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	<title>Commenti a: Ci sono dei lussi che non ci possiamo piu&#8217; permettere.</title>
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	<description>Il blog di Gianpaolo Paglia, vignaiolo in Maremma e produttore di Morellino di Scansano</description>
	<lastBuildDate>Thu, 11 Mar 2010 11:28:58 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Umberto Amato</title>
		<link>http://poggioargentiera.com/blog/2007/10/13/ci-sono-dei-lussi-che-non-ci-possiamo-piu-permettere/comment-page-1/#comment-1827</link>
		<dc:creator>Umberto Amato</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Oct 2007 14:19:41 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Gianpaolo
Arrivo a discussione inoltrata, ma vorrei dire la mia, anche se probabilmente, un pò controcorrente.
Ho deciso per il 2008 di pagare i vini all&#039;ordine, ma non per usufruire di quel 3% che comunque stà meglio in tasca mia che di altri, ma con l&#039;intenzione di evitare tutta una serie di problemi legati alle RiBa.
Noi ristoratori abbiamo moltissime cose da fare, le poste a volta mettono del proprio, così come anche le banche, ma ti assicuro che non è piacevole, magari durante la stagione invernale, veder arrivare solleciti di pagamenti non avvenuti ricaricati delle spese di insoluto.
Ho provato con la rimessa diretta tramite l&#039;agente......peggio il rimedio del male, l&#039;agente non passa per mesi e scatta la trappola; bonifico tramite home banking, a volte funziona a volte no, proprio quest&#039;anno ho dovuto interrompere un rapporto che durava da tranta anni con un grosso fornitore di prodotti per la pulizia, in quanto nonostante io fossi creditore di 350 euro nei loro confronti, al loro sistema informatico non in linea con quello bancario, io risultavo insolvente di ben due fatture (regolarmente pagate nei tempi stabiliti)e quindi automaticamente il sistema non inoltrava la mia richiesta lasciandomi senza la fornitura di cui avevo assolutamente bisogno.
Tieni presente che il problema, se pur molto evidente nel tuo settore, vale anche per gli altri, ristoratori compresi: ho avuto modo di lavorare per grandi agenzie di servizi che si occupano di eventi e ti assicuro che il saldo di una fattura emessa il 13 giugno mi è stata pagata ad ottobre!!
Al sig. Alocci rispondo che in un ristorante ci sono molte cose che non vendi in un giorno, però la devi pagare all&#039;acquisto; se decidi di avere una carta importante devi anche decidere di investire e non solo nei vini, ma anche nella struttura di vendita e di stoccaggio...... ma quale volemose bene, ma quali partite che sanno di ossidato o di tappo, non capisco con quali fornitori il signore è abituato a trattare, i miei clienti il brodo di castagne non lo bevono perchè io ed i miei collaboratori prima di fare un acquisto valutiamo il prodotto e chi lo fornisce ed obbiettivamente quando è capitato qualche disguido abbiamo sempre avuto riscontro soddisfacente dall&#039;azienda fornitrice.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Gianpaolo<br />
Arrivo a discussione inoltrata, ma vorrei dire la mia, anche se probabilmente, un pò controcorrente.<br />
Ho deciso per il 2008 di pagare i vini all&#8217;ordine, ma non per usufruire di quel 3% che comunque stà meglio in tasca mia che di altri, ma con l&#8217;intenzione di evitare tutta una serie di problemi legati alle RiBa.<br />
Noi ristoratori abbiamo moltissime cose da fare, le poste a volta mettono del proprio, così come anche le banche, ma ti assicuro che non è piacevole, magari durante la stagione invernale, veder arrivare solleciti di pagamenti non avvenuti ricaricati delle spese di insoluto.<br />
Ho provato con la rimessa diretta tramite l&#8217;agente&#8230;&#8230;peggio il rimedio del male, l&#8217;agente non passa per mesi e scatta la trappola; bonifico tramite home banking, a volte funziona a volte no, proprio quest&#8217;anno ho dovuto interrompere un rapporto che durava da tranta anni con un grosso fornitore di prodotti per la pulizia, in quanto nonostante io fossi creditore di 350 euro nei loro confronti, al loro sistema informatico non in linea con quello bancario, io risultavo insolvente di ben due fatture (regolarmente pagate nei tempi stabiliti)e quindi automaticamente il sistema non inoltrava la mia richiesta lasciandomi senza la fornitura di cui avevo assolutamente bisogno.<br />
Tieni presente che il problema, se pur molto evidente nel tuo settore, vale anche per gli altri, ristoratori compresi: ho avuto modo di lavorare per grandi agenzie di servizi che si occupano di eventi e ti assicuro che il saldo di una fattura emessa il 13 giugno mi è stata pagata ad ottobre!!<br />
Al sig. Alocci rispondo che in un ristorante ci sono molte cose che non vendi in un giorno, però la devi pagare all&#8217;acquisto; se decidi di avere una carta importante devi anche decidere di investire e non solo nei vini, ma anche nella struttura di vendita e di stoccaggio&#8230;&#8230; ma quale volemose bene, ma quali partite che sanno di ossidato o di tappo, non capisco con quali fornitori il signore è abituato a trattare, i miei clienti il brodo di castagne non lo bevono perchè io ed i miei collaboratori prima di fare un acquisto valutiamo il prodotto e chi lo fornisce ed obbiettivamente quando è capitato qualche disguido abbiamo sempre avuto riscontro soddisfacente dall&#8217;azienda fornitrice.</p>
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		<title>Di: Nicola Alocci</title>
		<link>http://poggioargentiera.com/blog/2007/10/13/ci-sono-dei-lussi-che-non-ci-possiamo-piu-permettere/comment-page-1/#comment-1812</link>
		<dc:creator>Nicola Alocci</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2007 00:36:55 +0000</pubDate>
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		<description>In trenta giorni il vino non si vende, a volte neanche in 60, capita che neanche in 120. Le carte dei ristoranti italiani medio alti, in generale, sono tra le più vaste del mondo. Le scorte nelle cantine spesso sono un mostro, che divorano il locale stesso. Non è facile trovare una soluzione adattabile all&#039;andazzo italiano (volemose bene). Il problema è che l&#039;intero sistema dovrebbe frullare meglio. Come non so. Visto che tra le attività quella della ristorazione un pò si salva.   Vedi altri settori come l&#039;abbigliamento che dovrebbe essere il fiore all&#039;occhiello, in realtà è una cambogia fatta di assegni posdatati, fallimenti continui e usurai. Credo che andrebbe focalizzato il problema a monte, non con soluzioni drastiche, ma con progetti istituzionali, tanto la realtà non si può cambiare in breve, è quella che è. Il problema come sempre è a monte. So che non può interessare, ma migliorare le scuole alberghiere per esempio, farle diventare fucine di futuri professionisti. Spesso nella fascia più bassa dei ristoranti, che è la maggiore, troviamo ex idraulici,ex impiegati ecc., che non sanno neanche cosa è il FOOD COST. Organizzare educazione enogastronomica quindi, migliorare le iniziative anche didatticamente. Produttori e anche buoni ristoratori, andate nelle scuole, divulgate e insegnate. 
Ma quali cantine aperte, che ha volte in Italia non ti offrono neanche un bicchiere di acqua, oppure mai vengono prese in considerazione(anche da parte dei ristoratori) partite di vino ossidate o che sanno di tappo, e la gente beve brodo di castagna. Siamo sempre a come dici tu è all&#039;Italietta che deve crescere. Parafasandro Gaber &quot;.... io non mi sento italiano ma per fortuna purtroppo lo sono...&quot;      
Nicola Alocci.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In trenta giorni il vino non si vende, a volte neanche in 60, capita che neanche in 120. Le carte dei ristoranti italiani medio alti, in generale, sono tra le più vaste del mondo. Le scorte nelle cantine spesso sono un mostro, che divorano il locale stesso. Non è facile trovare una soluzione adattabile all&#8217;andazzo italiano (volemose bene). Il problema è che l&#8217;intero sistema dovrebbe frullare meglio. Come non so. Visto che tra le attività quella della ristorazione un pò si salva.   Vedi altri settori come l&#8217;abbigliamento che dovrebbe essere il fiore all&#8217;occhiello, in realtà è una cambogia fatta di assegni posdatati, fallimenti continui e usurai. Credo che andrebbe focalizzato il problema a monte, non con soluzioni drastiche, ma con progetti istituzionali, tanto la realtà non si può cambiare in breve, è quella che è. Il problema come sempre è a monte. So che non può interessare, ma migliorare le scuole alberghiere per esempio, farle diventare fucine di futuri professionisti. Spesso nella fascia più bassa dei ristoranti, che è la maggiore, troviamo ex idraulici,ex impiegati ecc., che non sanno neanche cosa è il FOOD COST. Organizzare educazione enogastronomica quindi, migliorare le iniziative anche didatticamente. Produttori e anche buoni ristoratori, andate nelle scuole, divulgate e insegnate.<br />
Ma quali cantine aperte, che ha volte in Italia non ti offrono neanche un bicchiere di acqua, oppure mai vengono prese in considerazione(anche da parte dei ristoratori) partite di vino ossidate o che sanno di tappo, e la gente beve brodo di castagna. Siamo sempre a come dici tu è all&#8217;Italietta che deve crescere. Parafasandro Gaber &#8220;&#8230;. io non mi sento italiano ma per fortuna purtroppo lo sono&#8230;&#8221;<br />
Nicola Alocci.</p>
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		<title>Di: Gianpaolo Paglia</title>
		<link>http://poggioargentiera.com/blog/2007/10/13/ci-sono-dei-lussi-che-non-ci-possiamo-piu-permettere/comment-page-1/#comment-1808</link>
		<dc:creator>Gianpaolo Paglia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Oct 2007 11:06:28 +0000</pubDate>
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		<description>Diego, e&#039; quasi un anno e mezzo che rumino nella testa quello che lei dice. 
1)Un magazzino unico
2) Una logistica unica
3) un amministrazione unica. Bisogna fare una societa&#039; consortile per poter fatturare insieme, ma si puo&#039; fare.
4) una rete agenti che &quot;dispone&quot; del magazzino come risorsa dalla quale puo&#039; attingere anche vini che non rappresenta ma che non sono rappresentati nella sua area.
5) una gestione completamente informatizzata e con uso di terminali portatili per gli agenti
6) mi spingo persino piu&#039; in la&#039;. Un insieme di aziende che abbia prodotti complementari, ma anche concorrenti. Non posso essere io ad imporre al cliente la scelta, deve essere lui a scegliere me o un altro produttore di morellino sulla base della qualita&#039;, costo, ecc.
Mettiamoci in gioco, ma veramente, sulla qualita&#039; del servizio e del prodotto. Come avviene in altri mercati piu&#039; evoluti. Sara&#039; l&#039;azienda che dovra&#039; convincere con i suoi buoni argomenti il cliente a comprare i suoi prodotti. A quel punto io non ho bisogno di un mio agente, ma di un mio consulente e rappresentante che venga da lei e la convinca a provare il mio prodotto, e non a passare per l&#039;incasso la quarta volta (non a lei in particolare, ovviamente).
Tutto questo richiederebbe una giusta dose di coraggio e anche di follia, pero&#039; anche da parte dei clienti. Lo ripeto all&#039;infinito, servizi avanzati = margini piccoli ma certi e grandi numeri fatti di piccole somme. Ma il prerequisito deve essere la certezza dell&#039;incasso, altrimenti dura un mese.
Io ci penso, anzi e&#039; da un po&#039; che ci penso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Diego, e&#8217; quasi un anno e mezzo che rumino nella testa quello che lei dice.<br />
1)Un magazzino unico<br />
2) Una logistica unica<br />
3) un amministrazione unica. Bisogna fare una societa&#8217; consortile per poter fatturare insieme, ma si puo&#8217; fare.<br />
4) una rete agenti che &#8220;dispone&#8221; del magazzino come risorsa dalla quale puo&#8217; attingere anche vini che non rappresenta ma che non sono rappresentati nella sua area.<br />
5) una gestione completamente informatizzata e con uso di terminali portatili per gli agenti<br />
6) mi spingo persino piu&#8217; in la&#8217;. Un insieme di aziende che abbia prodotti complementari, ma anche concorrenti. Non posso essere io ad imporre al cliente la scelta, deve essere lui a scegliere me o un altro produttore di morellino sulla base della qualita&#8217;, costo, ecc.<br />
Mettiamoci in gioco, ma veramente, sulla qualita&#8217; del servizio e del prodotto. Come avviene in altri mercati piu&#8217; evoluti. Sara&#8217; l&#8217;azienda che dovra&#8217; convincere con i suoi buoni argomenti il cliente a comprare i suoi prodotti. A quel punto io non ho bisogno di un mio agente, ma di un mio consulente e rappresentante che venga da lei e la convinca a provare il mio prodotto, e non a passare per l&#8217;incasso la quarta volta (non a lei in particolare, ovviamente).<br />
Tutto questo richiederebbe una giusta dose di coraggio e anche di follia, pero&#8217; anche da parte dei clienti. Lo ripeto all&#8217;infinito, servizi avanzati = margini piccoli ma certi e grandi numeri fatti di piccole somme. Ma il prerequisito deve essere la certezza dell&#8217;incasso, altrimenti dura un mese.<br />
Io ci penso, anzi e&#8217; da un po&#8217; che ci penso.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Diego</title>
		<link>http://poggioargentiera.com/blog/2007/10/13/ci-sono-dei-lussi-che-non-ci-possiamo-piu-permettere/comment-page-1/#comment-1807</link>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Oct 2007 10:22:40 +0000</pubDate>
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		<description>Espongo invece la mia proposta, che, peraltro, accennai anche al suo collega Domenico Clerico.
Se all&#039;interno della stessa zona vinicola (ad esempio la sua, la Maremma) ci sono 3 aziende (magari complementari da un punto di vista dei prodotti offerti) che vogliono dare un servizio migliore (poche bottiglie per ordine), perché non integrare la loro logistica? Ci vuole un piccolo magazzino (magari quello di una delle aziende) che faccia da &quot;buffer&quot; dove ognuno porta i propri prodotti e da dove attinga il trasportatore che così satura il mezzo di trasporto con ordini misti di aziende diverse non perchè l&#039;ha deciso lui ma su vostro preciso input: in questo modo gli onerosissimi costi di trasporto verrebbero abbattuti perchè il costo di una singola consegna per area geografica verrebbe spalmato su più produttori e nel contempo si darebbe il servizio della famose 6 bottiglie.
Oltretutto la contrattazione con il trasporatore si sopsterebbe da un piano individuale ad uno collettivo con tutti i benefici che ne conseguono.
Pensi poi ai potenziali benefici economici e di servizio se tutte le aziende del comprensorio aderissero al progetto...
E a quel punto, chi è moroso nei pagamenti, esce dal giro nel senso, che non usufruisce più del servizio.
Detto così magari appare molto semplicistico e non lo è, ma un&#039;idea del genere (applicare modelli gestionali &quot;moderni&quot; anche alle aziende del vino sfruttando anche le tecnologie come Internet) non può quanto meno essere oggetto di analisi da parte di un Consorzio che faccia qualcosa di più utile che organizzare feste paesane?
Sono stato consulente aziendale, se avete bisogno di una mano per uno studio di fattibilità...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Espongo invece la mia proposta, che, peraltro, accennai anche al suo collega Domenico Clerico.<br />
Se all&#8217;interno della stessa zona vinicola (ad esempio la sua, la Maremma) ci sono 3 aziende (magari complementari da un punto di vista dei prodotti offerti) che vogliono dare un servizio migliore (poche bottiglie per ordine), perché non integrare la loro logistica? Ci vuole un piccolo magazzino (magari quello di una delle aziende) che faccia da &#8220;buffer&#8221; dove ognuno porta i propri prodotti e da dove attinga il trasportatore che così satura il mezzo di trasporto con ordini misti di aziende diverse non perchè l&#8217;ha deciso lui ma su vostro preciso input: in questo modo gli onerosissimi costi di trasporto verrebbero abbattuti perchè il costo di una singola consegna per area geografica verrebbe spalmato su più produttori e nel contempo si darebbe il servizio della famose 6 bottiglie.<br />
Oltretutto la contrattazione con il trasporatore si sopsterebbe da un piano individuale ad uno collettivo con tutti i benefici che ne conseguono.<br />
Pensi poi ai potenziali benefici economici e di servizio se tutte le aziende del comprensorio aderissero al progetto&#8230;<br />
E a quel punto, chi è moroso nei pagamenti, esce dal giro nel senso, che non usufruisce più del servizio.<br />
Detto così magari appare molto semplicistico e non lo è, ma un&#8217;idea del genere (applicare modelli gestionali &#8220;moderni&#8221; anche alle aziende del vino sfruttando anche le tecnologie come Internet) non può quanto meno essere oggetto di analisi da parte di un Consorzio che faccia qualcosa di più utile che organizzare feste paesane?<br />
Sono stato consulente aziendale, se avete bisogno di una mano per uno studio di fattibilità&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gianpaolo Paglia</title>
		<link>http://poggioargentiera.com/blog/2007/10/13/ci-sono-dei-lussi-che-non-ci-possiamo-piu-permettere/comment-page-1/#comment-1806</link>
		<dc:creator>Gianpaolo Paglia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Oct 2007 09:11:28 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie per la civiltà della risposta Diego. Le assicuro che sono il primo ad essere preoccupato se i ristoranti non se la passano bene, ed è per questo che cerco di intavolare una discussione spero aperta e priva di ipocrisie, anche a rischio di accusati di ingenuità. Provo a tradurre: ingenuità in questo paese è pretendere che vengano rispettate le regole che ci siamo dati. Negli altri paesi è normale, da noi è ingenuo. Da lì possiamo misurare la distanza della civiltà tra noi e loro.
Io non sono una cooperativa, ma sono imprenditore agricolo. Noi imprenditori agricoli, quando non facciamo attività commerciale, siamo tassati sulle rendite agrarie, e non sul reddito derivante da impresa agricola. D&#039;altra parte non c&#039;e&#039; stato mai in questo paese una spinta forte (o debole se è per questo) perché il settore agricolo, che spesso se l&#039;è passata maluccio, diventasse un sistema aperto alla concorrenza. Se lei ha letto qualche volta questo blog avrà visto che io sono tra i pochi ad essere favorevole ad ogni abolizione di contributi e al contempo di ogni misura di controllo della libertà d&#039;impresa. Cosa dalla quale siamo lungi dall&#039;essere per continuare a controllare la riserva protetta di milioni di agricoltori che sono anche milioni di votanti. Lì la lotta è lunga e non mi pare che ci sia da nessuna parte la volontà fi farla. Si tratta di cambiare le regole. Ma questo, mi scusi se ci ritorno sopra, in nessun modo dà l&#039;autorizzazione al non rispetto delle regole esistenti.
Lo ripeto a lei che mi sembra disposto ad ascoltare, l&#039;unico modo per modernizzare il settore è quello di dare delle regole certe che consentano a chi ha voglia e intelligenza di cogliere opportunità - perché ve ne sono di cose con ampi margini di miglioramento - di farlo. Il nostro sistema adesso è quello del tirare a campare, non mi sembra una grande strategia.
Se lei si impegnasse a pagare con certezza i 60 euro delle mie 6 bottiglie, io potrei pensare di cogliere al volo l&#039;opportunità di portargliele, offrendo a lei un servizio che mi darebbe un vantaggio sui miei concorrenti. Ma se poi lei alla fine delle mese non mi paga i 60 euro, e i suoi colleghi anche, tutto il progetto crolla, perché i servizi avanzati possono funzionare solo con margini piccoli ma certi.

Lo sa che dovremmo fare? Creare un progetto dal nome &quot;60giorni&quot;, in cui un gruppo di aziende si mettono insieme per dare servizi all&#039;avanguardia, come quelli che noi sognamo e che altrove sono realtà, e i clienti si impegnano in modo concreto (con l&#039;intervento di garanzie) a pagare i servizi resi in modo impeccabile. 
Che ne pensa lei?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per la civiltà della risposta Diego. Le assicuro che sono il primo ad essere preoccupato se i ristoranti non se la passano bene, ed è per questo che cerco di intavolare una discussione spero aperta e priva di ipocrisie, anche a rischio di accusati di ingenuità. Provo a tradurre: ingenuità in questo paese è pretendere che vengano rispettate le regole che ci siamo dati. Negli altri paesi è normale, da noi è ingenuo. Da lì possiamo misurare la distanza della civiltà tra noi e loro.<br />
Io non sono una cooperativa, ma sono imprenditore agricolo. Noi imprenditori agricoli, quando non facciamo attività commerciale, siamo tassati sulle rendite agrarie, e non sul reddito derivante da impresa agricola. D&#8217;altra parte non c&#8217;e&#8217; stato mai in questo paese una spinta forte (o debole se è per questo) perché il settore agricolo, che spesso se l&#8217;è passata maluccio, diventasse un sistema aperto alla concorrenza. Se lei ha letto qualche volta questo blog avrà visto che io sono tra i pochi ad essere favorevole ad ogni abolizione di contributi e al contempo di ogni misura di controllo della libertà d&#8217;impresa. Cosa dalla quale siamo lungi dall&#8217;essere per continuare a controllare la riserva protetta di milioni di agricoltori che sono anche milioni di votanti. Lì la lotta è lunga e non mi pare che ci sia da nessuna parte la volontà fi farla. Si tratta di cambiare le regole. Ma questo, mi scusi se ci ritorno sopra, in nessun modo dà l&#8217;autorizzazione al non rispetto delle regole esistenti.<br />
Lo ripeto a lei che mi sembra disposto ad ascoltare, l&#8217;unico modo per modernizzare il settore è quello di dare delle regole certe che consentano a chi ha voglia e intelligenza di cogliere opportunità &#8211; perché ve ne sono di cose con ampi margini di miglioramento &#8211; di farlo. Il nostro sistema adesso è quello del tirare a campare, non mi sembra una grande strategia.<br />
Se lei si impegnasse a pagare con certezza i 60 euro delle mie 6 bottiglie, io potrei pensare di cogliere al volo l&#8217;opportunità di portargliele, offrendo a lei un servizio che mi darebbe un vantaggio sui miei concorrenti. Ma se poi lei alla fine delle mese non mi paga i 60 euro, e i suoi colleghi anche, tutto il progetto crolla, perché i servizi avanzati possono funzionare solo con margini piccoli ma certi.</p>
<p>Lo sa che dovremmo fare? Creare un progetto dal nome &#8220;60giorni&#8221;, in cui un gruppo di aziende si mettono insieme per dare servizi all&#8217;avanguardia, come quelli che noi sognamo e che altrove sono realtà, e i clienti si impegnano in modo concreto (con l&#8217;intervento di garanzie) a pagare i servizi resi in modo impeccabile.<br />
Che ne pensa lei?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Diego</title>
		<link>http://poggioargentiera.com/blog/2007/10/13/ci-sono-dei-lussi-che-non-ci-possiamo-piu-permettere/comment-page-1/#comment-1805</link>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Oct 2007 07:59:36 +0000</pubDate>
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		<description>Forse ci si dimentica che sono un commerciante e che quindi, in quanto ultimo anello della catena distributiva, subisco io tutte le inefficienze e i costi a monte visto che si trasmettono appunto da monte a valle e non viceversa. Posso erogare un servizio migliore solo se mi viene fornito un servizio migliore.
Mi piacerebbe che i produttori di vino, come lei, si battessero con me e non contro di me (inteso come categoria, quella parte che opera in maniera direi tutto sommato seria, ovvio):  perchè quando il mio settore verrà spazzato via (tra poco) le posso assicurare che i primi a piangere lacrime amare sarete proprio voi.
Battersi vuol dire andare contro questo sistema Paese e per il suo settore, magari, vuol dire rinunciare allo status di cooperativa e/o azienda agricola con tutti i vanatggi fiscali, le sovvenzioni, i protezionismi del caso, divenire società di capitale come è giusto che sia e quindi non scaricare sulle mie tasse i vostri privilegi.
Sono sicuro che lei sia disposto a rinunciravi per il bene comune (così come io sono disposto a rinunciare ad altre cose), ma i suoi colleghi di settore esperti nel &quot;chiagni e fotti&quot;?

P.S.:
1) innanzitutto tengo a precisare che pur non conoscendola di persona (il vino invece si), ha tutta la mia stima per la passione e la serietà del blog.
Nei prossimi mesi sulla scorta della mia carta dei vini vorrei creare una vetrina e-commerce e un blog dove spero, possa dare il suo contributo se gli argomenti saranno stimolanti
2) 8 anni fa non ero direttamente sulla scena qundi non posso fare raffronti sui prezzi.

Saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Forse ci si dimentica che sono un commerciante e che quindi, in quanto ultimo anello della catena distributiva, subisco io tutte le inefficienze e i costi a monte visto che si trasmettono appunto da monte a valle e non viceversa. Posso erogare un servizio migliore solo se mi viene fornito un servizio migliore.<br />
Mi piacerebbe che i produttori di vino, come lei, si battessero con me e non contro di me (inteso come categoria, quella parte che opera in maniera direi tutto sommato seria, ovvio):  perchè quando il mio settore verrà spazzato via (tra poco) le posso assicurare che i primi a piangere lacrime amare sarete proprio voi.<br />
Battersi vuol dire andare contro questo sistema Paese e per il suo settore, magari, vuol dire rinunciare allo status di cooperativa e/o azienda agricola con tutti i vanatggi fiscali, le sovvenzioni, i protezionismi del caso, divenire società di capitale come è giusto che sia e quindi non scaricare sulle mie tasse i vostri privilegi.<br />
Sono sicuro che lei sia disposto a rinunciravi per il bene comune (così come io sono disposto a rinunciare ad altre cose), ma i suoi colleghi di settore esperti nel &#8220;chiagni e fotti&#8221;?</p>
<p>P.S.:<br />
1) innanzitutto tengo a precisare che pur non conoscendola di persona (il vino invece si), ha tutta la mia stima per la passione e la serietà del blog.<br />
Nei prossimi mesi sulla scorta della mia carta dei vini vorrei creare una vetrina e-commerce e un blog dove spero, possa dare il suo contributo se gli argomenti saranno stimolanti<br />
2) 8 anni fa non ero direttamente sulla scena qundi non posso fare raffronti sui prezzi.</p>
<p>Saluti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: roberto</title>
		<link>http://poggioargentiera.com/blog/2007/10/13/ci-sono-dei-lussi-che-non-ci-possiamo-piu-permettere/comment-page-1/#comment-1804</link>
		<dc:creator>roberto</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Oct 2007 06:34:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://poggioargentiera.simplicissimus.it/2007/10/ci-sono-dei-lussi-che-non-ci-possiamo-piu-permettere.html#comment-1804</guid>
		<description>&quot;che dire Roberto, di fronte a si’ raffinata analisi della vita e dell’economia?&quot; Egregio Paglia io un pò di cultura credo di averla (sono un semplice diplomato perito chimico con la passione per la lettura, il mio unico svago)ma o anche molto &quot;calpestato il marciapiede&quot; che non guasta. Mi perdoni o lei è un ingenuo (cosa che faccio fatica a pensare)o crede che gli altri siano dei sprovveduti.Il Ristoratore Diego con 4 parole ha spiegato tanto. Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;che dire Roberto, di fronte a si’ raffinata analisi della vita e dell’economia?&#8221; Egregio Paglia io un pò di cultura credo di averla (sono un semplice diplomato perito chimico con la passione per la lettura, il mio unico svago)ma o anche molto &#8220;calpestato il marciapiede&#8221; che non guasta. Mi perdoni o lei è un ingenuo (cosa che faccio fatica a pensare)o crede che gli altri siano dei sprovveduti.Il Ristoratore Diego con 4 parole ha spiegato tanto. Saluti</p>
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		<title>Di: Gianpaolo Paglia</title>
		<link>http://poggioargentiera.com/blog/2007/10/13/ci-sono-dei-lussi-che-non-ci-possiamo-piu-permettere/comment-page-1/#comment-1802</link>
		<dc:creator>Gianpaolo Paglia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Oct 2007 18:09:25 +0000</pubDate>
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		<description>Sig. Diego, la ringrazio per aver detto la sua sull&#039;argomento, sarebbe utile che ci fosse un dialogo, anche duro e franco, come ha fatto lei, ma che almeno le cose si dicano.
Io non metto in discussione tutte le cose che lei ha detto, anche se mi permettera&#039; di non condividere le generalizzazioni, che non valgono per tutti i produttori di vino ne&#039; per tutti i ristoratori.
Mi soffermo su una affermazione giustissima: &quot;Avete mai provato ad interrogarvi sul vostro sistema logistico-distributivo? All’estero se chiedi 6 bottiglie te le danno, in Italia vige il minimo d’ordine con il risulatato di avere cantine starpiene e costi di immobilizzo elevato.&quot;
Giusto, ma lei pensa che in quei paesi dove quello succede ci vogliano come minimo 6 mesi per riscuotere quelle 6 bottiglie, dopo lettere, telefonate, ecc.? E&#039; proprio quello che sto cercando di dire, se vogliamo modernizzare il sistema e dare servizi migliori non si puo&#039; continuare cosi&#039;. Se io le offro un servizio che mi rende 10 euro io glielo posso fornire solo se sono sicuro al 100 % di poter riscuotere dopo un mese, massimo due. E a me piacerebbe farlo, ci sono le tecnologie, le idee, la gente che probabilmente sarebbe pronta a trovare strade innovative e moderne, che consentirebbero a lei di non fare immobilizzi di capitale ed avere un servizio moderno, che consentirebbero ai rappresentanti di non fare i recuperatori di credito   ma dei consulenti al servzio vostro e nostro, e a noi di offrire un servizio capace di fare contenti i clienti. Ma ogni volta che studio un idea, mi devo bloccare e rinunciare, perche&#039; non puo&#039; essere sostenibile nel modo completamente fuori dalle regole che e&#039; in uso oggi in Italia.
I problemi della ristorazione esistono, ma la strada per risolverli non si trova nell&#039;avvitarsi dentro logiche primitive (tipo, non pago il fornitore). Forse che in tutti o quasi i paesi del mondo, dove non pagare con regolarita&#039; non e&#039; un opzione disponibile, i ristoratori sono piu&#039; fortunati che in Italia?
Io credo che se il sistema fosse sano, trasparente e civilmente regolamentato ne avrebbero da beneficiare tutti, e si sposterebbe l&#039;attenzione piu&#039; sulla qualita&#039; del servizio e del prodotto, invece che sul &quot;tanto ti pago quando mi pare&quot;.
Da ultimo, visto che me lo chiede, nel 1999 io vendevo il mio Morellino Bellamarsilia a 8500 lire + Iva. Oggi, dopo quasi 8 anni, lo vendo a euro 5,40 + Iva., cioe&#039; 10455 lire il che significa 23 % in piu&#039;. In otto anni.
Visto che siamo in confidenze, qual&#039;era il conto medio nel suo ristorante 8 anni fa e qual&#039;e&#039; oggi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sig. Diego, la ringrazio per aver detto la sua sull&#8217;argomento, sarebbe utile che ci fosse un dialogo, anche duro e franco, come ha fatto lei, ma che almeno le cose si dicano.<br />
Io non metto in discussione tutte le cose che lei ha detto, anche se mi permettera&#8217; di non condividere le generalizzazioni, che non valgono per tutti i produttori di vino ne&#8217; per tutti i ristoratori.<br />
Mi soffermo su una affermazione giustissima: &#8220;Avete mai provato ad interrogarvi sul vostro sistema logistico-distributivo? All’estero se chiedi 6 bottiglie te le danno, in Italia vige il minimo d’ordine con il risulatato di avere cantine starpiene e costi di immobilizzo elevato.&#8221;<br />
Giusto, ma lei pensa che in quei paesi dove quello succede ci vogliano come minimo 6 mesi per riscuotere quelle 6 bottiglie, dopo lettere, telefonate, ecc.? E&#8217; proprio quello che sto cercando di dire, se vogliamo modernizzare il sistema e dare servizi migliori non si puo&#8217; continuare cosi&#8217;. Se io le offro un servizio che mi rende 10 euro io glielo posso fornire solo se sono sicuro al 100 % di poter riscuotere dopo un mese, massimo due. E a me piacerebbe farlo, ci sono le tecnologie, le idee, la gente che probabilmente sarebbe pronta a trovare strade innovative e moderne, che consentirebbero a lei di non fare immobilizzi di capitale ed avere un servizio moderno, che consentirebbero ai rappresentanti di non fare i recuperatori di credito   ma dei consulenti al servzio vostro e nostro, e a noi di offrire un servizio capace di fare contenti i clienti. Ma ogni volta che studio un idea, mi devo bloccare e rinunciare, perche&#8217; non puo&#8217; essere sostenibile nel modo completamente fuori dalle regole che e&#8217; in uso oggi in Italia.<br />
I problemi della ristorazione esistono, ma la strada per risolverli non si trova nell&#8217;avvitarsi dentro logiche primitive (tipo, non pago il fornitore). Forse che in tutti o quasi i paesi del mondo, dove non pagare con regolarita&#8217; non e&#8217; un opzione disponibile, i ristoratori sono piu&#8217; fortunati che in Italia?<br />
Io credo che se il sistema fosse sano, trasparente e civilmente regolamentato ne avrebbero da beneficiare tutti, e si sposterebbe l&#8217;attenzione piu&#8217; sulla qualita&#8217; del servizio e del prodotto, invece che sul &#8220;tanto ti pago quando mi pare&#8221;.<br />
Da ultimo, visto che me lo chiede, nel 1999 io vendevo il mio Morellino Bellamarsilia a 8500 lire + Iva. Oggi, dopo quasi 8 anni, lo vendo a euro 5,40 + Iva., cioe&#8217; 10455 lire il che significa 23 % in piu&#8217;. In otto anni.<br />
Visto che siamo in confidenze, qual&#8217;era il conto medio nel suo ristorante 8 anni fa e qual&#8217;e&#8217; oggi?</p>
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		<title>Di: Diego</title>
		<link>http://poggioargentiera.com/blog/2007/10/13/ci-sono-dei-lussi-che-non-ci-possiamo-piu-permettere/comment-page-1/#comment-1801</link>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Oct 2007 15:25:33 +0000</pubDate>
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		<description>Gentile Sig. Paglia,
sono un ristoratore di Milano e tutto quello che dice è condivisibile.
Ma sono stufo che voi produttori di vino gettiate la croce sugli altri.
Un po&#039; di autocritica (il voi è inteso come produttori di vino) vi farebbe bene, molto bene.
Quanto aumenta il prezzo del vino ogni anno, più o meno del tasso di inflazione? 
Quanto costava il suo vino prima e dopo l&#039;avvento dell&#039;Euro?
Avete mai provato ad interrogarvi sul vostro sistema logistico-distributivo? All&#039;estero se chiedi 6 bottiglie te le danno, in Italia vige il minimo d&#039;ordine con il risulatato di avere cantine starpiene e costi di immobilizzo elevato. 
E che dire della vostra politica di prezzo, per cui lo stesso vino al supermercato posso trovarlo ad un prezzo inferiore a quello che io lo pago?
Se vuole risolvere il problema c&#039;è un sistema molto facile: obblighi al pagamento alla consegna, alcuni suoi colleghi lo fanno, lo faccia anche lei, questo è il modo che ha per ribellarsi alla situazione. Così facendo fa di sicuro la selezione tanto desiderata, se poi si dimezza il fatturato pazienza, i principi non hanno prezzo.
E se il canale Ho.Re.Ca vi da tanti problemi, date tutto alla grande distribuzione, che così le scadenze e il prezzo ve lo fanno loro.
Ah, dimenticavo, voi avete anche il mercato estero, finchè dura, purtroppo noi ristoratori no. 
I problemi stanno a monte: se un ristoratore la paga in ritardo non è perchè fa il furbo ma perchè il settore è in grande crisi come è in crisi il sistema Paese.
Del resto non si dimentichi mai che come cittadino e imprenditore vengo bastonato di tasse anche per tenere in piedi sovvenzioni, legislazioni e tassazoni particolari per cooperative e aziende agricole che operano nel suo mondo.
Incominciate a rinunciare ai vostri privilegi, poi, del resto, ne riparliamo.

Nulla di personale nel mio &quot;sfogo&quot;

Cordialità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Sig. Paglia,<br />
sono un ristoratore di Milano e tutto quello che dice è condivisibile.<br />
Ma sono stufo che voi produttori di vino gettiate la croce sugli altri.<br />
Un po&#8217; di autocritica (il voi è inteso come produttori di vino) vi farebbe bene, molto bene.<br />
Quanto aumenta il prezzo del vino ogni anno, più o meno del tasso di inflazione?<br />
Quanto costava il suo vino prima e dopo l&#8217;avvento dell&#8217;Euro?<br />
Avete mai provato ad interrogarvi sul vostro sistema logistico-distributivo? All&#8217;estero se chiedi 6 bottiglie te le danno, in Italia vige il minimo d&#8217;ordine con il risulatato di avere cantine starpiene e costi di immobilizzo elevato.<br />
E che dire della vostra politica di prezzo, per cui lo stesso vino al supermercato posso trovarlo ad un prezzo inferiore a quello che io lo pago?<br />
Se vuole risolvere il problema c&#8217;è un sistema molto facile: obblighi al pagamento alla consegna, alcuni suoi colleghi lo fanno, lo faccia anche lei, questo è il modo che ha per ribellarsi alla situazione. Così facendo fa di sicuro la selezione tanto desiderata, se poi si dimezza il fatturato pazienza, i principi non hanno prezzo.<br />
E se il canale Ho.Re.Ca vi da tanti problemi, date tutto alla grande distribuzione, che così le scadenze e il prezzo ve lo fanno loro.<br />
Ah, dimenticavo, voi avete anche il mercato estero, finchè dura, purtroppo noi ristoratori no.<br />
I problemi stanno a monte: se un ristoratore la paga in ritardo non è perchè fa il furbo ma perchè il settore è in grande crisi come è in crisi il sistema Paese.<br />
Del resto non si dimentichi mai che come cittadino e imprenditore vengo bastonato di tasse anche per tenere in piedi sovvenzioni, legislazioni e tassazoni particolari per cooperative e aziende agricole che operano nel suo mondo.<br />
Incominciate a rinunciare ai vostri privilegi, poi, del resto, ne riparliamo.</p>
<p>Nulla di personale nel mio &#8220;sfogo&#8221;</p>
<p>Cordialità.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Filippo Ronco</title>
		<link>http://poggioargentiera.com/blog/2007/10/13/ci-sono-dei-lussi-che-non-ci-possiamo-piu-permettere/comment-page-1/#comment-1795</link>
		<dc:creator>Filippo Ronco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Oct 2007 22:32:47 +0000</pubDate>
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		<description>Arrivo ancora più tardi degli altri.
Io ho scelto la linea dura, almeno con chi si comporta scorrettamente. Devi pagare a 60 e devo farti 10 solleciti e lettera dell&#039;avvocato per prenderli a 120 ? Non c&#039;è problema, la prossima volta, se c&#039;è, o mi paghi in anticipo o ti cerchi un altro fornitore. Ovvio, devi avere in mano una certa forza contrattuale. Comunque sono d&#039;accordo con Gianpaolo, se tutti pagassero quando devono pagare saremmo tutti più contenti, non è possibile che un&#039;azienda si arricchisca in pronti contro termine o altro con i miei soldi mentre io aspetto, aspetto, aspetto. Non esiste, non sta né in cielo né in terrà, tanto più se sei uno che le fatture è abituato a pagarle &quot;a vista&quot; e ogni trimestre suda freddo perché deve anticipare con i suoi soldi un sacco di crediti non ancora coperti. No, no, linea dura e vaffa... ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Arrivo ancora più tardi degli altri.<br />
Io ho scelto la linea dura, almeno con chi si comporta scorrettamente. Devi pagare a 60 e devo farti 10 solleciti e lettera dell&#8217;avvocato per prenderli a 120 ? Non c&#8217;è problema, la prossima volta, se c&#8217;è, o mi paghi in anticipo o ti cerchi un altro fornitore. Ovvio, devi avere in mano una certa forza contrattuale. Comunque sono d&#8217;accordo con Gianpaolo, se tutti pagassero quando devono pagare saremmo tutti più contenti, non è possibile che un&#8217;azienda si arricchisca in pronti contro termine o altro con i miei soldi mentre io aspetto, aspetto, aspetto. Non esiste, non sta né in cielo né in terrà, tanto più se sei uno che le fatture è abituato a pagarle &#8220;a vista&#8221; e ogni trimestre suda freddo perché deve anticipare con i suoi soldi un sacco di crediti non ancora coperti. No, no, linea dura e vaffa&#8230; <img src='http://poggioargentiera.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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