
Perché secondo me l’Italia è un paese in grave pericolo rispetto ai paesi più moderni, e perché le aziende che vi operano partono con un grave handicap?
Faccio un caso concreto: prendiamo un azienda agraria che decide di aggiungere un PC nuovo e più moderno alla sua piccola rete aziendale di tre PC, e vuole cercare di accedere ad una connessione internet veloce.
1) Paese moderno, es Inghilterra:
a) si abbona ad una delle tante connessioni a banda larga disponibili. Viene il tecnico in 24-48 ore e installa l’ADSL
b) viene il tecnico del PC, lo installa, riconfigura la rete e se ne va. Massimo 48 ore
c) i vari programmi (contabilità, home banking) vengono reinstallati reinviando per posta CD e tramite Help desk telefonico.
Il tutto prende in totale una settimana, a dire tanto.
2) Paese arretrato, es. Italia:
a) non esiste una connessione veloce disponibile. Massimo possibile ISDN. Si decide per quella, almeno libero una delle due linee telefoniche. Ci vogliono due visite del tecnico telecom (gentile) e decine di chiamate al numero telecom (non gentile). Appuntamenti saltati, incomprensioni varie. Passa più di un mese e tante, tante ore buttate.
b) viene il tecnico del PC, lo installa e riconfigura la rete. In un paio di volte ce la facciamo. Non male tutto sommato.
c) vengono i tecnici del programma di contabilità, c’e’ una nuova release da installare nel frattempo. Viene una prima volta, e installa in modo sbagliato il server ed i client. Viene una seconda volta ma si accorge che di un programma necessario per fare girare il software di contabilità, il Pervasive , Database, ci è stata fornita una sola licenza. Noi abbiamo tre macchine, e paghiamo la licenza per tre applicativi, ma all’inizio per farci risparmiare (e invogliarci all’acquisto del pacchetto…) ci è stata installata la stessa licenza pervasive sulle tre macchine. Ora non è più possibile e si devono comprare tre licenze. Ok, si faccia. Passano 10 giorni, ancora non hanno ricevuto il CD e noi stiamo ancora lavorando su una sola macchina! Tutto sbagliato, ho perso venti giorni, non posso ancora lavorare come dovrei e mi cercheranno (!) di addebitare tre interventi.
d) dell’Home Banking MPS ne parlo nel post precedente. Comunque al momento non è compatibile con Microsoft Explorer 7. Passo le ore a parlare al telefono e ad andare in banca. Dopo una settimana lo devo installare su una macchina con Explorer 6.
e) Home banking BNL. E’ configurato come se dovesse accedere alla base di lancio di missili nucleari. Server Proxy, Smart Card, due certificati da installare. Mi accorgo di avere il CD. Penso che sia una versione vecchia. Telefono al call center dove mi dicono che c’e’ una versione nuova, me la potrebbero spedire, ma è più facile se vado in banca dove l’avranno senz’altro. Passa ancora tempo, vado in banca, mi fanno la riemissione del PIN, non c’e’ il tecnico, ma mi dicono che mi arriverà tutto a casa. Passa qualche giorno e mi arriva solo la smart card. Ritelefono, questa volta il tecnico c’e', meno male. Mi conferma che loro hanno solo una copia del software, se voglio me la presta, ma poi gliela devo riportare. Cioè: devo andare in Banca in centro, prendere il CD, tornare a casa e installarlo, ritornare in centro e riportalo in banca. Ma scusi, chiedo io, non mi può masterizzare il CD e spedirmelo? Risposta: non ho il masterizzatore.
Serve altro?
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….però se conosci il cuggino del’impiegato telecon addetto allo smistamento interventi in un giorno si risolve tutto. Quanto all’home banking se ci fosse una seria concorrenza (e non una lobby) tra le banche, tutto sarebbe come in UK. Ma ti rendi conto di cosa vuol dire concorrenza? Tutti si riempono la bocca di liberalizzazioni e concorrenza, ma stringi stringi concorrenza significa che se non sei efficiente, vai a casa. Punto. Prova a far passare questo concetto in Italia dove il posto fisso è un dogma più inviolabile della verginità della madonna!
PS come vanno i bianchi sperimentali?
Luk
≡ Luca Risso on Gennaio 19, 2007 09:37Ripeto: minacciare, minacciare e ancora minacciare. Di fargli causa per mancato guadagno, di scatenargli addosso la stampa locale (=danno all’immagine, con titoli del tipo “L’inefficienza della Telecom danneggia nota azienda del vino - Il titolare fa causa al gestore per milioni di euro” e simili).
Forse sei troppo English, Gianpaolo, ovvero troppo gentleman.
In questi casi infatti si risveglia la mia parte di sangue romano (mi ribolle sempre di fronte a simili manifestazioni di incompetenza/soprusi/arroganza), e le “belle” maniere per le quali a volte andiamo famosi.
Se poi dico che sono anche giornalista il gioco è fatto.
Comincia a far la voce grossa, insomma: chissà che qualcuno non si affretti a far qualcosa, foss’anche soltanto presentarti le loro scuse per cotanta asineria. A volte sono gradite anche quelle.
Lizzy
≡ Lizzy on Gennaio 20, 2007 10:51Ripeto: minacciare, minacciare e ancora minacciare. Di fargli causa per mancato guadagno, di scatenargli addosso la stampa locale (=danno all’immagine, con titoli del tipo “L’inefficienza della Telecom danneggia nota azienda del vino - Il titolare fa causa al gestore per milioni di euro” e simili).
Forse sei troppo English, Gianpaolo, ovvero troppo gentleman.
In questi casi infatti si risvegliano la mia parte di sangue romano (mi ribolle sempre di fronte a simili manifestazioni di incompetenza/soprusi/arroganza), e le “belle” maniere per le quali a volte andiamo famosi.
Se poi dico che sono anche giornalista il gioco è fatto.
Comincia a far la voce grossa, insomma: chissà che qualcuno non si affretti a far qualcosa, foss’anche soltanto presentarti le loro scuse per cotanta asineria. A volte sono gradite anche quelle.
Lizzy
≡ Lizzy on Gennaio 20, 2007 11:03@Lizzy: il problema purtroppo non è un singolo nodo della catena che è inefficente, ed allora giustamente uno può protestare e passare all’azione, come dicevi tu. Il problema è l’inefficenza, il pressapochismo, l’ignorare il concetto di “servizio al cliente” o forse di “cliente” tout court, diffuso e spalmato in tutta la società dei servizi oligopolisti. Ovvero, la mancanza di condizioni di concorrenza vere, ovvero che mettano il consumatore nelle condizioni di scegliere di mandarti a quel paese e rivolgersi al servizio più efficente. Le mille banche italiane, assoluta anomalia nel mondo considerando che le banche in UK non sono neanche una decina, non sono affatto garanzia di concorrenza, essendosi blindate i clienti con condizioni capestro che fanno si che per migrare da una banca all’altra uno sia disposto a peripezie e spese che nella maggior parte dei casi scoraggiano la scelta. E così è per la maggior parte dei casi. Qui è dove dovrebbe subentrare l’azione dello Stato, nell’imporre regole che permettano una scelta libera in un mercato libero nei fatti. Una delle conquiste maggiori di questo paese, anche se tanto deve fare e forse non basterà, sono le Autorities, come quella sulla concorrenza. Ma la questione è anche culturale, non c’e’ da noi la cultura della concorrenza e del libero mercato, lo vedo tutti i giorni.
≡ Gianpaolo on Gennaio 21, 2007 08:12Io e’ dai primi di dicembre che cerco di avere l’installazione della linea telefonica. Tramite internet, si capisce, visto che non posso chiamare il 191 dall’UK. Ma e’ da allora che il servizio di registrazione online e’ momentaneamente sospeso (per fortuna la deadline per la promozione per cui ti becchi l’ADSL senza dover pagare il contributo attivazione, viene procrastinata indefinitamente). Trovandomi in Italia per le feste ho deciso di perdere un’ora del mio tempo al telefono, ascoltandomi tanta musica al loro 191. Ho fatto la domanda. Mi e’ stato detto che il giorno dopo avrei ricevuto una chiamata sul cellulare per fissare i dettagli. Qualcuno l’ha ricevuta quella chiamata, magari per sbaglio al posto mio? Ora sto riprovando online ma nisba.
≡ filippo on Gennaio 22, 2007 13:11Ma stanno lavorando in perdita e cercano di mandar via i clienti, forse?
Comunque Lizzy ha ragione: bisogna rompere i coglioni. Minacciare, se necessario. E fare partacce, in faccia a tutti. I cialtroni vanno svillaneggiati come tali. Che vadano a guadagnarsi il pane onestamente, anziche’ rubare stipendi-sinecure od onorari che percepiscono solo perche’ la legge obbliga gli utenti a rivolgersi alla corporazioncella di turno.
Sono riusciti, anche grazie ai call center, a creare dei muri di gomma molto efficenti. Come fai a prendertela (a meno che non sia per la sua scortesia, che è almeno un caso su due) col tipo che ti risponde dal call center? Fai un buco nell’acqua, perché a lui poco gli importa e non ha nessuna capacità di riportare in alto quello che hai detto. Ergo, la tua incazzatura si ferma lì. In alcuni casi, servizi essenziali, è vero che minacciare e protestare può servire, ma nei mille piccoli disservizi, dove cumulativamente si perdono le ore, come fai? Io c’ho persino una segretaria che lo ha fatto, risultato: ore di lavoro perse e niente effetto.
≡ Gianpaolo on Gennaio 22, 2007 14:20L’unica soluzione è che si dia la possibilità di agire sui mercati a quelle aziende che fanno del servizio al cliente la loro religione (customer uber alles, come dice mia moglie a proposito dell’UK). Così uno seglie e va da un altra parte e loro se si svegliano forse campano, senno se ne vanno a casa. Qui il problema è che passi dalla padella alla brace.
E non è che per le aziende siano più efficenti. Io per esempio ho una rete aziendale Wind, e sono seguito da una agenzia. Mi sembra che manchino dei requisiti minimi, gli mandi i fax e se li perdono, tocca fare gli ordini di servizi al telefonino con uno che sta sempre in macchina e ogni volta si sbaglia. Arrivano le buste delle SIM con appunti a penna. Robe da matti.
Call center che nel caso dell’azienda dei telefoni sono abbastanza surreali come idea! Sarebbe come se le Poste fossero raggiungibili solo scrivendogli una letterina come a babbo natale, o se la Motorizzazione o l’ACI fossero accessibili solo in macchina come un drive in.
≡ filippo on Gennaio 22, 2007 16:16Io ho comunque il sospetto che tutti questi fornitori di servizi (in alcuni casi assolutamente essenziali al funzionamento di un paese con pretese europee postindustriali e via fanfaronando) che spendono non poco nella “comunicazione” (intesa come luccichini e assegni staccati ai vari studi “creativi”) ma ben poco nel tentativo di mantenere quel che promettono, in qualche modo devono avere un tornaconto dal dichiarare di avere il tal call center 24/24, o la tale opportunita’ di fare la tal pratica online, ecc.. Probabilmente ci deve stare da qualche parte una qualche certificazione isonovemila o simili, scommetto che ci sono fior di contributi e/o agevolazioni, magari pure provenienti da molto in alto (lontano), assegnati alle “aziende che sono al passo coi tempi”. O forse sono la condizione minima per poter essere accettati in qualche consesso internazionale come paese (UE, area di qualcosa, Gwhatever..). Contributi o agevolazioni o ingresso somewhere, che il nostro paese quotidianamente truffa, I repeat: ladra, se magna, s’insaccoccia, a molti livelli, se non tutti.
Quello che e’ veramente sconcertante e’ il livello preistorico dell’autotutela dei consumatori/cittadini. Saranno vent’anni che sento nominare sigle aventi “-consum-” nella ragione sociale. Saranno vent’anni o giu’ di li’ che una trasmissione come “mi manda ” la sento nominare. E siamo ancora a questo punto da sottosviluppati in cui un servizio assolutamente essenziale come la connessione telefonica fa schifo senza che il responsabile venga messo alla pubblica gogna e cola’ tenuto al gratin! Trovare una cabina telefonica funzionante in Italia dall’avvento dei cellulari in poi e’ diventato un gioco come il poker elettronico, mentre in UK non solo non le smantellano, ma ne installano di nuove, e moltissime sono anche hotpoint della wi-fi (in un discreto range attorno), cosa che se ci si pensa un momento dovrebbe essere assolutamente banale e minimale richiedere.
scusa lo sfogo, ma oggi e’ giornata