Come si farebbe se non ci fosse il Bacca a pubblicare numeri e statistiche su quel mondo del vino che a noi piace tanto, ma che spesso sembra amare nutrirsi di glamour piuttosto che di cifre.

E invece le cifre contano, come dire: size matters.

Ho appreso leggendo questo post pubblicato sui Numeri del Vino, che nel 2007 il Morellino di Scansano, alla sua prima vendemmia DOCG, e’ risultata la seconda denominazione di origine (DOC e DOCG sommate) della Toscana, sia come vigneti che come produzione, pur avendo prodotto il 14% in meno dell’anno prima, il che si spiega col fatto che con il passaggio da DOC a DOCG il disciplinare di produzione abbia ristretto del 25% le rese massime (da 120 Qli/ha a 90 Qli/ha). Naturalmente mi sono permesso di raggruppare il Chianti generico con il Chianti Classico, per un motivo semplice: perche’ molti probabilmente, specie all’estero, non sanno distinguere le due cose (ovviamente parlo di pubblico generico, che pero’ e’ quello che acquista i vini in fin dei conti). Ma anche tenendolo separato, il Morellino arriva al terzo posto. Riporto qui i dati essenziali, che poi trovate nel dettaglio nel post di cui sopra.

DOC/DOCG Produzione 2007 (HL) Vigneti iscritti 2007 (Ha) produzione media per Ha (Hl/Ha)
Chianti 809.883 15.179 53
Chianti Classico 264.782 5.883 45
Morellino di Scansano 76.580 1.457 52
Brunello di Montalcino 57.720 1.334 43
Nobile di Montepulciano 51.616 1.007 51
Bolgheri 40.179 823 49

Quello che mi salta subito agli occhi e’ questo: come mai la seconda (o terza) denominazione di una regione icona del vino italiano, come la Toscana, ben conosciuta in Italia, sia cosi’ sconosciuta all’estero? E lo dico a ragion veduta, in quanto se ne vede poco e se ne parla poco, o almeno non abbastanza in rapporto al suo peso che e’ quello che constatiamo oggi. Si potra’ obiettare che e’ una denominazione giovane (pero’ mica tanto, risale al 1978), che la qualita’ generale non e’ ancora a livello delle migliori denominazioni toscane (e’ sempre opinabile), ma secondo me la ragione essenziale e’ questa: mancanza assoluta di programmazione e di investimento nella promozione. A questo punto e’ quasi clamorosamente vergognoso ed imbarazzante che chi puo’ e deve faccia cosi’ poco (o nulla). Mi riferisco ad es. al Consorzio del Morellino di Scansano, dal quale sono polemicamente uscito dal 2005 anche per questo motivo, e a tutti quegli enti che dovrebbero avere la missione di promuovere il territorio, come la Provincia di Grosseto, la Camera di Commercio di Grosseto, e in genere quasi tutti i produttori di vino. In casi del genere si dovrebbe prendere atto della situazione e prendere le doverose contromisure, anche cambiando i referenti, ovvero le persone, se necessario. E quasi sempre lo e’ in questi casi.



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