Partiamo dal dire che non ho partecipato a molte degustazioni guidate, forse per mancanza di occasioni, qualche volta perché la maggior parte non sono più divertenti di quando la maestra a scuola ci faceva il dettato.
Domenica sera capitava che ero a Tarvisio alla tre giorni del Ein Prosit in Tarvis, dove ero presente con i miei vini al banchetto di assaggio di Poggio Argentiera. Come succede spesso, durante queste occasioni, in specie se si è soli come ero io, non si riesce a profittarne in quanto appassionati di vino, essendo lì per lavorare. Però l’occasione era ghiotta: nel ricco calendario di eventi collaterali c’erano una serie di degustazioni guidate condotte da Sandro Sangiorgi di Porthos, e una delle più interessanti per me era ad orario accessibile: una verticale di Chianti Rufina di Selvapiana, Riserva Bucerchiale. Per chi fa Sangiovese come me era un occasione da non perdere, avendo letto più volte delle straordinarie vecchie annate di questa particolare azienda agraria.
Le annate erano 1979, 1985, 1996, 1999. La faccio breve, i vini, specialmente i primi due, erano emozionanti. Aprire una bottiglia di Sangiovese 1979, vedere l’evolversi di questo vino straordinariamente in forma, raffinato, è stata una lezione che vale più di mille parole. Aromi di chiodi di garofano, cuoio, catrame, sottobosco, terra. Ed una bocca austera, mai cedente un millimetro, soave e severa al tempo stesso. Bellissimo anche il 1985, più opulento, ma sempre classico. Ottimi, ma di stile un po più moderno i due successivi, anche se con una nota di raffinatezza in più per il 1996.
Quindi, grandi vini, grandi Sangiovesi, ma sopratutto la conduzione emozionante ed emozionata di Sangiorgi, che non conoscevo di persona, che ha dato veramente il segno ad un ora di vera passione per il vino, coinvolgendo e facendosi coinvolgere, dialogando e scherzando con il pubblico. E sopratutto comunicando efficacemente una idea non facile su un vino non facile, come il vero Sangiovese, ad un pubblico numeroso ed attento. Bravissimo lui, e affascinanti i vini. Ne vorrei a decine di eventi del genere.
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Beh, allora è facile: assoldiamo Sangiorgi e organizziamo, no?
≡ Antonio Tombolini on Dicembre 6, 2006 17:56Da “sangiorgiana” della prima (quando era responsabile guida Slow per il Veneto) e dell’ultima ora (ovvero da quando è Porthos), trovo che nessuno come Sandro riesce a competere, amplificandole all’ennesima potenza, alle emozioni di certi vini.
Ho avuto a che fare anche con altri, eccellenti degustatori e giornalisti, ma Sandro è l’anima, e ti cattura come solo lui riesce a fare.
Una degustazione con lui - e io ho fatto 2 corsi d’assaggio! - è un’esperienza che ti segna.
L.
≡ Lizzy on Dicembre 6, 2006 19:01D’accordissimo con Lizzy. Quando voglio esagerare con gli amici, mi qualifico sempre come “allievo di Sangiorgi”. Gli manca solo di bloggare, poi sarebbe perfetto..
≡ Fiorenzo on Dicembre 7, 2006 09:23[scheeerzo..]