Se c’e’ qualcosa che mi fa venire il lezzo (come si dice da noi), è la storia delle sovvenzioni della UE, e degli USA, all’agricoltura.
Ne penso male, penso che siano l’origine di (quasi) tutti i mali, le distorsioni, le sofisticazioni, gli imbrogli, che esistono in agricoltura. Ne parlo male ogni volta che posso, cercando di spiegarmi bene (qui e qui e anche qui, per es.), perché mi accorgo che non è semplice e che a molti, per me inspiegabilmente, gli fa piacere che si usino miliardi (50 all’anno il budget agricolo UE) per sostenere spazzatura agricola (come le uve prodotte per la distillazione) o prodotti che non hanno più una logica da noi.
Recentemente mi sono anche imbarcato in uno di quei post botta e risposta interminabili su Kelablu, e mi è venuta in mente la storia dei pomodori pelati italiani in Ghana. Pomodori italiani che costano sui mercati ghanesi 5 volte meno che i prodotti domestici, che una volta erano una risorsa per il paese e che sono stati spazzati via dal dumping. Proprio come in qualche caso noi italiani ci lamentiamo avvenga per certi prodotti della Cina.
Mentre penso a questo mi vengono in mente in immagini di qualcuno di queste persone che poteva avere un futuro dignitoso nel loro paese e che si trova magari a lavorare a nero nei campi di pomodori campani (ironico se non fosse drammatico), e altro e forse peggio.
Ho ritrovato l’articolo, secondo me illuminante.
Che ne pensate?
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Grazie per la segnalazione, l’articolo è illuminante di una situazione inaccettabile. Ti segnalo l’interessante dossier, sul numero in edicola di Internazionale, di Loretta Napoleoni sul fallimento della politica neoliberalista e sulla odierna crisi alimentare, c’è da riflettere.
≡ vittorio on Maggio 2, 2008 19:38Grazie, è tanto che non compro Internazionale, lo farò.
≡ Gianpaolo Paglia on Maggio 2, 2008 22:58