Continuiamo l’escursione attraverso i giudizi dei panelisti sui rossi base dell’azienda. Sono il Bellamarsilia, Il Maremmante e il Principio.
Sono tutti dei 2007, quindi anche qui si tratta di vini molto giovani che vengono degustati in una fase che non è forse ottimale. Ma vediamo come sono andati.

12 (2,5,8,11,12,13,15,16,17,18,19,21)
6 (1,4,7,9,10,20)
1 (14)
Ci sono alcuni che sono rimasti un pochino perplessi, forse si attendevano di più, forse il vino ha una componente acida che per alcuni è apprezzabile mentre per altri è un po’ difficile da amare. E’ un vino che a mio avviso deve il più possibile rimandare ad un idea di Sangiovese maremmano, ma sempre e comunque Sangiovese, con la croccantezza del frutto ma anche una certa spina acida che lo renda utile per gli accostamenti tipici di questo vino, che sono le cacciagioni, le carni abbastanza speziate, ecc. Tra i positivi riporto: “Profumi molto piacevoli per intesità e per complessità. Fine ed elegante sia al naso che in bocca. Ben equilibrato e persistente. Profumi di prugna e tabacco che spiccano per intensità. JLF Test = Vinto !! ne è rimasto pochissimo…(commento #17)”, o anche “Piace molto questo Morellino di Scansano: “ofelè fa il tò mestié” (”pasticcere fa il tuo mestiere”) ha commentato un membro del panel, ovvero - credo di interpretare - quando Gianpaolo si dedica ai rossi più tipici del suo territorio viene fuori la classe.(commento #19)”. Tra i perplessi: “Quello che, a mio avviso, non è perfettamente rispondente alle attese è il corpo, non così pieno come colore e profumi farebbero presagire. In effetti, questo Morellino manca un po’ dal punto di vista “tattile”. Non lo senti avvolgere il palato e pesare sulla lingua come vorresti e, allora, il tannino (croce e delizia del Sangiovese) si prende la scena e spadroneggia, a volte esagerando.
Peccati di gioventù?! (commento #20), e anche “Il finale è caratterizzato da un sentore di caramella alla ciliegia che alla lunga rende la beva un pò difficoltosa. (commento #7). I delusi: “Un vino che non mi ha convinto molto(così come il suo fratello maggiore Capatosta) in quanto all’olfatto aveva una nota alcolica fastidiosa che copriva quasi del tutto le note tipiche di un morellino così giovane caratterizzate da un bel frutto rosso croccante. In bocca torna la non certo elegante sensazione calorica dell’alcol che rende il vino non certo equilibrato. (commento #14). Il mio preferito: “per me il Bellamarsilia è “la cartina di tornasole” del Morellino, è IL Morellino di riferimento rispetto al quale un altro Morellino possa dirsi di inferiore, uguale o superiore bontà (commento #3).

13 (1,2,3,4,5,8,9,10,14,16,17,18,21)
6 (7,11,12,15,23,24)
5 (6,13,19,20,22)
Forse tra tutti è il vino che ha diviso maggiormente il panel e che presenta il maggior numero di commenti negativi. Dico subito senza nascondermi dietro ad un dito, che non sono in accordo. lo considero un vino di grande personalità, che rappresenta benissimo la Maremma e anche di una certa complessità. E’ vero però che si tratta di un vino che ha bisogno forse di più tempo degli altri per esprimersi e che il tannino che lo compone, che è la sua anima ed il suo bello, a volte è sgradito ad alcuni. Lo sto assagiando molto in questi giorni e devo dire che mi piace come sta vendendo fuori. Detto ciò, naturalmente ognuno è libero di dire la sua, e sicuramente è un vino che si ama o non si ama. Questi sono i positivi: “…This is a really enjoyable wine that I imagine would appeal to all my girlfriends. It comes across as feminine in the flavour profile yet the mouth feel was more masculine. (commento #2), oppure “Il colore di questo ciliegiolo è semplicemente stupendo e accattivante. Il naso è pieno di odori e il palato rimane soddisfatto. Bevuto con gli amici e accompagnato con una cacio e pepe alla toscana ha avuto un grande successo tanto da indurne da berne altro.….peccato che è finito (commento #8), e per finire “…colpisce per schiettezza e per pulizia degli aromi. E’ fitto, a suo modo concentrato, di un bellissimo colore, che sterza dal violaceo al porpora. La ciliegia è l’aroma che appare più evidente. Anche se c’è di più. Dal sottofondo emergono note quasi balsamiche e di spezie giovani. In bocca stupisce per corpo e complessità. Il tannino appare appena scomposto ma è una sensazione che migliora sul finale, di grande pulizia…(commento #16). I perplessi: “…Colore denso, quasi impenetrabile. Al naso è vinoso, giovane, un pò monotono, anche se con una buona intensità. In bocca entra deciso, ampio, con l’alcol che si fa sentire. La persistenza è breve, ma lascia la bocca convinta. Non ci convince del tutto forse perchè poco equilibrato. (commento #11), e ancora: “Naso semplice e alquato monocorde giocato tutto su le sensazioni di frutta rossa amarena , ciliegia ecc. ed una sensazione di polverositàAlquanto ruvido in bocca i tannini sono da addomesticare . Per il resto il vino è sicuramente caldo di buona sapidità e freschezza . Le parti risultano slegate fra loro (commento #15). Infine i delusi: “Qualche delusione ci ha lasciato il “PRINCIPIO” vino dal colore deciso e dal profumo intenso, buono ma con tannicità eccessiva, quasi allappante. (commento #6), e ancora: “Una grossa delusione rispetto alla gamma dei vini prodotti, totalmente non armonico in bocca. (commento #22). Il mio preferito “Vorresti berne ancora ed è tanto piacevole che una volta terminato ti fa venir voglia di gelato alla vaniglia…(commento #3).

22 (1,2,3,4,6,7,8,9,10,11,13,15,16,17,19,20,22,24,26,27,28,32)
9 (12,14,18,21,23,25,29,30,31)
0
Qui non ci sono veri e propri commenti negativi. Mi aspettavo questo perchè il Maremmante è uno di quei vini che possono essere definiti “piacioni”, il che può avere una connotazione negativa o positiva. Negativa perchè un vino facile è un vino di cui raramente ci si innamora, tende a sedurre le nostre corde più facili e poi scivola via. Positiva perchè secondo me non sempre si cerca un vino impegnativo, e se il vino è vero nel suo essere piacevole, come credo sia il Maremmante, ci si rilassa e e si gode. inutile cercare il grande vino, ma non si tratta affatto di un vino banale, è fatto con impegno e con uve che giustificherebbero altre fasce di prezzo. Infatti, quest’ultimo fattore è uno dei suoi punti di forza secondo me, è il rosso meno caro, che si troverebbe sui 7 euro in enoteche dal ricarico standard. I positivi: “naso subito intenso esplosivo con note di amarena e ciliegia (commento #7); “Ben equilibrato e persistente, caldo, spicca una nota alcolica un po’ sopra alle righe. Sicuramente il più intrigante della serata. (commento #13); “…perfetto con dei wurstel di pollo e tacchino
(commento #17); “Al naso esplode per mediterraneità. Sa essere avvolgente e pungente, fruttoso ma con una punta di spezia scura. In bocca appare pronto, caldo, corposo ma non stucchevole, nervoso quanto basta. (commento #22). Perplessi: “Vino gradevole, molto “american style”, che va aspettato qualche anno per poter dare il meglio di se in eleganza. (commento #21); “In generale però poco deciso, scivola via nella bocca e lascia una nota leggera di acido che mi è risultata un pò stonata (commento #23). Il mio preferito: “Vino veramente eccezionale nella sua forza colore e sapore da consigliare a tutti anche agli astemi (commento #28).
A presto la terza ed ultima parte.
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Gianpaolo,
faccio “outing”. Sono quello che, nella serata organizzata a Fumane (Verona) da Aristide e Lizzy/vinopigro, si è permesso la battuta dell’ofelè (pasticciere milanese).
Di natura “rossista”, ho trovato il tuo Morellino nel contempo di classe e facile bevibilità.
Ti chiedo: oltre ad avere fatto conoscere i tuoi prodotti e aver ricevuto post in numerosi blog, i commenti raccolti ti aiuteranno nelle scelte tecniche della prossima annata?
Ti siamo stati utili per il “fine-tuning” dei tuoi vini?
saluti
≡ alex on Ottobre 30, 2008 12:44alex
Hai fatto una domanda interessante alla quale conto di dare risposta nei prossimi post.
≡ Paglia on Ottobre 30, 2008 23:29Per quanto riguarda bianchi e rossi, diciamo che ancora non mi arrendo, anzi. Se poi guardi i risultati,quasi quasi i bianchi sono piaciuti quanto e piu’ dei rossi.