Il pinot nero è oggi quanto mai acclamato, considerato da molti un esempio di perfezione del vino. Un vino spesso più cerebrale, più raffinato, di solito lontani dagli eccessi marmellatosi, superestratti e legnosi di molti vini moderni. Insomma, è il vino dei connosseurs, non del cafoncello enoico (ma è così davvero?).
Comunque sia, è indubbio che i vini prodotti con quest’uva, quanto mai di difficile espressione alle nostre latitudini, siano a volte affascinanti e seducenti. Una delle poche aree italiane dove quest’uva riesce ad esprimersi con continuità è l’Alto Adige, dove spesso assume il bel nome di Blauburgunder. Ed è qui che si svolge, al centro sperimentale Laimburg, una importante sessione di assaggio dei migliori pinot neri italiani.
Essendo dove è, il rigore della manifestazione è scontato, ma qui vi è persino un di più, dato dalla messa a punto di un sistema scientifico di degustazione, che prima di permettere la valutazione dei vini tende a valutare i degustatori. Il panel è assai variabilmente composta, fatto da esperti e appassionati, giornalisti, enologi e produttori di vino. Tra di essi quest’anno, grazie ad uno degli organizzatori, Armin Kobler che è ricercatore al Centro per la Sperimentazione Agraria e Forestale di Laimburg ed ha messo a punto il sistema di valutazione di cui sopra e Peter Dipoli, vicepresidente e noto produttore, ci sono anche io. E oltre a me anche altri amici, come Giampiero Nadali, alias Aristide, e Agostino Lenci, collega e proprietario della Fattoria di Magliano, ottimo produttore di Morellino di Scansano. In tutto saremo 17 e ci sarà da divertirsi ad assaggiare e valutare circa 60 tra i migliori pinot neri italiani. Un ottimo riscaldamento prima di Vinitaly.
Qui trovate il link al sito della manifestazione (blauburgunder)
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E il pinot nero di Luigi Mancini?
≡ borntowine on Marzo 27, 2007 11:23ci vediamo al Vinitaly.
Che invidia, caro Gianpaolo!
Non sono tra voi fortunelli, e a me il pinot nero piace tanto…
Assaggiateli anche per me, dunque.
Per fortuna non vi vede A.Gaja…il quale dalle pagine de La Repubblica di oggi invoca controlli per i visitatori che escono dalle fiere e sostiene: “Non raccontiamoci storie: l’alcool è una droga, crea dipendenza e può provocare gravi danni alla salute. Quindi dobbiamo essere noi i primi a fare si che il suo consumo sia moderato e consapevole”. Secondo me sta meditando di passare al commercio delle acque minerali e intanto si prepara la strada…
Ragazzi, se venite a Verona per il Vinitaly, cosa dite se vi organizzassi una bella gita alternativa a…Gardaland??
Lizzy
≡ Lizzy on Marzo 27, 2007 12:23