Finalmente comincio a vedere qualcosa che ho sempre auspicato: un ingresso di qualche tecnologia significativa e moderna nell’ingessatissimo e barbogio mondo del vino.

Di che si tratta: si tratta di cominciare ad usare quella miniera di possibilità rappresentata dagli RFID (vedi anche Wikipedia)e da altri sistemi di tracciatura più verbosi dei tradizionali e statici codici a barre, come ad es. i codici a barre bidimensionali o 2D Barcode.

La sperimentazione è in corso in Piemonte, tramite la Fondazione Torino Wireless che ha presentato il progetto di E-Wine al Foodex  Japan. Non si capisce bene cosa hanno fatto, alcuni links non funzionano, però ci sono le aziende che hanno implementato la parte tecnica. Su una di esse, la ThinkMobi,  ci sono più informazioni sulle etichette intelligenti e pure un video (che però non sembra avere l’audio…) Loading...

Altre informazioni le trovate anche sul loro blog e sul loro Flickr, anche se in un certo senso mi sembrano un po poco curate. Strano, visto il lavoro che c’e’ dietro e che mi sembra interessante, non strano visto che probabilmente è un progetto finanziato dal pubblico.

un codice a barre bidimensionale

Comunque, prima che cominciate a scappare via, non c’è nulla di così complicato (se l’ho capito io…): è un codice che ha due dimensioni invece di una, e quindi può contenere informazioni maggiori. La cosa che ci interessa è che si può scaricare un software gratuito per telefonini muniti di telecamera, fare una foto al codice, e leggere le informazioni direttamente sul display del telefono (esempio di scheda tecnica: Barolo Beni di Batasiolo). Ma è ovvio che la qualità delle informazioni può essere molto migliore che non riportare semplicemente quello che non c’entra in etichetta. Per es. dal palmare o dal telefono si potrebbe essere linkati sul sito o sul blog dell’azienda. Non ho ancora capito dove entra l’integrazione con l’RFID, molto probabilmente direttamente in negozio o con i palmari.

Insomma è la bottiglia stessa che ci mette in contatto diretto con l’azienda stessa, e che dà la possibilità, per es. con una sezione apposta sul blog, di lasciare commenti e critiche, anche negative. O segnalazioni su prezzi eccessivi, o richieste di maggiori informazioni. Insomma molto VINO 2.0, o no? E qui si gioca la partita su chi ha qualcosa da dire e lo dice, e chi no.

Ho mandato subito una email all’azienda che mi sembra più coinvolta, la ThinkMobi, vediamo se anche loro sono web 2.0 e rispondono, oppure sono web 0.0 e lasciano impolverare le emails



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7 Comments so far


  1. Ne sto studiando le possibilita anch’io.
    Io di solito non metto il prezzo sulle bottiglie che vendo e non uso il bar code al momento, pero una etichetta che serva a me come barcode ed al cliente per ricercare informazioni sarebbe molto utile.
    Buona Bevuta a Tutti
    Gabrio

    Gabrio Tosti on Luglio 16, 2007 17:36
  2. giampaolo sei mai stato alla nuova enoteca di siena? hanno un sistema mi pare basato sugli rfid per le notizie dei vini terroir annate etc e il tutto fatto per esetre visto su un palmare

    Andrea Gori on Luglio 18, 2007 21:15
  3. Allora, intanto faccio notare, caso mai ce ne fosse bisogno, di come in questo paese anche le nuove tecnologie e le aziende che dovrebbero proporle, tendano ad ammantarsi di quella polverina muffosa e stantia che ricopre quasi tutte le cose italiane: la ditta di cui sopra, ThinkMobi, non mi ha ancora risposto né dato segni di vita.
    Ma come, sei un azienda che promuove queste tecnologie nuove, fai parte di un gruppo che deve sperimentare queste tecnologie sul vino e finora avete fatto solo due schede penose a livello dimostrativo come se le aziende di vino fossero state tirate dentro a forza e vi avessero mandato la solita brochure cartacea da trasformare in digitale “tanto è uguale”, nel frattempo avete stromabazzato la cosa come un evento epocale e sui vari siti non si capisce una mazza e mezzi links mancano. Dico io, dopo tutto questo, un azienda vera, spontaneamente si rivolge a voi “per saperne di più” perché realmente interessata, e voi che fate? Non gli rispondete, nel più classico stile ufficio relazioni delle ferrovie di stato o del catasto o quella roba lì, avete capito no?
    Bella roba, roba da far venir voglia di metterci la croce sopra, se questo è l’atteggiamento dell’azienda che dovrebbe trasformarsi in tuo partner verso l’adozione di una tecnologia nuova.
    Detto ciò, che avevo sullo stomaco, @Andrea: No, non l’ho vista. Però ti dico anche che mi sono rotto le balle di queste s…….e dimostrative che vengono fatte da qualche ente pubblico, magari grazie a qualche denaro da spendere perché ormai stanziato, e morta lì. Siamo il paese delle dimostrazioni, ma quando si tratta di passare dalla teoria alla pratica…binario morto. O si facciano per davvero queste cose, se ci si crede, o senno basta di spendere soldi a vanvera e tirarle avanti per anni come dimostrazioni di qualcosa di innovativo vent’anni dopo che in qualche paese mediamente avanzato (cioè anni luce più avanzato di noi) diventa roba ordinaria.
    Come diremmo in Toscana, mi sembra che siamo diventati un paese di seg…li!

    Gianpaolo Paglia on Luglio 18, 2007 22:09
  4. ho visto che hai implementato il coolplayer di wp…
    ma il filmato del video lo hai preso da youtube?

    Andrea Gori on Luglio 20, 2007 10:32
  5. e soprattutto, che sintassi hai usato perchè a me mi dice sempre “embed not possible”

    Andrea Gori on Luglio 20, 2007 10:54
  6. il filmato l’ho preso dal sito dell’azienda di cui sopra. Coolplayer in realtà ti richiede solo l’URL del video, e poi i parametri che vuoi impostare (autostart per es.).
    Hai problemi?
    Ciao

    Gianpaolo Paglia on Luglio 20, 2007 14:52
  7. per ora si…chiederò al tombolini…
    mi dice “This media can NOT be support to embed into the page”, e sto solo cercando di mettere il link a http://it.youtube.com/watch?v=J7cHwqHHHik boah!!!

    Andrea Gori on Luglio 20, 2007 17:20

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