Dopo un anno di pausa facciamo di nuovo il nostro passito da uve Alicante. Ne facciamo poco, neanche 600 bottiglie, e più che altro per cercare di esplorare le potenzialità di quest’uva, così importante per la Maremma.
Sono in procinto di fare le etichette nuove. Con le nuove norme è cambiato qualcosa, perché prima non si poteva praticamente fare riferimento a nulla, tanto è vero che nella retro etichetta avevo scritto un mezzo poema per raccontare la frustrazione di non poter comunicare certi dati a chi poi acquisterà il vino:
Insomma, per legge un Vino da Tavola non può - c’e’ una bella differenza tra scegliere di non farlo e non poter farlo - riportare certe indicazioni. E siccome in Maremma non c’e’ una IGT o una DOC per questa categoria di vini passiti, lo si deve fare solo come vino da tavola.
Ma quali sono le indicazioni che non si possono riportare oggi, visto che almeno con le nuove norme si può cambiare la definizione generica di vino dolce in quella più esatta di vino passito:
- annata
- nome del vitigno
- se l’uva è stata acquistata o è stata prodotta (cioè anche se l’hai prodotta tu non lo puoi dire, e devi mettere la generica: imbottigliato da…., che si mette quando si acquista l’uva in tutto o in parte).
Ma come? Ma se tutti strombazzano di qua e di là a proposito della trasparenza in etichetta, a me, che voglio dare più informazioni al consumatore, tu Stato (o Europa) vuoi vietare di dire che il vino proviene da mie vigne, che è del 2006 e che è fatto con l’Alicante?
Lo sapete qual’e’ la giustificazione che i mandarini del vino utilizzano? E’ che lo fanno per voi consumatori. Esattamente, siccome voi siete un pò rincoglioniti, ammettetelo, forse un pò di senilità precoce avanza, e vi potete sbagliare. Certo, vi potete sbagliare e pensare che siccome un Vino da Tavola riporta in etichetta delle informazioni potenzialmente devianti come annata e vitigno, o addirittura se chi lo ha fatto è un imbottigliatore o un produttore di uve, si tratti di un vino “superiore”, come gli IGT (che vengono spesso venduti al prezzo di € 1,50 in bottiglioni da 1,5 Lt alla Coop) o addirittura i preziosissimi DOC (infatti ho trovato un Morellino all’Eurospin al prezioso prezzo di € 2,45 allo scaffale).
Insomma, lo fanno per voi, mica per loro. Voi tutte queste cose non le dovete sapere, di che vi impicciate? Se poi il vino è un misto di annate diverse, o qualche cisterna che è rimasta un pò lì invenduta perché non era granché, non è un problema vostro. Il vitigno? Ma quella è roba da autraliani, noi ci abbiamo il terroir, mica pizza e fichi.
E forse fra qualche anno, quando vi sarete maturati un pò vi metteranno l’annata, ma solo se fate i bravi.
Ringraziate, no?
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Grazie!
≡ Andrea Gori on Luglio 10, 2007 00:04ma non dell’etichetta ma del lalicante visto che me ne rimaneva solo una bottiglietta per uso personale…