E’ ormai deciso, il Morellino di Scansano, a partire dalla vendemmia 2007, diventerà DOCG. Per chi non lo sapesse, significa Denominazione di Origine Controllata e Garantita, mentre fino ad oggi era DOC, senza la Garantita. Vi sono alcune differenze importanti tra il nuovo e il vecchio disciplinare, la più sostanziosa è il passaggio da una anacronistica resa massima per ettaro di 120 Qli ad una più consona di 90 Qli.
Qui trovate il decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 -11 -2006
Vi sono cose che potevano essere fatte meglio, come per esempio la messa in commercio che è prevista per il 1 Marzo dell’anno successivo alla vendemmia, e che invece, a mio avviso, dovrebbe essere gradualmente portata al Settembre successivo, o i formati che sono stati limitati a 5 Litri al massimo. Sono cose che potranno comunque essere cambiate successivamente. Non mi aspetto grandi cose, però esprimo un giudizio positivo (pur non avendo contribuito alla faccenda, per una mia polemica con il Consorzio di Tutela del Morellino, dal quale ho dato le dimissioni un anno e mezzo fa).
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Ma pero’ non giovera’ il DOCG a vendere di piu’ all’estero, per es. agli Americani? Come sappiamo, in America queste cose contano, benche’ manchino sostanza. Cosa credi?
≡ Terry Hughes on Dicembre 3, 2006 00:59Rallegramenti per l’upgrade!
≡ filippo on Dicembre 4, 2006 17:25L’oggetto della polemica col locale consorzio di tutela e’ suscettibile di esposizione pubblica? In qualche modo m’incuriosisce se la mia non e’ mancanza di discrezione.
Sarebbe un po lungo a spiegare, magari farò un post apposito. Il succo comunque è che alcuni consorzi non garantiscono la rappresentatività in modo adeguato. Siccome adesso sono dotati di poteri molto forti, si vorrebbe che fossero più limpidi nella formazione della base sociale, e nel meccanismo delle votazioni. Le votazioni sono in proporzione alla grandezza aziendale, quindi quelli più grossi contano di più e controllano quelli più piccoli. Questi sono quindi interessati al mantenimento dello status quo.
≡ Gianpaolo on Dicembre 4, 2006 23:52Gianpaolo, ho letto il disciplinare e non mi è chiara una frase, o meglio, non capisco la necessità di inserirla nel disciplinare, però magari ha senso…insomma. Quando si dice (Art. 6):”Entrambe le tipologie (normale e riserva)possono talvolta presentare eventuale sentore di legno”.
≡ Alessandro Franceschini on Dicembre 6, 2006 01:00Quale è il senso di mettere una frase del genere in un displinare?
Sono proprio queste le poche cose alle quali le commissioni di assaggio delle CCIAA devono rendere conto. I disciplinari sono fatti cosiì, pieni di descrizioni vaghe e vagamente risibili, come quella a cui tu fai riferimento. E su questa scorta a volte riescono a generare problemi non di poco conto. Sono d’accordo con te, a che servono queste definizioni da operetta e in italiano muffito?
≡ Gianpaolo on Dicembre 21, 2006 21:34