Voglio inaugurare una serie di post dedicati alla promozione del vino in Italia e all’estero.

Sarà una serie dove, a partire da un caso reale (una promozione che stiamo effettivamente cercando di realizzare), cercherò di analizzare le difficoltà e le gioie (…) di portare i nostri e altri prodotti all’attenzione dei consumatori.

Il mio intento è quello di mostrare realtà positive e lacune del comparto vino e dell’agroalimentare in genere, a cominciare dai produttori, fino ad arrivare ai rapporti con la stampa, la pubblica amministrazione con tutti i suoi enti preposti. Il tutto fino ad arrivare alla realizzazione dell’evento reale, che si realizzerà (speriamo) a New York agli inizi di Novembre.

In pratica, si tratterà di un viaggio di una persona normale, come me, senza grossi appoggi o conoscenze, senza budget illimitati o fondi pubblici a disposizione, che cercherà di farsi largo fra burocrazia, pigrizia, impreparazione, cinismo, che sicuramente incontreremo, aggrappandosi dove possibile alla buona volontà, entusiasmo, efficenza che sono sicuro avrò la possibilità di riscontrare in qualche caso.

In questo viaggio non sarò solo, ma accompagnato da colleghi e altri operatori, e cercherò anche di essere autocritico su di me e sulla mia categoria, in modo che non sembri, o almeno non parta come una condanna a senso unico già dichiarata sulla promozione italiana del vino. In altre parole cercherò di essere onesto e non prevenuto.

L’evento.

Due parole sull’evento ci vogliono, tanto per inquadrare l’argomento, anche se entrerò nei dettagli più avanti, via via che si dipanerà tutta la storia.

Tutto è cominciato ad Ottobre 2006, quando ero in USA per fare promozione ai miei vini. Mi sono reso conto di quanto poco si sappia all’estero della Maremma Toscana. Mentre in Italia ormai molti conoscono il nostro territorio e i nostri vini, all’estero siamo moltissimi anni indietro. Proprio mentre ero negli USA, uscì un servizio sulla Maremma sul magazine più letto e più influente del paese: Wine Spectator. Era nel numero 31 ottobre 2006. Si trattava di 8 pagine circa di impressioni generali sulla Maremma, sui posti da visitare, le cantine, i ristoranti, gli alberghi. Insomma, uno di quei servizi generici per il turista che legge quella rivista, interessato al turismo enogastronomico. Da lì mi è scattata una molla: ma se persino Wine Spectator sente l’esigenza di parlarne, perché non facciamo noi, che sul posto viviamo e operiamo, una operazione pro-attiva? Insomma, invece di andare a rimorchio di qualcuno o qualcosa, perché non organizziamo noi, operatori enograstronomici, un evento che attiri un pò di luce e di attenzione sul nostro territorio e i nostri prodotti? E poi, quale sarebbe il modo migliore e al tempo stesso più semplice (e meno oneroso) per mettere in pratica questa strategia?

 E così ho cominciato con il coinvolgere un gruppo di persone, tra colleghi  e ristoratori maremmani, in questo abbozzo di progetto, che adesso sta cominciando a entrare nella fase organizzativa vera e propria. Entrerò nei dettagli più in seguito.

Un punto però voglio illustrare subito, perché per me fondamentale: questo è un porgetto totalmente ideato, progettato e messo in pratica dai produttori di vino e i ristoratori che hanno accettato di partecipare. In altre parole, tenetevi forte qui perché non è tradizione nostra, il progetto è autofinanziato da noi. E quindi, proprio per questo motivo risponde solo ed unicamente alle logiche per le quali è nato: fare promozione al territorio e ai prodotti della Maremma. E non a fare promozione a qualcosa o a qualcun altro, come a volte succede quando i progetti vengono calati dall’alto. Questo non vuole dire che non cercheremo soldi pubblici, anzi, ci daremo da fare come matti per cavare fuori il più possibile dalla marea di enti, istituti, associazioni, confraternite, e tutto quello che concorre a formare la folta giungla del sistema di promozione italiano. Ma vuol dire piuttosto che, anche se non si caverà un soldo (e speriamo di no…), la promozione la faremo lo stesso a spese nostre. 

Ovviamente i danari sono importanti, ma le difficoltà di ordine organizzativo, logistico e "mentale" sono quello più difficili. Proprio per questo abbiamo ritenuto di sgombrare il campo dalla scusa "soldi". Se non ce la faremo, sarà per altri motivi.

State in sintonia, alle prossime puntate.

 



≡ Category: Promozione |




9 Comments so far


  1. “Chi fa da se’, fa per tre”, vero?
    Bravo, Gianpaolo.
    Pioniere e apripista come sempre!
    In bocca al lupo per tutto.

    ≡ Lizzy on Maggio 3, 2007 12:55
  2. Bella idea, in bocca al lupo!

    ≡ massj on Maggio 3, 2007 19:48
  3. Appena pubblicherai i dettagli della manifestazione li invierò a tutti quelli che conosco, operatori e privati, che vivono a New York e negli Stati limitrofi. So che per te non è un problema darmi la versione inglese.
    E’ il minimo che io possa fare per te.
    auguri e ciao

    ≡ borntowine on Maggio 4, 2007 00:03
  4. Un altro “componente” della interessantissima iniziativa concepita da te — un modo insolito di pensare al consumatore americano, cioe’ “fuori della scatola.” Osservo che molti produttori italiani hanno l’abitudine di vedere questo consumatore in due modi estremamente diversi, spesso autocancellanti: o il consumatore yankee e’ un enoappassionato dai gusti esoterici o e’ un ignorante che beve Pinot Grigio scialbo e abbina gli spaghetti & meatballs a Yellow Tail. E i produttori li trattano o da lusinghieri o da maestri di scuola esigenti.

    La maggior parte dei consumatori statunitensi sono di un’altra categoria: incuriositi, avventurieri, contenti di provare nuove cose presentategli senza condescensione e superbia. Pensiamo positivamente: sono disposti ad amare le cose italiane, vini compresi. Gli Americani amano l’Italia o almeno l’idea solare che immaginano sia l’Italia. Quindi lo spirito della presentazione e’ tanto importante quanto “il contenuto.” Questi consumatori sono forse un po’ ignoranti ma ti approcciano in buona fede. E vogliono essere trattati cortesemente.

    Questo lo saprai (Cleveland! Akron! Denver!) — ma quelli che organizzeranno gli eventi in USA devono accorgersene o ti tradiranno.

    Perdona la predica lunga…abitudine acquistata in Italia!

    Terry Hughes on Maggio 4, 2007 14:29
  5. Sorry, ho dimenticato un’altra cosa, oppure osservazione.

    A tantissime degustazioni di vini italiani quelli dello stand hanno la faccia lunga severa da prete col pirosi. Sembrano scocciati quando chiedi un sorsetto. Benche’ sia un’espressione di gran serieta’ e autostima, accennare un sorrisino non sarebbe fatale.

    Terry Hughes on Maggio 4, 2007 14:51
  6. Ciao Gianpaolo,
    ho seguito con molto interesse la tua trasferta negli Stati Uniti. Ora mi hai stuzzicato con questa proposta della promozione della “nostra” Maremma. Non so se tu sei d’accordo ma, anche se molti considerano Maremma anche Bolgheri, il vero territorio da valorizzare è quello presente sulla provincia di Grosseto. In particolare Morellino e Monteregio, le zone dove negli ultimi anni gli investimenti sono stati maggiori. Proprio di quest’ultima ti volevo parlare. Molti produttori della zona dove vivo sembrano quasi fregarsene della promozione dei loro prodotti e quindi della zona dove producono. Basta cercare di aprire un qualsiasi sito (se esistente!!) di qualche produttore, per rendersi conto di quanto peso diano a questo mezzo ormai fondamentale!
    Inoltre recentemente ho partecipato alle degustazioni per la Guida al Vino quotidiano Slow Food per la zona del Monteregio, un’opportunità di visibilità in più per una zona ancora poco conosciuta anche a livello nazionale. Ebbene alcuni produttori non hanno inviato alcuna bottoglia, alcuni hanno inviato vecchie annate ed altri ancora hanno visto la cosa quasi come un impiccio. Non considerando affatto la pubblicità GRATUITA che potrebbe portare l’eventuale insermento in guida.
    Percui la mia considerazione è che non sarà facile fare “breccia” in questo tipo di produttori (che, ahimè, almeno dalle mie parti sono la maggioranza). Ovviamente il mio desiderio è che il tuo progetto vada a buon fine e se necessario farò di tutto per promuvere questa tua iniziativa.
    Salutoni.
    Giulio

    ≡ Giulio on Maggio 7, 2007 13:28
  7. Giulio, anche io sono d’accordo che la Maremma Toscana è quella grossetana, ma non vorrei circoscrivere il dibattito a questo per non fare il consueto campanilismo un po inutile. D’altra parte anche Bolgheri è un territorio importante, e non credo che a loro interessi confondersi troppo con noi.
    Per quanto riguarda l’inerzia di alcuni produttori, sfondi una porta aperta. E’ chiaro che la colpa è in primis dei produttori se non viene fatta promozione, e poi solo dopo delle istituzioni. E’ esattamente per questo motivo che noi ci proponiamo di fare una promozione autorganizzata e autofinanziata in partenza da noi, e solo dopo aver messo in piedi questo ci muoviamo per chiedere aiuto alle istituzioni, le quali dovranno avere il coraggio di dirci no prendendosi le loro responsabilità e non trincerandosi dietro la scusa che gli imprenditori non vogliono fare o organizzaris. La vedi la differenza? Io si.
    Comunque ne riparleremo, grazie per l’interesse.
    Ciao
    Gianpaolo

    gianpaolo on Maggio 8, 2007 14:30
  8. Ciao Gianpaolo, tra le attività di promozione previste c’è per caso anche dell’adv online ? Se si di quale genere ?

    Filippo Ronco on Maggio 9, 2007 19:43
  9. Ciao Filippo. Per ora ho solo acquistato il dominio con il nome della manifestazione, sul quale farò un blog. Poi vedremo se si riuscirà ad avere un budget decente per fare un passaggio anche su qualche blog o sito USA.

    gianpaolo on Maggio 10, 2007 07:06

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