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Dice Tom Wark, autore di uno dei blogs del vino USA più seguiti, Fermentation: “alcuni settori del mondo del vino stanno cominciando a capire come e perché rapportarsi alla galassia dei blogs del vino” (che Tom Wark stima essere un numero intorno ai 600-700, in crescita).

Dopodiché introduce l’argomento di una possibile classifica (rating) dei blogs del vino. Argomento assi spinoso a guardare quello che succede qui e qui a proposito del premio organizzato da Squisito!

Ma la parte che mi interessa evidenziare qui è un altra. Questi argomenti sono stati tirati fuori durante un convegno della Wine Australia a San Francisco, dove per l’appunto l’autore di Fermentation era stato chiamato a parlare sui blogs a quella che lui stesso definisce “the industry that might be the most innovative technically and marketing-wise of any national wine industry on the globe”, l’industria del vino più innovativa e sensibile al marketing che ci sia attualmente (ne parlavo qualche giorno fa qui)

Leggendo questo mi domandavo, quanti esponenti della comunicazione istituzionale del vino italiana, ovvero l’equivalente di Wine Australia (a proposito, ma qual’e’ l’equivalente italiano di Wine Australia, questo?) conoscono i blogs?
Sentivo Grillo in TV ieri, che parlava dei politici e del computer: Bertinotti non riusciva ad aprire un portatile, e chiedeva se per piacere gliene davano uno senza coperchio…Sgarbi scriveva l’indirizzo email così grillochiocciola… . Persino i computers di Montecitorio sono “gialli, grossi, con motori così...”.

Io ci credo, è così. Non sanno niente, sono avulsi da quello che succede nel mondo oggi. Guardate la sezione News del sito di Buonitalia, è aggiornata al 17 giugno scorso, possibile nel mondo dell’agroalimentare italiano non sia successo nulla negli ultimi tre mesi? (per farvi una risata guardatevi anche la sezione degli incontri con le imprese: il calendario degli incontri va dall’Ottobre 2004 al Marzo 2005…)

Ci serve a qualcosa gente come questa? Pensate che quel carrozzone (ma se ne potrebbero citare altri, anzi facciamo un censimento insieme) costi molto meno di Wine Australia?

Perché questo paese non riesce a diventare moderno? Un paese di 60 milioni di abitanti, relativamente ricco, con grandi potenzialità, si deve affidare a gente come quella? Dove stà il cuore del problema?

Non si può fare qualcosa?



≡ Category: Italietta, Promozione, Riforme |




11 Comments so far


  1. Caro Gianpaolo,
    l’altra sera ad una cena di gala dell’ennesima festa dell’uva mi trovavo a tavola con alcuni colleghi del quotidiano più difuso del nordest, i quali si lamentavano che i computer - scusa, i pc: il computer può essere solo Mac, mi dicono! -della redazione NON leggono le penne USB…costringendoli a rocamboleschi passaggi e trasformazioni di documenti.
    Ti rovescio la domanda: serve a qualcosa, nel mondo del vino, un’informazione tecnicamente così arretrata?
    Tu e io - e molti altri qui intorno - una risposta ce la siamo già data (e attuata), gli altri… Prima o poi ci arriveranno. Più “poi” che prima, magari.
    Personalmente, mi sono stancata di aspettare chicchessia, e tu?

    Lizzy

    ≡ Lizzy on Settembre 22, 2007 09:02
  2. Giampaolo, dopo Waiting for Godot (En attendant Godot, se preferisci in francese), ora abbiamo “aspettando chicchessia”. E’ l’italica blogosfera, bellezza… direbbe un Bogart, informatizzato, dei nostri tempi…

    Franco Ziliani on Settembre 22, 2007 13:10
  3. Gianpaolo, e Lizzy e Franco, non che ami aggiungere benzina sul fuoco, ma: di recente ero ad un pubblico dibattito in un importante centro vitivinicolo, con un compito assegnatomi di evangelista della comunicazione interattiva via blog. Alle mie argomentazioni sulla potenza della rete nel suo complesso nel generare opportunità di comunicazione, relazione e pure vendita, un importantissimo esponente della filiera vitivinicola nazionale mi rispondeva pubblicamente con tutta la problematicità del caso (suo) più o meno così: “eh si, la rete, che bello. Però che costi bisogna sopportare… Pensi, per farle un esempio, al mio agriturismo arrivano dalle 20 alle 30 email al giorno per prenotare le stanze, e a me tocca pagare una persona per rispondere a tutte. Sono costi, caro mio, sono costi…”.
    Dopo aver recuperato le mie braccia dal pavimento, ho definitivamente capito che con questi personaggi (e con chi li ha eletti alle cariche di responsabilità) non bisogna perdere altro tempo.
    Non serve perder tempo in recriminazioni. Andiamo avanti per la nostra strada. Qualcuno ci seguirà, e alla lunga farà la differenza.

    Giampiero alias Aristide on Settembre 22, 2007 16:21
  4. Vi faccio una proposta, a voi in particolare perché siete giornalisti (professionisti e non…), e la faccio a chiunque abbia voglia: ci vogliamo divertire a censire tutti i siti istituzionali dell’agroalimentare italiano?
    Vogliamo vedere in che stato è la promozione italiana e rendere pubblici i risultati?

    Gianpaolo Paglia on Settembre 22, 2007 16:48
  5. Gianpaolo, con me sfondi una porta aperta, avevo già iniziato a fare una lista di siti istituzionali sull’agroalimentare, in cui sono incluse anche pagine sull’educazione alimentare.

    gianna ferretti on Settembre 22, 2007 17:24
  6. allora Gianna mettiamola online. Ora ci vorrebbe solo Antonio Tombolini che dicesse: mettiamola qui (con il link a dove metterla). ;-)
    Se poi non ci fosse, ehm…mettiamola su da qualche parte, su una pagina del blog.

    Gianpaolo Paglia on Settembre 22, 2007 17:39
  7. Il binomio pubblico-tecnologia purtroppo nell’agroalimentare non funziona per niente. Vi lamentate voi che siete nel settore più dinamico (il vino), pensate a cosa dovrei dire io che sono nell’ortofrutta. Sto pregando in ginocchio chiunque alla provincia, al comune, al consorzio e alle cooperative per mettere un SITO decente on-line (altro che blog) ma raccolgo praticamente niente.

    Sono però d’accordo con Aristide, bisogna andare avanti anche soli. Alla fine qualcuno ci seguirà (al massimo sarà nostro figlio).

    Se volete una mano per i siti agroalimentari io ci sono.

    Giovanni on Settembre 22, 2007 21:51
  8. Mi offro volontaria per rilanciare la cosa: facciamo a più mani un censimento dei siti istituzionali del settore vino. E quando saremo abbastanza depressi, datemi i risultati finali che li pubblico su un settimanale di settore come il Corriere Vinicolo…
    è ora che loro signori vedano quanto “bravi”…

    Lizzy

    ≡ Lizzy on Settembre 23, 2007 11:53
  9. Ottima idea quella di recensire i siti istituzionali. Io proporrei una cosa: diamoci un sito da recensire alla volta, diamoci delle regole di recensione e vediamo cosa la blogosfera pensa di ogni singolo sito che scegliamo. Un pò come per il vino dei blogger!

    Fabio Ingrosso on Settembre 24, 2007 14:23
  10. Possiamo cominciare dal sito di Buonitalia.
    Proponi tu un formato. Alternativamente si potrebbe censire un sito a testa, forse è più facile, che dite?

    Gianpaolo Paglia on Settembre 24, 2007 15:28
  11. E questo? come vi sembra? http://www.naturalmenteitaliano.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1

    Gianna on Settembre 27, 2007 17:09

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