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Ci sono delle persone che riescono a cambiare consuetudini radicate, modi di intendere il vino, e modi di proporlo e di venderlo.eric-narioo.JPG

Una di queste è Eric Narioo, maggiore socio e fondatore delle Caves de Pyrene, nostro distributore in UK.

Proprio ieri abbiamo avuto un piacevole break all’interno della vendemmia. Eric ha caricato su un aereo tutti i dipendenti della sua azienda e li ha portati per un weekend lungo in Toscana, e particolarmente in Maremma.

Per loro abbiamo organizzato una tavolata tra le vigne del Podere Keeling, con prosciutto, frittata, vini e tanta convivialità. Nota bene, tutti i dipendenti non significa solo la forza vendita, ma la contabilità, il magazzino, i responsabili finanziari, tutti quelli che compongono e sono il motore di un azienda, ma che spesso sono invisibili.

Non so spiegare quanto ho apprezzato questa visita, anche in un momento impegnativo per noi, ma credo che questi siano momenti importanti per il consolidamento di relazioni, e credo che sia fondamentale per chi lavora, spesso dietro ad un computer, riuscire a collegare i numeri, i codici al mondo reale e alla dimensione della loro azienda e alle relazioni umane.

Del resto non è un caso che Les Caves, che esiste dal 1988 come specialista di vini francesi, in pochi anni, nemmeno 4 da quandoha iniziato il programma, sia diventata l’anno scorso il miglior stockista di vini italiani in Gran Bretagna. E continua la sua crescita dedicandosi ai vini spagnoli, della Nuova Zelanda, del Sud Africa.

Come avreste fatto voi se aveste deciso di cominciare un portafoglio di vini italiani dal nulla? Eric ha fatto così: si è dato due anni di tempo, durante i quali ha vissuto per circa due settimane al mese in Italia, imparando l’italiano, visitando in lungo e in largo più di una volta tutte le regioni vinicole italiane. La scelta è stata dettata da esigenze commerciali, è normale, ma sopratutto dalla corrispondenza di una visione del vino che deve coincidere con quella di Eric e delle Caves. Influenza della stampa e delle guide sulle decisioni: zero.

Ad Eric è subentrato sul campo, per la ricerca di nuovi prodotti italiani, uno dei più bravi sommeliers oggi in circolazione in UK, il giovane romano Christian Bucci.

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Per fare un esempio del sistema di acquisizione di aziende porto l’esempio del Friuli. Christian è stato in Friuli per 5 settimane, visitando una media di 5 cantine al giorno!

Questo è il risultato di tale ricerca, al momento attuale e con nuovi ingressi importantissimi nei prossimi mesi che non svelo per ovvie ragioni:

  1. Valle d’Aosta
    • Les Cretes
    • Cave de Morgex
    • Cantina di Barrò
  2. Piemonte
    • Renato & Ezio Trinchero
    • Bera Vittorio
    • Rosanna Antoniolo
    • AA Sottimano
    • Giacomo Borgogno
    • Giuseppe Mascarello
    • Cinzia Bergaglio
    • Cascina Pellegrino
    • Cascina Baricchi
  3. Trentino - Alto Adige
    • Mezza Corona
    • Foradori
    • Tenuta Falkenstein
    • Cantina Valle Isarco
    • Castel Juval-Weingut Unterortl
    • Georg Ramoser
    • Weingut Niklas
    • Bruno Gottardi
    • Peter Pliger
    • Kofererhof
  4. Veneto
    • Tamellini
    • Inama
    • Corte Sant’Alda
    • AA Bellenda
    • Cantina Bernardi
    • Casa Coste Piane
    • Cantina San Marziano
  5. Friuli
    • Livio Marega
    • Princic Dario
    • AA Zidarich
    • Le Due Terre
    • AA Bellanotte
    • Bressan
    • Ronco delle Betulle
  6. Toscana (e qui gli ingressi futuri saranno importanti)
    • Tua Rita
    • Cantine Vittorio Innocenti
    • Podere Le Boncie
    • Castello di Bossi
    • Majnoni Guicciardini
    • Poggio Argentiera
  7. Emilia Romagna
    • La Stoppa
    • Ermete Medici
    • Pietro Zuffa
    • Zerbina
    • Leone Conti
  8. Umbria
    • Paolo Bea
  9. Marche
    • Fattoria Morantico
    • La Monacesca
    • Colle Stefano
    • Ciu Ciu
    • Aurora
    • San Lorenzo
  10. Abruzzo
    • Edoardo Valentini
    • Gianni Masciarelli
    • Madregale (Cantina Tollo)
    • Cantina Frentana
  11. Molise
    • Di Majo Norante
  12. Campania
    • Tenuta Ponte
    • Guido Marsella
    • Benito Ferrara
    • Cantina Vadiaperti
    • Enzo Lonardo
    • Casa d’Ambra, Ischia
  13. Puglia
    • Cantina San Marziano
    • Fatalone
    • La Casada
    • Conte Spagnoletti Zauli
  14. Sardegna
    • Cantina Sociale di Gallura
    • Pedra Majore
    • Alberto Loi
    • Attilio Contini
  15. Sicilia
    • Ceuso
    • Cantina Sociale di Trapani
    • Val dell’Acate
    • Marco de Bartoli
    • Palari
    • COS

E continuerà ancora. Un esempio di serietà, di approccio, da seguire e non solo per l’estero, ma anche e sopratutto per l’Italia.

Il risultato di tutto questo lavoro è che il mercato inglese, altamente qualificato e selettivo, sta rispondendo in modo fortissimo. E molti che si erano seduti sugli allori si devono dare una sveglia.

Insomma, il lavoro paga, la serietà pagano, le scelte fatte con una logica pagano, quando ci sono professionisti seri la stampa ha un peso relativo.



        ≡ Category: Vino |




        5 Comments so far


        1. Molto interessante, penso che siano poche le aziende che formano i loro dipendenti in questa maniera.

          Vedo anche dei produttori particolari e certamente non facili da spiegare e vendere come La Stoppa e Princic.

          ≡ massj on Settembre 2, 2007 11:00
        2. La cosa bella che si sta verificando è che proprio i prodotti particolari e meno conosciuti stanno interessando l’ambiente della cucina londinese. E parlo di ristoranti come Spoon, Latium, Sketch, River Café, Gordon Ramsey at Claridge’s, etc.., ovvero il gotha della ristorazione mondiale.
          E ci sono anche dei prodotti ancora meno conosciuti, come Marega (arrivato primo su decanter in una recente degustazione di friulani)o Zidarich, che stanno andando benissimo.
          Per non parlare delle vecchie annate di Borgogno che stanno spopolando.
          E’ questa la lezione: se il prodotto c’e', chi lo propone sa il suo lavoro, chi lo compra anche, tutto funziona alla perfezione. Ed il cliente finale gode!

          Gianpaolo Paglia on Settembre 2, 2007 11:20
        3. la regola è sempre quella: prima provare, poi parlare. Andare, vedere, conoscere, assaggiare è l’unico modo di farsi un’idea, il resto è parlarsi addosso. Del resto tra gli anglosassoni e noi esistono ancora differenze di base che spiegano molte cose.
          Mi unisco all’apprezzamento, perchè il risultato è buono per tutti.

          Stefano C. on Settembre 3, 2007 11:16
        4. very interesting. a newbie like me, we have a 4year old vineyard in maremma too. in magliano in toscana to be precise. would you, with all your enthusiasm be interested in taking over the “cura”?

          ≡ c y poggiagliolmi on Settembre 8, 2007 10:58
        5. why not? Let’s see. email me and we’ll talk about it.
          Bye GPaolo

          gianpaolo on Settembre 9, 2007 06:34

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          3 Giugno 2008 | Comments (4)