Esiste una Maremma per cosi’ dire “marittima”, una Maremma toscana ed una Maremma laziale, una Maremma grossetana ed una Maremma livornese, e cosi’ via…(qualcuno aggiungera’ anche altri epiteti dopo Maremma, lo so… :-)). Pero’ esiste una Maremma che e’ riassunta bene dalla definizione che in modo intelligente un consorzio di promozione turistica si e’ dato, ed e’ l’ altra Maremma.

Essenzialmente per me e’ tutta quella zona intorno a Manciano, Sovana, Montemerano, Saturnia, Pitigliano, Sorano. Una Maremma che ci guarda dall’alto, fino sui 600 m slm, fatta di tufo e antichi vulcani.

sovana.jpg

Foto di Sovana, rubata qui

Il vino di quella zona dovrebbe essere il Bianco di Pitigliano, una delle prime DOC italiane, istituita nel 1966 , ma che non ha mai “sfondato”, a causa di diversi motivi. Motivi che a mio avviso sono di ogni genere, tranne che il peggiore: la mancanza di vocazione.

Le condizioni per vini bianchi in teoria ci sono tutte: escursioni termiche, altitudine, clima con alta insolazione ma con temperature non eccessivamente calde e per periodi non troppo lunghi, come avviene a volte sulla costa. Inoltre, bei terreni di origine vulcanica, sopratutto il tufo con il quale sono state costruite delle opere d’arte come il paese di Pitigliano, e vecchie vigne che, anche se non troppo ben curate e non impiantate sempre in modo razionale, possono dare luogo a prodotti interessanti.

Da un paio di anni mi sono imbarcato in una scommessa con Antonio Camillo, che oltre ad essere un Mancianese e quindi un altromaremmano, e’ il mio braccio destro a Poggio Argentiera da quasi 10 anni. Ci voglio tornare sopra con maggior dettaglio in seguito, ma in soldoni la storia e’ che Antonio, dopo aver fatto vini per altri per quasi vent’anni ad un certo punto gli e’ presa la voglia di cimentarsi in qualcosa di suo. Ne abbiamo parlato ed abbiamo deciso di portare avanti questo progeto insieme. E da questi vini, che portano il nome di Antonio Camillo, e che sono fatti con vigne per ora in affito nella zona tra Manciano e Pitigliano, abbiamo l’anno scorso prodotto due etichette: un Ciliegiolo al 100 % ed un Sauvignon al 100 %.

Il Ciliegiolo ci ha convinto da subito, mentre per il Sauvignon volevamo delle conferme, specialmente da qualcuno che se ne intendesse davvero, ed oggi abbiamo avuto la soddisfazione di assaggiarlo alla prima sfecciatura con uno dei maggiori esperti italiani di questo vitigno affascinante, e sopratutto la conferma che la vocazione del territorio c’e’. Infatti, questa persona che per il momento non voglio citare, si e’ espresso in modo molto positivo su questo vino che abbiamo fatto insieme in questi mesi. Il vino e’ ancora ad unio stadio infantile, quindi non ci montiamo la testa e vedremo cosa uscira’ una volta in bottiglia.

La cosa piu’ importante per me e’ che c’e’ una zona ad alta vocazione, l’altramaremma per l’appunto, le cui potenzialita’ sono in gran parte da esplorare, ma che gia’ mostra dei bagliori interessanti. E quindi vale la pena di insistere.

Tra l’altro anche il Ciliegiolo e’ veramente buono.

Ad un altro post i dettagli dei vini.



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3 Comments so far


  1. Ciao Gianpaolo,
    come mai si è puntato sul Sauvignon e non su altri vitigni a bacca bianca della zona tipo Ansonica o Vermentino?

    Grazie
    M.

    Marco on Ottobre 23, 2007 09:41
  2. Come Poggio Argentiera noi stiamo gia’ producendo un vino che e’ fatto con Ansonica e Vermentino, il Guazza (http://www.poggioargentiera.com/schedaprodotto.asp?Id=6), e ti assicuro che i nostri sforzi per fare qualcosa di meglio con questi due vitigni sono stati particolari durante l’ultima vendemmia. Io credo molto in questi due vitigni e continuero’ a lavorarci sopra. Tuttavia, nel caso di Antonio Camillo abbiamo puntato sul Sauvignon perche’ esiste gia’, ed infatti sono tutte vecchie vigne di 20-30 anni di eta’, e perche’ e’ una scommessa piu’ impegnativa e perche’ ci sembra che possa ripagare il lavoro.

    Gianpaolo Paglia on Ottobre 23, 2007 10:59
  3. Il Guazza lo conosco bene…

    http://poggioargentiera.simplicissimus.it/2007/02/e_il_momento_dellansonica_qual.html

    Ne sono in qualche modo… colpevole.

    Non sapevo le vigne fossero di 30 anni e mi ero perso fossero in affitto.
    Tutto torna, quindi!

    Bene, in bocca al lupo per queast’avventura… atromaremmana!

    Marco on Ottobre 23, 2007 13:19

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