Peccato che spesso si abbia un idea dell’Inghilterra di un posto dove si mangia solo carne grigiasta e insipida (roast-beef) o fish and chips (che comunque, come tutti i cibi di strada, ha una sua dignità). Questa volta vi voglio segnalare brevemente due ristoranti di pesce nel Somerset, che si trova nel Sud Ovest (facilmente raggiungibile volando a Bristol, anche da Pisa e Roma). Una bella regione che si sta sviluppando molto bene anche grazie alla distanza da Londra che ha tenuto i prezzi non altissimi rispetto ad altre che sono altrettanto belle ma più vicine alla capitale inglese.
Il primo ristorante si chiama Goodfellows e si trova a Wells, la più piccola città dell’Inghileterra (dove come città si intende dove si trova una cattedrale, in questo caso la cattedrale di Wells, 1230-1260). E’ un posto moderno ed informale, con un piano rialzato sotto il tetto molto accogliente e con un menù ricco e una scelta di vini non enorme ma adeguata. La particolarità è che gli stessi proprietari hanno anche un caffè pasticceria adiacente, e quindi una ricca scelta anche di dessert. La spesa per un menù di due portate con una discreta bottiglia va intorno alle 35 sterline a testa.
Il secondo si trova nella bellissima città di Bath, centro termale di origine romana da sempre metà della borghesia inglese. Una città veramente carina e da visitare se vi trovate in zona. Si chiama Fish Works, ed è una formula che ha avuto successo, perché è nata a Bath ma adesso può contare su altre 11 locations in varie zone, sopratutto Londra. La particolarità sta nel fatto che a prima impressione sembra di trovarsi da un pescivendolo, con il suo bel bancone con ghiaccio e tutto il pesce in mostra. In realtà il locale è anche questo, oltre che essere ristorante ed organizzare corsi di cucina di cucina di pesce, avvicinamento dei bambini al pesce, shop on line, e altro. Come si mangia? Devo dire che ho mangiato una delle gallinelle (o cappone, Gurnard in inglese) più saporite e buone che abbia mai provato. La lista dei vini è interessante, e da lì ho pescato due mezze, la prima di Coste di Giulia 2006 di Michele Satta (discreto), la seconda dell’Insolia di Valle dell’Acate che ho trovato molto buona (anche q/p buonissimo), ma si può spaziare in una cinquantina di bianchi, molti al bicchiere. Ma in generale anche le altre portate erano ottime. Il posto è molto informale, praticamente due piccole stanze dietro il bancone del pesce, il servizio anche ma efficace. Unica nota davvero stonata, e che ha rovinato parzialmente la cena scquisita, è stata l’aggiunta al conto di un 12,5% dovuto al servizio. In pratica una mancia obbligatoria (anche se credo che volendo si poteva far togliere, ma chi lo fa?) che ho trovato una imposizione sgradevole e anche strana in Inghilterra dove in genere questo tipo di cose è del tutto discrezionale e mal visto da un cliente che è abituato ad avere un rispetto assoluto, quasi sacro, nei suoi diritti.
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Bath tra l’altro è la cittadina dove Yehudi Menuhin ha fondato un’orchestra molto agguerrita.
≡ Tommaso Farina on Aprile 28, 2008 17:26