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…ma si rischia di sembrare snob. Per non parlare di coloro che il premio te l’hanno dato che possono pensare che te la tiri troppo.

E invece no, come si fa a non ringraziare pubblicamente quando si riceve, nientepopodimenoche, il premio come Vino dell’Anno con il Capatosta 2004 e la Menzione qualità/prezzo e eccellenza con il Bellamarsilia 2006. Vale a dire con i nostri due Morellini di Scansano, cioè il nostro pane e companatico.

Perciò un bel grazie agli organizzatori di Tigullio Vino, cioè Filippo Ronco e a Virgilio Pronzati per le sue parole di apprezzamento che ricordo volentieri in una bella telefonata qualche mese orsono.



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5 Comments so far


  1. Complimenti vivissimi! Filippo è un grande ed avere una sua menzione è segno di gran merito!

    guyciman on Giugno 15, 2007 09:39
  2. La leggo da tempo,sono contento di intervenire,per la prima volta,in quest’occasione,facendole i complimenti.

    ≡ Piergiovanni Cristiano on Giugno 15, 2007 14:06
  3. Questa cosa dei premi esiste anche nella mia professione. Oltre alle classifiche di fatturato, esistono una serie di societa’ che si occupano di stabilire chi sia il miglior analista finanziario e chi sia il miglior ufficio studi. Ora, quello che io mi domando e’: ma quanto servono veramente al business. Nel nostro caso (analisi finanziaria) servono piuttosto a farsi belli con gli oggetti dello studio (cioe’ le societa’ quotate), mentre in realta i clienti (cioe’ quelli che fanno il nostro fatturato), guardano piu’ a quanto sia buono il prodotto che gli forniamo (= a quanti soldi riusciamo a fargli fare con i nostri suggerimenti).
    Nel caso del vino, posto che probabilmente per emergere in un mondo cosi’ frammentato sia necessario essere sulle guide, si puo’ dire che i 3 bicchieri, 5 grappoli, 20 ventesimi siano veramente utili alla lunga al successo economico dell’azienda?

    bacca

    bacca on Giugno 23, 2007 09:40
  4. marco, io mi sono convinto di una cosa, che il successo di un azienda è dato da un mix di fattori, tra i quali la serietà, la costanza nel lungo periodo, la qualità della rete distrubutiva, la stampa (quindi i riconoscimenti). La stampa è forse, tra tutte le voci, quella di cui si può fare più a meno.
    Poi, è normale che i premi aiutino e che se ne sia contenti e ci se ne vanti, però è anche vero che ormai le guide sono meno determinanti, la gente ha informazioni da tante direzioni (compreso internet e i blogs), e anche le guide stesse sono ormai più di una, quindi anche se quella del gambero è la più autorevole, non è più determinante come era prima.
    Inoltre dipende anche dal tipo di azienda. Ci sono realtà che puntano molto sull’effetto premio e mettono in campo risorse consistenti nel marketing. Per un azienda come la mia invece le risorse sono ancora utilizzate in modo determinante nei fattori di produzione. E’ anche questione di mentalità e di provenienza, in genere chi viene dal di fuori del mondo del vino, magari imprenditori di successo in altre realtà economiche, pensano di accorciare i tempi puntando molto sulla leva di marketing. Che ci riescano poi, è tutto da vedere. Sicuramente in un passato non molto lontano questa strategia poteva dare i suoi risultati, ma ora?

    gianpaolo on Giugno 23, 2007 17:06
  5. @ Marco e Gianpaolo
    Rispondo con le parole che ho usato qualche giorno fa sul blog di Giampiero Nadali proprio a proposito della questione riconoscimenti.

    “La presenza dei premi e dei riconoscimenti, lo devo dire, è per me l’aspetto forse meno interessante del meeting ma necessario, mi spiego. Ci sono già talmente tanti premi, medaglie e riconoscimenti in giro che molto probabilmente non si sentirebbe certo la mancanza dei nostri. Il fatto è che avverto che questa cosa del riconoscimento esplicito, dell’attestato, della medaglia, sia ancora una questione importante per molti. Per il produttore in molti casi, per il non intenditore, che trova un indicatore semplice e diretto per capire quel che vale e quel che no e forse anche e ancora per qualche appassionato o addetto ai lavori legato agli schemi tradizionali. Spero, un domani, che il solo invito (al meeting) possa bastare come gratifica per gli uni e segnale netto per gli altri.

    (ma è un desiderio che deve poggiare su una credibilità acquisita nel tempo, non è che uno può pretendere una cosa del genere in quattro e quatt’otto)

    (….cut…) perché se a contraddistinguere questa giornata c’è senz’altro il suo carattere totalmente indipendente, la presenza di gran parte del web del vino la voglia di confronto e di scambio, c’è anche tanta voglia di festa che ci faccia sempre ricordare che il vino è soprattutto un momento di aggregazione e piacere e ci tenga sempre ancorati con i piedi per terra. In fondo, è solo vino.”

    Filippo Ronco on Giugno 24, 2007 15:47

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