Siamo tutti Robert Parker!

Cominciano ad arrivare le prime vostre recensioni dei vini bianchi (vedi post).
Quelle arrivate fin’ora le trascrivo di seguito, le altre se volete potete postarle direttamente come commenti qui.
1) Lizzy:

Ciao Gianpaolo,
eccoti le impressioni della mia commissione di degustatori: abbiamo trovato buoni e corretti i due vini in bottiglia, per quanto un po’ dissociati tra naso e bocca. Fruttati al naso ma più severi al gusto, insomma. Il Sauvignon è un po’ amarognolo nel finale, ma è perfetto con il patè di asparagi con cui l’abbiamo assaggiato.

Quello che ci è piaciuto di più è stato “Il Bucce”, come l’abbiamo chiamato (con l’articolo!). Sembra destinato a diventare un grande bianco da invecchiamento; anche questo ha un naso ingannevolmente docile, e un carattere inaspettatamente tosto, ancora un po’ crudo ovviamente, ma è parecchio interessante. E intrigante.Insomma, continua a lavorarci su, nel vale la pena. A questo punto siamo curiosi di vedere che evoluzione avrà!

Grazie ancora per averci coinvolti nel tasting, e…allla prossima consulenza (se vorrai)!
Lizzy

2)Luca Risso:
Ciao Gianpaolo.
Alcuni commenti sui bianchi che gentilissimamente mi hai mandato.
Volutamente ho fatto assaggiare il Fonte_40 e l’Alture ad un panel di bevitori abituali ma non eno-appassionati (i colleghi).
Il risultato bruto è che l’alture è stato fulminato in 4 e 4-8, con accompagnamento di abbondante focaccia genovese, sia con cipolle che senza.
Il mio parere:
menzione di merito all’etichetta dell’Alture. Molto bella IMHO.
Alture:
a dispetto dei 14°, molto fresco, godibile, giustamente varietale ma non caricaturale. Ottimo vino, senza dubbio.
Fonte_40:
gran corpo, ma forse (anzi sicuramente) ancora in fase di chiusura. Mi sembra che il vermentino si senta bene, ma prevale una sensazione di maggiore pesantezza rispetto all’Alture, nonostante 0.5° in meno. Necessita di ancora un po’ di tempo in bottiglia.
Il Bucce lo riservo a una occasione più “ragionata”
Grazie ancora e a presto. Luk

3) Armin Kobler, Erwin Eccli, Andreas Sölva, Ulrich Pedri, Armin Raifer, Eva Überegger e Christoph Patauner

Gianpaolo Paglia della tenuta Poggio Argentiera non è solo conosciuto per i suoi vini interessanti e per il lavoro molto innovato circa le pubbliche relazioni, ma lui concretizza come nessun’altro produttore a me conosciuto il concetto di web 2.0.
Inserito in questo contesto, ha chiesto ai suoi amici dotati di blog di degustare tre suoi vini bianchi, tra cui la sua ultima creazione, il Bucce ancora in fase sperimentale e di pubblicare i risultati della degustazione come commento al suo post.
Le tre bottiglie sono arrivate sorpredentemente veloci dopo qualche giorno a casa mia come pacco postale ma per diversi motivi siamo arrivati solo ieri ad assaggiarle (scusa Gianpaolo!). Anche per evitare che i miei (pre-)giudizi nei confronti di bianchi fermentati con le bucce non influiscano troppo sui risultati, ho deciso di valutare i vini con i miei colleghi di lavoro che sono molto accessibili. Essi sono da sinistra a destra Erwin Eccli, Andreas Sölva, Ulrich Pedri, Armin Raifer, Eva Überegger e Christoph Patauner. La mia scetticità comunque viene condivisa anche da altri, come vedo.
Alcuni blogger hanno già espresso il loro giudizio. A noi comunque è piaciuta molto questa piccola degustazione, grazie Gianpaolo per i vini!
Ecco i nostri giudizi:
Alture:
Inaspettata per la zona la tipicità pronunciata e la chiara riconoscibilità come Sauvignon. Come descrittori aromatici sono stati nominati l’uva spina, il frutto della passione e la pesca. Alcuni degustatori hanno notato ancora leggere note di solforosa. In bocca è caratterizzato da un bel corpo pur conservando una certa bevibilità. La sensazione di alcol è sembrata più forte dei dichiarati 14 %Vol. L’acidità è a posto, per la varietà costituisce certamente il limite inferiore, ed ad alcuni colleghi essa è parsa anche come il risultato di una parziale acidificazione. Riassumendo, un buon vino soprattutto se si tiene presente che normalmente il centro d’italia viene considerato troppo meridionale per questo vitigno.
Fonte 40:
Questo vino (40 % Ansonica, 40 % Vermentino, 20 % Fiano) è caratterizzato da uno spettro aromatico molto complesso e vario, stando alla descrizione dei degustatori. I sentori fruttati (soprattutto mela, un po’ di albicocca) restano nel sottofondo, prevalgono le note che ricordano l’incenso, il mirto ed altre spezie. Il vino si presenta molto coerente, in quanto le sensazioni olfattive e gustative si integrano perfettamente. Sembra meno alocolico del primo, regala una bella bevibilità nonostante abbia un bel corpo. Un tannino fine e ben dosato pulisce molto bene la bocca senza lasciare l’impressione di amaro o astringente. Questo vino ci è piaciuto molto e rappresenta per noi l’esempio positivo di un bianco del bacino mediterraneo.
Bianco Bucce:
Come descrittori olfattivi sono stati segnati: nocciola, fieno, mandorla (amaretti), più speziato che fruttato. Non è veramente ridotto, ricorda però le note verdi che per esempio hanno i residui della defecazione se hanno fermentato. In bocca prevale il tannino che ricopre talmente le mucose che non è possibile percepire altre sensazioni gustative. Questo vino non è piaciuto a nessuno. L’evoluzione e di conseguenza il valore futuro di questo prodotto al momento sono difficilmente stimabili. C’è da porsi naturalmente anche la domanda del perchè di una possibile scelta di questo tipo, in quanto si vede che con un’enologia convenzionale il vitigno Ansonica per esempio riesce a dare in tempi molto più brevi dei risultati più che soddisfacenti.

4) Michele Marziani
Si chiama Alture il mio bianco dell’estate

Satanasso quanto è buono! Se lo bevesse Tex Willer sarebbe nel numero 100, quello a colori. E poi, no, via dai canyon polverosi, questo è vino da notti sul Bosforo. O semplicente da certe sere a guardare oltre Orbetello, con il fritto di paranza che non unge e il vento che spinge di salmastro. Non sembra neanche possibile che venga dai dintorni di Pitigliano questo Alture, Sauvignon in purezza che sa di sale, di mare, di cedri e di spiagge mediorientali. E non di piscio di gatto, come insegnano le perversioni degustative...continua a leggere sul blog di Michele Marziani



≡ Category: Press and web review, Vino |4 Comments




4 Comments so far


  1. [...] Weinblogger haben in der Zwischenzeit ihr Urteil schon abgegeben. Uns hat diese kleine Kost jedenfalls sehr gefallen, danke Gianpaolo für die [...]

    “Mi provate ’sti vini?” Kostet ihr mir diese Weine? | weinhof KOBLER weblog on giugno 19, 2008 20:23
  2. @ Giampaolo,
    sono uno dei partecipanti al panel che si è tenuto presso Lizzy.
    Mi presento: sono un “non professionista” (non coltivo – non vinifico – non sono enologo – non sono giornalista – non posseggo un blog). In altre parole sono il target, il bersaglio degli sforzi di tutte le categorie sopra citate.

    Sono un “consumatore finale”, quello che bevo lo pago (salvo rarissime eccezioni…) e lo acquisto nella GDO (con le offerte si portano a casa vini da 8/10 euro per 5/6 ed è un buon bere quotidiano), in rete dai produttori (olio, ma anche vino), su eBay (un’esperienza – positiva), nelle liste vini dei ristoranti.

    Riguardo l’esperienza che hai voluto attivare (complimenti!!!) riporto un passo del tuo intervento sul blog di Armin Kobler che non condivido:
    QUOTE
    E’ comunque (IL BUCCE) un vino che è destinato a dividere, come si vede anche dai giudizi che Lizzy e i suoi amici ne danno, che sono esattamente opposti ai vostri (a nessuno è piaciuto il Fonte40 e a tutti il Bucce…).
    UNQUOTE

    Quella sera il tuo “fonte 40″ è piaciuto abbastanza, meglio al naso che in bocca.
    Io personalmente non ho riconosciuto il Fiano e ho espresso un suggerimento per una maggior percentuale di Vermentino (vitigno che amo). Lizzy però non è scesa nei dettagli.

    Riguardo il Sauvignon appartengo alla categoria degli EBS (everything but Sauvignon) per citare un blog USA dove l’autore dichiara di non soffrire lo Chardonnay (EBC – everything but Chardonnay).

    Su “il bucce” si è espressa Lizzy, aggiungo solo che mi pare un vino “invecchiabile” e che non dovrebbe temere i 6/8 anni.
    Concordi?

    Cordiali saluti
    alex – Verona

    ≡ alex on giugno 21, 2008 12:21
  3. Ciao Alex. Hai detto bene, tu sei il “bersaglio” di tutti i nostri sforzi. Sei il famoso consumatore finale, quello che il vino lo paga, e che paga gli stipendi ai miei dipendenti, le rate del mio mutuo, ecc. E’ chiaro il concetto, no?
    Per quanto riguarda il bucce, l’ho gia’ detto ma e’ bene ribadirlo: non e’ un vino pronto. E’ solo una partita di vino lavorata in un certo modo e che adesso sta in una vasca per alcuni mesi. A differenza degli altri due, che sono vini finiti, questo e’ un vino che deve fare ancora tutto un percorso prima di andare in bottiglia, che probabilmente lo rendera’ piu’ stabile, pulito, “potabile”. Mi sono preso una certa dose di rischio a mandare fuori un vino cosi’, perche’ in questi casi puo’ succedere di tutto, come ad es. che il vino parta dall’azienda che e’ a posto e arrivi a destinazione completamente sottosopra, non essendo stabile ancora. Sull’invecchiamento, onestamente non saprei. Certo che e’ un vino che non ha bisogno, e neanche e’ auspicabile, che venga consumato subito.
    Sul Fonte40 ti dico che per noi della cantina e’ forse il prodotto al quale crediamo di piu’, ma anche lui non e’ ancora lui, per motivi opposti al bucce, perche’ e’ da poco in bottiglia e deve superare lo stress dell’imbottigliamento, che per un bianco e’ quasi sempre maggiore che per un rosso.
    Per quanto riguarda il Sauvignon, ti dico che tutti i gusti sono gusti (conoscevo l’ABC, il S no), pero’ per conto mio il Sauvignon e’ il principe dei bianchi, quando e’ buono non ce n’e’ per nessuno. Certo, molti pensano che il Sauvignon debba sapere di foglia di pomodoro e pipi’ di gatto. Nulla di piu’ sbagliato. Se ti capita assaggia qualche grande della Loira, magari di una decina di anni. Credo che ti fara’ cambiare idea. Comunque anche su di lui siamo molto contenti, proprio per la sua espressione varietale ma non di quel tipo che ti dicevo sopra.
    Grazie e tieniti pronto, potrebbero esserci alre occasioni, per noi sono dei commenti estremamente importanti, forse piu’ di quanto pensiate.

    gianpaolo on giugno 21, 2008 15:07
  4. [...] PS: ho inserito per prova i commenti che avevate (Lizzy, Michele, Luca, Armin) fatto sui bianchi qui [...]

    Pannello Assaggiatori | Poggio Argentiera on giugno 27, 2008 16:19

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    It’s going to take a while, I can see, but letting people know about Maremma’s fantastic terroir is still our vocation. Now Richmond can boast a lively crowd who can find Maremma on the map, so thanks to Tim Syrad and the Richmond Wine Society for drinking it all in, (literally and metaphorically). Yet again, [...]

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  • ⇒ Haiti
    Poggio Argentiera’s on-line sales in January were worth over Eur. 1000, (plus a couple of orders yet to clear), which ...

    1 febbraio 2010 | No comments yet

  • ⇒ Wine for Haiti
    Following the horrendous earthquake in Haiti, please drink generously: 100% OF PROCEEDS FROM ALL ON-LINE WINE SALES IN THE UK ...

    27 gennaio 2010 | Comments (1)

  • ⇒ Yes Sir yes Sir three glasses full
    We have a lot of talk of smiley face stickers, gold star awards and house points in casa Paglia, my ...

    27 settembre 2009 | Comments (1)