Sono almeno tre giorni che in prima pagina del Tirreno, il giornale locale del gruppo La Repubblica che si occupa della costa toscana, ci sono notizie di morti per incidenti stradali. Invariabilmente la cronaca dell’incidente riporta che la vittima dopo l’urto è sbalzata fuori dall’abitacolo ed è morta. La cronaca molto spesso continua e in genere c’e’ sempre una parte che si sofferma sul pietoso stato delle nostre strade. Il che è vero, ma non vedo MAI il cronista soffermarsi su quello che a mio avviso è il punto più importante da rimarcare: queste persone erano evidentemente non allacciate alla cintura di sicurezza. Non è certo, ma le probabilità che avessero potuto salvarsi la vita sarebbero certamente state più elevate.
Come mai questo non viene portato in evidenza, e come mai il giornale (ma non solo il Tirreno ovviamente) non si tira mai indietro quando giustamente si tratta di parlare di buche sull’asfalto, segnaletica confusa, strade non manutenute, e non fa mai una campagna su questa incredibile abitudine italiana di ignorare questo elementare dispositivo di sicurezza?
Tutti i giorni porto i miei figli in auto (6, 4 e 1 anno), e tutti i giorni io e mia moglie rimaniamo letteralmente sbalorditi e incapaci di spiegarci il perché dei numerosi genitori che portano i loro figli piccoli, coetanei dei miei, senza seggiolino di sicurezza, non allacciati a nessuna cintura o addirittura seduti nel seggiolino di fronte. Alcuni devono fare dei tragitti molto corti, ma non è questa una scusa assurda? Non è vero che un incidente può capitare in ogni momento e che non dipende dal tragitto?
E’ dimostrato senza dubbio che anche a velocità bassissime, in caso di incidente un bambino non assicurato su un apposito sedile (ci sono delle regole ben precise sui pesi e le altezze da rispettare, pena la mancata efficenza della protezione) ha pochissime possibilità di scampo.
E’ certo che quei genitori hanno a cuore la salute dei loro figli. Di sicuro non li lasciano giocare con coltelli o con il fuoco. Ma per quale oscura ragione non sentono la stessa necessità di non mettere a rischio la loro vita allorquando si accomodano in auto? Io credo che ci vorrebbe una seria campagna che spiegasse le conseguenze drammatiche di simili assurdi comportamenti, con punizioni esemplari. E certo anche la stampa dovrebbe mettere in risalto queste conseguenze nei casi di cui dicevo poco prima.
Anche questo fa parte di quell’Italia che non ha più spazio di esistenza, che deve adeguarsi ad un modo di ragionare pienamente europeo, civile, e che a volte sembra spiegare anche fenomeni diversi e disparati (come il caso monnezza per es.).
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D’accordissimo su tutto, specie le punizioni esemplari. Sul “che fare” io sarei favorevole all’uso di pubblicita’ shock in aree stradali, hai presente, foto di incidenti ed anche peggio: quando non funziona il ragionamento, almeno vedi concretamente cosa vai a rischiare.
Ricordo molti anni fa, ero sull’autostrada che porta ad Asti, da Alessandria: e’ un tratto a due corsie, molto dritto, ti trovi facilmente a 150 se non stai attento; accade che all’improvviso siamo fermi in coda, il traffico si blocca per mezz’ora; davanti a noi indoviniamo che deve esserci stato qualche incidente serio, e il rumore dell’eliambulanza che atterra a 3-400 metri ci conferma ogni pessimismo; ma il peggio viene quando passiamo davanti alle auto coinvolte; ovunque oggetti sparsi, e tra tutti abbiamo osservato agghiacciati un seggiolone per bambino al centro della carreggiata. Il traffico, da li’ in poi, e’ proseguito in una calma surreale, nessuno passava i 110.
≡ Fiorenzo on Giugno 6, 2008 18:10[…] mio post precedente, parlando degli ultimi incidenti avvenuti dalle mie parti, mi lamentavo che il Tirreno, […]
≡ Boia de’, veloci quelli del Tirreno | Poggio Argentiera on Giugno 8, 2008 15:53