Io sono uno che tende sempre a minimizzare gli effetti delle giornalate, come quella dell’Espresso (Velenitaly) di cui non si fa che parlare da qualche giorno a questa parte sui blogs e non solo. Pero’ gli effetti che sto vedendo nel mondo reale vanno al di la’ di quello che mi aspettavo:
Psicosi 1. Da aluni clienti piu’ grandi sta arrivando la richiesta di una autocertificazione che il vino che forniamo non e’ adulterato. In pratica mi si chiede di dichiarare che non commetto illeciti. Evidentemente la mia parola vale di piu’ della commissione di assaggio della CCIAA di Grosseto (analisi chimiche e organolettiche obbligatorie per ogni partita da imbottigliare come Morellino di Scansano), dei funzionari del Consorzio di Tutela che fanno controlli erga omnes in cantina e con prelievo di campioni sul mercato, e della Repressione Frodi che periodicamente ci visita (sempre tutto regolare, grazie). Non so se essere orgoglioso di tutta questa fiducia, o triste per il livello di sfiducia generale.
Psicosi 2. Alcuni clienti hanno segnalato ad un ristoratore che dopo aver bevuto il nostro Morellino gli rimaneva la lingua di colore nero. E cosi’ il ristoratore allarmato ha chiamato il nostro rappresentante, che ha chiamato noi. Il motivo, a mio avviso, potrebbe essere il fatto che il Morellino e’ un vino rosso. Stiamo ancora indagando.
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Armiamoci di pazienza, son giorni cosi’. Durera’ per un bel po’, immagino.
≡ Fiorenzo on Aprile 10, 2008 19:20Ciao Giampaolo
Mi raccomando quando avrai finito di indagare e saprai come mai il tuo vino lascia la lingua nera fammelo sapere subito!!!
≡ anselmo on Aprile 10, 2008 19:27Certo che se ne sentono di tutti i colori! Davvero incredibile sarebbe meglio che certa gente bevesse aranciata.
Un caro saluto e complimenti per il tuo blog sempre molto interessante.
Anselmo
ecco vedi a scansano erano gelosi di montalcino e siccome loro ci mettono il merlot avete deciso di mettere del Malbec…bravi bravi, il malbec va pure di moda
≡ Andrea Gori on Aprile 10, 2008 21:42Effettivamente la autocertificazione é la piu´seria delle certificazioni. Mi dice che tu, oltre ad aver fatto il vino, ne hai anche fatto le analisi e ti prendi la responsabilitá di quello che hai imbottigliato e mi hai spedito. Di tutto quello che c’é a monte, sei tu il garante e se sgarri oltre a perdere il cliente, sei direttamente responsabile civilmente e penalmente.Tutte le altre istanze di controllo fanno il loro mestiere, ma quasi un’assurditá, a me compratore ed ai miei clienti, non servono a niente, se manca la tua parola.
≡ Carlo Merolli on Aprile 10, 2008 22:24@carlo, credo di capire il concetto, però dal momento che esistono delle leggi e regole obbligatorie è implicito che io mi assuma le responsabilità che mi competono se non le rispetto. In questo senso, una autocertificazione non aggiunge nulla. Le analisi vengono fatte anche se io non le faccio, ed è a questo che servono le leggi. Diverso sarebbe se non esistessero le regole, e allora la mia parola sarebbe indispensabile, invece che superflua oltre che risibile, come secondo me è in questo caso.
≡ gianpaolo on Aprile 10, 2008 22:59Cosa pensi che avrebbero risposto quei signori ora indagati se gli avessero chiesto la stessa autocertificazione qualche mese fa: “accidenti, ci hanno fregato, adesso ci tocca dirgli come realmente abbiamo fatto questo intruglio che chiamiamo vino”?
Quella della lingua nigra è sublime. Su, Gianpaolo, il mercato te lo chiede a gran voce: il prossimo Capatosta lo vogliamo vinificato in bianco. E magari pure un po’ frizzantino eh. A Corso Como il successo è assicurato :))
≡ Luca Carlucci on Aprile 11, 2008 08:17Ma la tua autocertificazione non è l’etichetta?
≡ borntowine on Aprile 11, 2008 08:36Nella quale dichiari il nome del vino e tutto il resto.
La cosa vergognosa che in un momento di falsificazioni nessuno ha contestato i dati del Presidente della Fiera di Verona palesemente falsi circa l’aumento di presenze e di visitatori al Vinitaly. La cosa dimostra che il gioco delle parti, nel circo del vino, fa comodo a tutti perchè tutti “ci magnano” chi più chi meno; politici ,imprenditori, portaborse, segretari, funzionari e la patetica classe dei giornalisti, dove i più sono costretti a scrivere sotto dettatura per arrivare faticosamente a fine mese!
≡ rauco on Aprile 11, 2008 08:54Giampaolo,
≡ Umberto Valle on Aprile 14, 2008 08:36psicosi 2 è un capolavoro di ironia. Sei un genio
Grazie Umberto. Per chi non lo sapesse Umberto e’ un amico velista prestato alla viticoltura, vero Umberto?
Poggio Trevvalle (http://www.poggiotrevvalle.it/), grandi vini della Maremma, tutto rigorosamente bio.
≡ Gianpaolo Paglia on Aprile 14, 2008 09:24Quando ci vediamo Umbe’?