Sotto la spinta di casi di cronaca degli ultimi giorni, che hanno visto un impennata dei casi di drink & drive con incidenti mortali, come di solito avviene in questo nostro poco serio paese, sono state in fretta e furia promulgate leggi e decreti legge, quasi on demand.
Tutti i locali dove avviene somministrazione alcolici dovranno affiggere una inutile tabella riportante le quantità massime consentite di alcol per non essere fuorilegge. Per capire che è inutile basta poco, basta pensare alla nostra esperienza di consumatori e frequentatori di localie chiederci: è mai possibile in un bar, ristorante o discoteca che ci si metta a leggere una tabella stile poster (anzi più tabelle) con una settantina di righe ed una decina di colonne in totale, e che questo poi ci dissuada dal bere e guidare? Ovviamente la risposta che ogni essere dotato di buonsenso si darà è NO.
E’ un affare di interesse antropologico quello italiano, che ci vede reagire ad emergenze sociali con metodi impulsivi, emozionali, mai razionali e spesso, per non dire sempre, inutili. Se altri paesi, di fronte ad emergenze sociali gravi, come il fenomeno della guida sotto l’effetto di alcol e sostanze stupefacenti, programmano campagne di largo respiro, con investimenti importanti e, sopratutto, largo impiego della repressione, da noi si preferisce l’editto che ruba il tempo di un servizio televisivo sui maggiori TG, qualche giornalata, e avanti cosi’, fino alla prossima ecatombe.
Mi capita di passare molto tempo in Inghilterra. Il problema dell’alcol è un problema assai noto in tutti i paesi nord europei. I morti per incidenti stradali erano fino a qualche anno fa paragonabili a quelli italiani (circa 9.000 l’anno se non sbaglio). Oggi sono un terzo. Come ci sono riusciti? Campagne educative, l’introduzione delle etichette che riportano il numero di alcol units (porzioni), ma sopratutto con la repressione. E’ infatti assai alta la probabilità di essere beccati in flagrante e quindi vedersi mettere in cella per una notte e la licenza ritirata per molti mesi. Il ragionamento diffuso è quindi questo: non vale la pena. Chi guida non beve, senza eccezioni, senza se e senza ma. Io conosco molti italiani che lavorano nel mondo del vino e che vivono e lavorano in UK: nessuno si sogna di bere e guidare perchè la probabilità di essere beccati è molto alta e le pene sono severissime. Nessuno si è sognato, come succede da noi, di lamentarsi perché la repressione da sola non basta (ma cominciare a provarci, almeno?), perchè bisogna prima educare, ecc. Tutte balle. Prima ci vuole la paura di essere beccati e poi si fa l’educazione.
Io ho 44 anni, faccio 30-40.000 km all’anno, ho la patente dall’età di 18 anni e non sono mai stato sottoposto alla prova dell’alcol. Basta questo a spiegare tutta l’ipocrisia italiana o no?
E anche l’atteggiamento dei produttori di vino italiani, almeno quelli associati, è patetico. Spesso leggo cose del tipo: ma il vino non è sballo, perché non guardano i superalcolici o la droga? Ma che razza di ragionamento è? Se una va ad una cena e si beve mezza bottiglia e poi guida, non è pericoloso quanto uno che si droga o usa superalcolici? Che differenza fa quando poi si schianta su un albero o peggio falcia qualcuno ad un incrocio?
Mi piacerebbe vedere organizzazioni come questa che si mettono in prima fila e dicono: l’alcol fa male; il vino contiene alcol e quindi va consumato con moderazione (e basta con le balle del rasveratrolo e dei benefici effetti del vino sulla salute, che bastano due pillole di antiossidanti per fare quello che fanno 100 litri di vino), se si beve più di un bicchiere di vino e si guida si rischia la vita propria e degli altri.
Da solo senza i controlli di polizia e l’inasprimento delle pene non servirebbe, ma almeno si respirerebbe aria di verità.
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guarda Gianpaolo io sono molto confuso su questo argomento, forse perchè continua a crescere il numero dei divieti ed a diminuire il numero delle persone che rispettano le regole, ed a volte ho la sensazione di inutile soffocamento.
≡ Stefano Caffarri on Settembre 23, 2008 15:48Anyway, senza entrare nel merito perchè non sono sufficientemente informato, visto che probabilmente una coppia a cena non acquisterà MAI PIU’ una bottiglia intera a meno di portarsela a casa… non sarà il caso di mettersi a fare delle gran mezze bottiglie? non tanto per il risparmio, quanto per il “senso” di risparmio che offrono…
Gianpaolo, la prepressione funziona quando esiste davvero. Perchè funzioni, pattuglie, vigili e poliziotti per le strade dovrebbero come minimo raddoppiarsi. E operare con un minimo di buon senso.
Il che significa non mettersi a fare il palloncino al medico di base in una zona di fabbriche di marmi e graniti, alle 12 della mattina di un giorno feriale (come è successo a mio marito, che al ricordo ancora scoppia a ridere), ma nelle sere dei week end, e nelle aree di bar, disco et similia.
E cmq, per quanti danni faccia l’alcol quando ingurgitato eccessivamente, non dimentichiamoci che al 90% è sempre associato a qualcos’altro. Dalle mie parti è coca (senza cola), dalle tue?
L.
≡ Lizzy on Settembre 23, 2008 17:05Circa l’organizzazione che citi, quello che sta facendo lo trovi qui: http://www.wineinmoderation.eu/
≡ Lizzy on Settembre 23, 2008 17:11Ciò premesso, sono d’accordo con te: invece di tante cavolate assolutamente inefficaci e che già hanno dimostrato la loro inutilità sui pacchetti delle sigarette, nelle retroetichette mettessero le alcol units (spiegando cosa sono e a cosa servono), forse sarebbe tutto più chiaro…
L.
L’obbiettivo principale sembra sempre l’apparenza, cioe’ dare l’impressione che si faccia qualcosa; la realta’ e’ altra. D’accordo su tutto quel che scrivi - io faccio meno chilometri, ma pure io, mai nessun etilometro in tutta la mia vita di pericoloso alcolista.
≡ Fiorenzo on Settembre 23, 2008 17:12@Lizzy. Naturalmente non me la voglio prendere con la UIV, dico così perchè da abbonato al Corriere Vinicolo da diversi anni a volte trovo che siano un po’ troppo sindacalisti del vino, che facciano un po’ fatica ad uscire da una comunicazione incentrata sulla difesa ad oltranza dei valori positivi del vino senza se e senza ma. Credo che mettendo in evidenza anche i rischi non si faccia un danno alla comunicazione, ma anzi si dia una dimensione più reale e piu’ apprezzata dalla gente.
≡ Paglia on Settembre 23, 2008 18:01@Stefano. Le proibizioni sono da aborrire quando entrano nella sfera privata dell’individuo. Per me uno puo’ bere e drogarsi a casa sua se vuole, ma al momento che prende la macchina e rischia di investire i miei figli allora cambia il contesto. Non ti punisco perchè bevi, ma perchè guida la macchina avendo bevuto.
Le mezze bottiglie le faccio da tempo, e tra l’altro sono tra i pochi (fessi) che le commercializzano alla metà del prezzo della bottiglia grande.
Concordo in pieno con Giampaolo, io ho 35 anni e non sono mai stato fermato per un controllo. In Italia vige anche una corrente di pensiero che pensa che quando si è “beccati” ad un controllo siamo stati sfortunati e non scorretti e giustamente puniti.
Inoltre siamo il paese in cui tutti siamo unici e le nostre ragioni personali vanno oltre la legge, ognuno vorrebbe dire la sua sulle regole esistenti. Personalmente se esiste una legge o un regolamento cerco di rispettarlo anche se non lo trovo giusto.
Sulle mezze bottiglie il discorso è interessante, io sono un bevitore mentre mia moglie è astemia, quando usciamo da soli a cena il vino è sempre un problema. Se il ristoratore ha mescita al bicchiere ok altrimenti non sò mai che fare. Il risultato è che ordino una bottiglia solo in occasioni particolari, le mezze bottiglie risolverebbero il problema.
Saluti
≡ Maurizio on Settembre 23, 2008 20:41Finalmente un discorso serio in materia!
Bravo…
bob
≡ Roberto Dadda on Settembre 23, 2008 20:45va bene. io comincio a far stampare le magliette “mezza bottiglia non è da sfigati”
≡ Stefano Caffarri on Settembre 23, 2008 22:00perchè qualche volta mi sono sentito guardato così…
[…] Drink&Drive Italia […]
≡ Alcool, cartelli nei locali e guida in stato di ebbrezza - Matteo Moro on Settembre 25, 2008 06:48