
Appena arrivato a Los Angeles parto per l’ultima tornata di visite. La prima tappa è San Diego, la città al confine con il Messico, quasi una estensione di Tijuana, ma ben separata da questa da un bel muro. E’ una città che conosco, essendovi stato per due mesi nel lontano 1991. E’, tra la altre cose una base navale importante (ricordate Top Gun?), con uno stile di vita estremamente californiano del sud (tutti biondi e tutto surf). Comunque anche qui si mangia, e si beve italiano. Facciamo una visita a 5 clienti possibili, insieme a Ciro Longobardo, infaticabile agente della Empson USA, i miei importatori. Tra i clienti visitati, dove sarà presto possibile avere i nostri prodotti:
- Modus, Banker’s Hill, San Diego (www.modusbarlounge.com)
- Baci, 1955 Morena Blvd, San Diego (619.275.2094
- Aqua Blu, 734 Fifth Ave, San Diego (www.aquabluseafood.com)

Rientro in serata a Los Angeles, due ore di macchina, traffico infernale, per fortuna siamo due persone in macchina e possiamo andare sulla corsia riservata al "car pool".
Cena da un nostro cliente, Ristorante Madeo, a Beverly Hills. Appartiene ad una famiglia di Forte dei Marmi, il padrone, il veterano Alfio, è da non perdere e qui tutti lo conoscono. In sala, il figlio di Clint Eastwood con le amiche…
Beverly Hills è veramente incredibile, la ristorazione è infinita e i soldi anche. Tantissimi ristoranti italiani che lavorano a ciclo continuo, con prezzi adeguati alla situazione. Il cibo italiano è il nostro traino e i vini crescono e prosperano grazie a lui. Ancora il potenziale da sfruttare è enorme.
I posti visitati sono stati tantissimi in quasi tre giorni, ne cito alcuni. In tutti i casi si tratta di ristoranti tra i migliori o di wine shops importanti.

- Enoteca Drago, Beverly Hills (www.celestinodrago.com), molto frequentata e moderna, grande simpatia del proprietario e del manager.
- K&L, Hollywood (www.klwines.com), grandissima scelta di vini dal mondo. Grande passione e competenze di Greg St. Clair, Italian Wine Buyer/Sales, con un italiano eccellente.

- The little door, 8164 W 3d St. (www.thelittledoor.com). Francese e fusion, molto carimo e di atmosfera, posti in giardino all’aperto.
- Madeo, Beverly Blvd, West Holliwood (www.madeoristorante.com). Grande simpatia di Alfio, frequentato da attori, ottima cucina, pulita e leggera.
- Vincenti Ristorante, San Vincente Blvd (310.207.0127). In Brentwood, una delle zone più interessanti per la ristorazione italiana.
- Matsuhisa, La Cienega Blvd (www.nobumatsuhisa.com). Un must se vi piace la cucina giapponese. Nobu è lo chef e De Niro uno dei proprietari.
- Spago, Beverly Hills (www.wolfgangpuck.com). Uno dei monumenti della ristorazione a LA. Wolfgang Puck è uno degli chef più famosi e ricchi. Ancora non siamo dentro, ma spero presto.
- Osteria Angelini (www.angeliniosteria.com). Semplice e affidabile. Perfetto per il pranzo.
- Valentino, Santa Monica (www.pieroselvaggio.com). Un altro vero e proprio must. Tutti, ma proprio tutti passano dal famoso locale di Piero Selvaggio in Santa Monica. Da visitare una volta.
- Toscana. San Vincente Blvd, Brentwood (310.820.2448) Sempre a Brentwood, insieme a tanti altri ristoranti italiani. Toscana è uno dei più interessanti..
I posti visitati sono stati di più, ed è stata anche questa come le altre una esperienza interessante ed assai istruttiva. Specialmente per farmi capire quanta è lunga la strada. Ma è possibile farla.
Un ringraziamento particolare a Ciro, che mi ha sopportato con pazienza scarrozzandomi dappertutto e chiaccherando a lungo del mondo del vino e non solo, ed a Enrico Nicoletta, espertissimo direttore del settore vini italiani del nostro distributore in California, la Wine Warehouse.
In questi giorni naturalmente in America si parlava anche di altro purtroppo (Virginia Tech).

Un saluto anche a tutti quelli che hanno seguito sul blog queste due settimane densissime. Adesso sono in aeroporto a Los Angeles in attesa del volo che mi porterà in Italia (via Londra), in sole 15 ore.
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Le coincidenze: il tuo Capatosta sta accanto al Sagrantino di Montefalco di Scacciadiavoli che ho assaggiato l’altra sera e mi ha lasciato un’ottima impressione. Dire che l’america è un paese contradditorio è scontato, ma in questo caso vorrei sottolineare come negli USA è vietato mostrare e consumare gli alcolici per strada mentre chiunque può comprare e mostrare in pubblico una pistola.
Spero che il vino e la sua cultura possano essere finalmente mostrati in pubblico e che invece questo divieto venga imposto alle armi.
≡ massj on Aprile 21, 2007 11:31Buon viaggio, evangelista.
E ci hai il regalo per la bella Justine?
≡ Terry Hughes on Aprile 21, 2007 13:45Gianpaolo, il tuo Capatosta 2004 é piaciuto molto ai partecipanti ad una serata dedicata a 10 vini base Sangiovese che ho presentato giovedì 19 in Valtellina. E trovandosi in compagnia di vini come Cepparello, Percarlo, Fontalloro, di sorprese come il Montecucco Sacromonte del Castello di Potentino, oltre che di Rosso di Montalcino e Brunello, direi che si é trattato di un exploit niente male…
≡ Franco Ziliani on Aprile 21, 2007 19:53Complimenti per il tuo reportage dagli States, davvero bravo!
Straordinario Gianpaolo.
≡ Lizzy on Aprile 23, 2007 07:59Bellissimo il tuo reportage dagli States, ed estramamente interessante.
Chissà che noia adesso tornare ai “soliti” problemi del mondo del vino italiano…
;-))
Grande articolo. Grazie anche perchè fornisci molti contatti per chi volesse provare la strada dell’esperienza lavorativa a los angeles
≡ matteo on Febbraio 29, 2008 14:41