dec_cap.jpg Rischiavo di apparire troppo snob a non commentare il riconoscimento di Decanter. In realtà ero stato tutto il weekend a Terre di Toscana e poi subito a Salerno per una serata in un ristorante (così, tanto per ricordare che non solo di virtuale si vive), quindi non avevo avuto il tempo materiale. Eppoi non sono ancora riuscito ad avere la copia di Decanter, e avevo solo visto che avevano dato 4 stelle al Capatosta 2004, ma non avevo capito che era stato insignito come Best Value. Questo segue di un paio di mesi l’altra ottima performance, sempre su Decanter ma questa volta nell’inserto sull’Italia, dove avevamo preso le 5 stelle (era questa volta il giudizio di chi aveva fatto il pezzo, Richard Baudains, mentre invece credo che nell’ultimo numero si tratti di un panel di degustazione a Londra), come dall’immagine qui riportata.

Sono contento, come potrei non esserlo? Tra l’altro ho con l’Inghilterra legami personali e familiari fortissimi (i miei figli sono italiani-inglesi), ed il paese sta dando anche soddisfazioni in termini di lavoro.

Un solo peccato: un cosa del genere su Wine Spectator si traduce in effetti commerciali positivi immediati e consistenti. Decanter è autorevolissimo, ma gli inglesi sono molto, molto meno sensibili alla stampa, perché è un mercato molto più evoluto e difficile, ma anche di grande soddisfazione e competenza.

Grazie a tutti quelli che mi hanno fatto i complimenti, specialmente qui.



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10 Comments so far


  1. Bel riconoscimento, complimenti a te ed ai tuoi collaboratori, spero che queste soddisfazioni ti facciano passare la voglia, qualche volta palesata, di lasciare il mondo italiano del vino.
    Domani sera con gli amici alzerò il calice di Capatosta in tuo onore.

    ≡ borntowine on Marzo 15, 2007 01:42
  2. Ma che annata era quella bistrattata da Wine Spectator? Non capisco. A me il Capatosta, oltre che ottimo, sembra abbastanza sintonizzato su quelle frequenze.

    Luk

    Luca Risso on Marzo 15, 2007 07:31
  3. Gianpaolo, ancora complimenti!

    ≡ massj on Marzo 15, 2007 08:57
  4. Anche se non sono un intenditore di vini, mi piace vedere che la passione e la competenza viene premiata. Complimenti a te e ai tuoi collaboratori.

    Sergio Bezzanti on Marzo 15, 2007 09:39
  5. BRAVO
    ciao Luciano

    Luciano on Marzo 15, 2007 13:41
  6. Luca, tutte le annate dal 1999 a questa parte sono state penosamente stroncate da wine spectator (intendo punteggi da 86-88 punti, che per loro vuol dire in genere stronacatura), anzi nell’ultimo numero neanche l’hanno riportato nella pagina dei commenti, ma solo nel riepilogo senza commento, mi pare 86 punti. Da notare che in tutte le altre apparizioni nella stampa nazionale siamo andati piuttosto bene: finale tre bicchieri per il gambero, miglior morellino per espresso 17/20, super tre stelle veronelli, 4 grappoli ais, Falstaff 90p, International Wine Cellar 91 p, Parker 90 p, Decanter 5 stelle e 4 stelle.
    Perché? Non lo so. Ho provato a chiedere spiegazioni, senza però aver ricevuto risposte.
    Pazienza.

    gianpaolo on Marzo 15, 2007 14:11
  7. Gianpaolo, i rallegramenti te li ho gia’ fatti da Ziliani, te li rifo anche qui.
    Volevo sapere/dire: punteggi da 86-88/100 sono “stroncature”? Decisamente c’e’ qualche cosa di bacato o dentro la testa del sottoscritto o altrove. Propendo per il sottoscritto.

    ≡ FilippoC on Marzo 15, 2007 15:07
  8. Filippo. Sotto i 90 per Wine Spectator va bene per vini da 10 dollari. I vini “buoni” normalmente vanno da 90-92. Per cominciare ad attirare l’attenzione commerciale devi avere da 93+. 95 fa vendere, oltre fa stravendere. Sotto i 93 è ok ma non da effetto sulle vendite. Sotto i 90 è da non dire.
    Ti sembrerà strano ma è così. Naturalmente questo vale solo per Wine Spectator, però è l’unico insieme a Parker (ma di più di Parker) che conta.

    gianpaolo on Marzo 15, 2007 15:17
  9. Complimenti vivissimi per te e tutte le persone che partecipano alla creazione del Capatosta.
    Bravi.

    Giampiero alias Aristide on Marzo 15, 2007 22:23
  10. […] cinghiale) possiamo dire che è stella di prima grandezza. Già a Londra Decanter lo ha incoronato Re dell’annata 2003 della costa (”ovviamente” davanti al Sassicaia…) e ora questa affermazione nella prestigiosa […]

    Vino da Burde - » Se hai la capatosta alla fine la spunti! on Agosto 27, 2007 09:10

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