- Bella serata ieri sera alle Terme di Saturnia. Eravamo più di 200, il posto era bellissimo,un sacco di colleghi, enologi, stampa, e amici. Ho avuto anche il piacere di incontrare Luigi Cremona, che era nella giuria del Blog Café la settimana scorsa a San Patrignano, e che ha diverse idee interessanti per i prossimi mesi, a partire dal Merano Wine Festival, dove saremo anche noi dal 10 al 12 novembre. Eravamo un pò in pensiero per l’asta di beneficenza. Pensavo fosse una cosa che a fine serata la gente non avrebbe seguito tanto, e invece con 18 magnums dei vari produttori presenti abbiamo tirato sù la non per niente trascurabile sommetta di € 3500. Mica male no? Mi pare che abbiamo venduto una Magnum di Capatosta 2003 e un Doppio Magnum 2004 per € 450!
- Si parla tanto di blog giustamente (almeno per me), e ci si dimentica dei vecchi siti internet. Io però penso che una valenza ce l’abbiano, almeno come servizio per il trade e per dare un idea di massima dell’azienda, senza che uno debba leggersi decine di posts prima di capire quello che un azienda produce. Cercando delle idee per migliorare il mio sito, sono capitato in questo sito di un produttore di Champagne. Come definirlo? Diverso, divertente, dissacrante, buffo, spassoso. Non so se lo farei così, ma dateci un occhiata, vale la pena, davvero.
- Escono le prime guide dei vini. Quest’anno (per la verità neanche l’anno prima o quello precedente) non abbiamo preso premi particolari, pazienza. La prima guida che ho comprato, stamattina, è quella dell’Espresso, e parte così “La crescita qualitativa mostrata negli ultimi anni dai vini di Gianpaolo Paglia sembra attraversare una fase di rallentamento. Manca, sopratutto nei vini di maggiore spicco, come il Capatosta e il Finisterre, il carattere che avevano esisbito in passato ….vendemmie non proprio esaltanti, come 2002 e 2003, erano state superate con tutt’altro slancio..” Beh, non sarà elegante replicare ad una guida (ma altrimenti, ditemi, a che serve un blog?), e dico subito che rispetto sempre i pareri contrari di clienti e giornalisti, ma lasciatemi dire: un bel corno! Io ritengo il Capatosta 2005 il migliore di sempre, forse non quel vino ciccione e rotondone che tutti si pregiano di non amare più ma poi spesso premiano, ma è un vino elegante, con dei bei tannini setosi e un finale lungo. Un vino equilibrato, e certamente superiore al 2002 e al 2003, e credo anche al 2004. A me, mi piace e lo dico qui: Blog contro Guida Espresso 1 : 1. Palla al centro e aspettiamo le altre guide…
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giampaolo lo so che è dura resistere al fascino delle guide e che alla fine diventiamo un pò dipendenti da quello che scrivono ma fossi in te, ne starei fuori il più possibile!
≡ Andrea Gori on Ottobre 6, 2007 16:24e ne farei un vanto visto le discussioni e i casini che nascono ogni anno…
a proposito oggi dei signori frequentanti il parco dei principi di roma mi hanno chiesto qualcosa dalla maremma e ovviamente mi hanno chiesto il Saffredi.
Altrettanto ovviamente gli ho RIFILATO un Capatosta 2004 e sono rimasti basiti ed entusiasti
Secondo me stai bene anche senza le guide!!!
Ti ringrazio Andrea, ma il mio non e’ un intento polemico o ancora peggio dietrologico, non credo che il mondo delle guide complotti contro di me o niente del genere. Semplicemente a loro sono piaciuti meno che a me. Loro hanno le guide per dire quello che pensano, e io ho il blog: ci sfidiamo?
≡ Gianpaolo Paglia on Ottobre 6, 2007 16:51Ottima segnalazione e ottimo spunto Giampaolo, parlo del sito dello Champagne. Io sì, ne sono molto convinto. Oggi una piattaforma blog aggiornata consente di gestire sia post che pagine, e dunque di gestire un sito-blog, con dentro tutto quello che serve (ecommerce compreso). Inoltre in maniera altamente indicizzabile e sexy per i motori di ricerca, specie Google. Perché allora non demandare ad un altro spazio, sollevato del compito di dare le informazioni di base, il compito di dare spazio alla creatività? Mi sembra un ottimo mix, e in questo anche la tecnologia flash troverebbe un suo senso: non si fa trovare da google (ma per questo c’è il blog), non dà informazioni in maniera rapida ed efficace (ma per questo c’è il blog), ma consente di dare libero spazio alla comunicazione web creativa, e allora perché no?
A patto che si ribalti la scala dei valori: il sito-blog (quello che serve per lavorare) è prioritario e fondamentale, “l’altro” è “il di più”, che però per questa volta non viene dal maligno
≡ Antonio Tombolini on Ottobre 6, 2007 17:07posso capire che puoi non essere daccordo del risultato conseguito.
partecipare ad una guida o a un concorso vuole però dire affidare i propri vini al giudizio di altri, più o meno esperti, più o meno numerosi, più o meno controllati nella loro performance, più o meno conoscitori del binomio vitigno/territorio (tipicità), più o meno “ciechi” durante l’assaggio, più o meno liberi di potere premiare un finora sconosciuto o di bastonare un’icona se il vino non è più buono…
dato che di valutazione sensoriale e di tutti i suoi limiti, soprattutto se si passa da quella descrittiva a quella quantitava, so qualche cosa e dopo che ho capito le procedure di alcune guide ho deciso a suo tempo di non partecipare. non conosco colleghi nei miei paraggi che quando si parla tra di noi le prendono sul serio dal punto di vista delle degustazioni ma (quasi) tutti partecipano lo stesso, sostenendo il sistema. “sai, se vinco tot grappoli, lune, stelle, ecc. mi porta parecchio avanti, se no non fa danno.”
purtroppo quest’anno ho ceduto al convincimento di un altro produttore che a descritto a me ed altri colleghi una guida come particolarmente seria in quanto ne conosce qualche degustatore. curioso dei giudizi altrui e in quel momento dell’anno anche un po’preoccupato dell’andamento commerciale ho inviato i vini, comunque non del tutto convinto.
ho perso la mia innocenza e mene pento.
l’azienda sopracitata intanto è stata premiata.
cordialmente
≡ armin on Ottobre 7, 2007 01:02armin
Il mio atteggiamento sulla questione guide e’ questo, Armin:
≡ Gianpaolo Paglia on Ottobre 7, 2007 07:55- se uno sottomette i suoi vini ad un giudizio lo fa sapendo che il giudizio possa non essere positivo, o in linea con le sue aspettative. Giusto cosi’.
- mando i vini a queste guide (slow food, ais, espresso, masnaghetti che non e’ una guida) perche’ ritengo in linea di amssima afidabili i risultati ed esperti i degustatori
- non ho nessun interesse ne’ voglia di fare del complottismo o dietrologia sui risultati. Non mi va’ di criticarli in base a considerazioni “esterne” al loro merito. Nel senso che se danno un voto basso a un mio vino la cosa che penso non e’ che ce l’abbiano con me, ma semplicemente che il mio vino non gli sia piaciuto, o perche’ non era buono abbastanza in generale, o perche’ non rientra nelle corde di quei degustatori.
- rivendico pero’ la mia liberta’ di non essere d’accordo con uno o piu’ giudizi, nel merito della questione. Ovvero, se uno mi dice: questo vino non e’ buono, ha un certo tannino, un certo odore, ecc., io mi sento nel mio buon diritto di dire: non sono d’accordo, secondo me quel vino e’ cosi’ e non cosa’. Senza aspettarmi che qualcuno cambi idea, peraltro.
Spero che questo non appaia come un non voler rispettare le persone che hanno giudicato, ne’ una mancanza di “stile” da parte dell’azienda, ma semplicemente quel sacrosanto dirito alla dialettica e alla discussione, nel rispetto delle parti, che anche un mezzo come internet, ed il blog in particolare, ci da la possibilita’ di esercitare.
Come dicevo scherzando, ma neanche tanto, tu hai la guida per dire la tua sul mio vino, io ho il mio blog. E per me finisce li’, e va bene cosi’.
Bravo Gianpaolo, piu’ ti leggo e piu’ ti apprezzo, anche senza conoscerti personalmente. E’ giusto che un produttore si possa trovare non d’accordo, con un certo giudizio, anche se a ragion del vero sei troppo coinvolto nei tuoi giudizi : ma rimane sempre il sacrosanto diritto a dissentire, in maniera civile ed educata. L’importante, come anche tu hai sottolineato, è non mancare di rispetto a chi è chiamato per lavoro ad esprimere un giudizio.
≡ roberto gatti on Ottobre 7, 2007 17:04Per confermarti che alla fine, credo sia anche una questione di soggettività ed esperienza, ti racconto un piccolo particolare. Ad una manifestazione ( non dirò quale per ovvi motivi di riservatezza ), eravamo in una commissione di 5 persone, delle quali io ero il piu’ ” anziano ” e gli altri 4 erano giovani, tra i quali anche un enologo straniero e 3 giornalisti. Un vino rosso era inficiato al naso, mentre in bocca era buono. Non avendo molto tempo a disposizione per lasciarlo arieggiare un pò, per verificare se era odore di ridotto o brett, personalmente non l’ho giudicato positivamente, mentre gli altri degustatori l’hanno addirittura premiato. Con questo voglio farti capire, anche se lo sai meglio di me, che alla fine della corsa anche in queste cose, ci vuole quel pizzico di imponderabile che io chiamo fortuna. La fortuna che la bottiglia sia perfetta, che i degustatori siano in giornata ed altre mille variabili. Credo, per chiudere il commento, che ogni degustatore quando è chiamato a giudicare, ad ogni livello, lo faccia con il massimo dell’impegno, della buona fede ed onestà intellettuale, poi ci vuole un pò di fattore C, alias C..o.
Ciao andrà meglio la prossima volta, ma sai qual’è secondo me la cosa piu’ importante, al di là dei premi dei concorsi o delle guide ? Avere la cantina vuota, nel senso che hai venduto tutto il vino degli anni precedenti.
Ciao Roberto
Dimenticavo : molto simpatico il sito del produttore di champagne
≡ roberto gatti on Ottobre 7, 2007 17:08Ciao, Gianpaolo,
≡ J. Gómez Pallarès on Ottobre 7, 2007 18:09complimento per il premio dal Squisito blog cafè, pienamente meritato!
Oggi pubblico un piccolo commento sul mio blog a proposito della tua “vendemmia” on line e sul premio.
Saluti!
Joan
Ciao Gianpaolo, anch’io come te credo nel diritto alla dialettica, che beninteso deve essere costruttiva e civile.
≡ Val alias nellabottepiccola on Ottobre 9, 2007 09:33Quando leggo i “responsi” delle guide li rispetto perchè ho volontariamente sottoposto i miei vini al loro giudizio, ma mi sento liberissima di dissentire!
Nella mia piccola ed infinitesimale esperienza di semplice bevitore di vini mi sono fatto l’idea che se in Italia non ci fossero le famose Guide dei Vini i piccoli e bravi produttori (come Lei e come molti altri che ho avuto l’onore di conoscere) sicuramente venderebbero di più.
≡ andrea on Ottobre 9, 2007 14:18Purtroppo temo che esista ancora una fetta maggioritaria di “appassionati” che si affidano totalmente (e ciecamente) ai punteggi delle guide per i loro acquisti.
Mi auguro solo che Voi tutti possiate (e riusciate) a continuare a proporre prodotti validi, unici e distinguibili senza dover soccombere alla massa omologatrice imperante
complimenti
Andrea
Io credo che le guide servano, specialmente a chi si avvicina al vino e almeno in una fase iniziale. Banale ma è così. Credo addirittura che i vituperati punteggi servano, perché danno un indicazione sintetica che a volte è necessaria.
≡ Gianpaolo Paglia on Ottobre 9, 2007 14:51Naturalmente il problema viene fuori quando si pretende che le guide siano infallibili e ci si affida loro ciecamente. In più, come si vede spesso adesso che di guide ce ne sono più di una, le guide riflettono necessariamente le preferenze e i gusti di chi le compila, e questo non è sempre coincidente con i nostri gusti.
Da ultimo le guide, come chiunque altro, a volte prendono degli sfondoni.
Ma in generale io direi che il contributo delle guide alla conoscenza e alla diffusione della cultura del vino italiano sia stata più che positiva. Anche con alcuni limiti, ma non è che si possa addossare tutte le responsabilità del vino italiano su di loro.
Certo, oggi secondo me c’e’ abbastanza cultura diffusa da poterci anche permettere di criticarne alcuni giudizi o impostazioni, il che non dovrebbe certo essere un problema ad essere accettato dalle guide stesse.
Questo è un bel parlare Gianpaolo. Guide, stimolo per i produttori e indicatrici per i consumatori finali. Alla fine e a bocce ferme, l’elemento unico che conta, specialmente in aree come la Maremma, è costruire dei vini con uno stile e un anima costanti nel tempo, sono questi i vini che elevano il tessuto enologico del territorio, creano uno storico e comunicano la qualità a chi sa ascoltare. Automaticamente alcuni capaci produttori diventano stimolo per altri produttori. Fortunatamente in Maremma qualcuno c’è stato e qualche CAPATOSTA c’è.
≡ Nicola Alocci on Ottobre 9, 2007 17:14Buo giorno Giampaolo,è la prima volta che visito il tuo blog,volevo farti i complimenti per il Capatosta 03 ,che mi hà fatto conoscere Bruno Bondi nella sua enoteca a Pitigliano,un vino che mi colpito positivamente in tutti i sensi,spero di venire a trovarti in azienda,non appena sono in zona,fra l’altro bellissima,e zona stupenda per i miei approvigionamenti di prodotti alimentari che ritiro di persona, 3 o 4 volte all’anno da piccole realtà della zona, e dopo propongo ai miei avventori del nostro locale in Puglia.
≡ Giulio Cantatore on Ottobre 10, 2007 16:20Giulio, quando ti va di passare fammi un fischio virtuale e ci vediamo. Grazie per i complimenti.
≡ gianpaolo on Ottobre 10, 2007 18:08Gianpaolo
Vedi Giampaolo, non sempre i più meritevoli vengono recensiti dalle guide, mi meraviglia molto che la Guida dell’Espresso non abbia premiato i tuoi vini, devo ammettere che sono sicuramente i più bravi, ma molte volte sembra che assaggino vini diversi o imbottigliati da poco.
≡ Kira on Novembre 8, 2007 19:29Rimane comunque il fatto che fra noi appassionati i tuoi vini trovano molto gradimento.
Gentile Sig. Gianpaolo,se i degustatori della guida dell’Espresso non hanno bevuto i suoi vini hanno perso qualcosa di fantastico, peggio per loro. I soci della Condotta di Legnano da anni apprezzano i suoi vini e guida o non guida istituzionale (gambero rosso-slow food) per noi son tutti da quattro bicchieri!Il sottoscritto, passato più volte nella sua azienda,(ho molte sue prime annate)quando vuol bere bene ha solo un dubbio, quale vino del Sig Paglia
≡ Stefano Lattarini on Novembre 15, 2007 18:51apro? Un gioiellino il suo ultimo nato (Maremmante)