guazza_2007_BLACK.jpg

Archiviato il Maremmante, si passa ad una altro dei miei preferiti, l’Ansonica. Anche qui chiedo un parere a voi, ma non sull’etichetta.

Se vi ricordate, chi avesse seguito la vendemmia 2006 sul blog, da quest’anno sull’Ansonica abbiamo deciso di fare sul serio.

Le prime due vendemmie, 2004 e 2005, erano andate piuttosto bene, sia come vini che come accoglienza del mercato.  Apro una parentesi sull’Ansonica e il suo mercato: nonostante sia il vero vino bianco del sud della Maremma, con una DOC (in cui non rientriamo) chiamata Ansonica della Costa d’Argento, nonostante che sia il vino delle isole,in primis il Giglio, ma anche dell’Argentario e della zona di Capalbio da sempre, nell’ultima decade è stata superata in popolarità e richiesta dal Vermentino. Il quale, per la verità, fino a non molti anni fa era poco usato e conosciuto da noi. E’ un ottimo vino, ma io rimango dell’idea che con l’Ansonica, nonostante siano in pochi a lavorarci sopra, si possano fare cose di un certo interesse.

Ed è proprio quello che abbiamo cominciato a sperimentare quest’anno. Questo è il link al post durante la vendemmia. Riassumendo, abbiamo impostato 4 tesi:

1) Vinificazione in bianco normale. Il che vuol dire separazione dalle bucce prima della fermentazione, uso di modeste quantità di solforosa, attenziona massima ad evitare qualunque ossidazione. Ha riguardato l’80 % delle uve.

2) Vinificazione come sopra, ma senza uso di S02 durante tutta la fermentazione alcolica. Ha riguardato il 10 % delle uve.

3) Vinificazione con le bucce, con svinatura verso la fine della fermentazione (a grado Babo 5). Ha riguardato il 10 % circa delle uve.

4) Vinificazione di uve messe ad appassire in apposita stanza con umidità e temp controllata. Ha riguardato una quantità minima di uve.

I risultati cominiciano ad emergere adesso e sono piuttosto interessanti.

Mentre la tesi 1 rispondeva bene durante tutta la lavorazione, fino ad oggi, con un bel naso espressivo (pompelmo), una bella bocca tesa e sapida, la tesi 2 (vino senza S02) mostrava già da subito una bocca più incisiva, più piena e complessa, ma un naso piuttosto spento. La tesi 3, vinificazione con bucce, era una vera delusione: avete presente la puzza di cane morto? Qualcosa del genere.

Non parlo della tesi 4, quella con le uve appassite, qui è ancora presto per parlarne.

Ebbene, ci siamo ritrovati pochi giorni fa per decidere i tagli per il Guazza. Abbiamo prima assaggiato tutte le tesi da sole, e i vini sono come trasformati, specialmente la tesi 3, dove i cattivi odori sono quasi scomparsi e la bocca è di grande impatto, come quella di un rosso. Un vino un pò estremo, specialemente se bevuto da solo, ma di grandissimo impatto nei diversi tagli.

Per arrivare al sodo, abbiamo 3 tagli provati, così composti:

1) tutte e tre le ansonache insieme

2) come l’1) più un 15 % di un misto Vermentino e Trebbiano (che anche abbiamo raccolto insieme al resto)

3) come l’1) più un 30 % di quel misto suddetto.

I tre vini sono nettamente diversi, e le mie preferenze sono in accordo con il resto della cantina (Antonio, Daniele, Fabrizio e Justine). Quello che piace a noi però ci sembra un po estremo, per un vino che verrà venduto poco sotto i 4 euro + IVA, ovvero un vino da 10 euro al ristorante. Paradossalmente sarei più tranquillo se quel vino costasse 2 euro in più. Quello o quelli che ci sembrano più rassicuranti sono anche buoni, però…cosa fare?

E qui entrate in gioco voi. Perché non chiedere a voi di aiutarmi a capire meglio quale direzione prendere?

La cosa l’ho pensata così, mi servono tre persone, non necessariamente esperte, ma che possano motivare il loro giudizio in maniera sufficientemente utile per me. Quindi, sulla base delle vostre richieste sceglierò tre abbiano quei requisiti, in maniera soggettiva. A loro manderò i tre campioni per corriere, più qualche bottiglia complementare :-)) per il disturbo. Da loro mi aspetto che mi dicano quale gli piace di più e perché.

Attenzione: assaggiare vini di botte non è come assaggiare vini finiti. E’ chiaro che i nasi e i vini stessi vanno capiti alla distanza. Frequente è la nostra delusione quando andiamo pazzi per un vino in botte, lo facciamo assaggiare con entusiasmo a qualcuno in visita, e vediamo la sua faccia un po stranita. Sono vini duri e un po scorbutici.

Chi se la sente? Avanti con i post.



≡ Category: Vino |




14 Comments so far


  1. Caro Gianpaolo io me la sento (e l’ho già fatto, anche se solo con vini rossi), però abito in Svizzera. Se caso fammi sapere

    ≡ Giordano on Febbraio 6, 2007 13:46
  2. Giordano, fuori Italia no, per due motivi: doganali (i vini devono essere comunque imbottigliati) e sopratutto il costo!
    Solo in Italia per piacere.
    Se vieni in Italia passa in azienda Giordano.

    Gianpaolo on Febbraio 6, 2007 14:15
  3. Gianpaolo,
    io di vini in botte ne assaggio da qualche anno e poi li riassaggio finiti in bottiglia, Più raramente m’è capitato coi bianchi. Potrei però non essere un testimone del gusto popolare.

    Io faccio come piace a me e chi mi capisce è bravo, gli altri hanno milioni di altri vini da bere.

    Buon taglio!

    cristiana galasso (cla') on Febbraio 6, 2007 14:26
  4. Ciao Gianpaolo,
    non so se posso esserti d’aiuto perché non ho mai assaggiato dei vini di botte. Ho una passione per il vermentino (ma conosco principalmente quelli liguri e sardi, non quelli toscani) e ho un certo interesse per i vini bianchi in questo periodo. Ma non conosco l’ansonica. Da frequentante dei corsi AIS una degustazione metodica posso farla. Se pensi che ti possa essere utile il mio parere, fammelo sapere pure.

    ≡ massj on Febbraio 6, 2007 15:16
  5. Ti fidi? sono qui a tua disposizione.

    ≡ borntowine on Febbraio 6, 2007 16:24
  6. ciao giampaolo,
    conosco un poco questo tipo di uva avendone qualche filare nella vigna di mio padre(siamo in sicilia).nel 2006 ne ho vinificato 50 litri come un vino rosso lasciando il mosto a contatto con le bucce per due settimane
    ottenendo un vino mediocre al naso ma molto piacevole in bocca,al palato
    era leggermente mieloso per via di un poco di uva passita .alcuni viticoltori siciliani ritengono che l’ inzolia sia dell’uva mediocre e con pochi profumi.viene molto coltivata per via della sua resistenza alle malattie fungine.penso che vinificata come un rosso e con una percentuale di vermentino ,uva dai profumi molto floreali ,possa dare delle soddisfazioni.questa é la modesta opinione di un hobbista del vino.
    saluti filippo

    ≡ rizzo filippo on Febbraio 6, 2007 17:13
  7. Ciao Giampaolo,
    io e Max di Wino/Quintomiglio ci mettiamo a disposizione.
    Beh, Max ancora non lo sa, ma non penso abbia difficoltà ad accettare la sfida.

    Se ti fidi, siamo qui. Due bocche sono meglio di una.
    Poi sta cosa del farti dare consigli dalla blogosfera la trovo di un democratico pazzesco.
    Non fosse geek, direi vino2.0 :)

    Marco on Febbraio 6, 2007 17:57
  8. Visto che Marco mi tira in ballo non posso certo tirarmi indietro :-)

    Max-QM on Febbraio 6, 2007 18:04
  9. Io ti direi, se ne hai abbastanza, di lasciare 220 litri della tesi 3 in una vecchia barrique ancora qualche mese, e di imbottigliarla non prima del prossimo settembre…..
    Per tutto il resto, sarei lietissimo….di dare una mano.

    Luk

    Luca Risso on Febbraio 6, 2007 21:05
  10. Ciao Gianpaolo,
    mi chiamo Giulio e sono di Follonica. Ho 25 anni e mi sono avvicinato da circa un anno al mondo del vino tramite Slow Food Monteregio. Leggo volentieri il tuo blog, da poco conosciuto grazie a Diario Enotecario. Ho assaggiato la tua Guazza 04 poco tempo fa, ma di assaggi dalla botte non ne ho mai fatti. Però potrei rendermi utile con una voce non influenzata da precedenti degustazioni.
    Ciao, a presto.
    Giulio

    ≡ Giulio on Febbraio 6, 2007 22:41
  11. @Gianpaolo, come sai lavoro nel settore, e da oltre dieci anni.
    Se vuoi un consumatore “vergine”, allora non faccio al tuo caso.
    Altrimenti, sono a disposizione.
    Io e…qualcun altro, sicuramente, a te non ignoto!
    Una piccola cosa però mi sento di dirtela già ora: se pensi che il suo prezzo finale non debba superare i 10 euro, non esagerare con… l’estremismo.

    Lizzy

    ps: bellissima questa cosa! sembra una gara d’appalto. Chi riesce a convincerti di avere i requisiti giusti si aggiudica l’incarico!

    Lizzy on Febbraio 7, 2007 11:05
  12. Lancio a Fiorenzo la proposta di organizzare una serata (ovviamente) da lui :-)), ove radunare una delegazione genovese, magari mettendo a confronto le bottiglie di Giampaolo con qualcosa tipo Maria Donata Bianchi, che mi sono fatto l’idea sia la cosa più vicina a quello che sta venendo fuori.

    Luk

    Luca Risso on Febbraio 7, 2007 12:18
  13. Visto che le candidature fioccano, ho deciso di aumentare il numero di campioni da spedire, i quali verranno presumibilmente spediti lunedi’ prossimo, per evitare di farci entrare il weekend in mezzo.
    Attendo quindi fino a stasera a mezzanotte per altre eventuali candidature di assaggiatori.
    Grazie a tutti.

    Gianpaolo on Febbraio 7, 2007 13:52
  14. Hehe… pensavi già di averla passata liscia, eh? E invece no, eccomi qua, puntuale come una cambiale scaduta :-) Mi candido, acciderbola se mi candido. Ecco i titoli:
    - mi piace il vino
    - sostengo sempre la tesi contraria al buon senso (qualcuno ci vorrà pure che lo fa, no?)

    ma soprattutto:
    - ho una moglie che sembra ormai davvero decisa a (udite udite, Fiorenzo, se hai modo tu di dissuaderla provaci tu, io ho fatto di tutto!) *aprire un’enoteca*! Ovviamente se tu non mi ammettessi nel panel, visto che sarò il suo consulente-buyer, correresti il grosso rischio di vederti boicottato nell’assortimento! :-P
    [NB Perché non cominciamo a pensare ad un wine-blogger day “dal vivo”, da fare lì da te a Poggio Argentiera?]

    Antonio Tombolini on Febbraio 7, 2007 17:25

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