Qualche giorno fa scrivevo a proposito di Persichetti.
Chi e’ costui? Persichetti e’ l’alter ego di Masnaghetti, editore ed autore di Enogea, al quale e’ affidato il compito di descrivere situazioni improbabili - ma vere o verosimili - occorse al buon cronista del vino nel corso delle sue peregrinazioni all’interno del nostro mondo schizzatissimo. Ed ha il compito di portarne alla superfice gli effetti grotteschi, caricaturali e spesso esilaranti. Insomma, una vera e propria satira di costume di alto livello.
Pur non essendo neanche lontanamente dotato come Alessandro Masnaghetti dal punto di vista narrativo, mi sono chiesto: perche’ non provare a raccontare un poco dello stesso mondo, il mondo del vino, con gli occhi del produttore
Ecco cosi’ che nasce la rubrica che ho chiamato BP stories, ovvero le avventure del Buon Produttore. Il Buon Produttore, BP da ora in avanti, non e’ tra le cento aziende di grido, non prende premi tutti gli anni, anche se qualche medaglia da appuntarsi sul petto ce l’ha. Non produce vino nelle 5 o 6 denominazioni super blasonate, ma neanche in quelle sfigate. Non ha i miliardi alle spalle che gli derivano dalla famiglia o da altra attivita’, ma ci deve campare. Ah, naturalmente il BP non ha la rete di relazioni super con la stampa che conta, come alcuni altri, e la sua comunicazione se la deve fare un po’ da solo, al Vinitaly, alle degustazioni, in giro sulla strada con gli agenti, o in altri modi…
Avete inquadrato il BP? Ok, allora partiamo con la prima storia.
- Avviso di Giacenza.
Il BP entra in ufficio a tarda sera (tanto lui ci vive attacato all’ufficio) e vede un fax. E’ una giacenza, accidenti, non un ordine. Il modulo faxato dal corriere dice: “merce respinta perche’ arrivata in ritardo.”
La mattina BP va dalla segretaria e gli chiede - c’era una data di arrivo tassativa e noi (o meglio il corriere) l’abbiamo passata? -
la segretaria cerca l’ordine - No. Dice solo urgente. Dalla spedizione alla consegna ci ha messo una settimana, non e’ poco ma e’ abbastanza normale visto che la zona e’ un po’ decentrata, e comunque con il corriere nazionale che usiamo (uno dei piu’ grossi e super efficienti, roba del Nord) una settimana ci vuole.
Parte un giro di telefonate all’agente, che a sua volta deve chiamare il cliente e capire cosa e’ successo e, sopratutto, se questa merce puo’ essere ancora consegnata o deve ritornare in azienda a nostre spese doppie.
Dopo qualche ora la segretaria si avvicina al BP - Ho parlato con l’agente, che ha parlato con il cliente, il quale ha detto che anche sua moglie aveva fatto un ordine all’azienda XY che produce la stessa nostra tipologia di vino, e che siccome quello e’ arrivato prima allora il nostro non gli serve piu’ -.
Sguardo basito del BP. Sguardo compassionevole della segretaria che se torna al lavoro.
- L’alta cucina? Sono tutte balle.
L’agente XXY del BP chiama al telefono - senti, ci sarebbero un paio di clienti di un ristorante che abbiamo cominciato a servire da poco che sono in zona. Vorrebbero passare in azienda tra poco, ci sei? -
- Ok, lo sai che se posso…-
Dopo una mezz’oretta sono in cantina. Il BP li accompagna un po’ in cantina, solita chiacchierata (questa e’ la cantina, questa e’ la zona di affinamento, ecc.) e poi si passa in saletta di degustazione.
Cliente 1. - siamo stati a mangiare al ristorante ZY, uno schifo -
BP - mi dispiace, se sapevo vi davo qualche indirizzo “sicuro”. Per es. c’e’ il ristorante ABC che e’ buono, poi c’e’ CDE che e’ anche buono ma semplice, e poi c’e’ anche WXZ che come sapete e’ un due stelle Michelin e che certamente e’…-
Cliente 2. - ah! Quello! Ci sono stati degli amci miei tempo fa e sono scappati via. Li hanno bastonati per benino eh!-
BP, timidamente - Mah, certo i prezzi sono in linea con la classe del locale. Se uno cerca una cosa semplice o comunque diversa, meglio scegliere un altro ristorante. Li’ c’e’ una cantina con 1600 etichette e 22.000 bottiglie, la cucina e’ di livello alto e….-
Cliente 2. - macche’ alto livello, sono tutte balle, sa? Se lo volessi fare lo farei anche io al mio ristorante, e che ci vuole. E’ solo una presa in giro per il cliente-
BP, che a questo punto comincia a non sapere piu’ che pesci prendere - ma veramente, io ci sono stato anche qualche giorno fa, la cucina e’ veramente di alta gamma, i piatti che fa….-
Cliente 2, visibilmente alterato - e che piatti fa, eh? me li dica-
BP, che al momento e’ come dinanzi alla commissione di esame con il vuoto in testa - non saprei, fa dei piatti un po’ speciali, adesso non saprei come descrivere. Ci sono delle salse (patetico)…-
Cliente 2, facendo l’espressione di chi la sa lunga - dia retta a me, sono solo balle, glielo dico io che ho 4 generazioni di ristoratori alle spalle -
Per fortuna si cambia discorso, si saluta e si va a casa dopo poco.
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Povero BP…che incubo. Non ha capito che quei due volevano solo metterlo in difficoltà. Qualunque risposta avesse dato, era quella sbagliata!
L.
≡ Lizzy on Maggio 24, 2008 18:15[…] Sono le storie del Buon Produttore, 2° puntata (qui la 1°) […]
≡ BP stories, siamo tutti galantuomini | Poggio Argentiera on Giugno 3, 2008 12:37