
Prima cosa: l’help desk del Monte dei Paschi di Siena, non solo non è 24/7, ma addirittura è chiuso per pranzo. Mi immagino questi (per la maggior parte scortesi) impiegati che tirano fuori il loro cartoccino, con il panino o la schiscetta con i rigatoni.
Seconda cosa: ho da poco installato, per la verità è stato un autoaggiornamento, la versione 7 di Microsoft internet explorer. Non funziona più l’home banking, solo con il Monte dei Paschi. Provato a chiamare l’help desk: inutile. Andato in banca:mi hanno passato il telefono di un tecnico. Telefonato al tecnico: il MPS non supporta ancora questa versione di Mic Explorer, la stiamo ancora valutando.
Non so se devo essere più orgoglioso, per questa prova di forza del nostrano Istituto di Credito nei confronti della Microsoft, nonostante i milioni di utilizzatori mondiali del software in questione, oppure dichiarami basito nel constatare sempre più i segnali di un arretratezza mentale e un atteggiamento verso i clienti ormai da barzelletta del sistema italiano (mia moglie Justine è più basita di me).
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Il “cuore” mi farebbe propendere per la prima ipotesi - stanti i numerosi Mac-qualcosa in lettura…. ;-))) - ma il cervello mi dice che no, è corretta la seconda.
Il mio “terzo occhio” poi mi assicura che le due ipotesi sono assolutamente vere insieme.
L.
≡ Lizzy on Gennaio 16, 2007 13:12ps: Gianpaolo, hai la mia più totale comprensione. In questi giorni anch’io mi sto “divertendo” con l’home banking, tipo pagamenti online del famigerato F24 e simili.
E’ una vera goduria: non funziona niente. Perchè faccio delle cose che non dovrei fare e non faccio quelle che dovrei fare.
Peccato che le “istruzioni per l’uso” di s’to cavolo di banca debbano essere una sorta di scienza infusa per pochi eletti, dato che nessuno me le ha mai date, nè le trovi scritte da alcuna parte…
Adesso voi spiegatemi una cosa: se andavo in banca il giorno della scadenza a pagare l’F24, mi facevo la fila, ma una volta consegnato il modulo, ero a posto.
Adesso l’F24 lo faccio online. L’ho fatto stamattina: appena entrato nel sito mi avvertono “Hey, è tardi! L’F24 è meglio metterlo su entro le 18.00 del giorno prima!”. Mah… vado avanti… compilo, salvo, autorizzo… mi viene fuori un “disclaimer”: “Hey, siccome l’hai fatto oltre i limiti di tempo previsti, potrebbe accadere che il pagamento venga effettuato in ritardo, eventuali sanzioni ecc. ecc…”. COSA?!? Ma porca puttana, ma ho già la scadenza dello Stato, e mi devo calcolare pure la scadenza della banca? E inoltre: ma per quale cazzo di motivo i dati che IO, usando del MIO tempo e della MIA BANDA INTERNET, ho inserito e inviato al server della banca, per quale cazzo di motivo dicevo non dovrebbero essere ELETTRONICAMENTE IMMEDIATAMENTE PROCESSATI?!?
Sono sempre più sconvolto.
≡ Antonio Tombolini on Gennaio 16, 2007 15:32Sono d’accordo! Mi dovete spiegare perchè ci dobbiamo sciroppare questo problema: Mi spiegate perchè la banca, che comunque pago, non mi svolge più questo servizio? Grazie alla bella pensata del governo! Sono del tutto sconvolto da questa capacità burocratica di rovinare la vita alle persone. Un altro motivo che non mi fa capire cosa passa nella testa degli attuali governanti…
≡ leonardo romanelli on Gennaio 16, 2007 19:20La mia dolce metà ha un conto alla MPS che sta chiudendo. Quando ho visto l’home banking sono inorridito. Non che altri siano spettacolari, ma in genere fanno il loro dovere più o meno. Quello che mi ha sconcertato, oltre al fatto di fare il controllo del browser per cui con certi browser su Linux non si può usare, è che si può usare su un solo pc.
Cioè se voglio usare l’home banking da casa, dall’ufficio e da un internet point in cui sono in viaggio non posso.
Inoltre se per caso si reinstalla il pc, bisogna andare allo sportello a farsi ridare il certificato di accesso. Alla faccia dell’home banking.
≡ massj on Gennaio 18, 2007 10:05Uhm…questo Monte mi sta letteralmente franando nell’immaginario (collettivo e non)…
sarà per questo che stanno cercando di tirar su un po’ di soldini, e mettono in vendita Fontanafredda?
L.
≡ Lizzy on Gennaio 18, 2007 12:47Gia’ venduta, mi pare.
≡ Fiorenzo on Gennaio 18, 2007 15:36Ho anch’io l’home banking dell’MPS e finora mi sono trovato sempre relativamente bene (a parte la stupidaggine di dover continuamente reinstallare il certificato di sicurezza). Non e’ vero che si puo’ usare solo su un computer. E’ sufficiente copiare/esportare il certificato di sicurezza e lo si puo’ usare anche su un’altra macchina. Dichiarano di aver messo a disposizione anche l’opzione di accedere da qualunque pc con un certificato usa e getta, ma non l’ho mai provata, ne’ credo che osero’ mai.
≡ filippo on Gennaio 22, 2007 12:54Circa il vergognoso stato di assenza di concorrenza reale evidenziato dalle condizioni che le banche italiane praticano, sto seriamente pensando di rivolgermi all’altra mia banca, la Barclays Bank britannica, e chiedere loro se per caso possono gestirmi anche un conto in euro, e nel caso a quanto. Vorro’ vedere quali e quanti paletti legali ci saranno per impedire a una banca non italiana di venire a tenere il conto “in Italia” a chi avesse voglia di “invitarli”.
E’ vero che si può esportare i certificati ed usarlo su altri PC. A me sembrava buffo, per non dire ridicolo, che spaccino la loro inadeguatezza nell’aggiornarsi al explorer 7, adducendo la scusa che prima vogliono assicurarsi che non vi siano rischi per la loro clientela. Ma se ci sono milioni di utenti nel mondo, e tra l’altro tutti gli altri home banking funzionano (ne ho altri due che non hanno problemi con la nuova versione del browser). E’ questo che mi imbestialisce, che ti prendono anche per i fondelli.
≡ Gianpaolo on Gennaio 22, 2007 14:28Io credo comunque che ci sarebbe materia per l’antitrust quando un servizio viene reso dipendente dal fatto che per altre cose ci si serva da un ben preciso fornitore. Gia’ ero entrato in questo ordine di idee quando a un concorso per l’abilitazione all’insegnamento notai che la prova pratica di “informatica” si basava sulla proficienza non con un generico foglio elettronico, bensi’ proprio con Micro$oft Excel. Oltretutto queste dipendenze strette sono il chiaro segno che il programmatore in questione non sa fare il suo lavoro. Ma del resto l’Italia e’ piena zibilla di persone che non sanno fare il loro lavoro e che tale lavoro conservano solo grazie a rendite di posizione intoccabili e inamovibili. Altro che fra i “politici”! La vera rivoluzione in Italia va fatta fra di noi! Fra la “gggente”.
≡ filippo on Gennaio 23, 2007 13:12