Non ha senso in un mondo come l’attuale, dove i contatti e le comunicazioni viaggiano alla velocità della luce, adottare un sistema(Fiera) che andava bene 50 anni fà.Sarebbe come colui che vuole fare carrozze per fare concorrenza alle auto. Costi troppo alti,eventi troppo numerosi, difficolta logistiche etc sono alcuni punti di un sistema vecchio.In un momento come quello attuale , dove il contenimento dei costi è il parametro principale per far quadrare i bilanci di una azienda, quale “..grande soddisfazione..” può dare un mercato come quello di Bolzano in termini di numeri?Provi a vedere quanto sono costati 2-3 giorni a Merano? Basti pensare che ormai a qualsiasi Fiera partecipano o grossi Gruppi che certamente non solo non pagano lo Stand ma devone essere “invitati” per venire o i vari enti, provincie etc cioè soldi dello Stato.L’imprenditore libero da lacci e lacciuoli fa fatica.
≡ rocco on Novembre 16, 2006 07:42Anch’io ritenevo superato il sistema-fiera.
Mi sono dovuta ricredere, per i motivi enunciati da Gianpaolo. Certo, se uno va a Merano - come a Vinitaly, Prowein, Vinexpo - per chiudere contratti, rischia di restare deluso. Può succedere di farlo, in molti casi l’ho visto succedere, ma non è quello lo scopo principale.
Come direbbe Luigi Castelletti, presidente di Veronafiere, “più contatti, più contratti”. Ma i secondi non vengono senza i primi. E prendere contatto uno per uno con il cliente finale, l’importatore, il buyer o chi per esso che ti interessano, magari andando a trovarli in giro per il mondo, è del tutto improponibile. Per i costi e il tempo che richiederebbero. Invece, la fiera - se uno ci va preparato a dovere, con tutto il suo bel carnet di appuntamenti fissati, di persone da incontrare e di vini da assaggiare - è un’occasione che ti permette di concentrare tanto in poco (tempo e spazio). Fisicamente è massacrante, ma questo è ovvio.
Grazie a Dio, il mondo del vino ha ancora qualcosa di “umano”. Il vino è un prodotto che va (merita di essere) raccontato, dal produttore in primis. Un’esperienza che forse non cambierà le sensazioni organolettiche che ti da’ quel vino, ma che sicuramente fornirà alla bottiglia il valore aggiunto dell’umanità, personalità, tradizione, cultura, filosofia di chi l’ha prodotto.
Piccola nota di servizio: poichè Gianpaolo fa il modesto, vi dirò che il suo intervento sarà su Rai 1, domenica 19 novembre, Orizzonti di Linea Verde, verso le 10 di mattina (controllate l’orario). Da parte mia ringrazio l’amico Flavio Pedrotti, splendido regista Rai; è lui che ha permesso il piccolo “spot” su Gianpaolo e su Daniele Accordini, altro produttore, questa volta veronese …
Lizzy
≡ Lizzy on Novembre 16, 2006 08:42…piccola nota di servizio. Come giornalista mi capita spesso di dovermi occupare anche degi uffici stampa di “grossi Gruppi” del vino o di istituzioni (Consorzi, Camere di Commercio e simili).
Posso assicurare l’amico Rocco che tutti costoro, alle fiere, pagano, e tanto. Più son grossi e più pagano, perchè lo stand (penso a Vinitaly) va a metratura.
A Merano i criteri sono diversi (i banchi sono democraticamente uguali per tutti), ma il fee d’ingresso c’è. Per tutti. Anzi, questi espositori sono i più ambiti, proprio perchè il loro ruolo istituzionale gli impone di esserci sempre (e in alcuni casi ne farebbero volentieri a meno…vedi il recente problema della presenza italiana a Vinexpo.
L.
≡ Lizzy on Novembre 16, 2006 08:46Rispetto la tua idea. Per me il sistema Fiere è superato. Dico superato va quando meno aggiornato.Tutto il rispetto per Castelletti ma è la risposta di un “politico” cosa ben diversa dal pensiero e dalle vedute di un imprenditore.Tu sai benissimo che se il Vinitaly è ancora a Verona è solo per motivi politici. Riguardo agli stand che si pagano se vuoi fare un discorso da “ingenua” (non credo che tu lo sia)va bene, altrimenti tenti di fare passare da ingenui altri, sai benissimo che i Consorzi sono almeno all’80% rimborsati, i grandi danno con una mano e prendono con due e la forza della contrattazione.Prova a mandare i costi di uno stand del Vinitaly al mq ad un normale produttore libero imprenditore e poi vedi che ti risponde.Nel caso del Vinitaly ricordati di indicare un + 30% costo alberghi come si usa a Verona con tanto di cartello esposto.Secondo Te può perdurare questo sistema?Io penso e spero di no!!
≡ rocco on Novembre 16, 2006 09:29Fondamentalmente non credo che il sistema fiere sia diverso negli altri settori. Certo è che a crederci sono ancora molti, basti vedere l’investimento che ha fatto Fiera Milano a Pero/Rho.
≡ gianpaolo on Novembre 16, 2006 11:45Sono d’accordo con Lizzy, per il momento la gente che compra il vino vuole assaggiarlo, e certo costerebbe molto di più, e sarebbe anche molto meno efficace (sappiamo che fine fanno i campioni inviati a molti clienti…) spedire i campioni in mezzo mondo. Poi il contatto con il produttore, specie se medio piccolo, è insostituibile.
Non credere che a Verona facciano sconti così facilmente, ti fanno pagare anche l’aria che respiri…
attenzione forse mi sono spiegato male.
≡ rocco on Novembre 16, 2006 12:06Quando dico sistema Fiera intendo Fiera in generale.La Fiera di Milano è soprattutto un “progetto politico” (vedi Malpensa)non so se sei al corrente ma la Nuova Fiera di Roma (con Fiumicino attaccato) a dimensioni simili (se non superiori)a quella di Milano.La domanda che mi pongo è: che fine faranno gli altri Enti Fiera?
Riguardo a Verona hai capito male : è consuetudine durante il Vinitaly di aumentare + 30% gli alberghi, atteggiamento provinciale che male si sposa con una Manifestazione Internazionale come il Vinitaly
Vuoi che non lo sappia? Le pago io queste spese tutti gli anni. Comunque è una cosa che avviene per tutte le fiere, motorshow o vinitaly, il meccanismo è lo stesso. Qualcuno direbbe: queste è il business dolcezza, e tu non ci puoi fare niente…. Oppure sì?
≡ Gianpaolo on Novembre 16, 2006 13:22Mi sembra di capire che Rocco è un imprenditore che non ama le Fiere così come sono concepite, proposte e realizzate.
Benissimo, prendiamo atto del suo pensiero.
Se è un imprenditore del vino è assolutamente libero di non farle.
Idem se è un visitatore: è assolutamente libero di non andarci.
Questo post però non era sul sistema-fiere ma sul perchè molti -imprenditori, professionisti del vino e semplici visitatori - trovano opportuno continuare a fare/frequentare eventi come Merano IWF.
E se siamo una massa di ingenui, pazienza.
L.
≡ Lizzy on Novembre 16, 2006 16:16io ho espresso un mio parere.Amo moltissimo le Fiere, sono un imprenditore che non prende contributi anche perchè sono piccolo, ma credo di poter criticare un sistema che ormai si regge solo su contributi pubblici. Mi pare che il Sig. Paglia avesse parlato proprio del sistema Fiere ed io ho risposto alle sue considerazioni.No amo questa Italia fatta di contributi e di raccomandai/e.
≡ rocco on Novembre 16, 2006 20:38Giampaolo, ancora una volta è un piacere leggere i tuoi post. In particolare trovo molto importante questa frase: “si entra in contatto con il pubblico finale, con l’appassionato del vino, col consumatore che è disposto a spendere fior di quattrini per venire ad assaggiare i tuoi vini”.
Parlo da consumatore: trovo fondamentale assaggiare un vino prima di comprarlo, e se questo è pure raccontato dal produttore diventa una bella esperienza che non dimentico. C’è un abisso tra il solo vedere una bottiglia tra tante altre in un’enoteca o nella lista del ristorante, e invece tenerne in mano un bicchiere col produttore che ne racconta la storia. Nel primo caso spesso si ripiega sulla solita bottiglia già conosciuta, nel secondo caso si compra un vino che fino ad allora era un mistero chiuso dentro la bottiglia.
Quindi, sempre da consumatore, penso che siano molto più proficue le fiere dove è possibile per il pubblico assaggiare il vino, piuttosto che quelle in cui lo stand è un inacessibile recinto dorato.
≡ massj on Novembre 17, 2006 09:54Piccola nota di servizio riguardo la trasmissione: l’intervento di Gianpaolo sarà trasmesso da Orizzonti di Linea verde di domenica 26 novembre.
Mi è giunta adesso comunicazione dall’amico regista Flavio Pedrotti (che spero continui a seguirci, tra un servizio e l’altro in giro per l’Italia enogastronomica…)
L.
≡ Lizzy on Novembre 18, 2006 09:47Sempre chiarissimo Gianpaolo nelle sue comunicazioni, effetivamente il Merano Wine Festival è un bel fenomeno, partito come selezione di sole 100 aziende ora si è molto allargato e vi assicuro che se Gourmets decidesse di accettare tutti i produttori che mandano i campioni, dovrebbe mettere tavoli anche nel Passirio. E’ chiaro che la maggior parte dei visitatori, semplici ma importanti gourmet o operatori del settore sono attirati dalla possibilità di assaggiare i grandi nomi della enologia italiana, che il distributore, il rappresentante ed il ristoratore o enotecaro preferiscano avere un contatto diretto con Antinori, Biondi Santi, Gresy etc etc piuttosto che con un produttore sconosciuto, ma solo a Merano li trovi tutti e due in uno spazio abbastanza ristretto e senza distinzione di stand.
≡ borntowine on Novembre 18, 2006 11:10Anche a Culinaria abbiamo avuto parecchi visitatori, e gli agenti di zona mi hanno portato parecchi possibili clienti a fare assaggi che sarebbero stati proibiivi in altre condizioni, molti anche gli stranieri, austriaci e tedeschi soprattutto, ma anche svizzeri e dei paesi dell’est.
Dato il successo di Culinaria, non sarebbe il caso di pensare ad una manifestazione a se’, in modo da alleggerire il settore vino?
≡ Lizzy on Novembre 18, 2006 19:26All’inizio era nata come una “chicca”, ma con gli anni è diventata una…bomboniera straripante di confetti…
forse è il momento di compiere il fatidico “salto di qualità”. A patto però che non si trasformi nell’ennesima copia, più o meno riuscita, e in piccolo (molto in piccolo), del Salone del Gusto…
E’ difficile, secondo me il cibo non ha, in questo momento, la stessa attrattiva del vino a meno che non possa contare su quella macchina da guerra slow food e gambero rosso.
≡ borntowine on Novembre 18, 2006 21:14Eliminerei invece dal Merano Wine Festival gli incontri e le prove dei cuochi, portano via tempo ai visitatori.