parcel.jpg 

Mi è venuta l’ambiziosissima idea di fare vendita online di vino sul mio sito. Credo di essere uno dei primissimi al mondo. ;-)

Credo che sia necessaria a me per chiudere il ciclo tra reale e virtuale. In parole povere: sei interessato all’azienda ma non sai dove trovare i vini? Comprali qui.

Oramai non siamo più a 5-10 anni fà, quando era davvero pionieristico mettere su una cosa del genere (almeno qui, in Italia). I corrieri ormai, se gli parli di vendite online alzano il sopracciglio come a dire: ma che ti credi che vengo giù dalla montagna del sapone? Certo che so di che stai parlando, di quella roba che si spedisce nelle cantinette di polistirolo, no? Siamo organizzati, che pensi?

Come azienda abbiamo rapporti con i corrieri espresso, specialmente per spedizioni di campioni, analisi, ecc. Normalmente andiamo noi direttamente a Grosseto, visto che siamo a soli 5-6 km. Poi, per comodità, visto che siamo n, el 2007, abbiamo provato a farceli venire a prendere dal corriere Executive. logo_frec.gif

Abbiamo dovuto smettere, perché insistevano a voler ritirare la merce intorno alle ore 19 (telefonata dal corriere mentre stai preparandoti per la cena: ci sarebbe un ritiro da fare, è troppo tardi? Eh sì che è tardi, siamo stati aperti dalle 8 di mattina!). C’e’ da dire che la mia azienda, almeno la cantina e l’ufficio, si trova al km 170,700 della SS1 Aurelia, in direzione Nord. Cioè a Sud di Grosseto di circa 6 km. Io ci vado un minimo di due volte al giorno, ci vogliono 5 minuti. Insomma, non siamo esattamente sperduti nelle campagne.mappetta.jpgPensando di fare cosa buona e giusta, ci siamo rivolti alla SDA, corriere di proprietà delle Poste Italiane. Questa è la cronaca:

-una settimana di tempo per avere un appuntamento, in azienda da noi, con un commerciale. Nota bene che non avevamo mai richiesto un appuntamento, a me bastavano i prezzi e le info necessarie, che potrebbero essere spedite o sul sito, ma sembra che senza appuntamento e perdita di un paio d’ore di tempo, non si possa fare niente. Pazienza!

-il commerciale SDA si presenta in azienda ieri: che tipo di scatole volete usare? Noi di SDA consigliamo le cantinette in polistirolo, mai avuto problemi con quelle, bla bla bla.

- Noi, invece in genere usiamo le scatole per vino delle Poste Italiane, sono di cartone, facili da stoccare e montare, sicure e facili da smaltire, e, a differenza di quelle in polistirolo, accettate in tutti i paesi (alcuni paesi, per motivi di smaltimento rifiuti, non acccettano imballi in polistirolo).

Sguardo dubbioso del commerciale SDA, Gruppo Poste Italiane:

- mah, non mi sembrano adatte. Quali sono, quelle gialle? (riferendosi a quelle per i pacchetti postali).

- No. Quelle da vino, sono fatte apposta, non le conosce? Le fanno le Poste Italiane. Apposta per il vino. Apposta per i……corrieri, come voi. Che siete delle Poste Italiane, tra l’altro.

- Mai viste!

Gliele faccio dunque vedere io, c’e’ sempre una prima volta (ah, carine, non lo sapevo) , e stabiliamo che vanno bene - perché sono fatte bene. sda.gif Discutiamo prezzi, giacenze, istruzioni al corriere (ricordatevi di dare il nome sul campanello, non quello della moglie da signorina…), ritiri in azienda. Faccio presente che voglio il ritiro all’interno del nostro orario di lavoro, dalle 8.00 alle 17 max 17.30. Questa è una azienda agricola, non un negozio, e comunque siamo aperti ininterrottamente per oltre 9 ore, non mi sembra troppo difficile.

- la compilazione delle distinte di spedizione è cartacea. Solo dopo un mese o più che lavorate e spedite, se volete ve la facciamo con l’installazione di un software che, oltre a togliere di mezzo la carta, stampare le lettere di vettura, ecc, vi dà accesso a maggiori servizi SDA.

- Scusi, ma se c’e’ questo software, ed è gratis, non vedo perché devo aspettare un mese. Non voglio carta, non voglio roba scritta a mano. Siamo nel 2007, voglio tutto online (per la verità non vorrei neanche un software da installare sul mio PC, ma se devo…). In più, se è vero che ci sono più servizi, dovrebbe essere vostra premura mettermi nelle condizioni di usarli: io, sono il cliente, sa? Voi mi dovete mettere in condizioni di comprarli i vostri servizi, qui sembra quasi che debba chiederveli per piacere, è un pò bizzaro, sa?

-eh, ma guardi, voi siete un pò eccezionali (roba da matti, NDR). Ci sono aziende con centinaia di dipendenti che non ne vogliono sapere di passare alla gestione informatizzata: se non hanno il modulo da compilare mano a 4 copie, non fanno nulla. E poi, tanti si fanno installare il software e poi non lo attivano a mano. Comunque se insiste…

-Insisto.

Insomma, mi faccio dare tutto, poi lascio Tiziana a discutere dei dettagli e me ne vado. Successivamente comincio a lavorare sulla griglia dei prezzi, ora che conosco i costi del trasporto lo posso fare. Faccio tutto, sono abbastanza contento perché a Settembre penso di poter cominciare, supportato dal buon Lorenzo Giuggiolini della SBF.

Finale a sorpresa: riceviamo stamani una telefonata dalla stessa persona che ci dice: mi dispiace, ho parlato coi trasportatori e loro mi hanno detto che da voi possono passare solo la sera dopo le 18-18.30!

Non se ne fa nulla.

In sostanza, per avere un servizio di corriere espresso con ritiro in azienda, nel 2007 in Italia, a 100 m dalla S. Statale n°1, a 6 km dal capoluogo di Provincia, non ci sono altre alternative che ioIL CLIENTE,  cambi gli orari di lavoro del personale, allungandoli di un paio d’ore (tanto tra le 18.30 e le 19.00 più o meno è lo stesso, quando si è sulla strada, che vuoi…).

Lo dico a mia moglie, aimé, Inglese, e lei mi guarda fisso mentre la sua mascella si spalanca verso il basso. Non mi dice nulla, forse avrà avuto pietà per quei poveri tre figli nostri che a metà sono cittadini di questo Paese che mi sembra ogni giorno sempre più irrecuperabile.



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28 Comments so far


  1. Well done Gianpaolo!

    Forse UPS sarà più “collegata” che altri? Senza copia carbone? ;-)

    Col tuo sito potrai vendere dove, essenzialmente nella UE? Non è che i documenti di accisa ecc. rendano la cosa ancor più cartacea che la questione dei trasporti?

    Ad ogni modo, bravo per questa iniziativa.

    Mike

    Mike Tommasi on Agosto 9, 2007 09:13
  2. Stessa cosa successa a me. Sai come mi sono organizzato?

    Ho un dipendente che si occupa di tante mansioni, un tuttofare insomma.
    Durante il giorno ricevo gli ordini e li preparo (tanto non sono centinaia di pacchetti, cosa vuoi … qualcuno e neanche tutti i giorni… che certo diventano molti in prossimità del natale).

    Il giorno seguente o quello successivo il mio tuttofare prende i pacchetti, i documenti per la spedizione che gli ho preparato e via, va … alla Posta! Si, alle poste che, a conti fatti, mi costano meno.

    I pacchi sono monitorati e il tutto è certo più sicuro anche per quanto riguarda le “sparizioni”.
    Mando una mail al Cliente avvisandolo della spedizione e gli comunico il codice per poter verificare dove si trova il pacco e gestire direttamente con le Poste la consegna. Io esco di scena.

    Ma non è finita: se vuoi (per i Clienti già acquisiti ad esempio) il pacco può essere pagato contrassegno e l’importo ti viene girato con assegno non trasferibile di Poste Italiane e ti arriva a casa, per davvero (provare per credere), nel giro di 8/10 giorni!

    Efficienti. Finora nessun disguido.
    Incrociamo le dita ;o)

    Cmq bella iniziativa ma solo un dubbio: se io avessi un’enoteca smetterei di comprarti il vino, per due motivi:
    il primo è che devo rigare dritto sui ricarichi, allineandoli ai tuoi, cosa che è giusta ma non sempre: se io ho una piccola enoteca in centro a Varese e pago 3.500 euro di affitto non posso fare i ricarichi che può permettersi una enoteca a Bitonto, che di affitto ne paga si e no 350 euro, giusto per dirne una…
    il secondo motivo è che diventi raggiungibile da chiunque e io che cerco di avere chicche che la concorrenza non commercializza (la concorrenza si fa anche su questo) mi ritroverei al punto che addirittura chiunque potrebbe reperire quelle bottiglie, ad un prezzo stabilito dall’azienda, permettendo a chiunque di farmi i conti in tasca ed entrare in quel vortice di maldicenze che segue sempre una rivelazione del genere. Al proposito vedi il numero di agosto de Il Mio Vino e la faccenda che Peck ha loro intimato di non pubblicare più i loro scontrini fiscali ;o)

    Ma per fortuna non ho più una enoteca, ormai sono solo un artigiano ;o)

    Sono davvero contento per te, e ammiro il coraggio col quale ti lanci in questa avventura … e magari sarà l’occasione per prepararti delle confezioni regalo “davvero esclusive”, in pochi esemplari, così da renderle uniche … sai che botto?

    E’ molto importante la presentazione: nel caso della ns. azienda io sono perfettamente consapevole che noi ci presentiamo male: noi siamo bravi forse a presentare gli altri, il lavoro degli altri. Ma non noi stessi.

    L’altro giorno si parlava dell’ingresso dei metamessaggi sessuali nel marketing sul vino, … ebbene guarda ancora l’ultimo numero de il Mio Vino … ben 4 pagine di belle fighe (questo il metamessaggio, non tiriamo in ballo l’arte per carità) di cui, una, sconcertante per la “centralità” del messaggio ;o)

    Quando un prodotto arriva ad usare il sesso per richiamare l’attenzione mi sa che è davvero alla frutta.

    Oggi ci sono altre strade. Qualcuna la stiamo percorrendo insieme, vedi la faccenda di Maremma food & wine …

    La vendita online ha una fetta importantissima dedicata proprio alla regalistica, aziendale e non.
    Pensaci su …;o)

    In fondo se fai partire questa iniziativa lo fai, anche ma non solo, perchè magari è una fonte di nuovi business.
    E allora perchè non legare i tuoi fuoriclasse con un packaging all’altezza?
    Il costo maggiore lo paga il Cliente, se lo desidera naturalmente, mica è obbligato … gli dai l’opzione: sfuse, nelle casse di legno normali, o in quelle “speciali”, le ns. appunto.
    Inoltre sai che non sono prezzi eccessivi, neanche il doppio di una scatola normale. Maggior costo giustificato dal contenuto della scatola.
    Il Cliente che “desidera” un determinato oggetto, lo vuole lo compra lo paga.
    Se naturalmente vale i soldi che paga.
    Una iniziativa di questo tipo merita una riflessione …
    Noi ci abbiamo sempre pensato: siamo nati proprio per questo!

    Bella notizia però…, cmq vada questa idea che mi è venuta.
    Un altro tradimento alle consuetudini non può che vedermi schierato in suo favore … chissà dove porterà?
    Il bello della vita, la ricerca e la sperimentazione ;o)
    Continui a stupirmi per la determinazione … ;o)

    Ciao
    Pierpaolo

    Cmq

    Pierpaolo on Agosto 9, 2007 11:26
  3. Ehi, piano con i complimenti. Ho fatto un post apposta per dire che lo voglio fare e, per ora, non ci riesco a causa di questi sciagurati dei corrieri :-(

    Se tu fossi un enoteca non mi compreresti più il vino? Ci può essere questo rischio, però dipende anche dai prezzi con i quali venderò il vino. Considerando le spese di trasporto, che saranno fisse qualunque quantità uno prenda, le confezioni, un minimo di ricarico nostro per le maggiori spese di handling, non è che i costi verranno tanto diversi dall’enoteca. In più si potranno acquistare solo confezioni da 6 e multipli.
    Comunque il mio scopo principale non è certo l’incremento delle vendite, o la sostituzione delle enoteche. Non penso che avrò un fatturato online significativo, proprio per i punti suddetti. Voglio solo dare la possibilità a chi lo vuole di assaggiare i miei vini, che non sono e non saranno mai “superdistribuiti” in modo capillare.
    E poi, se io avessi un enoteca mi preoccuperei di più di altre cose: come selezionare buoni prodotti, indipendentemente da altre considerazioni, che piacciono a me sopratutto, con un giusto ricarico, che secondo me deve essere almeno il 40%. E mi preoccuperei di creare dei servizi per i miei clienti e di essere preparato su quello che vendo. I miei vini, come quelli di quasi tutte le aziende un minimo significative, sono già online, solo che non li vendo io. Che differenza c’e'? Almeno io posso fornire una selezione completa.
    Per le confezioni, prima fammi partire e poi vediamo, un pensiero ce l’ho già fatto, so già a chi rivolgermi :-)

    Gianpaolo Paglia on Agosto 9, 2007 12:10
  4. Hai ragione, con le fette di salame agli occhi non avevo considerato che i vini … sono già online!
    E considerato quel che dici riguardo le spese e i costi vari si, alla fine non saresti così competitivo e rubaclienti come avrei temuto …

    Uno dei principali motivi per i quali i miei Clienti venivano da me anzichè andare dalla concorrenza non erano i prezzi migliori, ma l’esclusività dell’offerta, la selezione che facevo in base alle mie preferenze tra “tutti” quei vini che “non” erano commercializzati nel mio territorio.

    Ma si può lavorare lo stesso senza andare a invischiarsi in questi contorcimenti mentali, lo so … solo che volevo fare il diverso e sopratutto con la scusa che non avevo concorrenza su quei prodotti potevo aggiungere un altro ricarico, dal 2 al 5%, a quello da te indicato del 40%.
    Perchè lo facevo? Perchè i costi per gestire l’attività di una enoteca da asporto sono ben oltre il 40% del fatturato, provare per credere.

    Ma cmq Ok, mi hai convinto … se riaprirò una enoteca … ;o)

    Pierpaolo on Agosto 9, 2007 12:28
  5. Caro Gianpaolo, il problema che ha sollevato Pierpaolo è quantomai reale ed attuale. Vedo, all’ordine del giorno, enoteche smettere di comprare questo o quel vino perché il tal produttore lo vende online a meno o perché l’ha dato anche a caio, pensando di avere diritti di esclusiva solo per averlo venduto per primo. Non che condivida, ci mancherebbe, ma è un problema che esiste. Io credo che per stare tranquilli l’unica sarebbe scegliere un canale (la vendita diretta) o l’altro, la distribuzione tradizionale. Ma visto che al momento buttarsi *solo* sulla vendita diretta è irrealizzabile o eccessivamente temerario, potresti tamponare almeno uscendo con un prezzo analogo a quello da enoteca. Ciao, Fil.

    Filippo Ronco on Agosto 9, 2007 12:38
  6. Una soluzione ci sarebbe: é a prima vista un po´suicidale e magari costosa da gestire peró ha il vantaggio di coinvolgere le enoteche.

    Suddivisa l’ Italia in tue zone commerciali, e fatti i debiti patti con le enoteche piu´trainanti, riconoscere una rendita di posizione, un X%, a quell’enoteca della zona dalla quale il Cliente on line ordina.

    Anzi gli indirizzi delle enoteche di riferimento le metterei anche nel sito
    come un servizio sia al Cliente che all’ enoteca stessa.

    Questo indipendentemente dal prezzo e dalle condizioni che andrai a mettere in rete.

    PS

    Ho letto ieri i problemi del Paypal di Antonio e oggi dei tuoi intrattenimenti con i corrieri.

    ≡ Carlo Merolli on Agosto 9, 2007 12:52
  7. @Carlo. La tua idea non è male, ma è difficile da attuare. Quali enoteche dovrei considerare? Quelle che mi hanno comprato il vino quest’anno, oppure quelle che hanno comprato l’anno scorso ma quest’anno ancora no? Quelle che sono regolari coi pagamenti, e non considerare quelle che dopo 6 mesi dalla scadenza ancora non hanno pagato? Se poi vendo un prodotto che l’enoteca non ha comprato, mentre ne ha comprati altri? E se la spedizione è mista?
    Problemi pratici a parte, bisognerebbe che effettivamente ci fosse una forma collaborativa tra aziende e enoteche. Però bisognerebbe cominciassero a pagare regolari. Non è una battuta. A noi questa cosa mette in difficoltà, perché tu puoi fare tutti i conti che vuoi, limare i tuoi margini, destinare qualche punto % a promozioni, incentivi, azioni comuni ma, al momento che quello ti paga dopo un anno (ed è un fatto piuttosto comune),che ci fai di tutta questa teoria?
    @Filippo. Come dicevo, a conti fatti i prezzi saranno simili a quelli delle enoteche. Perché comprare da me allora? Perché non c’e’ l’enoteca nella tua zona.

    Gianpaolo Paglia on Agosto 9, 2007 13:31
  8. io continuerò a prendere il vino da giampaolo tanto glielo pago sei mesi dopo…:-) il cliente che lo compra online secondo me non è lo stesso che gira per enoteche o ristoranti e poi anche a me farebbe piacere trovare su vari siti la possibilità di comprare del vino senza impazzire a cercarlo nelle enoteche. Secondo me giampaolo i tuoi clienti che ti boicottano perché vendi i vini sul sito non sono clienti da tenere! E se tutti ragionassimo così allora dovremmo boicottare meregalli e il sassicaia perché ha aperto le sue enoteche?!?

    Andrea Gori on Agosto 9, 2007 14:48
  9. Questo argomento mi tocca troppo da vicino … (le enoteche).

    Secondo l’istat “la nuova tendenza del mercato, ovvero la possibilità di scegliere tra tanti prodotti diversi, incide per il 35% sulla scelta del punto vendita dove recarsi, dietro il servizio (25%), ma cmq prima del prezzo (40%)”.

    Ora, se quella “possibilità di scegliere tra tanti prodotti diversi” ce l’hanno tutte le enoteche, perchè il Cliente dovrebbe venire da me, a parità di servizio e di prezzo?

    E’ qui che volevo parare.
    Cito dal ns. sito “i vini, anche quelli famosi e celebrati, si trovano ormai ovunque. Il ns. packaging restituisce loro l’esclusività perduta”.

    E’ proprio a causa delle riflessioni su riportate che è nato Alter-Eno.
    La concorrenza aveva gli stessi miei vini: perchè il Cliente dovrebbe venire da me?

    Come differenziarsi?
    Con l’esclusività fu la risposta.

    Tieni presente che il grosso del lavoro di una enoteca, quello più sostanzioso almeno, è dato dai regali, dal vino come regalo, omaggio, presente.

    Certo un Sassicaia è sempre un bel regalo … ma ce l’hanno anche all’Esselunga … dai … certo non è un regalo originale.

    Metti invece un Sassicaia, o un Capatosta se vuoi, magari con una bottiglia di olio in una ns. scatola da due bottiglie con le ruote della degustazione (magari anche in inglese) e il gioco è fatto.

    Dove le trovi quelle scatole, se non da me, nella mia enoteca?
    Ecco come abbiamo spiazzato la concorrenza, prima, e poi, resici conto di quanto accadeva, di come ci siamo presentati sul mercato.

    Giampaolo possiede una foto emblematica di quanto vado dicendo e, se vuole, lo autorizzo a pubblicarla, mi assumo la responsabilità della realizzazione.
    Si tratta di una scatoletta di legno con all’interno un brik da 33 cl di Tavernello: viene venduto al supermercato in confezioni da 3 pz al prezzo complessivo di 1,80 euro. Ne desumo che un solo brik costerà un terzo e quindi 0,60 eurocent.
    La scatola di legno mi sarà costata 2 euro.

    All’interno del coperchio della scatola, però, c’è una frase:
    “dedicato a chi sostiene che il vino è tutto uguale”.

    Questa scatola, che ho portato anche allo scorso Vinitaly, dove è andata letteralmente a ruba (ne avevo poche decine di campioni) la vendevo a 12 euro l’una!!! si 12 euro, che tolta la scatola diventavano 10 euro per il contenuto, ovvero 9,40 euro di guadagno sul vino.

    Sia chiaro, questo era solo un esperimento, estremo, per dimostrare come il veicolo, se è quello giusto, può portare davvero lontano.
    Produttori di vino che venivano a comprarmi quella scatola, … dovevate vedere la scena ;o)

    Le enoteche annaspano cari miei, se non pagano i fornitori (non tutti) è perchè sono in grave crisi, e forse farebbero bene a chiudere piuttosto che non pagare i debiti ma è certo che quel che “gli resta attaccato” come si dice in gergo, è davvero poco … senza la somministrazione … è così.

    Secondo la mia esperienza potrei riassumere gli aspetti vincenti nell’ordine proposto, dove al primo posto sostituisco il servizio con l’originalità dell’offerta:

    1° posto - originalità ed esclusività dell’offerta
    2° posto - il Servizio: professionalità e competenza
    3° posto - varietà dell’offerta
    4° posto - il prezzo

    Vi dirò di più: se tutto va in porto apriremo entro il prossimo anno una enoteca in franchising a poche centinaia di metri da Meregalli a Monza: l’obiettivo è quello di dimostrare che anche vicino ad un colosso del genere è possibile fare buoni guadagni, portandogli via pure Clienti.

    A condizione di avere i prodotti giusti: quelli che lui non ha e, se li ha, confezionarli in un modo per lui e per tutti, inimitabile.

    Non è un segreto per l’Azienda Meregalli. Ho già provveduto ad informarli della cosa e addirittura a proporgli di interagire.
    Ma loro naturalmente ci snobbano … ;o)
    Non immaginano il potere seduttivo delle ns. ruote e di tutto il resto ;o)

    Cosa che a noi fa sorridere … perchè se noi siamo nel raggio di azione di una enoteca, è dimostrato, il Cliente viene da noi per i suoi regali di prestigio.

    Monza sarà un altro esperimento. Anche se avrà i tempi più lunghi.
    Ma non c’è scampo: ci vogliamo misurare proprio con lui. Il mito.
    Abbiamo pensato anche ad altre realtà come Peck ma lì ci sono altri servizi, altro feeling che entra in gioco.

    A noi interessa una enoteca da asporto. La più prestigiosa.
    Ci mettiamo lì vicino e vediamo chi vende più confezioni regalo.
    Scontrini alla mano … il mercato ci dirà …;o)

    Per chiudere Giampaolo, i tuoi vini sono buoni, hanno un bel vestito, sono ben presentati da te e dal tuo blog, non sono cari, li fai pagare dopo sei mesi … non vedo motivi per non comprarteli ;o)
    Nel tuo caso eventualmente sarà cura dell’enoteca che vende al Cliente finale proporre un packaging esclusivo, perchè “lui” si differenzi dalla “sua” concorrenza. Tu e i tuoi vini fate già la vostra parte per differenziarvi dalla concorrenza, con la qualità e la relazione.

    E’ l’enotecaro che poi deve scegliere se vuole differenziarsi o restare allineato all’offerta omologata del mercato.
    Tutto qui. Ma non è poco.

    Ciao
    Pierpaolo

    Pierpaolo on Agosto 9, 2007 16:05
  10. Tra i successi di una enoteca, Pierpaolo, hai trascurato i famosi tre fattori principali:
    1) location
    2) location
    3) location
    va da sé che se hai ben considerato i tre fattori di cui sopra, più gli altri che dicevi tu prima, il tuo lavoro è assicurato.
    La vendita online fa sua una location immateriale, o meglio la casa di chi compra. Ma nulla potrà sostituire il piacere di vedere, toccare le bottiglie e farsi consigliare/interagire con l’enotecaro.

    Gianpaolo Paglia on Agosto 9, 2007 16:28
  11. DiWine, in centro Varese, centro-centro, (a proposito di location) ha chiuso due mesi fa, bancarotta (non giuridica …). Prima di natale, per interposta persona, mi chiesero le mie scatole … mi rifiutai… ormai erano alla canna del gas come si dice… eppoi non era giusto: l’esclusività dove sarebbe andata a finire?
    La mia enoteca è rimasta aperta e lo è tutt’ora anche se non più seguita direttamente da me, e ne ho viste enoteche e locali chiudere in questi anni: noi ci siamo specializzati e siamo in provincia, in un posto anche un pò sfigato …
    Altre enoteche della provincia ci comprano qualcosa per rivenderle a loro volta o per arredarsi il locale.
    I Clienti venivano da noi per altri motivi, non per la location … e da molto lontano, anche da Legnano e Milano. Una volta un gruppo da Amburgo, un altro dal Belgio e naturalmente dalla svizzera ;o)
    Per le scatole. Mica per i vini che contenevano …
    Per una azienda come la tua abituata a ricevere visite dal Giappone ti sembrerà ridicolo quel che dico, ma nel mestiere dell’enotecaro tout-court, non particolarmente ben ubicato, in provincia, in una cittadina di 10.000 anime affatto buongustaie, con non tantissime etichette, davvero non lo è.

    Diwine in centro a Varese ha chiuso, l’enoteca Alter-Eno in provincia c’è ed è florida. Mentre scrivo questo post ho interrotto due volte per vendere delle confezioni regalo già pronte, per fortuna.
    Siamo in agosto, tutti in vacanza, strade deserte, negozi aperti e vuoti, supermercati e centri commerciali ovunque.

    Ma dovevano fare dei regali e quindi … dove vai a prendere un enoregalo originale? Da Alter-Eno, naturalmente se ci conosci.
    Chi ci conosce non ci dimentica.
    E fa il passaparola.

    E’ un bel lavorare.
    Certo più divertente della location dove la gente magari ti entra dentro solo perchè non sa cosa fare. Vendi si … ma …

    La location fa i numeri eccome: ma di location ce ne sono poche, il fatto è quello, e allora ti devi inventare altre strade:
    esclusività
    originalità
    Cult

    Un sommelier di Peck venne da noi a Comerio per studiare il nuovo locale in Galleria a Milano.

    Da noi. Un’enoteca.
    Perchè?

    ;O)
    Ciao

    Pierpaolo on Agosto 9, 2007 17:27
  12. adesso basta che sennò è spam ;o)
    quel che volevo dire l’ho detto …

    Pierpaolo on Agosto 9, 2007 17:47
  13. Io, se avessi un’enoteca.. hey, un momento, ma io ho un’enoteca! :)
    Io nemmeno so a quanto Gianpaolo vendera’ il suo Morellino online. Non mi interessa, secondo me non dovrebbe essere affare mio; ogni produttore dovrebbe vendere come e dove gli pare e piace, al prezzo che ritiene piu’ giusto, a chiunque. Io comprerei il suo prodotto ad un’unica condizione: deve piacermi. Finche’ Gianpaolo fara’ un vino che mi piace, lo comprero’, e lo rivendero’ al ricarico che mi consente di pagarmi il famoso stile di vita luculliano degli enotecari; per esempio il Bellamarsilia lo vendo a nove euri e cinquanta. Se vi sembra troppo, compratelo da Gianpaolo, com’e’ giusto che sia.
    Il mondo e’ piu’ semplice di quel che sembra, a volte.

    Fiorenzo on Agosto 9, 2007 21:01
  14. sei mesi per arrivare ai soldi?
    sono nuovo nel mestiere del produttore (commerciale) e i miei contatti col mondo enotecario si riferiscono quasi totalmente alla realtà locale. la maggiorparte ha pagato alla consegna approffitando dello sconto del 3 %, altri invece hannno preferito i 30 giorni che già mi sembrano tanti (soprattutto nel confronto con i miei colleghi austriaci e germanici). l’enoteca di firenze finora è risultata anche molto seria.

    non capisco la causa di una morale di pagamento così scarsa come dici te, gianpaolo. gli interessi sono minimi al momento, i programmi gestionali ti avvertono automaticamente, quando scade una fattura…

    boh!

    armin on Agosto 9, 2007 21:31
  15. @ Fiorenzo
    Fossero tutti come te gli enotecari.. :-)

    Filippo Ronco on Agosto 9, 2007 22:27
  16. Armin, tu ti dimentichi di vivere in Alto Adige. In tutto l’Alto Adige io ho solo un cliente che mi manda indietro le RiBa, lo tengo volentieri, così come se fosse un fenomeno inspiegabile che mi piace osservare di tanto in tanto.
    Resto d’Italia? In bocca al lupo caro Armin, ma tanto tu venderai quasi tutto in mercati “sani”.
    @ Fiorenzo, il morellino Bellamarsilia, cartone da 6, verrà venduto da me a circa 50 euro, però si dovranno comprare minimo un cartone da 6 e multipli. Come ho detto non è mia intenzione sostuirmi all’enoteca, ma fornire un servizio in più a chi non può trovarselo da solo.

    Gianpaolo Paglia on Agosto 10, 2007 19:22
  17. Parlo da frequentatore sporadico di enoteche e condivido in toto quello che ha detto Fiorenzo,
    VINI IN ESCLUSIVA?????????????????????
    NO TE LO COMPRO PERCHE’ SEI ONLINE O PERCHE’ VENDI AD UN MIO CONCORRENTE????????????

    Mi sembra la solita italietta (giusto per ritornare ulla sezione del blog), BASTA!!!!!!
    Capisco le difficolta degli enotecari ma il mercato deve essere libero, non si può speculare su una bottiglia perchè io ho l’esclusiva per la zona.
    Personalmente frequento enoteche, WineBar o altri locali non per il prezzo ma per i servizi.
    Non si può pensare di vivere grazie alle storture del mercato. MERCATO LIBERO E CONCORRENZA SUI SERVIZI (lo dice uno che si definisce di estrema sinistra).

    Saluti a tutti

    ≡ maurizio on Agosto 13, 2007 15:42
  18. ciao,
    Noi lavoriamo con Bartolini. Efficenti, super professionali, lavorano anche ad agosto, e fai tutto da internet.
    Per le enoteche, è inutile nascondersi dietro un dito.
    Loro esistono, vendono il vino, e non vogliono la vendita del produttore su internet. punto.
    Se non sta bene, cambi modo di vendere .(noi preferiamo vendere all’esteroo direttamente ai proivati).

    PS: Conosci enonet? loro hanno presentato la nuova scatola per le spedizioni ( http://www.gierreplastica.com/ita/prodotti/prodotti.html )e un nuovo modo di fare vedita online. Vendono un pacchetto: vini di varie aziende + confezione + spedizione a prezzi fissi. Il cliete non sa quanto costa ogni singola bottiglia. Volevano fare dei corner d’acquisto nelle stazioni e negli autogrill..

    Ciao
    Carlo

    Carlo on Agosto 14, 2007 06:07
  19. @Carlo. Hai ragione, alcuni non la prenderanno bene, pazienza. Io rivendico il diritto di servire il cliente che non riesce a trovare il mio prodotto. NON a prezzo fuori mercato, ma a certe condizioni. Se uno pensa che può comprare una sola bottiglia, come in enoteca, e pagarla la metà, allora ha sbagliato indirizzo. I prezzi saranno chiari, non molto diversi dall’enoteca, e con la condizione di dover acquistare minimo 6 bottiglie. In sostanza, se vuoi una bottiglia di morellino il posto migliore è sempre l’enoteca.
    Purtroppo Bartolini da noi è servito da una Cooperativa (Balloni), con la quale abbiamo smesso di lavorare molti anni fa a causa di numerosi disservizi. Magari nel frattempo la situazione è cambiata. Mi informo.
    Non conoscevo il prodotto per il trasporto del vino, mi sembra interessante. MI informo.
    Grazie

    Gianpaolo Paglia on Agosto 14, 2007 21:16
  20. @Gianpaolo, poichè NON RIESCO A TROVARE il tuo Morellino, e la Maremma non è esattamente dietro la porta di casa, mi complimento per la tua scelta di poter spedire direttamente il tuo vino con acquisto on line. Sarò tra i primi clienti. Mi associo allo stupore e successivo disgusto per il servizio POSTE ITALIANE. Qui è praticamente impossibile trovare ANCHE LE FAMOSE SCATOLE GIALLE per spedire le bottiglie.
    Un saluto,
    M.Grazia

    M.Grazia on Agosto 16, 2007 11:40
  21. SCONSIGLIO VIVAMENTE di utilizzare gli imballaggi offerti dalla SDA. Per intenderci quelli delle poste. Per esperienza presa il 50% delle bottiglie arriva rotta.

    Per il softare ora SDA ne ha uno completamente online. E’ una novità recente, forse il commerciale NON ne era a conoscenza :-)

    SDAWEB
    http://www.sda.it/index.jsp?insidePageId=718&insideMenuId=199

    Mi hanno detto detto che funziona soddisfacemente.

    Per il resto spezzo una lancia in favore di SDA. Se risolvi il problema dei ritiri posso assicurarti che ti troverai soddisfatto. La consegna è veramente fatta (tranne isole e calabria) in 24 ore.

    Ciao Angelo

    Angelo on Agosto 27, 2007 13:46
  22. Grazie Angelo. Per le scatole in realta’ l’ SDA non mi consigliava affatto quelle delle poste, non le conosceva proprio. Ma tu le hai viste? Guarda che sono fatte bene, io le uso per i campioni e non ho mai avuto problemi.

    Comunque il punto non e’ che non voglio lavorare con l’SDA, sono loro che non vogliono lavorare con me.
    A me sembra un atteggiamento assurdo, accettabile forse da noi ma non in altre parti del mondo piu’ civili. Accetto di lavorare con te, e di farmi pagare, solo se vengo a ritirare all’ora che fa comodo a me. Possibile che questa debba essere la loro soluzione? Concorrenza ci vuole, altro che.

    Comunque grazie.

    Gianpaolo Paglia on Agosto 27, 2007 15:49
  23. Secondo me sicuramente ti offriva queste:
    http://www.bognanco.net/ordineSANLORENZO.htm

    Le bottiglie vengono aggangiante per il collo e il fondo.

    All’apparenza sembrano buone. Solo all’apparenza però…. il problema maggiore è che in fase di trasporto le bottiglie arrivano a toccarsi e rompersi tra di loro. Per quello che so io presso i PT business non le offrono più. Secondo me stanno terminando delle grandi scorte di magazzino. :-)

    per SDA .. hai provato a sentire un CAPO AREA ??

    Ciao Angelo

    Angelo on Agosto 29, 2007 18:29
  24. Ciao Gianpaolo e complimenti per il sito che mi ha segnalato Angelo (alcuni dei tuoi prodotti invece già li conoscevo :-) Se ti serve il contatto del responsabile di poste per la Toscana posso fornirtelo o se mi dai il tuo gli chiedo di contattarti o di farti contattare da un commerciale più sveglio :-) Il ns gruppo, con qualche centianaia di migliaia di spedizioni l’anno, credo sia il + grosso o uno dei più grossi clienti in Toscana di Poste/SDA (che non sono esattamente la stessa cosa…almeno non dal punto di vista commerciale)quindi credo/spero che almeno mi dia retta :-) Come Angelo ho provato vari corrieri, ma devo dire che SDA pur essendo bel lontano dalla perfezione (che nel mondo non esiste e in quello dei corrieri ancora meno) non è così male…ha il grosso vantaggio di essere VERAMENTE capillare e di avere una struttura di costi “flat”, uguale per tutte le destinazioni, cosa piuttosto utile per chi vende online, soprattutto quando all’inizio non si ha molta idea di chi saranno i clienti. La realtà delle cose è che troverai clienti che NON COMPRANO se usi SDA, altri che NON COMPRANO se usi Bartolini etc etc :-D xchè in ogni zona, in base a chi sono i padroncini o i corrispondenti il servizio cambia moltissimo. Per quanto riguarda la tua iniziativa online, essendo uno dei pionieri del settore (anche se non così pionere come Antonio ;-) non posso che esserne contento. Forse non venderai tantissimo (credo che per fare i “volumi” paghi la gamma e ovviamente il produttore non può soddisfare questa richiesta, ma certamente darai un ottimo servizio ai tuoi clienti + affezionati, quelli che poi fanno comprare il prodotto agli altri :-) ….nelle enoteche o magari sul sito di Angelo ;-)

    Ciao Giorgio

    Giorgio on Agosto 29, 2007 19:14
  25. date un occhiata alle nostre soluzioni

    su www.eredicaimi.it

    utilizzate da centinaia di aziende senza contestazioni

    caimi on Agosto 30, 2007 13:25
  26. Efficienti , ma hanno due problematiche:

    1. Costi di trasporto elevati. In fondo si traporta aria.

    2. Scomodo da parte dei clienti che quando si vedono arrivare per 24 bottiglie, una marea di polistirolo, hanno qualche problemino anche nello smaltire/riciclare le confezioni.

    Dopo l’abbandono del polistirolo i nostri clienti hanno gradito enormemente la scelta fatta.

    Ciao Angelo

    Everywine.biz on Agosto 30, 2007 14:25
  27. E di quelli in cartone che ne pensi ? http://www.eredicaimi.it/jsp-eredicaimi/dettaglio.jsp?codice=IC34
    Ciao

    Giorgio on Agosto 30, 2007 14:28
  28. Già meglio. Visti e provati. A mio avviso troppo complicati nel montaggio e troppo tarati per misure standard. Non ricordo se avevo provato con le bottiglie di Champagne che hanno un diametro sicuramente maggiore.

    Ciaoooooooooooooooooooo

    Everywine.biz on Agosto 30, 2007 18:23

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