Ebbene si’, siamo alla fine anche del Vinitaly 2008, caratterizzato da tante cose, non tutte positive e non sto qui a fare il riassunto, tanto trovate tutto in rete nei vari blogs italiani.
Mentre scrivo sono le ore 12, quindi ancora c’e’ qualche ora di lavoro, specialmente qualche ristoratore o enotecario che oggi e’ in giorno di chiusura e che viene al Vinitaly scorrazzato qua’ e la’ dai rappresentanti. Pero’ tra qualche ora, inevitabilmente, cominceremo a vedere gente con i pacchi legati nei carrellini che se ne ritornano verso casa.
Com’e’ andata alla fine? E’ sempre difficile dirlo ora, di solito lo si vede nei fatti che si concretizzano successivamente. Pero’ e’ indubbia la sensazione che si sia trattato di un Vinitaly sottotono, quasi svogliato, un po’ pauroso, e con delle vibes non proprio positive.
Al prossimo anno comunque, perche’ il Vinitaly e’ sempre il Vinitaly, comunque vada.
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Io ci sono stato giovedì ed ho notato orgoglio e voglia di fare da parte di quei piccoli produttori che si sono (ri)organizzati e hanno l’ambizione di far emergere il proprio lavoro senza rinunciare al proprio credo. In tutti gli altri invece c’era stanchezza e svogliatezza, entusiasmo zero.
≡ Diego on Aprile 7, 2008 15:10Al di la’ degli assurdi e allucinanti titoli di giornali e riviste (ma protestare ufficialmente? querelare?), mi dispiace dirlo, ma parte del mondo del vino italiano ne esce male perchè dimostra di essere perfettamente uguale alla nostra classe politica. Vi siete fatti male da soli, è ora di emarginare santoni e tromboni dal vostro settore, magari facendo cascare qualcuno dal piedistallo d’oro sul quale si trova.
Scusa Diego, ti piacerebbe se argomentassi con te dicendo “Voi ristoratori…”? Non è che siamo tutti uguali, come tra l’altro anche tu fai notare. Io non mi sento rappresentato da nessun trombone o santone del vino (e magari ci starebbe anche bene qualche nome, no Diego?). Quello che faccio io, come mille altri, è che mi alzo la mattina e mi metto a pedalare con la consapevolezza che il mio futuro e quello della mia famiglia dipende da me e non certo da quello di qualche altra persona.
≡ gianpaolo on Aprile 8, 2008 15:51Lo scandalo del vino da basso prezzo che è venuto fuori al Vinitaly è talmente remoto dalla mia esperienza di produttore e quelle aziende talmente diverse dalla mia realtà che mi sembra quasi che si stia parlando di prodotti diversi dal vino. Anzi, lo sono.
Ma io mica mi riferivo al vino-non vino, ci mancherebbe, quello è un’altra roba che esula da qualsiasi logica, entriamo nel campo della chimica.
≡ Diego on Aprile 8, 2008 16:57Sottolineando il clima moscio riscontrato, io mi riferivo nello specifico a quello che sta accadendo non lontano da lei, a Montalcino, e che secondo me potenzialmente è più dannoso perchè logora inconsciamente il rapporto di fiducia che comunque c’è sempre tra produttore e consumatore. Di questo ritengo ne risentirete indirettamente un po’ tutti voi produttori toscani, non solo quelli del Brunello. E’ bene che produttori come lei che non amano mettere la spazzatura sotto il tappeto siano ben vigili adesso che il Morellino è diventato neo-Docg.