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	<title>Commenti a: il libro dei sogni</title>
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	<description>Il blog di Gianpaolo Paglia, vignaiolo in Maremma e produttore di Morellino di Scansano</description>
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		<title>Di: Alessandra Rossi</title>
		<link>http://poggioargentiera.com/blog/2008/06/21/il-libro-dei-sogni/comment-page-1/#comment-14918</link>
		<dc:creator>Alessandra Rossi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 17:31:23 +0000</pubDate>
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		<description>Salve Giampaolo (ed anche a te Giampiero, lieta di ritrovarti qui). Ho letto con interesse il tuo ironico commento n.12 alla *chiacchierata* che hai linkato.
Di tutte quelle righe nero su bianco, a parte l&#039;esortazione ad una crescita produttiva del paese, mi è pasa la più realistica.
Ma quanto, i &quot;wine-communicators&quot; (c&#039;est pas moi) di professione l&#039;avranno capita? Quando comprenderanno, anche quelli che &quot;ti fo un sito&quot;, che fare un disegnino e scomparire... avranno capito che i produttori so&#039; stufi, strastufi, di vane chiacchiere?

Il tuo commento a me pare in realtà un urlo, un &quot;basta!&quot;. A Genova durante Terroir Vino, con te e Giampiero ed altri produttori abbiamo capito quante strade ci siano, marketingamente parlando, da seguire..
Poiche&#039; tanti sono i mercati, tanti i nasi, tante le tavole da ammannire. Ed anch&#039;io penso che ci sia posto non dico per tutti (in ogni settore ci sono delle perdite fisiologiche), ma per chiunque lavori con coscienza e sappia osservare, e quando è il caso aspettare (lo sanno bene i contadini... Invece arrivano i comunicatori, quelli che ti fanno i siti o le recensioni, illudendoti che con un sito ed una recensione stai a posto. A posto ci stanno loro, visto che gli paghi i servizi... Ma quanti di &#039;sti comunicatori si preoccupano dei reali feedback di cio&#039; che hanno &quot;disegnato&quot;?. Pochi. Solo quelli che capiscono di dover essere anche loro, a dare una spinta in avanti al settore, invece solo che a cercare clienti per i loro banner, masticando polemiche più che indagini ed analisi di un certo rileivo.

I *seri* comunque sopravvivono. Ma attualmente parmi che &#039;sta regola del chi bene semina, bene raccoglie, vale però se nel frattempo non arrivano siccità, cavallette, peste  bubbonica... Che nel mondo d&#039;oggi io traduco in: burocrazia, corruzione, sistemi feudali di gestione dei territori, ipertassazione, costo esagerato dell&#039;energia....

Ho raccolto diverse documentate testimonianze sull&#039;insostenibilità di tante cose, fra i winemakers.
Eppure vedo che ci sono mercati da scoprire, palati da compiacere con un buon rapporto qualità-prezzo, oppure con le riserve ed i supertuscans, insomma, tante bocche quanti sono i vostri cervelli e le vostre mani ed i vostri vitigni.

Ed anche se sono da poco (2 anni) nel settore vino, mi &quot;sporgo oltre il davanzale&quot; per avanzare un&#039;opinione che cmq viene da oltre 20 di lavoro: spazi ce ne sono, risorse in gamba, in Italia, molte meno... Sarà sempre di più una tremenda lotta per la sopravvivenza dove resterà vivo chi è elastico.
E sopravviveranno le banche, naturalmente. E coloro che eleggiamo e guadagnano quanto 10 di voi messi insieme e gli enti ed entucoli et consorzi. Ed i tirasòle.. il secondo più antico mestiere del mondo.

Sorry se era lunga.
E grazie per l&#039;ospitalità.

Ale</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve Giampaolo (ed anche a te Giampiero, lieta di ritrovarti qui). Ho letto con interesse il tuo ironico commento n.12 alla *chiacchierata* che hai linkato.<br />
Di tutte quelle righe nero su bianco, a parte l&#8217;esortazione ad una crescita produttiva del paese, mi è pasa la più realistica.<br />
Ma quanto, i &#8220;wine-communicators&#8221; (c&#8217;est pas moi) di professione l&#8217;avranno capita? Quando comprenderanno, anche quelli che &#8220;ti fo un sito&#8221;, che fare un disegnino e scomparire&#8230; avranno capito che i produttori so&#8217; stufi, strastufi, di vane chiacchiere?</p>
<p>Il tuo commento a me pare in realtà un urlo, un &#8220;basta!&#8221;. A Genova durante Terroir Vino, con te e Giampiero ed altri produttori abbiamo capito quante strade ci siano, marketingamente parlando, da seguire..<br />
Poiche&#8217; tanti sono i mercati, tanti i nasi, tante le tavole da ammannire. Ed anch&#8217;io penso che ci sia posto non dico per tutti (in ogni settore ci sono delle perdite fisiologiche), ma per chiunque lavori con coscienza e sappia osservare, e quando è il caso aspettare (lo sanno bene i contadini&#8230; Invece arrivano i comunicatori, quelli che ti fanno i siti o le recensioni, illudendoti che con un sito ed una recensione stai a posto. A posto ci stanno loro, visto che gli paghi i servizi&#8230; Ma quanti di &#8217;sti comunicatori si preoccupano dei reali feedback di cio&#8217; che hanno &#8220;disegnato&#8221;?. Pochi. Solo quelli che capiscono di dover essere anche loro, a dare una spinta in avanti al settore, invece solo che a cercare clienti per i loro banner, masticando polemiche più che indagini ed analisi di un certo rileivo.</p>
<p>I *seri* comunque sopravvivono. Ma attualmente parmi che &#8217;sta regola del chi bene semina, bene raccoglie, vale però se nel frattempo non arrivano siccità, cavallette, peste  bubbonica&#8230; Che nel mondo d&#8217;oggi io traduco in: burocrazia, corruzione, sistemi feudali di gestione dei territori, ipertassazione, costo esagerato dell&#8217;energia&#8230;.</p>
<p>Ho raccolto diverse documentate testimonianze sull&#8217;insostenibilità di tante cose, fra i winemakers.<br />
Eppure vedo che ci sono mercati da scoprire, palati da compiacere con un buon rapporto qualità-prezzo, oppure con le riserve ed i supertuscans, insomma, tante bocche quanti sono i vostri cervelli e le vostre mani ed i vostri vitigni.</p>
<p>Ed anche se sono da poco (2 anni) nel settore vino, mi &#8220;sporgo oltre il davanzale&#8221; per avanzare un&#8217;opinione che cmq viene da oltre 20 di lavoro: spazi ce ne sono, risorse in gamba, in Italia, molte meno&#8230; Sarà sempre di più una tremenda lotta per la sopravvivenza dove resterà vivo chi è elastico.<br />
E sopravviveranno le banche, naturalmente. E coloro che eleggiamo e guadagnano quanto 10 di voi messi insieme e gli enti ed entucoli et consorzi. Ed i tirasòle.. il secondo più antico mestiere del mondo.</p>
<p>Sorry se era lunga.<br />
E grazie per l&#8217;ospitalità.</p>
<p>Ale</p>
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		<title>Di: Giampiero alias Aristide</title>
		<link>http://poggioargentiera.com/blog/2008/06/21/il-libro-dei-sogni/comment-page-1/#comment-14916</link>
		<dc:creator>Giampiero alias Aristide</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jun 2008 17:02:00 +0000</pubDate>
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		<description>...e un libro da leggere ;-) &quot;Il liberismo è di sinistra&quot;:
http://www.ibs.it/code/9788842814580/alesina-alberto/liberismo-sinistra.html

Aggiungerei, a proposito della lista-Antitrust, che la stessa Authority non è dotata di quei poteri di intervento indispensabili, come effettuare sequestri, indagini indipendenti, arresti, ecc. A parte qualche multa, magari annullata da qualche tribunale amministrativo regionale!, la nostra Antitrust non incide più di tanto. E vederla all&#039;opera sul mercato agroalimentare sai che divertimento sarebbe!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;e un libro da leggere <img src='http://poggioargentiera.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  &#8220;Il liberismo è di sinistra&#8221;:<br />
<a href="http://www.ibs.it/code/9788842814580/alesina-alberto/liberismo-sinistra.html" rel="nofollow">http://www.ibs.it/code/9788842814580/alesina-alberto/liberismo-sinistra.html</a></p>
<p>Aggiungerei, a proposito della lista-Antitrust, che la stessa Authority non è dotata di quei poteri di intervento indispensabili, come effettuare sequestri, indagini indipendenti, arresti, ecc. A parte qualche multa, magari annullata da qualche tribunale amministrativo regionale!, la nostra Antitrust non incide più di tanto. E vederla all&#8217;opera sul mercato agroalimentare sai che divertimento sarebbe!</p>
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