Decanter Magazine ogni anno pubblica un supplemento alla sua edizione mensile, interamente dedicato all’Italia. Quest’anno con l’ultimo numero in edicola  (Febbraio 2007), tra le 96 pagine di Italy 2007 c’e’ un bell’articolo sulla costa della Toscana, a firma di Richard Baudains, intitolato "Making Waves".  L’incipit recita "the tuscan coast represents everything that is modern, new and dynamic, and unhampered by tradition".

Questa è la chiave di lettura di Baudains, che vive in Italia (a Gorizia) da molti anni e può essere considerato un profondo conoscitore dei vini italiani. Sono abbastanza d’accordo con lui, anche se questo ci lascia la responsabilità di creare veramente una tradizione, di cominciare ad avere le idee chiare sul dove e come vogliamo arrivare a definire la costa della Toscana, ed in particolare per me, la Maremma.

Ci sono stati investimenti ingentissimi in questi anni, grandi nomi del mondo del vino hanno messo su aziende importanti, è ora che si cominci a fare un po di chiarezza e a dimostrare il valore vero delle zone con dei vini di personalità, in grado di interpretare il territorio.

Nota personale: tra i "best from the coast" mi compiaccio di ritrovare il Morellino di Scansano Capatosta 2004, con il Decanter Award, le 5 stelle che danno la definizione di "outstanding" (The most refined, elegant example of the DOC. Intense cherry aromas with hints of vanilla spice, great texture and a long sweet fruit finish.). Gli altri vini segnalati con 5 stelle nello stesso articolo sono: Le Macchiole, Scrio 2004; Michele Satta, I Castagni 2003; Montepeloso, Eneo 2004; San Gervasio, A Sirio 2004, Tenuta San Guido, Sassicaia 2003.

 



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8 Comments so far


  1. Sono d’accordo con Baudains, complimenti per il Capatosta!

    Luk

    Luca Risso on Gennaio 6, 2007 11:35
  2. Ottimo, Gianpaolo. Richard (che conosco personalmente) è un personaggio un po’ schivo, ma molto serio e profondo, e un buon degustatore di vini italiani.
    Sul tuo Capatosta non avevo dubbi (grazie ancora per l’omaggio!!), il giudizio del collega è solo una conferma: quando il vino è buono, è buono e basta.
    L’augurio è che presto accanto a te si affaccino altri nuovi talenti, in grado di dare della Toscana un’immagine meno stereotipata da quella - ormai un po’ frusta - che oggi va ancora per la maggiore…

    L.

    ≡ Lizzy on Gennaio 6, 2007 19:40
  3. Visto dal Belgio, il vino toscano sembra essere inacessibile… troppo caro. Una bottiglia a 30,40,50 euros. Il Belga non vuole pagare uno prezzo simile. Purtroppo siamo grandi amatori di vino (francese), ma anche italiano. Ma la gente dice sempre che non trova vini italiani buoni entra i 10/20 euro. Penso che è un mercato da prendere (non so se è cosi che si dice).
    Auguri per 2007 e per il Capatosta!

    PS : su google.it se si cerca “vino inacessibile”, al primo posto della ricerca viene il blog poggioargentiera…

    Oly on Gennaio 7, 2007 15:35
  4. Il destino del vino italiano è legato alle consuetudini e alle abitudini dei vari paesi. Purtroppo il Belgio, per tradizione francofona, non è uno dei mercati di riferimento per il vino italiano di qualità (tralasciamo quindi tutto il resto) nonostante una presenza italiana quantitativamente numerosa. Più è difficile l’inserimento e più i vini saranno cari, nonostante in partenza i prezzi siano corretti. Se si prende un mercato come quello tedesco, certamente sviluppato in altra maniera, i prezzi saranno già più corretti. Un esempio, il nostro Morellino Bellamarsilia si può comprare da Hawesko a euro 9,90 (http://www.hawesko.de/cgi-bin/WebObjects/FrontApp.woa/wa/?random=06337864631868251), un prezzo solo lievemente superiore a quello che si trova nelle enoteche italiane in media.
    Per quanto riguarda “vino inacessibile” ho scoperto perché: c’e’ un errore in uno dei commenti, infatti sarebbe “inaccessibile”.
    Ciao

    Gianpaolo on Gennaio 7, 2007 19:04
  5. Per quanto riguarda il link di sopra, non funziona come riferimento diretto, bisogna andare sul sito www.hawesko.de e poi usare la funzione di ricerca in alto a sinistra mettendo la parola chiave (morellino per es.).

    Gianpaolo on Gennaio 7, 2007 19:07
  6. Complimenti Gianpaolo!
    Un altro riconoscimento importante per il tuo lavoro, te lo meriti proprio.

    Giampiero alias Aristide on Gennaio 8, 2007 10:26
  7. E’ solo una ulteriore conferma della tua bravura.
    Per quello che riguarda i prezzi dei vini italiani ti copio quello che mi ha scritto il titolare dell’enoteca di Londra per il quale sto, come sai, cercndo vini italiani da affiancare ai vini francesi che vende già:
    “As a guide, the wine with D.O.C and D.O.C.G. are more expensive and based on what we buy currently from France i.e. A.O.C. the prices are double for the same or more or less the same grade of wine as produced in France. Do you know why the Italian wine are more expensive?”
    Chiaramente il confronto fatto sul grado è fuorviante,(è sul grado che pagano le accise) però è vero che a parità di qualità i vini francesi costano meno, e qui parliamo di prezzi ex cellar.
    Ciao e ancora complimenti.

    ≡ borntowine on Gennaio 11, 2007 23:43
  8. Come stai?
    (Sono Nicola, Arcimboldo Grosseto)
    L’etichetta è molto azzeccata e sicuramente vincente.
    L’unica cosa credo che manchi un riferimento nel nome del vino (tra l’altro molto bello) allo Syrah.
    Approfitto per salutarti.
    Auguri e successo.

    ≡ Nicola Alocci on Gennaio 19, 2007 15:28

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