vista dalla Fontanina
Giornata interessante ieri. A trovarmi per fare una sorta di crash course sulla Maremma c’era Gianni Menotti, direttore di Villa Russiz di Capriva del Friuli, nonché plurimpremiato enologo (18 tre bicchieri come azienda, ed enologo dell’anno per la guida del Gambero del 2006).
Dopo essere partiti per una visita ad alcuni nostri vigneti del Podere Keeling, ed avere fatto un veloce assaggio delle nostre indegne produzioni di vino bianco (il nostro Fiano, Fonte40, ed il nostro Guazza, Ansonica e Vermentino), siamo andati di corsa, perché il tempo era poco, a Porto Santo Stefano per sbrigare una delle parti più dure della giornata lavorativa: un pranzo al ristorante la Fontanina di San Pietro a Porto Santo Stefano.
Il tempo era poco, ma abbastanza per sottoporci ad una leggera introduzione al mare dell’Argentario,
ricci, scampi e ostriche
Gianni che soffre tantissimo!

Un altra parte piuttosto faticosa, con quella giornata di ieri e all’ora di pranzo, è stata quella dell’assaggio di alcuni vini che ci potevano interessare per dare un idea a Gianni della produzione enologica costiera.
Il primo, un Ansonica della Fattoria La Tenutella, di Capalbio, 2006. Un vino abbastanza semplice, con un leggero passaggio, seppur abbastanza evidente, in legno piccolo, fatto di Ansonica al 100 %. Il secondo, il Numero 6, del 2003, è un vino dell’azienda Sassotondo, di cui ho già parlato proprio in occasione di un altra visita alla Fontanina poco tempo fa. E’ un vino abbastanza estremo, fatto nella zona di Sovana, con metà Sauvignon e metà Greco, il primo solo acciaio il secondo macerato con bucce e affinato in legno. Ha il colore di un bel Rum agricole, naso complesso e una bocca particolarissima, ma piacevole.
Tenutella, Numero 6, Bugia.
Il terzo vino si chiama Bugia, di Bibi Graetz. E’ un 2004, e si tratta di un vino fatto con Ansonica 100 % proveniente da vigneti terrazzati dell’Isola del Giglio, poi vinificato presso la cantina che si trova a Fiesole. Anche questo è un vino abbastanza ardito, con una sensazione di legno piuttosto forte, tanto da mascherare quasi completamente le caratteristiche dell’Ansonica che conosciamo.
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Dopo aver salutato Umberto Amato, chef e proprietario di questo ristorante storico di Porto S.Stefano (dal 1972), ed averlo rimproverato per la dura prova che ci ha inflitto, abbiamo fatto un saltino nella zona di Pitigliano per poi finire in un vigneto di Capalbio ad ammirare un vigneto di uva Ansonica di qualche primavera fà
Vecchia Ansonica
Insomma, una giornata piena, con circa 800 km fatti - la Maremma non è piccola - e tante coste viste ed assaggiate. E la convinzione di vivere ed operare in un territorio dalle grandi potenzialità, in gran parte ancora da esprimere, e tante già espresse e da godere.



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