Sono da poco ritornato da Bordeaux, dove ero stato con altri 21 colleghi, per lo piu’ francesi, ad una presentazione dei nostri vini in un evento cosidetto “OFF” rispetto alla manifestazione principale che in quei giorni si svolgeva, il Vinexpo.
In nostro piccolo salone si svolgeva presso lo Chateau Luchey-Halde, a Pessac-Leognan che dista alcuni km dalla fiera. Al tempo stesso, a poche centinaia di metri da Vinexpo, si svolgeva anche Italissima, che ha fatto molto parlare di se (vino al vino, intravino, Decanter, Sud Ouest, Francois Mauss) per i gravi problemi che si sono creati con la direzione del Vinexpo, e sopratutto per una clamorosa mancanza di pubblico, a fronte di alcuni bei nomi dell;enologia nazionale che pure erano presenti con i loro prestigiosi vini.
Appena rientrato da Bordeaux, senza neanche passare da casa, sono andato ad un altra piccola manifestazione regionale che si svolgeva a Norwich (Norfolk), in Gran Bretagna.
Che cosa ha accomunato tutte queste diverse esperienze che ho potuto personalmente verificare nel giro di pochi giorni? L’assenza di pubblico, la voglia di partecipare della gente ad una formula, il salone dei vini o la degustazione guidata o non guidata che sia, che sembra non attirare piu’ l’attenzione di una volta. Infatti, sia la nostra manifestazione, per me utile comunque per i contatti che ho avuto, sia il Vinexpo (lo potete chiedere agli espositori italiani di ritorno), sia Italissima (anche forse a causa di una scarsa organizzazione), sono state, sempre come affuenza, dal mezzo flop al flop totale.
E’ ora di cambiare? Ma come?
≡ Category: Appuntamenti, Promozione, Vino | ≅ 7 Comments
English

Non potrebbe essere per via della crisi economica globale? Le altre volte, come è andata Vinexpo? E’ adanta bene? Perchè se è andata bene allora il problema dell’assenza di pubblico credo sia momentaneo per via della situazione internazionale molto critica, appunto.
Ciò non toglie, tuttavia, che trovare altre formule di incontro produttori-buyers sia da fare, se non altre per aprire nuove prospettive.
≡ fabio on giugno 26, 2009 14:16Hai ragione, le formule sono stanchissime, e non e’ solamente lo stato dell’economia globale che suggerisce un cambiamento del modo di fare wine fair. Adesso sembra un vestigio di un’epoca pre-Internettiana, una cosa passiva, ormai “quaint”.
Non so che cosa si dovrebbe fare per migliorare la situazione, purtroppo. So pero’ che un’iniziativa creativa ed efficace non emergera’ da niente organizzazione italiana.
≡ Strappo on giugno 26, 2009 16:23In quest’ottica, come collochi terroirvino: diversa, in linea, in ascesa, in discesa ? Approfitto, visto che hai provato più o meno tutto. La nostra forza distintiva è proprio quella del networking connesso agli assaggi ? Puntiamo tutto su quello ?
Ciao, Fil.
≡ Filippo Ronco on giugno 26, 2009 16:40io farei come a verona, puntare sulle veline…o un gemellaggio con il MiSex!
≡ andrea gori on giugno 26, 2009 17:22@Fabio. Sicuramente un po’ la crisi c’entra, ma non credo che sia il fattore principale.
Forse nel mondo del vino bisognerebbe usare un antispam reale oltre che virtuale…
≡ Gianpaolo on giugno 27, 2009 10:09@Strappo. Non sottovalutare la fantasia italiota, qualcuno prima o poi fara’ qualcosa
@Fil. Sicuramente il punto di forza della tua manifestazione e’, almeno per me, quella del networking. Per quanto ruguarda il business puro e duro sarebbe certamente meno interessante, ma pochissime lo sono da quel punto di vista, quindi forse dobbiamo proprio levarcelo dalla testa che si fanno contatti di affari o di vendita, ma contatti e basta, che poi possono anche aiutare il resto.
@Andrea. Il tuo commento, non a casao, era stato messo da Askimet nello spam
Sarà, ma cercando di farmi conoscere sto vedendo che le vendite arrivano semplicemente perché c’è gente che cerca…
≡ Tomaso on giugno 30, 2009 16:44Stupido? Mah, alla fine la domanda che mi pongo sempre è quanti di quelli che vanno alle mostre cercano sul serio e quanti vanno a colpo sicuro. Fil (secondo me) è bravo perché cura molto la relazione, creando la possibilità per chi ne ha voglia, di far sapere al mondo che c’è anche fuori da quell’evento creando nel tempo relazioni. In fin dei conti, se hai già sentito parlare o hai già parlato di qualcuno almeno c’è un interesse, una curiosità….per cominciare.
Nelle mostre cui ho partecipato come spettatore (guardando le cose come uno che voglia esporre) quest’anno con la formula stile Vinitaly: ti bombardano di pubblicità per l’evento, tutta la comunicazione nasce e muore con l’evento, ognuno si sbatte coi suoi mezzi per far sapere al mondo che c’è.
Risultato? Un enorme mercato, dove la probabilità di essere colti è direttamente proporzionale alla tua potenza mediatica, che guarda caso è (spesso) direttamente proporzionale alle dimensioni del tuo portafoglio.
Per carità, non dico che Fil abbia violato in toto questa legge, ma almeno se ti sbatti la legge economica per cui per fare un impresa ci vogliono K (capitale) e L (lavoro) una volta tanto si può alimentare usando L e non solo K…., ma tanto L perchè in fin dei conti Fil ci lavora tutti e dodici i mesi…
Ciao
Tom
[...] nicht mehr so gut ankommen, ist inzwischen allgemein bemerkt worden und wird in der Folge auch diskutiert. Dass die Einheimischen eine solche Veranstaltung mit eindrucksvollen Rahmen, toller Verköstigung [...]
≡ weinhof KOBLER weblog » 7. Internationales Gewürztraminersymposion (1) – 7° Simposio Internationale del Gewürztraminer (1) on luglio 14, 2009 23:43