Eccoci qui con un nuovo vino, che uscirà intorno ai primi di Aprile. Si tratta di un IGT Maremma Toscana Rosso, proveniente dai nuovi impianti del Podere Keeling (non iscritti all’Albo del Morellino, che è chiuso dal 2000). Si tratta di un blend paritario di Syrah e Alicante, una specie di piccolo Finisterre.

Quelli che seguono il blog sapranno che c’ho una certa fissa per l’Alicante, e qui si ripete. Per me è un vitigno straordinario, capace di dare un  marchio molto forte e molto mediterraneo ai vini.

Questo sarà un vino non caro, intorno agli 8 euro in enoteca, ma spero che riesca a dare un buon messaggio del territorio.

L’etichetta l’ho fatta ieri, è solo una bozza. Se qualcuno ha voglia di dirmi la sua e mi da qualche consiglio per migliorarla gliene sarò grato. Anzi, per tutti i quelli che mi danno un consiglio buono che verrà utilizzato metto in palio 6 bottiglie di Alì non appena escono dalla cantina.

Precisazione: da alcuni commenti mi sembra di capire che è meglio che vi inquadri l’etichetta sulla bottiglia (bozzaccia), per capire bene le proporzioni, eccola:

Ultimissime: ricevo delle bozze bellissime  da parte di Sergio Bezzanti. Almeno 6 bottiglie sono già andate!



≡ Category: Vino |




46 Comments so far


  1. In bocca al lupo per il neonato! Io non capisco cosa c’entrano le biglie sul lato sinistro (presumo per un fatto di simmetria…) e non mi piacciono le scritte in verticale.
    Perche’ non provi a scrivere in piccolo 2006 in un angolo (in basso o in alto) e dall’altro angolo a mettergli i gradi alcolici?

    bacca

    PS considera che ci capisco di meno ancora di etichette che non di vini!

    ≡ bacca on Gennaio 11, 2007 10:09
  2. Gianpaolo, mi candido subito per le 6 bottiglie!!!
    Ecco il mio consiglio buono:
    vogliamo mettere questo nuovo vino (e magari anche gli altri) *in vendita online*? :-D
    Il consiglio non è buono, è bonissimo, perciò considero già incamerate le mie 6 bottiglie!
    Mandami il listino al pubblico e i costi da aggiungere per le spedizioni, e preparo tutto!

    Antonio Tombolini on Gennaio 11, 2007 11:59
  3. Caro Gianpolo,
    quanto meno occuperei un po’ piu di spazio, ingrandendo logo e nome e affiancadoli orizzontalmente. Logo e nome.

    Eliminerei anche “della” lasciando solo, centrato “Maremma toscana”.

    Prosit! :)

    ≡ Luca Conti on Gennaio 11, 2007 12:18
  4. Anto’, nun ce provà! Il consiglio è buono, ne avevamo già parlato, adesso mi ripiglio l’email e poi ti mando il tutto, però le condizioni erano chiare: mi devi dare un contributo sull’etichetta che poi verrà incorporato!

    Gianpaolo on Gennaio 11, 2007 12:32
  5. Uhmm..onestamente non mi piacciono le scritte bianche su fondo nero. Le ho sempre trovate poco comprensibili, specie da lontano.
    Suggerirei un fondale più chiaro. E mi associo nella perplessità sulle scritte verticali ;)

    Daniele on Gennaio 11, 2007 13:18
  6. Do per certo che sarà un vino eccezionale.

    A me Alì ricorda l’arabo, ed in effetti Alicante è in Spagna, ed è stata dominata dagli arabi. Perciò metterei degli elementi arabeggianti a lato (o al posto delle bolle, oppure dall’altra parte). Nulla di barocco, ma qualche forma arrotondata (ahimé non sono un disegnatore!).

    Oppure addirittura - e qui azzardo - al posto della chiocciola (che mi ricorda fin troppo slow food), un’immagine in negativo di Averroè, filosofo di Siviglia (ok, è un po’ più in giù di Alicante) che rappresenta uno dei più importanti legami tra il mondo mediterraneo e quello arabo.

    Forse troppo cervellotico? Probabile, ma Alì è questo che mi richiama.
    Ciao!
    Angelo

    Angelo Recchi on Gennaio 11, 2007 13:22
  7. Senza spiegare le modifiche con contorsioni di parole, ho preparato direttamente una bozza che puoi vedere a questo indirizzo:

    http://webnewsblog.net/immagini/etichetta.jpg

    Emanuele on Gennaio 11, 2007 13:45
  8. Personalmente Alì a me non piace. Non vedo bene (a parte l’eufonia) il riferimento ad una cultura estranea al vino, ed in più, con i tempi che corrono, non vorrei che qualche sciamannato se la pigliasse a male per l’accostamento alla bevanda satanica di un nome che sarà senz’altro sacro per l’Isalam.

    Luk

    Luca Risso on Gennaio 11, 2007 14:14
  9. ………….Maré?

    Luk

    Luca Risso on Gennaio 11, 2007 14:15
  10. e chi sono io per non provare a dare un buon consiglio a un bisognevole?

    eccolo: io tenderei a non diminuire troppo i cerchi sulla sinistra. primo per mantenere una coerenza grafica con la scritta dell’anno, ma soprattutto perchè ci vedo bene dentro, eventualmente e in futuro, le lettere di una denominazione. D.O.C.G. già avrebbe la G minuscola :)

    Tambu on Gennaio 11, 2007 14:21
  11. OT: nella scheda prodotto del Finisterre, il correttore automatico di Word ha cambiato “Keeling” in “Feeling” ;-)

    ≡ massj on Gennaio 11, 2007 14:55
  12. Eh, quanta grazia…che sarà il vino messo in palio?
    @Daniele: io invece le trovo sempre molto chiare, tanto più che la finitura delle etichette è opaca e quindi contrasta bene.
    @Angelo: emmhhh…no! Non ce la vedo la faccia di Averroè (ma che faccia ha?). La spirale è il nostro marchio da 9 anni, e funziona bene, quindi quello deve rimanere.
    @Luca: credo che si debba scrivere “della Maremma Toscana” se non si vuole scrivere “IGT Maremma Toscana”, però devo sempre farle esaminare, non si sa mai.
    @Emanuele: grazie per la bozza, ma se vedi la bottiglia ti accorgi che mettendolo affiancato nome e marchio, nessumo dei due viene centrato.
    @Luca: Alì è il nomignolo con il quale tra di noi in cantina chiamiamo l’Alicante (Alì Babà, per essere precisi…). Per il discorso islamico non direi, tanto più che per ovvi motivi noi in quei paesi non abbiamo mercato. Maré non è male neanche. Il problema è anche trovare un nome che non sia già registrato (http://oami.eu.int/).
    @Tambu: grazie…

    Gianpaolo on Gennaio 11, 2007 14:57
  13. Le palline a sinistra le configurerei come unico elemento non “elementare” dell’etichetta, ma “complesso”. Ovvero: le farei diventare delle forme irregolari, vicine al cerchio ma “sbavate”, per così dire (una gocciolina di vino allargata su un foglio di carta assorbente?), tutte diverse fra di loro, mantentendo la scala decrescente in dimensioni.

    ≡ Lorenzo on Gennaio 11, 2007 15:04
  14. Ho inviato le mie proposte per mail. :)

    Sapientone on Gennaio 11, 2007 15:32
  15. A parole è difficile, sulla falsa riga ho fatto questo
    http://zoommolo.blogspot.com/1999_02_01_zoommolo_archive.html
    Immagino che l’etichetta avrà anche un retro, quindi li si potrebbe mettere “Alicante della Maremma Toscana”, i cl. e la gradazione e tutto ciò che è burocratico.

    A presto, Mirko

    Mirko on Gennaio 11, 2007 15:49
  16. A me piace così com’è. Silvia

    ≡ Silvia on Gennaio 11, 2007 17:56
  17. Prima bozza:
    A mio modesto avviso la chiocciola fa troppo slow food.
    Il font tipo courier lo trovo molto noioso a parte la prima occhiata.
    Buoni i colori.
    Proposte Bezzanti:
    Bellissime, in particolare quelle con quella specie di delta al contrario.

    ≡ francesco.pasqualini@poste.it on Gennaio 11, 2007 19:19
  18. Concordo con qualcosa di più irregolare sulla sinistra (tipo macchia o scolatura), in alternativa simil rettangolare. Propongo riserva serigrafica su nome, chioccia e accento a goccia rossa in rilievo sulla ì del nome.

    cristiana galasso (cla') on Gennaio 11, 2007 21:37
  19. @Lorenzo: potrebbe essere una soluzione, per un tipo di etichetta meno grafica, come quelle di Sergio Bezzanti ad es.
    @Sapientone: mmmhhh, grazie delle ben 10 proposte, però sono tutte uguali, cambia solo il font del nome.
    @Mirko: troppo gotico per me.
    @Silvia: grazie!
    @Francesco:quello della spirale è il mio marchio, non è questa etichetta, è su tutte. Quando l’ho creato non pensavo a Slow Food, giuro, è venuto fuori per caso da Corel Draw. Cercavo un simbolo essenziale e grafico e mi è piaciuto. Ormai non si cambia. Per la precisione si tratta di font Prestige, prima volta che lo uso, a me non dispiace.
    @Cristiana, non ho mica capito bene cosa intenti per riserva serigrafica.

    Gianpaolo on Gennaio 11, 2007 22:18
  20. Sì hai ragione l’Alicante è grande.
    Bellissimi i lavori di Bezzanti.
    Continua con la spirale, è un segno semplice resta in mente.
    Non sottovaluterei la stupidità di qualche estremista islamico, stupido in quanto estremista non in quanto islamico, potrebbe sentirsi offeso per l’abbinamento fra un nome sacro ed una bevanda come il vino.
    In Veneto Alì Market è una catena di supermercati del gruppo Selex.

    ≡ borntowine on Gennaio 11, 2007 23:25
  21. io comprimerei i cerchietti rossi a sx e li sormonterei con un’astina rossa orizzonatale a mo’ di grappolo stilizzato.

    in bocca a bacco per Alì!

    marco on Gennaio 11, 2007 23:55
  22. Bhe, la mia ipotesi riguardava più che altro la disposizione dei vari elementi. Per il font del nome ho proposto diverse ipotesi solo come sfizio personale. :)

    Sapientone on Gennaio 12, 2007 00:53
  23. Miii… quanti consigli “disinteressati”! ;-) Ne attira più una bottiglia di vino etc…

    Quindi, Gianpà, per le mie sei bottiglie vorresti un consiglio sull’etichetta, eh? Ok, eccolo qua (e contestarmi che è vecchio non vale): mettici (davanti o dietro, graficamente non capisco una s3g4) una voce che dice così “Ingredienti: …….”.

    Già che ci sono, punto alle 12 bottiglie: mettici anche, dietro, come sui libri, il prezzo. Sì, come il prezzo di copertina: “Prezzo al pubblico, € ….”

    Antonio Tombolini on Gennaio 12, 2007 00:57
  24. @Antonio: il prezzo al pubblico? Io ritengo, al contrario di molti, che sia una facoltà del rivenditore, enoteca o ristorante che sia, mettere il prezzo che decide lui. Se ritiene di ricaricare un vino 10 volte perché il suo locale è speciale, che lo faccia, sarà il cliente a decidere se è giusto o meno. Tanto più che ad es. nei ristoranti italiani è normale ricaricare un minimo del 100 % (ma conosco posti che fanno meno), mentre in Germania o Inghilterra è normale un ricarico del 200 % o più, sul prezzo che loro pagano che è maggiore di quello che pagano i loro colleghi Italiani a causa di trasporti, accise, ecc. Quindi, se prendiamo un vino che parte dall’azienda a 5 euro + IVa, in una enoteca italiana costerà 9 euro, in un ristorante 13-15 euro, in Germania o in Inghilterra 20-25 euro. Che prezzo dovrei mettere? Eppure tutti, ognuno a modo suo, sono giusti.

    Gianpaolo on Gennaio 12, 2007 07:39
  25. Gianpaolo, hai ragione su tutto il fronte, al 100%. E’ che mi intrigava l’idea del vino “aperto” e trasparente “come un libro” (di qui immaginavo il prezzo esposto, come quello “di copertina”). Ma hai totalmente ragione: cancella la seconda cassa da sei…

    Antonio Tombolini on Gennaio 12, 2007 08:08
  26. Quando ho aperto la tua pagina e ho visto l’etichetta, il primo pensiero è stato “bellissimo!”. Cosa? Tutto.
    Perciò, cestina pure questo commento. A quanto vedo dai commenti degli altri, sono l’unica che non capisce nulla di etichette e nomi.
    Curioso, perchè di mestiere faccio (anche) la copy, e ho appena lavorato all’immagine di un vino che è andato tutto completamente venduto (20 mila bottiglie)…
    ma ovviamente il merito era tutto del vino!

    ;-)))

    L.

    ps: Gianpaolo, noi due purtroppo ci conosciamo poco o nulla personalmente, ma credimi, sono una persona sincera. Se devo dire una cosa positiva la dico spassionatamente, e su quelle negative…a volte calco la mano persino un po’ troppo! ma di sicuro non dico ciò che non penso.

    Lizzy on Gennaio 12, 2007 09:05
  27. Gianpaolo, sei grande.
    Con l’opportuno incentivo, hai mosso l’interesse dei lettori.
    Ancora una volta sei il primo in Italia, credo, ad usare il blog per trarre suggerimenti su un elemento importante della tua attività. Bravo.

    L’etichetta dell’Alì è di grande impatto, concordo con Lizzy.
    Bellissima.
    Noto solo un’incoerenza: la chiocciola è un elemento del tuo marchio aziendale, ma non essendosi ancora affermata viene scambiata con qualcosa d’altro. Quello che manca nel ‘front-end’ della bottiglia è il marchio “PoggioargentierA”. Dal bozzetto che hai pubblicato non compare nella capsula in alto.
    A me sembrano ineludibili: marchio e logotipo insieme e davanti. Da questo punto di vista, l’impostazione del tuo Bellamarsilia è perfetta. Ti suggerirei di riprenderla per l’Alì e di coordinare, nel tempo a venire, l’immagine di tutte le altre tue etichette.
    Infine, sarebbe interessante vedere - a questo punto - la retro-etichetta…
    Ciao.

    Giampiero alias Aristide on Gennaio 12, 2007 10:40
  28. Una riserva serigrafica è una lavorazione successiva alla stampa che può coprire determinate zone. E’ una patina che ha un leggero spessore e provoca un effetto traslucido. Usato sulle scritte dà l’impressione di una stampa con lacca.
    Potresti usarla, aggiungendo forse anche un rilievo sulla chioccia e sull’accento della ì - ripeto - , accento che farei a forma di goccia. (Scusa se non invio bozza ma non ho mac nei dintorni.) A questo punto toglierei 2006 e palline. Molto essenziale ma curata, semplice, elegante.

    cristiana galasso (cla') on Gennaio 12, 2007 11:33
  29. P.S. se usi accento rosso a goccia sposta Syrah rosso a sinistra ed Alicante bianco a destra, mantieni però distribuzione attuale.

    ≡ cla' on Gennaio 12, 2007 11:36
  30. …il primo interesse sono le bottiglie of course, ma ammetto che le dispute grafiche mi arrapano ancora…

    ma prima di tutto devo dirti grazie oltrechè per il vino buono che fai, anche per il fatto di essere uno di noi che usa Corel contro l’armata Adobe Illustrator e company…corel…un programmino che non si interfaccia quasi mai mannaggia con le tipografie, almeno ai tempi miei… ;-)
    ora qualche spunto con un commento a parte: ogni suggerimento grafico può avere senso solo se provato e allora mi piacerebbe essere con te mentre giochi con le palette colori e caratteri sui vari suggerimenti e sulle tue idee…

    prima cosa: nome, carattere usato, colori, segni mi piacciono e quindi per me potresti pure andare in stampa così e le 6 bottiglie te le bevi alla ns salute…

    però se ti va di leggere ancora…

    1. togliere tutte le maiuscole dai nomi, il courier, mi pare sia lui o consimile, è il mio preferito e minuscolo è ben bilanciato nel nome del vino “alì” dove la “l” fa da vertice….okkei pippe mentali…ma nella grafica è essenziale farsele…

    2. fare etichetta rossa fuoco e scritte e chiocciola e palline a scelta nere e/o bianche…un po’ milanista forse, ma d’impatto, come il nome vuole;

    3. etichetta bianca, nome del vino e chiocciola fustellata a bucare la carta per scoprire l’anima rosso scuro del vino…idea un po’ ardita e costosa?!?! il pensiero non costa e il tuo vino, questo vino, mi sa di “ardito”, penetrante…

    me ne verrebbero altre, miiiii quanto mi piacerebbe esserci…

    ciao!

    paolo t.

    Paolo Tombolini on Gennaio 12, 2007 12:53
  31. Bell’etichetta, anch’io toglierei solo il “della” e lascierei solo Maremma Toscana. Per il resto ne prenoterei 6 bottiglie.

    Carlo Zaccaria on Gennaio 12, 2007 14:11
  32. Giampaolo,
    giungo a te dal blog di Aristide (blog nel quale da tempo leggo i tuoi ottimi interventi).
    Complimenti x l’iniziativa.
    Venendo all’etichetta: come molti altri commentatori l’ho trovata bella subito, alla prima occhiata (congratulazioni per essere, credo, un grafico “fai da te”, che opera con corel su PC …).
    Non voglio inimicarmi quanti ti hanno mandato bozzetti alternativi, ma credo che possa essere di grande soddisfazione vedere, sul proprio vino, la propria creazione grafica.
    Concordo invece con la perplessità riguardo il nome ALI’. Perchè non farlo diventare ALIC ? (chiaramente la C da pronunciarsi “dura”) oppure, per evitare dubbi ALIK ?
    Concordo anche con Ari, deve apparire la cantina sul fronte, non solo sul retro (non fosse altro che per chi stacca e colleziona l’etichetta).
    Buon lavoro e, spero, a conoscerci al VinItaly.
    alex

    ≡ alex merseburger on Gennaio 13, 2007 11:18
  33. Non commento sull’etichetta (ebbasta!) ma sul nome: Ali’ mi piace tantissimo, breve, semplice, “catchy,” tanto facile da dire e ricordare che anche un Americano possa ordinarlo senza esitazione!

    Excellent branding. (And I know I will love the Alicante/Syrah blend too.)

    Terry Hughes on Gennaio 13, 2007 15:39
  34. ALIRAH . Inserirei Poggio Argentiera al posto di Alicante e Sirah della Maremma Toscana che passerebbe in retroetichetta.

    Saluti
    Francesco

    ≡ wineisred on Gennaio 13, 2007 16:45
  35. In generale mi piace molto, concordo con Aristide su inserire PoggioArgentiera, ma soprattutto a livello di grandezza della scritte invertirei le proporzioni di Alicante/Syrah.
    Ovvero stesse posizioni, ma la scritta dei vitigni più piccole e Maremma Toscana più grande.
    Vogliamo differenziarci con il territorio????
    E far capire che Alicante e Syrah danno qualcosa di buonoin Italia, in Toscana, ma soprattutto in Maremma? :-))
    Ciao,
    Max

    Max-QM on Gennaio 13, 2007 17:49
  36. Alcune risposte:

    @Lizzy: mi fa piacere che ti piaccia così, non c’e’ nulla di male, anzi…
    @Aristide:la tentazione un po snobistica di nascondere il nome e puntare al simbolo ce l’ho sempre avuta. Il Capatosta, che posso dire per esperienza dopo quasi 10 anni è l’etichetta che è piaciuta sempre di più, è fatta proprio così, solo il nome del vino e il simbolo. Molte volte la gente si ricorda il simbolo - quel vino con la spirale - e non il nome. In più per me è una questione di chiarezza, non ci possono essere due scritte in evidenza altrimenti c’e’ confusione. Sul bellamarsilia, che è un Morellino, ho puntato sul nome dell’azienda, e poco sul nome di fantasia del vino, che in verità potrebbe anche non comparire - …vorrei il Morellino di Poggio Argentiera…. Pochi si ricordano il Bellamarsilia.
    @cla’: grazie, ora ho capito. Mi piace molto quel tipo di trattamento, però so che ha dei costi abbastanza alti, per cui ancora non mi sono deciso di usarlo (volevo la spirale a rilievo).
    @Paolo: grazie dei suggerimenti preziosi. Ti rispondo:1) mi piace l’idea delle minuscole, forse la userò (il font è prestige, mai usato, l’ho messo per caso e mi piace, ma potrebbe essere qualcosa d’altro di simile) 2).Etichetta rossa: era il mio primo pensiero, ma non riesco a farmela quadrare. Una macchia rossa grossa sulla bottiglia mi sembra un po piatta, in più le uniche scritte che davvero mi piacciono sul rosso sono le gialle. Il nero secondo me contrasta poco, e il bianco è un po violento. Mi piace per es quella di Bezzanti, perché è una combinazione di rossi. 3). La fustellatura come dici tu putroppo mi è vietata dal fatto che sono etichette autoadesive in rotolo, e secondo chi me le stampa non è possibile fustellarle in quel modo lì, ci vuole sempre un pezzo di “vuoto” che arrivi fino ad un bordo dell’etichetta, non so se mi sono spiegato.
    @Alex: grazie. Però mi state facendo venire la paranoia per il nome Alì: ma davvero pensate che qualcuno si arrabbi? Mica è un nome sacro o qualcosa del genere, o no? A me pareva che fosse un nome, punto.
    @Terry: grazie, la semplicità del nome mi sembra essenziale anche a me, lo sto imparando a mie spese.
    @wineisred: è un punto un po caldo, ma in realtà io punto su questo vino molto sulle varietà, sopratutto l’Alicante, che sto cercando di far passare come uno degli emblemi della maremma (e lo è). Essendo un IGT rivolto ad un pubblico non necessariamente superconoscitore (cioè, costa non tantissimo, in rapporto ad es. al Finisterre che è pure un IGT ma costa 35 euro), è importante che la gente sappia da subito quello che è. Il nome, un vino famoso se lo fa, e poi la gente lo beve senza neanche sapere che cos’e', ma un vino di consumo ha bisogno di un identità anche dal vitigno.
    @Max: penso di aver risposto anche a te con la risposta sopra.

    Il punto: il punto è che ancora non ho deciso quali cambiamenti apportare, se apportarli. E’ normale per me che dopo un prima bozza, abbia bisogno di un periodo di sedimentazione di qualche giorno, una settimana, per potermene distaccare e riguardarla in modo più obiettivo. Comunque vi assicuro che i consigli, anche quelli che non verranno usati, sono stati preziosissimi.
    E ora, vi sono dei VINCITORI? Si. Vediamo chi, e perché.

    Gianpaolo on Gennaio 14, 2007 15:03
  37. Non per insistere:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Ali_ibn_Abi_Talib

    Non c’è una moschea a Grosseto? Prova a chiedere così ti cavi dagli impicci.

    Luk

    ≡ Luca Risso on Gennaio 14, 2007 19:24
  38. Giampaolo,
    stiamo lavorando, con corel, alle etichette dei nostri formaggi e ricotte e da quando ho letto il post penso a come modificherei (non so se in meglio..) la tua etichetta e così mi distraggo dal mio lavoro …in realtà forse mi distraggono le tue bottiglie :-))
    Ed allora ecco la mia proposta:
    visto che è un 50 e 50 tra Sirah e Alicante dividerei esattamente a metà l’etichetta con i due colori rosso e nero.
    Scriverei ovviamente a colori inversi i nomi dei vitigni, rosso su nero e viceversa
    Il logo lo metterei esattamente al centro così come la lettera “l” di Alì, scritti in bianco così come il richiamo alla maremma.
    … ecco spero di essermi liberato ;-) Un caro saluto!

    ≡ francesco travaglini on Gennaio 15, 2007 12:15
  39. Forse qualcuno l’ha già detto (Luk?): l’unica cosa che davvero non va, a mio parere, è il nome. Alì. Se vuoi essere coerente con il vitigno/prodotto allora farei ALICANTO, cioè un “canto d’ali”, così Alì diventa “ali” (le ali per volare) e si aggiunge il “canto”, cioè una piacevole melodia che si sprigiona da un’armonia di uve e di sensazioni olfattive (e così, in pratica ti ho creato il concetto base per il retrobottiglia oltre che il nuovo nome :-)

    Poldo Wine on Gennaio 15, 2007 20:22
  40. Complimenti! Non aggiungo commenti, non perché non perché non ne valga la pena, ma perché ormai hanno detto molto gli altri.
    Io di mio vorrei solo dire che il colpo d’occhio mi piace molto.

    fradefra on Gennaio 15, 2007 22:55
  41. Pero’ l’idea di mettere in etichetta il prezzo e’ grandiosa, non il prezzo finale ma il prezzo sorgente.
    E’ una delle ultime battaglie di Veronelli.

    ≡ Francesco Pasqualini on Gennaio 16, 2007 10:58
  42. Come stai?
    (Sono Nicola, Arcimboldo Grosseto)
    L’etichetta è molto azzeccata e sicuramente vincente.
    L’unica cosa credo che manchi un riferimento nel nome del vino (tra l’altro molto bello) allo Syrah.
    Approfitto per salutarti.
    Auguri e successo.

    ≡ Nicola Alocci on Gennaio 20, 2007 15:20
  43. @Francesco: però anche il prezzo non è uguale, ci sono prezzi per la distribuzione diretta (con agenti) e prezzi per la distribuzione indiretta (distributori). Poi, in linea di massima, con tutto il rispetto per Veronelli, mi sembra un idea alquanto demagogica. Del resto non mi sembra un concetto diffuso in nessuna tipologia di beni, non è che quando uno compra un cappotto o una macchina o un telefono o un PC ci trova il prezzo sorgente, no? L’ho già detto, per me il ricarico effettuato dal ristoratore e dall’enotecario (a quello servirebbe il prezzo sorgente, a “smascherare” presunti eccessivi ricarichi) non è il problema. Non vedo perché uno non dovrebbe essere libero di effettuare il ricarico che vuole. Il problema è creare condizioni per un vero mercato, fatto di concorrenza.
    @Nicola, grazie del suggerimento, sul nome stiamo ancora lavorandoci su, saluti anche a te.

    Gianpaolo on Gennaio 21, 2007 08:01
  44. Gianpaolo, I would like to do a little follow-up posting about your recent successes, especially the launch of Ali’. Of course I’d like to put a US spin on the story, with some idea of when Ali’ might be available in this country and so on. Any chance of that?

    Regards,

    Terry

    Terry Hughes on Gennaio 21, 2007 14:11
  45. Terry, I couldn’t say, honestly.
    I’ll have to convince Empson to buy this wine, and it won’t be easy. One of their main focus at the moment is to keep the amount of different wines from each winery as small as possible. So, I’ll have to fight and show them that such a wine can be successfully imported and sold in the US. In the best scenario I wouldn’t envisage anything earlier than next september.

    Gianpaolo on Gennaio 21, 2007 22:37
  46. ciao giampaolo, volevo un’informazione, premetto che sono di grosseto..mi potresti dire dove viene fatta la vendita al dettaglio dei vostri vini? vorrei acquistare tutte e 6 le bottiglie di vino che produci.. Grazie dell’informazione sempre che tu me la possa fornire!
    P.s.: dimenticavo i complimenti!

    ≡ marco on Gennaio 23, 2007 21:31

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