slowf.jpgDa un articolo sul giuornale il Tirreno, riprendo e rielaboro la seguente notizia. 

Ingredienti per una serata di promozione del territorio, organizzata da Slow Food, intitolata “Sapori Maremmani“:

  • La Maremma
  • L’estate che sta’ finendo ed un ristorante in riva al mare di Talamone
  • Una serata definita “Sapori Maremmani”
  • La Condotta Slow Food 524 (Orbetello ed Isola del Giglio)
  • Ostriche di Orbetello
  • Fusilli e farro alle verdure e spaghettini con telline
  • Frittura di Paranza
  • Antico peposo di Maremma
  • Carne maremmana di Manciano
  • Sigaro Toscano
  • ….vini dell’azienda San Michele Appiano - Alto Adige!

Ora, chi mi conosce un minimo, anche da questo blog, sa l’ammirazione che ho per l’Alto Adige, i suoi vini, e i suoi produttori. Sopratutto mi piace il loro approccio nella promozione del territorio: compatto, sobrio, sensato. Quindi, lungi da me criticare i vini scelti per questa serata maremmana, in quanto tali.

Ma mi volete dire che ci incastrano, i pur ottimi, vini di San Michele Appiano in una serata che si chiama Sapori Maremmani?

Qualcuno ce li vede gli altoatesini nel fare una cosa simile, in una stube, con tutti i prodotti locali, con la condotta Slow Food locale, e servire in abbinamento un Morellino di Scansano?

E la gente che partecipa alla serata, non si chiedera’ come mai, in un territorio che tutti ci sforziamo di far passare per uno delle zone vitivinicole emergenti, non ci siano i vini di aziende maremmane?

E da ultimo: a che serve e a chi serve una promozione cosi’ sgangherata e incoerente?

E da ultimissimo: ma lasciamo perdere, se e’ questo il contesto….



≡ Category: Promozione |




13 Comments so far


  1. Gianpaolo, il 4 novembre 1966 l’Adige arrivò fino in Maremma…

    :-)

    Mike Tommasi on Agosto 24, 2007 11:37
  2. mi sa che è colpa tua…vedi il titolo del post precedente: te le cerchi!

    Andrea Gori on Agosto 24, 2007 12:28
  3. M’immagino la faccia che hai fatto quando l’hai letto … ;o)
    E cmq si dice “che ci azzecca” … ;o) non che ci incastra … (scusa ma mi viene troppo da ridere …).
    Eppoi, su, a chi serve una manifestazione così? A S. Michele di sicuro.
    A SF … la benemerita … riprendo un passo già ripetuto nei giorni scorsi:
    “Quando un movimento smette di essere tale, e si istituzionalizza, diventa pachidermico e perde il suo carisma originario”.
    E anche la bussola, aggiungo …
    Auguri … ;o)

    Pierpaolo on Agosto 24, 2007 12:37
  4. caro gianpaolo,
    adesso, da sudtirolese, mi sento colpevole un po’anch’io. ;-)

    comunque faccio una mia privata considerazione da uno che i meccanismi di enogiornalismo, guide, classifiche ecc. conosce solo molto superficialmente per vari motivi:
    sl collabora col gambero rosso nel fare la guida vini d’italia.
    sl vuole avere a tutti i costi vini bianchi trebicchierati.
    la maremma di questi non ne ha.
    la cantina sociale di san michele è abbonata da anni a questi premi…

    prego non picchiarmi, se ho sbagliato.

    armin on Agosto 24, 2007 13:19
  5. Non penso che sia cosi’ Armin, penso che sia piu’ una questione di sbracamento. Un chissenefrega e avanti a navigare a vista. La prossima qualcuno gli chiedera’ una serata nutella e lambrusco, magari condita con un po’ di bottarga.
    Quello che mi dispiace e’ vedere come nessuno chieda, cerchi collaborazione, cerchi di fare gruppo intorno ad un progetto, un idea che metta insieme i piu’ “volenterosi”.
    Le eccellenze ci sono anche in Maremma, tre bicchieri o no. Ci sono quasi ovunque in Italia, basta farle uscire allo scoperto, dargli visibilita’ e promozione, metterle sotto un ombrello sicuro e confortevole.
    Non e’ quello che dovrebbe fare Slow Food?
    Sempre di piu’ mi convinco che se la promozione non ce la facciamo da soli allora ci meritiamo che ce la facciano gli altri, come pare a loro.

    Gianpaolo Paglia on Agosto 24, 2007 14:21
  6. ho capito…
    è ben vero che la superficialità può creare maggior danno che l’intenzione.

    non ho parlato di eccellenza ma di tre bicchieri.
    che l’eccellenza non viene premiata automaticamente è un fatto, penso saputo. perchè il vino non corrisponde alla tipologia ritenuta premiabile alla giuria o semplicemente perchè il produttore non invia campioni.

    armin on Agosto 24, 2007 15:15
  7. Il problema in questo caso sono le persone e non tanto l’associazione in se stessa. Probabilmente il fiduciario della condotta di Orbetello non ha la minima idea di come si organizzano eventi del genere.
    Piuttosto che contattare i produttori locali, ha fatto con quello che gli hanno mandato da Bra o con quello che aveva nella riserva di Condotta (magari vini avanzati da un Master sul vino). Molti fiduciari, comunque, si fanno dei bei mazzi proprio per evitare questo tipo di gaffes.
    Ciao.
    Giulio

    ≡ Giulio on Agosto 24, 2007 15:35
  8. Io sono fiduciario in Francia, se organizzo, non so, una serata Provenza con i vini della Liguria ci deve essere un filo conduttore, uno scambio fra condotte che giustifica l’abbinamento (ecco non sarebbe un’idea malvagia, visto che la Provenza ha una tradizione culinaria simile, ma non ha bianchi degni di nota…). Insomma non vado a mettere un vino perchè ce n’era in magazzino dopo le degustazioni della guida, o perchè era gratis…

    Anche qui ci sono alcuni fiduciari bravi e altri che ti fanno la serata abruzzese con… risotto, ossobuco e mozzarella di bufala (giuro!).

    Mike Tommasi on Agosto 24, 2007 16:18
  9. @ Giulio
    Ma l’associazione non è forse fatta dagli uomini? Alla fine certo la responsabilità è di chi ha organizzato quella serata ma io credo che l’associazione, ovvero i vertici, dovranno pure assumersi la responsabilità oggettiva di avere affidato in mani non proprio appropriate una responsabilità di questo tipo …
    Vorrei ricordare che le associazioni (riconosciute o meno) intascano fondi di tutti noi, non solo dei singoli associati, attingendo a piene mani alle casse della comunità e dovrebbe pure degnarsi di rendere conto di come operano i suoi “fiduciari”, … parola che la dice lunga sui requisiti che dovrebbero essere posseduti.

    Pierpaolo on Agosto 24, 2007 17:31
  10. @ Pierpaolo
    E chi dovrebbe controllare? degli “ispettori” slow food? Ricordati poi che siamo in Italia, un paese dove, purtroppo, nessuno deve rendere conto mai a qualcun altro, tantomeno alla società.
    Io credo che questo caso sia un pò un’eccezione e che forse si stà identificando il povero fiduciario di Orbetello con le migliaia di persone serie che si adoperano a livello locale per portare avanti un’idea che forse è stata effettivamente perduta dagli “alti vertici” S.F..

    ≡ Giulio on Agosto 25, 2007 13:14
  11. Non ne voglio fare un caso personale con la condotta di Orbetello. E neanche far passare l’idea che le persone che la animano siano sprovvedute. Anzi, e’ perche’ so che non lo sono che mi stupisco di un episodio come questo.
    Ovvero, se non la capiscono loro come valorizzare i prodotti di un territorio, allora stiamo freschi.
    Non c’e’ un tessuto, un contesto di riferimento, nulla che metta insieme le cose con coerenza e con passione e le porti all’attenzione della gente. Non per stupire, ma per informare e dare un servizio anche a chi, venendo da noi, non per forza deve conoscere quello che si fa.
    Eppure non sarebbe difficile, neanche costoso, e addirittura divertente, legare in un discorso unico tutte le anime “sane” del territorio, che sono tante e buone. E i primi ad essere contenti, sono sicuro, sarebbero gli utenti stessi.

    Gianpaolo Paglia on Agosto 25, 2007 19:17
  12. Concordo in pieno con quanto osserva Armin Kobler: é una “geniale” pensata per proporre un vino à la page e di moda e per poter dire di aver schierato, in abbinamento ai cibi maremmani, un vino “tribicchierato”. Insomma, posso dirlo ?, una vera “bischerata”…

    Franco Ziliani on Agosto 26, 2007 08:51
  13. Se posso aggiungere un parere un po’ cerchiobottista: che si tratti di colpevole leggerezza o di colpevole… colpevolezza, la sensazione è sempre quella. La stessa peraltro che provo da utente quando vado in giro pieno di passione e mi imbatto in situazioni di approssimazione o di scarsa considerazione per il cliente, tali da rasentare l’offesa all’intelligenza. Ma è mai possibile che non ci si renda conto che l’utente è in fondo il centro di tutto e che la scarsa soddisfazione annulla qualsiasi promozione? Con la circolazione di informazioni che c’è oggi, le possibilità della rete , forum e blog tutto può divenire cassa di risonanza o terribile boomerang. Ma forse, a quanto leggo, non è così evidente!

    Stefano C. on Agosto 27, 2007 18:43

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