Uno dei miei maggiori crucci, a livello commerciale, è il mercato USA.

Per due motivi, il primo è di carattere generale, e riguarda la situzione dei vini della Maremma, che non è particolarmente felice per assenza quasi totale di una promozione in America (e come forse saprete, noi abbiamo tentato recentemente di cominciare a fare qualcosa: questo).

L’altro motivo è più particolare, e riguarda i miei vini. Diciamoci la verità, non siamo mai riusciti a sfondare con dei gran punteggi sulla stampa USA che conta (Wine Spectator e Robert Parker). In particolare Wine Spectator è sempre stato abbastanza parsimonioso nei nostri confronti, per dire un eufemismo. Meglio è andata qualche volta con Robert Parker.

Oggi, sulla rubrica Great Values from Italy del sito di Robert Parker (eRobertParker.com) c’e’ una buona prestazione del nostro vino più importante, in termini di mercato, il Bellamarsilia. Importante non tanto per il punteggio in assoluto, che non è male (89), ma per il focus sul rapporto qualità prezzo. La riporto qui di seguito.

eparker.jpg

POGGIO ARGENTIERA 2006 MORELLINO DI SCANSANO BELLA MARSILIATUSCANY ($21.00) RED 89
Poggio Argentiera isn’t the most consistent producer, but when they get the wines right, they can be absolutely delicious, as is the case with the 2006 Morellino di Scansano Bellamarsilia.
This knock-out Morellino bursts with the warmth of Maremma in a generous expression of dark cherries, minerals and licorice, showing notable length and an engaging personality. Anticipated maturity: 2007-2010. Importer: Empson, USA, Alexandria, VA; tel. (703) 684‑0900

 

E visto che siamo qui, così mi sbrigo tutta la faccenda pubblicitaria in un solo post, il Mio Vino Professional, la newsletter dell’editore “Il Mio Vino” (che so che tutti quanti voi segretamente leggete a casa) che viene recapitata a tutti i professionisti del vino, ha pubblicato una mia lunga intervista, dove parlo della promozione in USA e di cose per le quali qualcuno oggi mi amerà di menodi ieri… Qui l’articolo in PDF.

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≡ Category: What's America?, Vino |




9 Comments so far


  1. Dì, quanto li hai pagati, gli amici de “Il Mio Vino Pro”?…
    Scherzo, of course. Ottimi servizi, invece, assolutamente centrata l’intervista. Per quanto riguarda WS, un mio caro amico e ottimo produttore di Amarone, che ricordo averti presentato proprio a Merano IWF un paio di anni fa, mi diceva che per essere ben recensiti occorre che i propri vini siano ben distribuiti su tutto il territorio americano, ma che soprattutto il proprio importatore sia buon amico dell’editore…

    ;-)

    L.

    Lizzy on Gennaio 8, 2008 17:02
  2. Qualche tempo fa venne a trovarmi in azienda il capo, e chiaccherando dello stato del vino gli parlai del problema incassi che rischia di mettere in crisi molte aziende. In piu’ gli dissi come avrei fatto per risolverlo (copiando il sistema dello stato di New York, per es.). Ricordo che lui rimase molto colpito perche’ questo e’ il classico soggetto del quale si parla molto, ma mai in pubblico e mai per venir pubblicato. Ecco, li’ mi disse che mi avrebbe fatto chiamare per approfondire la cosa. Ma mi e’ rimasto molto in mente questa sorpresa di vedere qualcuno che parla in un mondo, come quello del vino italiano, dove fondamentalmente nessuno dice le cose in pubblico.
    Prendi tu Lizzy, quante cose sai in privato del mondo del vino che se dovessi pubblicare crerebbero un finimondo? Eppure spesso sono argomenti di cui tutti parlano, ma solo in camera caritatis…non e’ un mondo un po’ omertoso e provinciale, il nostro?

    gianpaolo on Gennaio 8, 2008 17:15
  3. un pochino provincialino si…

    Andrea Gori on Gennaio 8, 2008 17:39
  4. “…le banche i prestiti li concedono alle attività sane…”, forse la Maremma è un’isola felice.
    Beh le spiego un po’ cosa sta accadendo in Italia (fonte indiretta un alto dirigente dell’ABI): 25% di insolvenze sui mutui, esposizione verso la maggior parte delle aziende non trattabili, banche che non si fidano più a prestarsi i soldi tra di loro, istituti finanziari che divengono centri di potere politico.
    Chi è già indebitato continua ad avere aperte maggiori linee di credito perchè se fallisce la banca perde tutto (vedasi grosse aziende), chi ha idee o vuole avviare una start-up viene schiacciato da condizioni capestro e costi allucinanti, anche perchè le banche italiane già faticano a leggere il bilancio, figuriamoci se capiscono il concetto di “valore economico”.
    Negli USA l’accesso al credito è molto più facile e, per stessa ammissione di chi lo concede, si sia che una buona parte che lo riceverà non avrà successo, ma le perdite saranno più che compensate da quelli che invece il credito lo sapranno far fruttare.
    Il sistema dello stato di New York prima imitiamolo su altre cose tra cui questa.

    ≡ Diego on Gennaio 9, 2008 13:27
  5. Sono un importatore di vini (tra l’altro anche di quelli di Gianpaolo).
    Ed é chiaro chè il problema dei incassi crea problemi a tutto il mercato del vino.

    . Produttori chè vanno in fallimento per colpa di distributori poco seri.
    . Prezzi a volte esagerati per coprire queste percentuali d’incassi non percipiti.
    . Problemi per importatori chè devono impegnarsi ancora di più a dismotrare la propria serietà (pagando ordini d’anticipo) e a lavorare con gente seria.

    E quindi alla fine in qualche modo lo paga il consumatore finale.

    Loris Tersi on Gennaio 9, 2008 13:27
  6. Bravo Loris, è proprio così, la palla passa in mano al consumatore finale che, fino a che l’economia tira, è disposta a comprare comunque anche a prezzi più alti. Quando invece l’economia frena, come in questi ultimi 4-5 anni purtroppo, non è più disposto a finanziare questo sistema.
    @Diego. Lei mi parla come se io vivessi su Marte. Io purtroppo con le banche ci lavoro, e anzi, ci devo lavorare ancora di più anche per farmi finanziare i crediti. Mai come oggi le banche in Italia sono state così aperte al credito. E’ ovvio che ci vogliono delle referenze ed una affidabilità dimostrate da esibire, che ovviamente non occorrono quando si ricorre al credito da parte dei fornitori. Però il sistema com’è ora non è equilibrato e non reggerà. Prima ci si abitua a pensarci e prima si riescono a comprendere i lati positivi di un sistema più razionale che inevitabilmente dovrà subentrare, perchè di ciccia sull’osso non ce n’è più.

    Gianpaolo Paglia on Gennaio 9, 2008 16:39
  7. “Omertoso e provinciale” il mondo del vino, Gianpaolo?? questi aggettivi sono ancora dei pallidi eufemismi!! tanto per restare nel tema “ciò che tutti sanno ma di cui nessuno parla”,quando nel Veneto la Repressione Frodi e la GdF fecero quelle 2-3 operazioni di cui sul mio blog diedi diffusamente notizia - molto più diffusamente che certi giornali locali - mi accorsi che “la gente del vino” era perfettamente al corrente delle malefatte dei protagonisti di turno, e da tempo. “Ma perchè allora non fate niente, perchè non denunciate, perchè…??” Domande senza risposta, le mie.
    O con una sola: cane non mangia cane.

    L.

    Lizzy on Gennaio 9, 2008 19:40
  8. Sono OT quindi solo un breve ringraziamento a Giampaolo Paglia e PoggioArgentiera per la confezione di vini arrivata ieri, vinta con il quizzino di Massimo “Kelablu” Bernardi: Maremmante già fatto fuori :-))

    Leo

    ≡ bollicine on Gennaio 11, 2008 11:52
  9. Bravo Gianpaolo,
    Ho letto il tuo articolo sul “il mio vino”, mi trovi pienamente d’accordo sul problema, che tutti abbiamo ma che “evidentemente” molti fino ad ora hanno sottovalutato, dei pagamenti “ultraritardati”.
    Stiamo diventando delle finanziare a tasso 0%, che però, pagano il denaro al 7% e forse più.
    Riccardo
    Az Agr Montauto

    Riccardo on Gennaio 23, 2008 10:22

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