alkantar_2007_1.jpg

Veniamo subito al sodo: il nome non doveva essere Alì? Sì, mi sembrava effettivamente un nome perfetto, simpatico, corto, facile.

Però…qualcuno mi ha messo la pulce nell’orecchio, in modo particolare Luca Risso: non sarà un nome che potrebbe offendere la sensibilità di qualcuno, in special modo dei credenti musulmani? E così ho deciso di informarmi meglio. Non sapendo cosa fare, ho cercato su google ed ho pensato di chiedere al signore Hamza Roberto Piccardo, Segretario nazionale dell’UCCOII.

La mia domanda era:

Salve,
vorrei porre una questione ad un esperto di tradizioni musulmane.
Sono un produttore di vino, e devo produrre un nuovo vino a base di un vitigno che si chiama Alicante. Per questo motivo avevo intenzione di chiamarlo Alì.
La mia domanda è questa: può essere un nome considerato una mancanza di rispetto per qualche appartenente alla religione musulmana?
Ringrazio per un risposta.
Cordialmente
G.Paglia

La risposta (che sono stato autorizzato a riportare) è stata:

Gentile signore,
 
ci permetta di dirle che non sarebbe una scelta felice.
 
Ali (ibn Abi Talib) fu il quarto dei califfi ortodossi, cugino e genero del Profeta Muhammad è stato una delle personalità più importanti della storia islamica.
Per gli sciiti è considerato il successore spirituale (e politicamente defraudato del potere) del Profeta Muhammad e portatore delle baraka divina (la benedizione):
E’ rienuto anche l’iniziatore delle  maggior parte delle confraternite sufi.
per tutti questi motivi le sconsigliamo di tutto cuore di chiamare un vino col nome di quel santo.
Lo chiami Al-kantar (che significa il ponte e che è il probabile etimo di Alicante)
Cordialità
Che potevo fare di fronte ad una risposta così garbata, e sopratutto propositiva? Ho deciso di accettare il suggerimento, tanto più che mi pare una bellissima storia da raccontare.
Ad ogni modo, vi piace l’etichetta?
PS
Non ci sono bottiglie in palio per questa volta.



≡ Category: Vino |




39 Comments so far


  1. A questo punto perché no Al-Sirah?
    In ogni caso sarà il contenuto a fare la differenza.
    ciao

    ≡ borntowine on Gennaio 24, 2007 13:09
  2. Sì, a me l’etichetta piace.
    Il nome…un po’ meno, ma “cedo alla forza” (della storia).
    Il fatto è che Al -Kantar ricorda tanto, troppo, un tessuto: l’alcantara, appunto.
    Cmq, Gianpaolo, hai fatto benissimo a informarti: hai evitato un …incidente diplomatico e soprattutto hai dato prova di grande rispetto nei confronti di un’altra cultura - circa la quale sarà bene che cominciamo a informarci un po’ di più…

    L.

    Lizzy on Gennaio 24, 2007 13:31
  3. Trenta e lode e bacio accademico!

    ≡ Carlo Merolli on Gennaio 24, 2007 13:58
  4. l’etichetta mi piace molto, anche a me un pò meno il nome sono sincero..

    ≡ marco on Gennaio 24, 2007 15:43
  5. Oddio, political correctness run amok. Un buon musulmanno non beve l’alcool, percio’…

    Al-Kantara — sai, Gianpaolo, se vuoi vendere ’sto vino in America, QUESTO nome non andra’. Neanche in Danimarca, Germania, Inghilterra, ecc., immagino. Etimo ipotezzato o no.

    Chiamalo Ali, senza accento, cambia grafica in aliforme. Eh? Se no…
    Non c’e’ un vocabolo [brevissimo] maremmano che esprimerebbe un po’ il carattere del vino?

    Terry Hughes on Gennaio 24, 2007 15:50
  6. Vado coi miei giudizi sfumati: Al kantar fa cagare.
    Chiamalo Alì e vai dritto per la tua strada. Conversare in rete per prendere decisioni non vuol dire dar ragione per forza a chi scrive. Neanche a me, of course.

    ≡ Antonio Tombolini on Gennaio 24, 2007 16:25
  7. Cioè, Piccardo mette il veto sul nome di un vino?!? Cioè, MA FAMMI CAPIRE!!! E poi mi lamento di Ruini che mette bocca di qua e di là? E per di più me lo vado a cercare io? NAAAAAA……….. ALì-ALì-ALì!!!

    ≡ Antonio Tombolini on Gennaio 24, 2007 16:26
  8. Ah, dimenticavo di completare i miei sfumati pareri: non è “una bellissima storia da raccontare”, semmai è una *pessima* storia da raccontare: un mercante chiede a un prete se può chiamare così o colà un vino da vendere. Se l’avessi voluto chiamare “Maddalena” chiedevi un parere alle Orsoline?

    ≡ Antonio Tombolini on Gennaio 24, 2007 16:30
  9. premessa: non ci capisco niente e di sicuro dirò una scemenza, ma
    al kantar rispettoso della cultura altrui, politicamente corretto, tutto quello che volete…mi fa pensare ai divani.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Alcantara_(tessuto)

    ≡ patrizia on Gennaio 24, 2007 16:32
  10. Divertenti queste risposte. E rafforzano, a mio parere, la tua prima scelta Ali’.

    Se pero’ sull’etichetta mettessi un’immagine d’un barbato minacciante in turbante…

    Terry Hughes on Gennaio 24, 2007 16:41
  11. La libertá di espressione non significa mancanza di riguardo verso le sensibilitá altrui. Né il diritto di offendere. Non é che qualcuno ha impedito a Giampaolo di usare quel nome.
    Giampaolo ha avuto la cortesia di chiedere, “scusate: do fastidio a qualcuno ?”
    Mi sembra che sia il massimo della consapevolezza e della proprietá della liberta di espressione. La risposta e´stata altrettanto civile e corretta. Quindi: il politically correct non c’entra nulla.

    Sul nome: de gustibus. A qualcuno piace ad altri fa da lassativo.

    Alcantara , anche come tessuto, ha una valenza positiva.

    L’ estraneitá maremmana: l’ Italia dei vini e´piena di nomi greci, arabi etc.
    (Karanar, Yeraz, Yngram, Sulky, Ankon, Pix, Kurni, Skip intro(!), Sikelios, Bukkuram, Shimer, solo per citare i primi che mi vengono in testa..): possiamo veramente stare a discutere il nome `magari sei mesi prima che sia possibile assaggiare il vino ?

    Confermo : trenta e lode e bacio accademico.

    ≡ Carlo Merolli on Gennaio 24, 2007 16:59
  12. Se Al-Kantar ricorda “Alcantara”, allora ciò che richiama è, oltre al tessuto, una denominazione che si ritrova in Sicilia e Spagna. A maggior ragione, non c’entra un tubo con la Maremma!
    Qualcuno chiede il permesso al Vaticano per i vari Sanct Valentin, San Calisto, Sant’Antimo, San Lorenzo, San Giorgio, San Fabiano, San Martino, Santa Lucrezia, San Carlo, Sancta Catharina, San Leo, San Leonardo, San Floriano, Sant’Emiliano, San Clemente, San Giovese (uh?)…?
    Concordo con Terry Hughes e Tombolini. Al-kantar non mi piace per niente.
    Sull’etichetta ribadisco la precendente opinione che ti ho scritto nell’altro post: bella in astratto, nient’affatto coordinata con l’immagine aziendale. Gianpaolo, sorry se insisto, ma la chiocciola non basta a sostenere l’immagine di marca. E’ solo un logotipo, e non è ancora noto - purtroppo per te - come fosse la mela di Apple Inc. o il segno di Nike.

    Giampiero alias Aristide on Gennaio 24, 2007 17:06
  13. @ Aristide, un’osservazione : il logotipo uno se lo sceglie e gli rimane fedele fino a quando diventa noto. E´l’ unico modo per farlo diventare noto: tempo e distribuzione. Che ragionamento fai ? allora cosa bisogna fare ? scegliersi un logotipo giá noto ?

    (Forse non ho capito cosa vuoi dire)

    ≡ Carlo Merolli on Gennaio 24, 2007 17:21
  14. E no, eh! Mi cambiate il nome, adesso non vorrete mica mettermi in discussione pure la spirale!
    ALì E LA SUA SPIRALE, FOREVER!

    ≡ Antonio Tombolini on Gennaio 24, 2007 17:35
  15. Gianpà, perché non mettiamo su un minisondaggio?

    ≡ Antonio Tombolini on Gennaio 24, 2007 17:43
  16. @Carlo,
    forse mi sono spiegato male, ma facevo riferimento al mio commento al post di Gianpaolo sulla precedente etichetta, Alì.
    Dando una scorsa alle etichette sul sito Poggioargentiera, si nota che le attuali etichette non sono rispondenti ai criteri della cosiddetta “immagine coordinata”. Non riguarda la grafica in sè, riguarda le modalità con la quale si usano i vari elementi dell’immagine (testi, marchio, logotipo, colori, ecc.). Per fare un’esempio, osservavo a Gianpaolo che alcune bottiglie hanno Poggioargentiere e chiocciola sulla capsula, altre no. Eccetera. Per risponderti, Carlo, suggerirei di usare sempre il logotipo (ovvio) ma anche il marchio Poggioargentiera, possibilmente nella stessa modalità. A me piace come Gianpaolo ha realizzato la bottiglia (etichetta+capsula) del Bellamarsilio.
    In questa versione “Ali-kantar”, Gianpaolo ha aggiunto il marchio aziendale sul bordo etichetta destra, introducendo (o ribadendo) un altro elemento di variabilità nella sua immagine coordinata.
    In ogni caso, con un solo colpo d’occhio il consumatore che non conosce Gianpaolo, dovrebbe poter riconoscere (se già lo conosce) il logotipo e trovare conferma nel marchio. E questo per qualsiasi bottiglia egli produca, possibilmente in maniera uniforme.

    Giampiero alias Aristide on Gennaio 24, 2007 17:44
  17. OK! grazie. Capito il punto.

    ≡ Carlo Merolli on Gennaio 24, 2007 17:48
  18. Prima di tutto devo dire che almeno questo vino, comunque si chiamerà ve lo ricorderete bene!
    Cominciamo dall’inizio.
    1) Political correctness: anche a me, quando è portata all’esasperazione da fastidio. Tutto si dica però che questo sia un problema in Italia, semmai è vero il contrario. Nel nostro caso specifico, dal mio punto di vista si tratta “solo” di un nome di un vino, e quindi non mi va di farne una questione di principio, quindi se ho il sospetto - e me lo avete fatto venire alcuni di voi - che possa offendere, allora lo cambio. Però è vero che non starei a chiedere consiglio alle Orsoline se dovessi chiamarlo “Maddalena”, come giustamente diceva Antonio. Perché? Ci ho pensato, e quello che mi sono detto è che mi sento di avere gli strumenti adatti, da un punto di vista culturale, per giudicare se un nome è offensivo o meno per i cattolici. Invece, se si parla di religione musulmana o altro, sento di non avere la stessa sicurezza, quindi chiedo, e se chiedo allora devo essere pronto anche ad accettare una risposta negativa. Quindi, forse ho fatto male, ma ormai ho chiesto, e la risposta che ho avuto non è stata di tono irritante, anzi al contrario ho apprezzato molto il fatto che chi mi ha risposto ci abbia ragionato e si sia sentito di darmi un suggerimento circostanziato ed attinente (Alicante - Al Kantar).
    2) Questo è un vino che voglio vendere all’estero, per es in UK. Certamente saprete come viene applicato il concetto di politicamente corretto in quel paese, cioè in modo estremo. Siamo all’extremely politically correct, sicuramente in molti casi con delle derive alla volta ridicole (come la lavagna, che non si può chiamare più Black board nelle scuole per es.), a volte drammatiche. Sono quasi certo che i miei distributori valuterebbero la questione in modo serio, e pragmatico.
    3) Ciò premesso, ho deciso di non usare Alì. E’ pur vero però, come soffusamente :-)) suggerito da Antonio, che anche Al-Kantar non mi fa impazzire. Prima lo sospettavo, adesso ho la certezza. Grazie al blog. Non rimane quindi che frugarmi in testa, qualche idea ce l’ho, e penso di postare delle prove già domani o dopodomani.
    4) Una risposta specifica per Aristide. Il mio primo Capatosta, nel 1998, ha un etichetta che in sostanza è uguale a quella attuale. Il fronte visibile è composto solo dal nome Capatosta e dalla Spirale. Questa è l’etichetta che in assoluto è piaciuta più di tutti, e lo posso dire con certezza a distanza di anni. Per come la vedo io nel campo visivo ci devono essere fondamentalmente 2 cose: il simbolo, che comunque è abbastanza conosciuto almeno in alcune zone, e un nome. Se io decido di puntare sulla denominazione, come ho fatto per il bellamarsilia, metto in secondo piano il nome del vino, e quindi introduco bene in evidenza il nome del marchio. Ma se voglio puntare sul nome del vino, come in questo caso essendo la denominazione debole (o come nel caso del Capatosta, la personalità del vino più forte), allora devo mettere il nome del vino. Per me è coerente, perché alla fine è la spirale il vero marchio, e quella c’e’ e ci deve essere sempre. Le etichette devono secondo me, essere coerenti (spirale), ma non uguali (per es solo cambiando i fonts o i colori).
    Grazie a tutti dei contributi, qualche bottiglia mi sa che uscirà fuori in più…

    Gianpaolo on Gennaio 24, 2007 18:10
  19. Gianpaolo, tanto di cappello. Personalmente condivido la tua posizione - mi astengo solo sulle questioni dell’immagine coordinata perchè Aristide ha più titolo di me per parlarne, lui fa marketing versione 7.0 beta, io sono ferma alla versione 3.1, come Windows :-P.
    Resta il problema del nome, che deve convincere innanzitutto te, che devi difenderlo…Niente Alì, si può provare Alishiraz…o Alik (purchè anche questo non sia il nome di un santo islamico! oltre alla Mondial Marchi anche questo, ci tocca guardare!!)
    però, complimenti per il coraggio! chiedere lumi ai lettori del blog significa cacciarsi consapevolmente in un ginepraio da incubo…

    ;-))

    L.

    Lizzy on Gennaio 24, 2007 19:00
  20. Ehm, scusami, dimenticavo…come si dice adesso “lavagna” in inglese? a me avevano insegnato blackboard, e invece…?

    L.

    Lizzy on Gennaio 24, 2007 19:04
  21. Adesso la chiamano Chalk Board!

    Gianpaolo on Gennaio 24, 2007 19:22
  22. Chapeau, Gianpaolo.
    Rispetto le tue opinioni, e in bocca al lupo al nuovo vino, qualsiasi nome tu gli dia.
    A presto.

    Giampiero alias Aristide on Gennaio 24, 2007 19:34
  23. TINTORERA ? La particolarità dell’Alicante potrebbe incuriosire.

    Saluti
    Francesco

    ≡ wineisred on Gennaio 24, 2007 19:41
  24. Giampaolo, mi dispiace di cuore di aver creato sto casino…
    Ciò detto, se, e solo se alla fine il nome del vino non sarà Alì, reclamo le bottiglie in palio!!!!

    :-))))

    PS Le riterrei un “qualcosa” da ricambiare in qualche modo al più presto.

    Luk

    ≡ Luca Risso on Gennaio 24, 2007 21:14
  25. Grande idea questa discussione Gianpaolo e credo sia utile non solo a te ed al tuo vino. Personalmente credo fosse migliore quella precedente ma è sempre importante mettere le idee in discussione, solo così si ottengono i risultati sperati. Forse ti serve solo ancora un po’ di tempo per riflettere e l’etichetta che cerchi si materializzerà.
    Azzardando un’altro nome: “AliS”

    Carlo Zaccaria on Gennaio 24, 2007 23:11
  26. Evvai, c’è da trovare il nome… altre 6 bottiglie, adesso mi applico… a quante sono arrivato Gianpà? 18? o 24? Non mi ricordo più… :-D

    Antonio Tombolini on Gennaio 25, 2007 00:51
  27. Infatti, ormai non ha più senso questa storia, il vino se lo sta prendendo tutto Antonio, al quale lo posso mandare benissimo in damigiane…
    Dai con i nomi, forsa che il concorso non è chiuso ancora!

    Gianpaolo on Gennaio 25, 2007 14:37
  28. Al kantara non piace nemmeno a me, secondo me un vino italiano dovrebbe avere un nome italiano. Alcune proposte : Alice (l’alicante per me è un vitigno molto femminile, mia figlia si chiama Alice, e poi se vuoi venderlo nei paesi anglofoni è già tradotto così di suo, cambia solo la pronuncia), giocando sulla pronuncia italiano inglese e sulla composizione Alicante-Syrah mi piace anche Alis, forse un po troppo ovvio ma potrebbe piacerti (tenendo conto della tua prima scelta) : Siralì. Un consiglio generale, fidati della tua prima impressione, di solito è quella buona.

    ≡ Giordano on Gennaio 25, 2007 16:57
  29. Ho controllato su Oami. Maré non è registrato. :-)
    Comunque si chiamerà, questo vino è già un boom! E’ diventato un caso da manuale di comunicazione-cooperazione on line!

    Luk

    Luca Risso on Gennaio 25, 2007 21:46
  30. Scusate per il mio italiano (ma sono belga)

    Al-Kantar non mi piace molto pure. Allora chè “Alì” suonava benissimo ed aveva il link con Alicante. Era semplice, facile da riccordare. Nessun esito di pronuncia. Non il caso di Al-Kantar. Poi, la prima volta chè avevo letto il nome “Alì” non pensavo per niente al riferimento con il nome arabo …

    L’altra rpoposta qui sopra “Sirali” me sembra pure meglio di Al-Kantar …

    Per le etiquette era bellissima quella proposta dal Sg. Bezzanti, con lo sfondo nero e i riflessi grigi.

    Sprerando di aver contribuito al elaborazione di questo futuro wine vi porgo cordiali saluti,

    Un futuro cliente export …

    ≡ Loris Tersi on Gennaio 26, 2007 11:40
  31. Gianpaolo ha fatto benissimo a fare quello che ha fatto, a mio avviso. Mi associo ai complimenti di Carlo Merolli (tolgo solo l’”accademico” ;-)), per la serieta’ di ricerca e la sensibilita’ che ha mostrato, estendedoli anche a Luk che ha sollevato questa issue.
    Quanto al nome, macche’ alcantara, dai..tieni conto, Gianpaolo, che il kantharos era proprio il nome di uno dei recipienti usati dagli Elleni per bere il vino! E’ un’ottima coincidenza, che ti permette fra l’altro di sviare dall’ambito transmediterraneo che il nome evoca, e dare un colpetto al cerchio della grecoromanita’. Ambito ben meno caliente del primo, soprattutto volendolo associare a una bevanda alcolica.
    Io non andrei a battezzare proprio Aaron, o Isaac, o Moshe, una linea di buristi e soppressate, tanto per fare un esempio.
    Che ne dici di AliKantharos tutto attaccato?;-)

    ≡ filippo on Gennaio 26, 2007 13:43
  32. Alirah
    Ho controllato sul web, non dovrebbe esistere nulla di simile/assimilabile/ostativo etc. :-)

    ≡ Stefano Frega on Gennaio 26, 2007 15:42
  33. Se non ti va Alirah, che era già stato proposto, potresti tornare a chiamarlo Ali e risolvere il “problema” con una scelta “grafica” ovvero facendo mettere bene in evidenza sopra la A un bell’accento: Àli. :-)

    ≡ Stefano Frega on Gennaio 26, 2007 16:45
  34. Spostare l’accento sull’a di Ali non risolve il problema, anche perche’ gli Arabi che ho sentito io dicono proprio Ali, non Ali’.
    No: Gianpaolo, me ne sento certo, ha ben presente la situazione e la reale portata del problema, sia pure potenziale, e sa che c’e’ ben poco da scherzare. Sa per esempio che il resto non solo del mondo, ma d’Europa, prende queste cose tremendamente sul serio, e che non e’ il caso di farsi fuorviare dal fatto che in Italia, per esempio, una come la Fallaci abbia avuto prime pagine, editoriali, paginoni centrali e vetrine di librerie a disposizione, mentre in UK, probabilmente, sarebbe stata, se non sanzionata, quanto meno censurata. Sicuramente “dal mercato”. Ma davvero si pensa che se Gordon Brown, in visita ufficiale in India nei giorni in cui le celebs di Big Brother esprimevano il meglio di se’, si e’ sentito in dovere di fare le sue scuse ufficiali all’India, davvero si pensa che sia per ubbie del popolo dei cinque pasti? Essere sul mercato mondiale e sapercisi confrontare significa esattamente questo.

    ≡ filippo on Gennaio 26, 2007 17:54
  35. Chiamatelo Lucentum, allora …

    ≡ Stefano Frega on Gennaio 26, 2007 18:08
  36. Lizzy, si dice pure blackboard, almeno i fossili come me. Anche gli allievi!

    Terry Hughes on Gennaio 26, 2007 20:23
  37. Carissimo e simpatico produttore,
    Alì è un nome perfetto, semplice, facile da ricordare e congruo con il vitigno di provenienza, che cosa vuoi di più ?
    Sono convinto che chiedere un parere etimologico/politically correct all’ UCOI sia stato un errore, anche perchè come giustamente ha oservato qualcuno prima di me i mussulmani non bevono vino e quindi non sono titolati per giudicare il nome di un vino, quanto alla questione politically correct sono assolutamente contrario a mescolare questioni serie come la coltivazione dell’ uva e la vinificazione con questioni scivolose come la sudditanza il buonismo e la paura di essere considerati razzisti che stanno sotto il cappello unto del politically correct.
    Quindi per principio io starei sulla prima option del nome “Alì” che considero ottimo ed appropriato, ma se proprio desideri cambiare io ti suggerisco “Ali d’ uva” che ricorda il vitigno Alicante, dà un senso di gioia e di libertà, ti immerge nella cultura mediterranea, lo vedi volare sulle viti a ritocchino della Toscana con il suo bel colore rosso luccicante e insomma ti fa venire voglia di berlo.
    ciao
    Adriano

    ≡ Adriano on Febbraio 3, 2007 13:38
  38. Caro Adriano, ormai è deciso (vedi post più in alto), e non ci sto a ritornare sopra, anche perché ho già spiegato nei post precedenti le motivazioni.
    Una cosa è certa, il tono di risposta alla mia email da parte del rappresentante dell’UCOI mi piace di più del tono del tuo post.
    Pace e bene agli uomini di buona volontà (bella frase davvero).
    Gianpaolo

    Gianpaolo on Febbraio 3, 2007 15:40
  39. Carissimo produttore! Non sarebbe male, - KAlintar -
    E’ un’dea!
    Ciao Francesco

    ≡ francesco on Marzo 26, 2007 13:40

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