Tutti conoscono, o dovrebbero conoscere, Hugh Macleod, ovvero colui che sta dietro il fenomeno degli ultimi anni del mondo del vino: Stormhoek.

In uno degli ultimi post, Hugh fa notare come il problema maggiore di una azienda vinicola (e cita ad esempio l’Italia) sia quello di uscire dalla logica del produrre il vino come un bene di consumo. Ben sapendo che per ogni produttore il suo vino, a differenza degli altri, non e’ un bene di consumo, ma qualcosa di speciale.

Altrimenti il problema e’ che tu sei come un granello di sabbia, e per di piu’ ti trovi in una spiaggia!

Una delle frasi che mi convince di piu’ e’ la seguente: quello che e’ vero nella vita, e’ vero anche nel marketing. Se vuoi essere sicuro di essere noioso basta che non parli altro che di te stesso. Se vuoi essere interessante parla di quello che fanno gli altri.

Commenti?



≡ Category: Promozione, Vino |4 Comments




4 Comments so far


  1. Mi trovo d’accordo con quello che dice Hugh Macleod, ho visto che utilizza Twitter e lo ho aggiunto ai miei contatti (così d’ora in poi lo seguirò con interesse).
    Ma i vini di Stormhoek si trovano in Italia?

    vittorio on giugno 11, 2008 11:24
  2. Non ho mai visto i vini in Italia. Il loro mercato è fondamentalmente l’Inghilterra (come per quasi tutti i sudafricani).
    Non credo chei vini siano speciali, ed è proprio questo che contribuisce a creare il mito di un azienda che quintuplica il fatturato grazie al viral marketing (e grazie sopratutto a macleod). Anche se oggi hanno qualche problema in UK per il fallimento della loro società di distribuzione.

    Gianpaolo Paglia on giugno 11, 2008 15:33
  3. Grazie per le informazioni. Hai visto che uno dei tuoi Morellino è sull’ultimo numero di Bibenda or ora giunto in edicola?

    vittorio on giugno 11, 2008 18:04
  4. Assolutamente d’accordo. Infatti la gran parte dei produttori parla (bene) solo dei suoi vini. E male (ammesso che ne parli) di quelli dei concorrenti.
    Dev’essere anche per questo che quando is parla di comunicazione del vino generalmente inutile e/o fallimentare, il primo esempio che ci viene in mente è quello dell’Italia…

    Lizzy

    Lizzy on giugno 12, 2008 12:05

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