Oggi e domani sono le giornate delle Cantine Aperte, una iniziativa del Movimento Turismo del Vino che è giunta alla 16° edizione.

Una bella iniziativa, non c’è che dire, però non mi trova tra le cantine associate. Perché?

All’inizio, qualche anno fa, partecipai entusiasta (anche se nessuno mi aveva invitato a farlo), attrezzandomi con un minimo di ospitalità un po’ alla buona, come è normale per una azienda agli inizi. In tutta la Domenica venne una sola coppia.

Mi sono chiesto il perché, e mi sono risposto che probabilmente non eravamo ancora conosciuti. Ma anche che il turismo del vino non è una cosa che si attiva con una iniziativa di due giorni, anche se meritoria e ben fatta, ma un percorso che dura un anno, e che dovrebbe fare ricorso a strumenti fondamentali, come ad es. le Strade del Vino.  Se funzionassero.

Non dubito che da qualche parte d’Italia funzionino, ma da noi sono praticamente assenti (Colli di Maremma, questa è la sezione News che appare oggi sul sito: 21-12-2007 - Natale 2007 - Capodanno 2008 - I PIU’ SINCERI AUGURI DI BUON NATALE E FELICE ...  :-(  ) . Non certamente nella forma (e nei soldi, non pochi e tutti pubblici), ma nella sostanza. Basta andare a visitare qualche paese estero dove la produzione di vini è importante. Mi ricordo di una visita fatta in Sudafrica, nella zona del Capo, qualche anno fa. Lì si respira un atmosfera di vino. Ci sono segnali, percorsi, uffici informazione, ma anche una presenza nella vita quotidiana e nei posti frequentati dai turisti. I ristoranti, i wine bar, le enoteche, tutti questi operatori sembrano far parte di un insieme che offre al turista interessato al vino, una sensazione di un territorio vinicolo, di una strategia unitaria e sensata.

Da noi, finito questo weekend tutto tornerà anonimo (ma lo è anche oggi, basta fare due passi ingiro, niente cartelli, niente animazione nei centri) , senza collegamento, ognun per sé e Dio per tutti. Come nella migliore tradizione italiana e toscana.

Lo ripeto, sono sicuro che ci sono casi ben diversi anche da noi, ma è proprio il sitema delle Strade che non va, e lo sapete perché? Il motivo non è molto diverso da altre cose nostre: è invaso dalla politica, quella con la p piccola piccola, quella della distribuzione delle poltrone “a prescindere” (su 25 membri del consiglio - ma servono così tanti? - per statuto ben 9 sono diretta espressione della politica) . A prescindere dall’interesse della persona deputata, spesso prossimo allo zero, a prescindere dalla competenza, quasi sempre inesistente.

Per questo non mi sento di partecipare. Ma la mia cantina è sempre aperta lo stesso, non solo oggi.



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4 Comments so far


  1. Cantine Aperte ha avuto il merito di aprire, appunto, le cantine in tempi non sospetti, cioè di iniziare a mettere in contatto il mondo dei produttori con quello dei consumatori.
    A distanza di 20 anni è diventato una piacevole tradizione, ma poco è cambiato, sul fronte enoturistico. Perchè come al solito il produttore (la maggior parte) ha capito quello che voleva capire, e cioè che questo genere di iniziative deve organizzarle/finanziarle/gestirle qualcun altro: la Strada del Vino, il Comune, la Pro Loco…
    non lui, perchè “non è affar suo”. Il suo compito è fare il vino (e al massimo venderlo).
    E questo costante atteggiamento di disimpegno sui diversi fronti (da quello dell’enoturismo a quello della comunicazione…) contribuisce non poco, a mio avviso, a ostacolare il processo di svecchiamento (mentale, più che anagrafico) del mondo del vino italiano.
    Hai voglia, poi, ad andare in California e tornare indietro dicendo “quelli della Napa Valley sì che ci sanno fare”!….

    Lizzy

    Lizzy on Maggio 24, 2008 18:11
  2. E’ proprio per questo che ormai io credo/aderisco solo a quelle iniziative che nascono dai produttori e che sono finanziate/gestite dai produttori. Il rammarico e’ quello di dover sempre fare a meno di tutto quello che e’ in qualche modo di derivazione pubblica, il che vuol dire correre la corsa della promozione con una gamba legata, se mi passi la metafora che le gambe devono essere due: quella pubblica e quella privata. Da noi quella pubblica non funziona quasi mai. E’ un peccato, ma e’ anche la realta’.

    Gianpaolo Paglia on Maggio 24, 2008 22:08
  3. ciao gianpaolo,
    perchè allora non cercare di fare da noi qualcosa.

    ci siamo visti di sfuggita al vinitaly e mi sarebbe piacuto parlare anche di questo. non è un caso se mi rivolgo a te.

    non è un percorso semplice, mi rendo conto, ma sarei disponibile a prendere in seria considerazione un iniziativa del genere se tra i promotori ci fossi anche te.

    vincenzo

    vincenzo ciaceri on Maggio 28, 2008 09:41
  4. Come ti ho detto al vinitaly, fatti vivo cosi’ ci vediamo e ne parliamo. Mandami una email se non ti trovi piu’ il mio numero di telefono.

    Gianpaolo Paglia on Maggio 28, 2008 10:11

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