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Ne da notizia Eric Asimov, wine writer del New York Times sul suo blog, The Pour. Per una cifra di $ 185 milioni, la joint venture tra la Ste. Michelle Wine Estates e la Marchesi Antinori acquisisce il controllo di una tra le più note icone del vino USA.

La Stags’ Leap divenne famosa nel 1976, quando con il suo Cabernet 1973 arrivò al primo posto in una degustazione alla cieca tra vini californiani e francesi guidata dal britannico Steven Spurrier. L’evento, ancora oggi ricordato come The Judgment of Paris, fu di una portata talmente rivoluzionaria da rappresentare un choc per il mondo del vino francese ed un fomidabile propellente di fiducia per l’allora nascente enologia americana.

Questa è la graduatoria finale del Judgment of Paris (credits: Wikipedia

Rank – Country – Wine – Average grade (out of 20)

  1. Flag of United States United States - Stag’s Leap Wine Cellars 1973 – 14.14 (winemaker Warren Winiarski)
  2. Flag of France France - Château Mouton-Rothschild 1970 – 14.09
  3. Flag of France France - Château Montrose 1970 – 13.64
  4. Flag of France France - Château Haut-Brion 1970 – 13.23
  5. Flag of United States United States - Ridge Vineyards Monte Bello 1971 – 12.14
  6. Flag of France France - Château Leoville Las Cases 1971 – 11.18
  7. Flag of United States United States - Heitz Wine Cellars ‘Martha’s Vineyard’ 1970 – 10.36
  8. Flag of United States United States - Clos Du Val Winery 1972 – 10.14
  9. Flag of United States United States - Mayacamas Vineyards 1971 – 9.77
  10. Flag of United States United States - Freemark Abbey Winery 1967

Ancora tratto da wikipedia: The wine that one judge said bespoke ‘the magnificence of France’ turned out to be a Napa Cabernet.” Similarly, “‘That is definitely a California. It has no nose,’ said another judge — after downing a Batard-Montrachet ‘73.” The comments and results of the tasting indicated that the judges could not distinguish California from French wines.

La notizia è certamente di un certo rilievo, ed è probabilmente la prima volta che una azienda italiana di prestigio fa un investimento così rilevante nel salotto buono dell’enologia americana. La differenza con le altre acquisizioni italiane, come ad esempio Col Solare sempre di Antinori nello Stato di Washington, è che qui non si tratta di mettere nel carniere un base operativa in territorio USA, più che altro una piattaforma logistica comoda per la distribuzione dei vini italiani nel mercato locale. No, qui si tratta di un acquisto, e quindi dell’implicito riconoscimento, dei veri e propri quarti di nobiltà del vino americano, proprio come se si stesse acquistano uno storico chateaux bordolose, magari uno di quelli strapazzati da Stags’ Leap nel 1976.

Personalmente sono molto impressionato ed ammirato da questa operazione, che trovo coraggiosa ed intelligente allo stesso tempo. In bocca al lupo, e speriamo che questo permetta di trovare più facilmente anche da noi alcune delle perle di quella Napa Valley troppo spesso ridotta a caricatura da qualche nostrano benpensante.

In bocca al lupo, e da oggi Napa ha anche una bandierina tricolore.



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3 Comments so far


  1. Gianpaolo, se mi permetti integrerei ricordando che Stag’s Leap si è tolta la soddisfazione di ripetere la performance trent’anni dopo il “Judgment of Paris”, nel 2006. Ne parlai l’anno scorso su Aristide qui:
    http://www.aristide.biz/2006/05/30_anni_dopo_ca.html
    Concordo pienamente con le tue valutazioni circa l’acquisizione, sperando che non si tratti solo di un’operazione finanziaria ma che abbia anche interessanti risvolti “industriali”, cioè nell’acquisizione di know-how specifico, ecc.

    Giampiero alias Aristide on Agosto 1, 2007 11:02
  2. Certamente Gianpiero, ma la cosa stupenda è leggere su Wikipedia, c’e’ il link nel post, delle reazioni dei giudici e dei francesi in genere a questo risultato. E’ da sbellicarsi dalle risa: giudici stimati e rispettabili che provarono a cambiare il voto non appena scoperti i risultati, lettere minatorie al winemaker di Stags’ Leap, i giornali francesi che minimizzarono cercando di far passare la notizia sotto silenzio. Una cosa esilarante.

    Gianpaolo Paglia on Agosto 1, 2007 13:13

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  • ⇒ no such thing as a free lunch
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