spromuovo.gif

Questo che vedete è Gianni Ficulle, un cuoco maremmano che adesso lavora come supporto per delle aziende di vino, in un angolino dello specchio sopra il lavandino si intravede me che prendo questa foto, con un sorriso un pò sarcastico.

Cosa stiamo facendo? Stiamo lavando dei bicchieri in cristallo Spiegalau, in un lavandino di un bagno. Perché? Perché in questo evento promozionale non è stato previsto che poi i bicchieri che la gente usa vanno lavati. Infatti non erano neanche previsti i bicchieri, visto che ognuno di noi se li era dovuti portare da casa.

Da chi era stato organizzato questo evento?

  1. Dal parrocco locale, con un budgeti di € 20, a favore di una comitiva di fedeli col torpedone?
  2. Da un Consorzio di promozione, dalla Camera di Commercio di Grosseto, la Camera di Commercio Italo-Americana, una banca e alla presenza di numerose autorità, con 25 persone portate e spesate, da Canada, USA e Messico, con tanto di accompagnatori e interpreti al seguito, per circa una settimana in tre province toscane, ed una spesa non inferiore ai € 100.000?

Avete indovinato? Bravi, ma non montatevi la testa, che non era difficile.

Ma di chi è la colpa di tutto ciò? Di queste persone così prodighe con i soldi pubblici e che non riescono ad organizzare una degustazione partendo dal fatto che almeno 2 servizi minimi ci devono essere: i vini e i bicchieri?

No, la colpa è di noi produttori, che non sappiamo dire di no, per paura di non so cosa, forse che l’assessore o il funzionario di tale e tal’altro Ente se la prenda. Forse perché in fondo, non si sa mai, magari trovi uno straccio di distributore (e che importa poi che questi “buyers” siano in realtà al più basso livello, spesso commessi o apprendisti mandati in vacanza premio a spese dello Stato italiano. Che modo innovativo di elargire i benefits: “John - dice il direttore marketing del distributore, guardando il fax appena giuntogli dall’ICE - quest’anno invece della gratifica ti mando in Toscana una settimana tutto spesato, contento?”). Forse per inerzia, che ci  fa superare quelle belle 5 serate consecutive in piazza dalle 18 alle 24, che il Comune ha organizzato in piena città alla fine di Luglio, con i vini a temperatura ambiente - quella del thé, dove l’utente medio si avvicina in ciabatte, canotta e marsupio, estraendo il bicchiere dalla borsettina a tracolla (almeno qui i bicchieri li hanno messi loro, e li vendono anche), e ti chiede: mi dai un rosso?

La colpa è nostra, perché ci dobbiamo rifiutare di partecipare ad eventi sgangherati, insensati, mal organizzati, dove si spendono risorse impensabili per ognuno di noi, organizzati - o meglio disorganizzati - ad unico beneficio di chi li ha promossi. E sapete qual’e’ la verità, è che non succede proprio niente - né un fulmine sulla testa, né la bancarotta dell’azienda, né l’ispezione della ASL, Repressione Frodi, Finanza e Nas messi insieme. Non succede niente perché questi sono talmente inerti, che neanche se ne accorgono, che pensano di aver fatto un figurone lo stesso. Perché non sono capaci neanche di capire che la cosa è stata un buco nell’acqua colossale, perché era scritto a bliancio, quei soldi andavano usati per la promozione, e noi l’abbiamo fatto cribbio - pensano.

Cominciamo a mandarli deserti questi scempi di denaro pubblico, lasciamo che per due o tre anni di fila non ci vada più nessuno, pretendiamo di essere noi a decidere come organizzare, puntando in alto e non facendo la figura degli straccioni.

Altrimenti non ci lamentiamo più, non ne abbiamo il diritto.  Io per me dico basta, e sono sicuro che ne guadagnerò in salute male che vada.



≡ Category: Vino |




6 Comments so far


  1. Caro Gianpaolo, come sono d’accordo.
    Mi è capitato una volta - e mai più - di partecipare a una cosa organizzata non da un ente pubblico ma da qualcosa di analogo, una specie di ente per la promozione del territorio che è privato ma che gioca con i soldi pubblici. Per farla breve, tgv era la star (sai che ci voleva, in un capanno di cemento armato con le peggio cose in esposizione…). Ci siamo dovuti procurare qualsiasi cosa. Erano 8 anni fa, ora non lo rifarei soprattutto alla luce di quello che successe, ma questa è un’altra (lunga) storia. Il fatto è che di solito le iniziative pubbliche mancano di progettualità e, soprattutto, di competenze specifiche di settore. E’ proprio come dici, l’importante è “fare qualcosa”. Non come la si fa. Pensa a TigullioVino.it Meeting che, immodestamente, credo sia l’antitesi di quanto stiamo dicendo. Tu credi che prima di andare a Rapallo non abbia provato a chiedere al mio comune di Chiavari ? Solo per avere un appuntamento ho dovuto attendere 1 mese per apprendere la mattina dell’appuntamento che..”mi perdoni ma ho avuto impegni improvvisi, questa mattina proprio non riesco”. Inutile dire che ho immediatamente destinato altrove il mio tempo. Vedi, lì erano già a posto. Organizzavano già la loro supermegafantagigafesta di paese con striscioni e ipercomunicazione per la gente in ciabatte e il passante della domenica. Ambizioso il progetto: qualche ligure preso qua e là, qualche piemontese e poi il pesto nel mortaio…insomma, la solita vecchia cosa. Per non parlare del mercatino del tigullio fatto 1 volta all’anno sempre nella stessa modalità : tensostrutture sotto il sole (dove sotto si sviluppano temperature da deserto sahariano. Insomma, ho detto tutto.

    Filippo Ronco on Luglio 5, 2007 09:41
  2. visto che siamo a lamentarsi…io in Germania durante i mondiali alla camera di commercio di Francoforte (in casa di MPS) ho faticato non poco per ottenere una sputacchiera per i vini in degustazione offerti a grossisti e distributori! per non parlare di quando ero in Olanda per l’esposizione Mets sull’equipaggiamento per barche e navi, la regione Toscana con Toscana Promozione non voleva noleggiare bicchieri e ho dovuto insistere un sacco per averli di vetro e non di plastica!!!

    Andrea Gori on Luglio 6, 2007 13:21
  3. Ciao Andrea,
    lo so che tu sei un sommelier serio, per tutto quello che fai da Burde con la divulgazione. Purtroppo vi sono casi in cui non tutti i sommeliers seguono lo stessso atteggiamento di serietà. Mi ricordo ai miei inizi di essere stato invitato a presentare i vini insieme ad altri produttori in una degustazione organizzata da qualche autorità locale, nei locali dell’ortofrtutta (sic).
    Presente al gran completo la delegazione locale dell’AIS, che tra l’altro approfittava dell’occasione per ricevere le iscrizioni al corso di 1 livello (a cui tra l’altro aderirono 150 persone, ad una cifra non simbolica…).
    I bicchieri che usarono in quell’occasione erano quelli da bibite in plastica. Mi domando qual’era il messaggio che volevano dare a chi si avvicinava al mondo del vino per la prima volta con molto interesse e persino disposti a spendere dei soldi per imparare.
    In un altra occasione accompagnai per una sera una persona al corso di primo livello, dove già oltre la metà del corso era stata fatta. Non c’ero mai stato, ma mi era stato chiesto di aiutarla con lingua italiana. Fui subito riconosciuto dai sommelier locali, come produttore di vino, e fui chiamato al banco dei relatori, e mi fu detto: “mi spiace, ma non hai pagato la quota d’iscrizione e non puoi stare qui”.
    Non commento altro, se non per dire che poi ne vanno di mezzo i tanti sommelier appassionati e seri come te.
    Spero di venirti a trovare presto, forse mercoledì a pranzo, siete aperti?

    Gianpaolo Paglia on Luglio 8, 2007 06:58
  4. mercoledì ovviamente si! se non mi nasce il secondo figlio mi trovi al mio posto! hai visto che ci siamo bevuti il tuo maremmante sulla cucina araba di mio fratello? non stava per niente male!
    cmq grazie dei complimenti, hai visto il mio nuovo blog? mi sono deciso anche io finalmente!!! e ovviamente lo aperto come te da Tombolini!
    http:\\vinodaburde.simplicissimus.it

    Andrea Gori on Luglio 9, 2007 11:38
  5. No, non l’ho visto. Cacchio, sarebbe stato meglio se si chiamava Alì!

    Gianpaolo Paglia on Luglio 9, 2007 15:53
  6. però il marketing via web ha funzionato perchè mi è venuto in mente subito come vino adattto ad una cena araba….per via di tutta la storia del nome

    Andrea Gori on Luglio 9, 2007 20:27

Add a comment


Name (obbligatorio)

Email (obbligatorio)

Sito web

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Share your wisdom

    Bloggers never die…

    …they just have three children at home during the school holidays. Anyway, here we are back again after this enforced sabbatical, at the European Wine Bloggers Conference . This is really interesting stuff, not least for me who, up until fairly recently, held a robustly ”blog humbug” attitude to this medium. What’s interesting is the […]

    ≡| Comments (1)
  • ⇒ power to the people
    new initiative, folks, hot of the wine-press. For an instant translation of Wine Marito's post today, blog this way.... when I ...

    26 Giugno 2008 | Comments (2)

  • ⇒ no such thing as a free lunch
    A while back, Jamie Oliver made everyone painfully aware of the toe-curling state of UK school lunches, and the Goverment ...

    16 Giugno 2008 | Comments (1)

  • ⇒ Wine Marito wins a big prize!
    Gianpaolo has a modest blush to his cheek after returning home yesterday laden with fantastic prizes. He's won 'Best Wine ...

    3 Giugno 2008 | Comments (4)