Dovendo fare una presentazione alla forza vendite del distributore Ohio, circa una decina di persone che si occupano dei "fine wines", ho pensato che il blog poteva essere utile in questo senso, ed ha funzionato benissimo.

Tutti gli agenti o quasi sono dotati dall’azienda di un piccolo laptop con connessione internet, per cui mentre facevo la presentazione loro potevano seguirmi sul loro schermo, il che mi ha permesso di mettere in evidenza le mappe geografiche (cosa questa importantissima per poter permettere loro di crearsi un riferimento), foto di vigneti e della maremma in genere e far rimanere sul loro PC il mio indirizzo, così che potranno utilizzare le foto quando vogliono spiegare qualcosa in più a qualche loro cliente nel corso di una visita. Come meglio si può spiegare, ad es., l’alicante?
Nel pomeriggio poi, fino a sera, abbiamo fatto un "in-Store Retail Tasting", che non è altro che una degustazione con il produttore di vino per i clienti del negozio, dove si possono assaggiare e comprare i vini. Il posto è una istituzione del luogo, il West Point Market, che quest’anno festeggia il 71° compleanno, che da queste parti è qualcosa di eccezionale, ed è sempre della famiglia che lo ha fondato, anche questo eccezionale. Siamo ad Akron, Ohio, a pochi km da Cleveland.

Anche qui abbiamo accesso il portabile di Darren, l’agente locale del distributore, e abbiamo presentato i vini ad un pubblico di una cinquantina di persone del luogo, tutte entusiaste di parlare ed assaggiare i vini i compagni di chi li fa (qui non è come New York o Chicago dove tutti i giorni ci sono eventi del genere).

Sulla destra, in primo piano il dottor Duane Roe, gastroenterologo con la passione del vino (con la moglie hanno una cantina con ben 3000 bottiglie!), che si è portato a casa una cassa da 6 di Bellamarsilia e una da 6 di Finisterre. Questa è la gente che beve i nostri vini, ed assolutamente un privilegio poterli incontrare, parlare insieme e capire molte cose. Dopo la degustazione abbiamo passato tutti insieme con i manager del negozio (bellissimo) e questi clienti una bella serata in un ristorante di Sushi pazzesco, roba da film di Tarantino (per le atmosfere da provincia americana e l’orientale), un posto di proprietà di tre fratelli cambogiani a dir poco scatenati.
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Wow. Akron. West Point Market. Sai, Gianpaolo, io vivevo 13 anni ad Akron, il West Point Market era sempre il luogo di riferimento per cibi e vini. Con questo evento avrai creato un senso d’identita’ per i tuoi vini e per la tua zona; come hai detto, non e’ ogni giorno che un produttore oltremare viene a parlare con loro.
Interessante se questo evangelismo sollevera’ tutta la zona in quella parte del Paese…senza dubbio hai creato un impronto positivo per Poggio Argentiera. La fatica vale la pena, eh?
≡ Terry Hughes on Aprile 14, 2007 20:39Maddai, non lo sapevo. Vuoi sapere quanto è piccolo il mondo? Ieri ho scoperto che un ragazzo americano di nome Christian, di Portland, che ha passato una vendemmia nella mia cantina nel 2003, è un amico carissimo di un impiegato del mio distributore qui in Ohio, anche lui di Portland. Amazing.
≡ gianpaolo on Aprile 15, 2007 00:46A me è piaciuto molto il West Point Market, una bella atmosfera, sicuramente i 70 anni di vita influiscono. Tanta roba buona, gente simpaticissima con la quale siamo stati insieme fino a tardi come se fossimo amici da sempre, bello. Sul fatto del sollevamento della zona sono un pochino più cauto. Purtroppo nessuno sa nulla su di noi, e non sarà un piccolo wine tasting a cambiare tutto, però un semino lo abbiamo piantato, se non comincia mai…
La fatica vale la pena? Speriamo, sai non tutto dipende da me, quando me ne vado io bisogna che l’importatore ed il distributore continuino a lavorare per me, ma le centinaia di casse che hanno nella loro wherehouse non sono le mie, e quindi ci saranno priorità anche diverse prima di poggio argentiera. Comunque io faccio quello che posso, di più non saprei che fare, qualcosa rimarrà.
Ciao Gianpaolo, complimenti per l’uso che fai del bolg, davvero interessante e sotto diversi aspetti molto innovativo, sono convinto che ti porterà ad avere molto successo nel mercato del Nord America molto attento a questo tipo di marketing. Giovedi andrò ad una fiera qua in Svizzera (Arvinis www.arvinis.com) dov’è presente Vinitoscani (www.vinitoscni.ch ), sarà l’occasione per me per riassagiare i tuoi vini, purtroppo pare che il capatosta sia già finito, mi “accontenterò” del bellamarsilia e del finisterre. Quand’è che sarà possibile fare acquisti online dal tuo sito anche per l’estero ? Quest’estate sarò dalla tua parti, posso portare la familia a provare un po di vino “on the field” ?
≡ Giordano on Aprile 16, 2007 11:21Gianpaolo, ancora una volta complimenti.
≡ Giampiero alias Aristide on Aprile 16, 2007 12:12La tua sensibilità non convenzionale nell’uso di ogni opportunità di comunicazione con il supporto del blog, ancor prima che ammirevole, è un’utilissima e stimolante indicazione per i tuoi colleghi vignaioli.
A presto!
Ti ho sempre stimato, adesso ti stai superando.
≡ borntowine on Aprile 16, 2007 14:58Le pro loco, gli assessori al turismo, gli operatori del settore enogastronomico e gli altri produttori di Maremma spero si rendano conto di cosa stai facendo anche per loro, pur curando i tuoi interessi, in giro per il mondo.
Bravo.
gt
Certo hai piantato un semino, forse come il seme di mostarda. Cmq, se il West Point Market diventa un piccolo centro di vendite da quella parte, il semino crescera’ senza dubbio; e’ un negozio di riferimento per tutto il “trade” alimentario in America, spesso citato nelle riviste del settore. Influentissimo. Buon lavoro!
≡ Terry Hughes on Aprile 16, 2007 15:07Ciao a tutti da Denver, bellissima giornata, finalmente. Sono le 8,30.
≡ gianpaolo on Aprile 16, 2007 16:28@Giordano. Vai a rompere le scatole a Robert Abegglen e diglielo che deve rimettere dentro il Capatosta. Adesso stanno cercando di vendere anche un po di inventario. Certamente vieni a trovarmi, mandami un email di preavviso.
@Aristide e Giuseppe, grazie mille, mi fate sentire che non è inutile. Comunque è divertentissimo, la gente anche qui non se lo aspetta però lo apprezza tantissimo questo uso del blog. E’ come un megafono, amplifica la nostra voce.
@Terry, vediamo vediamo, quando e se torni ad Akron vai a dare un occhiata così poi mi dici se ha avuto un seguito. Comunque sono sicuro che alla fine qualcosa resterà. Conosci qualcuno a Denver? Sono qui dino a domani pomeriggio.
Avanti così, Gianpaolo, stai diventando un case history! Internet e l’azienda, un’integrazione (quasi) naturale. Bastano un minimo di coraggio, conoscenza e…fantasia! (e non vorrei che, più che delle prime due, i tuoi colleghi produttori italiani difettassero della terza…)
Lizzy
≡ Lizzy on Aprile 16, 2007 18:35Gianpaolo, cerchero’ di non ritornarci mai, sorry.
A Denver conosco solo mio nipote, Joe Wolpow, enoappassionato, e a lui affascina il vino italiano — benche’ sia all’inizio della sua esplorazione dei vini dello Stivale. (E’ cresciuto in California, che dire.) Se c’e’ una degustazione a Denver, fammi sapere e lo segnalero’ perche’ lui vuole assaggiare e capire !
≡ Terry Hughes on Aprile 16, 2007 22:06