Si sta scatenando una serie di rezioni alla proposta di legge di abbassare i limiti legali per chi guida e beve, da 0,5 mg/L a 0,2 mg/L. La parola che ho sentito usare maggiormente e’ "proibizionismo" e l’accusa peggiore e’ che questo comporterebbe una catastrofe nel settore vino e ristorazione.

La cosa non mi torna per nulla, ne per come viene presentata nella maggior parte dei casi, ne per il merito della questione.

Come stanno i fatti

  • attualmente in Italia il limite legale e’ di 0,5 mg/L. La proposta di portarlo a 0,2 mg/L segue una proposta di armonizzare, abbassandoli, i limiti legali a livello europeo entro il 2010. Attualmente i limiti in Europa vanno da 0 a 0,9 mg/L.
  • i controlli effettuati in Italia ogni anno sono pochi. Nel 2006 la possibilita’ di incappare in un controllo era di una ogni 170 anni, nel 2008 dovremmo arrivare ad una ogni 17 anni, un bel salto, avvicinandoci alla quota obiettivo di 2 milioni di controlli antialcol. Ancora lontani dalla media europea di 5-6 milioni di controlli anno, e lontanissimi dalla Francia dove i controlli sono circa 8 milioni. Aggiungere a questo che il 36% degli italiani solamente ha una corretta informazione sui limiti di legge.
  • ogni ammontare di alcol, anche al di sotto del limite legale aumenta il rischio di incidenti, perche’ riduce i tempi di reazione, aumenta gli errori, diminuisce la capacita’ di concentrazione, ecc. Bere e guidare non riguarda solo gli ubriachi, non e’ necessario essere ubriachi per aumentare statisticamente il rischio di incidenti. Ci sono tantissimi studi sull’argomento ormai incontrovertibili.

Quali sono le preoccupazioni

Come detto, la legge non si propone di proibire il consumo di alcol, come fa con altre sostanze forse meno pericolose. La legge si propone di impedire che chi abbia bevuto anche moderate quantita’ di alcol si metta alla guida. La legge non intende avere una opera moralizzatrice e deterrente sul consumo di alcol per se, per cui trovo inadeguate queste prese di posizione.

Per quanto riguarda invece l’effetto sul consumo e sulla filiera produttiva e sulla ristorazione osservo che gia’ oggi i limiti sono molto restrittivi e che quindi gli effetti gia’ dovrebbero esistere. Ma tutto questo e’ puramente teorico nel nostro paese, in quanto le probabilita’ di essere controllati sono molto basse. Viceversa in altri paesi europei, anche con limiti piu’ alti come il Regno Unito (0,8 mg/L) la vera differenza la fa il fatto che i controlli esistono, sono frequenti e le sanzioni severissime: fino a 6 mesi di prigione, fino a 5000 sterline di multa, minimo un anno di perdita della patente, tre anni se e’ la seconda volta che ti prendono dopo dieci anni. In Italia prevedono un ammenda da 500 a 2000 euro e il ritiro della patente da 3 a 6 mesi. C’e’ una bella differenza.

Seguendo quindi le opinioni dei catastrofisti in Inghilterra la ristorazione dovrebbe essere ridotta a zero, i giornalisti del vino non potrebbero fare degustazioni, le fiere del vino dovrebbero essere vuote, le aziende non venderebbero piu’ alcolici, i rappresentanti e in generale le persone legate al commercio del vino dovrebbero essere a spasso. Naturalmente non e’ cosi’ per niente. Al contrario, il commercio del vino in Inghilterra e’ uno dei trade piu’ antichi, le persone che lo compongono sono altamente professionali, spesso con dei corsi plueriennali alle spalle, i ristoranti sono pieni nonostante i ricarichi sui vini siano in media il doppio dei nostri, ecc. Lo stesso vale per la Germania, gli USA, e tutti i paesi civili.

La gente sa che non si puo’ bere e non beve se deve guidare, ci sono quelli che non bevono e guidano e portano gli amici a cena, alle fiere del vino si va con i mezzi pubblici, alle degustazioni lo stesso, i rappresentanti che guidano e vanno a vendere il vino non bevono e nessuno ci trova nulla di strano, anzi. Perche’ da noi in Italia dovrebbe succedere una catastrofe, secondo alcuni, non fa altro che spiegare a me perche’ questo paese non riesce a crescere a livello di civilta’ e anche di impresa a paragone con gli altri: perche’ non ci crede, si sente inferiore, e’ rassegnato alla mediocrita’ e al "tanto da noi le cose vanno cosi’".

Due parole sulla mia professione. Se pensassi che per vendere vino dovrei lottare contro le leggi che salvaguardano anche me e la mia famiglia, forse penserei bene a cambiare lavoro.

Due parole di mia moglie, inglese e cresciuta con una trentennale educazione al non bere e guidare (al contrario, ad es. della generazione precedente alla sua che fatica ancora ad adattarsi): accetteresti di farti operare da un chirurgo che abbia bevuto anche solo un bicchiere di vino prima dell’intervento? Saliresti su un areo dove il pilota si e’ fatto un boccale di birra prima del decollo?

Reazioni: Aristide, Vino al Vino, Pane al pane, Wine Surf, Vinopigro, Esalazioni etiliche



≡ Category: Italietta, Vino |14 Comments




14 Comments so far


  1. Post straordinario, GP.
    Mi hai quasi convinto.

    Stefano Caffarri on dicembre 18, 2008 10:23
  2. Gianpaolo, credo che sia giusto g/L e non mg/L.

    gianna ferretti on dicembre 18, 2008 18:50
  3. Hai ragione Gianna, mi sono sbagliato perche’ in UK usano come misura il mg/100 ml (80).

    Paglia on dicembre 18, 2008 21:27
  4. in regione trentino alto adige ogni settimana se ne vanno parecchie patenti per eccesso di alcol e anche velocità, per cui i controlli ci sono (forse non distribuiti in modo omogeneo nello stato, ok).

    con il 0,5 da professionista riesco a convivere, col 0,2 no.
    esempio: ho partecipato con altri quattro degustatori ad una degustazione durata un giorno con circa 80 vini (http://www.kobler-margreid.com/blog/2008/12/12/interessantes-weinprasentationskonzept-im-trentino-progetto-eccellenza/). uno aveva con se un etilometro professionale: avevamo alla fine livelli tra i 0,2 e 0,4. nota: io non sputo degustando.
    in generale comunque condivido la tua posizione.

    armin on dicembre 19, 2008 09:55
  5. Gianpaolo, anch’io sono d’accordo con te. Però continuo a ripetere che si sta sbagliando l’approccio, perchè si colpisce l’effetto e non si va alla ricerca della causa. Ma la riflessione ci porterebbe troppo lontano.
    Mi limito solo ad osservare che vivo in provincia, e se dovessi far conto sui mezzi pubblici per rientrare dopo una degustazione…dovrei girare con sacco a pelo e tendina. E dormire sul possto! Cosa, ne converrai, che mi esporrebbe a rischi ben più probabili del fare un incidente. Il trasporto pubblico in Italia NON funziona. Non c’è. Esiste solo nella fantasia malata di qualche funzionario/amministratore/governante. Dopo le 20 di sera, qualsiasi autobus di qualsiasi linea extraurbana smette di circolare. E i taxi praticano tariffe inavvicinabili (senza contare che trovo immorale – per non dire assolutamente stupido – essere costretti a pagare per poter svolgere il mio lavoro. Dovrebbe essere esattamente il contrario).
    Qualcuno che mi accompagni? L’unico che potrebbe farlo (perchè non beve) è mio marito. Ma il suo lavoro ha orari e impegni incompatibili con i miei.
    E queste sono solo le MIE difficoltà. Ti lascio immaginare quelle degli altri. Non puoi mettere a confronto la realtà britannica con quella italiana: perchè la nostra società non è dotata degli stessi strumenti. E perchè non si doterà mai. Costa troppo, per esempio, mettere in piedi un servizio pubblico efficiente: fare una legge che mandi tutti a piedi, invece, non costa nulla. E se passa davvero quest’ennesima limitazione, dovremo stare attenti anche a non ammalarci di raffreddore, tosse o simili: perchè basterà un cucchiaio di sciroppo nel quale sia contenuta anche una frazione d’alcol per metterci a rischio ritiro della patente. Ma forse è meglio così: saremo costretti a fare una prevenzione seria, a tutto vantaggio delle casse del sistema sanitario nazionale. Vuoi vedere che il vero obiettivo della nuova leggina è proprio questo??

    L.

    Lizzy on dicembre 20, 2008 00:50
  6. @Lizzy. Continuo a vedere che anche i più attenti come te mescolano due piani che in realtà sono separati. Una cosa è la lotta all’alcolismo, come per tutte le dipendenze,dove una legge come questa è inutile. Una cosa invece è la proibizione alla guida in condizioni di pericolo per se e per gli altri. Sono due cose completamente separate, che non ci azzeccano nulla l’una con l’altra, anche se si fa presto a fare confusione.
    Accettato che ci sono evidenze scientifiche ormai definitive che ci dicono che la guida dopo il consumo di qualunque, anche moderata, quantità di alcol aumenta il rischio di incidenti, cosa deve fare il legislatore – tra l’altro si tratta di una indicazione UE – in proposito se non cercare di fare delle leggi e , sopratutto, farle rispettare?
    Non ti sembra che dire “ma questo è il mio lavoro” sia una reazione emotiva e poco rilevante? Se si accetta che ad ogni categoria per la quale una legge può provocare dei fastidi o delle difficolta pretenda di modificarla, ammetterai che si entra in una situzione poco governabile, tra l’altro molto tipica del nostro paese.
    Quello che porto io, l’esempio inglese, non è affatto peregrino. In Inghilterra, se lasciamo perdere Londra, per muoversi per lavoro è quasi sempre necessaria l’automobile, e il traffico e le strade sono in linea di massima peggiori che in Italia. Allora viene da chiedersi, ma come fanno quelli che lavorano nel settore degli alcolici, per es. tutti i giornalisti, i venditori, i ristoratori, ecc.? Non bevono se devono guidare, e siccome tutti sanno che questa è la regola, tutti si organizzano il tempo e le visite di conseguenza, ma il lavoro va avanti lo stesso.
    D’altra parte, il limite esistente è già abbastanza basso, e sono sicuro che se ci fossero i controlli che ci sono in Inghilterra, dove peraltro il limete è più alto (0,8 g/L), già adesso il tuo e il mio lavoro dovrebbero essere organizzati in modo diverso.
    Quindi? Stiamo in realtà discutendo di una situazione che in realtà già da oggi dovrebbe metterci nelle stesse condizioni, o peggio, di un paese come l’Inghilterra, però di fatto non è così, e tutti lo sanno. Questa levata di scudi del settore vino mi sa di ipocrita e anche un po’ menefreghista, specialmente quando incontra toni populistici che certo non ho visto in alcuni blogs ma che ho ben visto su altri.
    E’ per me ancora una volta una dimostrazione che il nostro paese è speciale, che mal si conforma con le regole, o almeno con le regole che toccano il nostro privato, quelle che toccano gli altri, beh, affari loro. C’e’ anche una sensazione di sconfitta e di decadenza in certi atteggiamenti, come quando si è convinti che da noi non funzionerebbe mai, che tanto è inutile. Ecco perchè mi batto per fare una voce diversa, dove la convizione che se tutto il mondo fa una cosa, e la fa per il bene e non per il male, perchè noi non possiamo adeguarci e organizzarci? Abbiamo una cappa malefica sulla testa che ci impedisce di camminare eretti ed entrare nella civiltà moderna?

    Paglia on dicembre 20, 2008 14:17
  7. Mah, Gianpaolo, sarei d’accordo con te su molti altri esempi analoghi ma su questo mi piace fare un po’ di scontro dialettico. (Sul fumo c’era poco da dire, se fumo in faccia ad un altro lo disturbo, è inevitabile, ma qui è diverso, il divieto è preventivo). Io credo che :

    - non si possa normare tutto

    - che un numero maggiore di leggi non faccia per forza la civiltà di un popolo, anzi

    - che un livello di normazione più approfondito e capillare diminuisce, di fatto, la libertà degli individui

    - che la libertà non è certo andare in giro sbronzi ma che ogni piccola normicina in più equivale ad un pizzico di libertà in meno

    - che una certa dose di ribellione allo stato e alle sue leggi, in certi casi, sia pure salutare e positiva

    - che fare sempre “quello che fanno gli altri”, i pecorai, non sempre è la cosa migliore

    - che molti stati più civili del nostro sono anche meno espressivi, passionali e veri e più uniformati, globalizzati e incartapecoriti (nel bene e nel male)

    Sto estremizzando, è chiaro ma forse è tutto in questa tua frase secondo cui il nostro paese : “mal si conforma con le regole, o almeno con le regole che toccano il nostro privato”. Credo che il nostro privato sia sacro e che lo stato non ci dovrebbe mettere il naso.

    Quanto all’Inghilterra, per quanto ne adori mille sfaccettature, mi pare abbia grossi problemi con l’alcolismo.

    Tu dici che i piani sono separati e la cosa è condivisibile ma sono connessi se vogliamo guardare la civiltà di un popolo, la sua educazione non a compartimenti stagni ma nel suo complesso, con una visione d’insieme.

    Tanti auguri di buon Natale a tutti.

    Fil.

    Filippo Ronco on dicembre 22, 2008 14:10
  8. @Filippo. Alla fine mi sembra che si voglia infilare politica e filosofia anche dove non ce n’è bisogno.
    Se si proibisce l’uso del telefono cellulare senza vivavoce, tu pensi che si faccia per limitare la dipendenza dalle telefonate? Se si impone l’uso della cintura di sicurezza o il seggiolino per i bambini, tu la vedi come l’intrusione dello Stato nella tua vita privata? Se si mettono i limiti di velocità sulle strade, tu lo vedi come una diminuzione della tua liberta individuale?
    Noto che in Italia si tende a politicizzare ed ideologizzare tutta una serie di temi che negli altri paesi sono visti come semplici regole di convivenza civile.
    Tranne poi naturalmente inchinarsi al Cardinale di turno che se ne esce fuori con qualche diktat contro le Unioni Civili, la ricerca scientifica, i malati terminali (sono sicuro che non è il caso di Filippo). Strano paese il nostro.
    Alla fine, al sodo, la questione è questa: bere e guidare è pericoloso, è dimostrato che lo è anche a livelli bassi di alcol, per cui è giusto limitare o proibirne l’uso quando si deve guidare. Per il resto ognuno si comporti come crede.

    Paglia on dicembre 22, 2008 15:37
  9. Bere e guidare è incompatibile da una certa soglia in poi. Non è incompatibile tout court. E’ esattamente la differenza che passa tra il bianco e il nero e le sfumature di grigio. Tu sei uno da bianco e nero, io uno da sfumature di grigio. E non c’è nulla di male né nel tuo che nel mio modo di essere. Solo rivendico l’importanza di questa sia pur sottile differenza.

    Un abbraccio, Fil.

    Filippo Ronco on dicembre 22, 2008 16:11
  10. Un po’ di sana polemica ci sta sempre bene sotto le feste, tanto per non essere troppo buoni per Natale!
    Ma il punto e’ esattamente questo Filippo, non e’ come dici tu che il bere alcolici e guidare e’ incompatibile da una certa soglia in poi. Se tui leggi quello che dicono le ricerche, esse dicono che ogni quantita’ di alcol influisce sulla sicurezza alla guida [cifr ...Muscovite and Robinson [27] come to the conclusion that most skills related to the driving task already start to deteriorate at a BAC-level as low as 0.2 g/l., vedi link: http://www.erso.eu/knowledge/content/05_alcohol/effects_on_driver_capabilities.htm#_Effects_on_driver
    Ti ripeto la domanda che ho fatto nel post: accetteresti di salire su un areo dove il pilota si e’ bevuto “solo” due bicchieri di vino?

    Paglia on dicembre 22, 2008 18:31
  11. @Gianpaolo, io ho un amico carabiniere del tutto astemio. Mi ha confessato che gli basta un Mon Cherì per avere qualche problema a guidare l’auto.
    Io, che faccio il mestiere che sai, dopo una degustazione di 16 bianchi invecchiati (gradazioni dai 13 ai 14,5 gradi alcol), sono risultata negativa all’etilometro della polizia stradale.
    Come la mettiamo? :D
    Non credi che questa della legge “dello 0.2″, come ormai la chiamano, sia una soluzione semplicistica? Una specie di livella che in realtà non risolve nulla e non educa nessuno. Trovo infatti fortemente diseducativo – peggio: socialmente pericoloso – il messaggio che sta passando ai giovani: se vai in disscoteca, affitta un pulmino con autista, poi ubriacati pure a volontà. Moooolto educativo! Moooolto salutare! ma così, perdonami, fanno i popoli anglosassoni, del Nord o dell’Est Europa. Astemi dal lunedì al venerdì, e abituati ad un consumo dell’alcol disgiunto dalla tavola. Accidenti, se non è neo-colonialismo culturale questo! Io sono fermamente convinta che questa legge, se passa, non risolverà il problema degli incidenti stradali alcol-correlati, diciamo così. Ma di sicuro, metterà in forte difficoltà – non voglio dire crisi – uno dei pochi settori dell’economia italiana ancora trainante.
    Sono altresì convinta che il 2009 si aprirà ancora su questo dibattito…perciò, rimandiamo la discussione alle prossime settimane e intanto godiamoci il Natale!
    Merry Christmas a te, Justine,and all your family!

    L.

    Lizzy on dicembre 23, 2008 20:01
  12. Scusami tanto Lizzy, ma perche’ la legge in questione deve “educare”? Insomma, tutti o quasi si sono lamentati del fatto che lo Stato vuole farsi moralista e poi ci si rammarica che questa legge non sia educativa? Mi sembra una contraddizione vistosa.

    Questa legge dice che non si deve bere e guidare perche’ ci sono evidenze certe che e’ pericoloso. Tutto li’, semplicemente. L’educazione non si fa a suon di leggi, mi sembra uno dei principi fondanti di uno stato laico, anche se da noi…
    Buon Natale.

    Paglia on dicembre 23, 2008 20:50
  13. No, hai ragione, mi sono espressa male. Non tocca alle leggi “educare”. Ma nemmeno indurre – meglio: favorire, legittimare, tollerare – comportamenti socialmente pericolosi. E a me sembra invece che si vada proprio in questa direzione. Da un lato si stringono le maglie della proibizione, dall’altro non si fa nulla per scoraggiare – proibire sarebbe troppo – tali comportamenti. Non è contraddittorio anche questo?

    Lizzy on dicembre 23, 2008 22:14
  14. [...] e il ritiro della patente da 3 a 6 mesi. “Seguendo quindi le opinioni di molti – scrive Gianpaolo Paglia, un produttore- la ristorazione dovrebbe essere penalizzata dalla nuova proposta, i giornalisti del [...]

    Oggi sobri « Cronache Maceratesi on maggio 30, 2009 12:15

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