Appena arrivato all’areoporto, sono le 15 e ho viaggiato per molte ore di già, mi vengono a prendere. Il programma sarebbe quello di andare in albergo, ma Natalie, l’agente del mio importatore, mi dice che ha preso un appuntamento al Ristorante Maremma, di Cesare Casella. Quindi doccia veloce e subito al lavoro. L’obiettivo è quello di mettere il Morellino Bellamarsilia al bicchiere, dove il consumo è molto maggiore che non sulla carta. Dopo parecchie chiacchere (ed uno sconto da parte mia, di modo da arrivare più vicini ai concorrenti) viene deciso di farlo. Bene, si riparte e si passa da una enoteca lì vicina, sempre con la borsona contenente i tre vini (capatosta, bellamarsilia e finisterre) già assaggiati in precedenza e ritappati. Si fanno riassaggiare e piacciono, forse verranno inseriti.
Finalmente si rientra in albergo, ma per soli venti minuti, c’e’ da tornare per cena al Maremma, con Natalie, Micheal, che lavorano per il mio importatore, e Charlene, che lavora invece per il distributore, cioè colui che effettivamente vende il vino al ristorante. Bella serata, ci siamo divertiti, si prendono un paio di vini (Avvoltore 2004 e Capatosta 2003), e finalmente si va a letto alle 10, dopo 26 ore dal momento in cui mi ero svegliato il giorno prima.
Stamani mattina si comincia un po più tardi, tanto alla mattina presto non si trova nessuno nei ristoranti. Ci facciamo un paio di enoteche. La prima ha già un Morellino (Baroncini) e non è interessata a cambiare, la seconda invece già ha avuto i nostri vini, e li rimetterà in assortimento. A pranzo si va da Silvano, un locale storico, dove mi tocca bere un mio vino, l’ha già ordinato Micheal. Si tratta del Finisterre 2003, in carta alla bella cifra di 175 dollari…
Dopo pranzo di corsa da Beppe, un altro ristorante piuttosto conosciuto. Qui i Morellini al bicchiere sono addirittura già due (Pupille e Bruni), più un altro che è in carta (Poggio Morino). Anche qui si assaggiano i vini, il manager già li conosceva, gli piacciono molto e li metterà dentro.
Via verso Tribeca, dove c’e’ un ristorante ed una enoteca da visitare ancora. Tutti e due prendereanno i vini, quindi va benissimo.
Si riparte per Pasanella, un nuovissimo locale nella zona del Sea Port, proprio sotto il ponte di Brooklin. Il locale appartiene ad un architetto di orgine italiana, Marco, ed è veramente bello. Dentro c’e’ persino una bellissima Ferrari d’epoca di proprietà di Marco, usata come display per le bottiglie. Starebbe bene in un film di James Bond anni 60.
Mettiamo forse dentro il Capatosta. Si riparte per Brooklin, da Tempo, un ristorante in una zona di Brooklin che sta diventando di moda ed attrae gente anche da Manhattan. Li c’e’ il tempo di fare due chiacchere con il manager ed assaggiare i vini, il Bellamarsilia dovrebbe ritornare al bicchiere, mentre il capatosta già è in carta.
Basta lavoro, si finisce a Blue Ribbon, un ottimo ristorante giapponese lì accanto, dove ci ritempriamo con dei maki e del sushi e sashimi di primissimo livello. Niente vino ma birra (una sorta di white ale, pessima purtroppo.).
Tra le varie: un freddo cane, almeno per come sono vestito io dall’Italia. E domani vado a Clevaland, dove c’e’ la neve! mamma mia.
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Tutto questo di corsa e poi a Cleveland. Poveraccio! Ma i tuoi sforzi stanno pagando, congratulazioni!
≡ Terry Hughes on Aprile 11, 2007 09:11…un tour de force..
≡ guyciman on Aprile 11, 2007 10:44Complimenti per i contatti di alto livello.
Bel giro, Gianpaolo!
≡ Marco on Aprile 11, 2007 12:53Salutami, visto che ci stai andando, “the mistake on the lake”!!!!
Già, tutto di corsa. Infatti questa volta ho visto subito che non ce l’avrei fatta a vederti Terry. Forse era meglio che stavo un giorno in più a NYC e uno in meno a Cleveland… Però ci sentiamo perché il mio progetto di un evento a novembre sta veramende prendendo forma, ci sono un paio di passaggi delicati, ancora non ne voglio parlare.
≡ GIANPAOLO on Aprile 11, 2007 13:02Che è “the mistake on the lake?”.
Uno in meno a Cleveland? Sempre una decisione giusta! Nel frattempo, sono agli ordini, signore! Ti fermerai qua alla fine del giro?
Mistake on the lake referisce alla bruttezza industriale di Cleveland, ormai d’avanzata condizione di “cintura di ruggine,” the Rust Belt. In declino. Simbolico: il fiume Cuyahoga bruciava per giorni nel 73, tanto era l’inquinamento.
E il tempo fa schifo.
≡ Terry Hughes on Aprile 11, 2007 13:21Se vuoi telefonarmi, ecco — 917-450-3179.
≡ Terry Hughes on Aprile 11, 2007 13:23Ciao Gianpaolo…
scusami una domanda..
Ma che c’azzecchi tu con l’Avvoltore???
Mica ti sarai messo a distribuire pure quello?
Buon proseguimento…
≡ Andrea da Firenze on Aprile 12, 2007 18:34Andrea
@Andrea, ci mancherebbe altro, Moris Farms è condotta più che bene dall’esperto Adolfo Parentini, che stimo molto. Non mi va di bere sempre i miei vini, anche se qualche volta lo devo pure fare.
≡ gianpaolo on Aprile 13, 2007 00:09@Terry, questa volta non ce l’ho proprio fatta a vederti, ma ti chiamerò per salutarti.