Comincia oggi a Vinopolis, museo del vino e centro conferenze straordinario, la prima versione di Identita’ Golose targata Londra.

Per chi non la conosce, Identita Golose e’ l’appuntamento annuale a Milano della ristorazione italiana di qualita’ ideato e organizzato dal giornalista Paolo Marchi. Questa e’ la prima edizione a Londra, perche’, citando Marchi “Questo perché Identità London nasce dalla certezza che è vero che c’è tanta Italia nella ristorazione planetaria, ma quanta è autentica? Quanta è proposta da chef italiani o che hanno studiato da noi? E quante materie prime sono originali? E ancora: quanti piatti non sono la semplice e stanca riproposizione di stereotipi triti e ritriti? Ben pochi e allora è giusto portare la cucina italiana contemporanea fuori dai nostri confini, per farla conoscere all’opinione pubblica e ai mass-media internazionali. In Italia abbiamo idee nuove e ottime materie prime che aspettano solo di essere conosciute e applaudite.”

Per me, che ho un piede (e la famiglia) in Inghilterra e uno (il lavoro) in Italia, e’ un evento particolarmente significativo, e mi rammarico di non potervi partecipare. La Gran Bretagna e’ un paese ormai vicinissimo, grazie ai voli low cost, ma ancora molto lontano per cultura e tradizioni, dal nostro paese. Il contraltare di riferimento inglese infatti e’ sempre stato, tra amore e odio, il loro vicino piu’ prossimo: la Francia. E cosi’ per lunghissimo tempo, gia’ dal 1700, l’Inghilterra e’ stato il primo mercato del mondo dove si faceva shopping e si andava al ristorante cosi’ come lo si intende oggi, il vino e la cucina sono stati francesi. Le vacanze di massa recentemente sono state spagnole, se si eccettua l’amore inglese di una fascia abbastanza ristretta di pochi privilegiati, per il Chiantishire.

C’e’ quindi tutto sommato una idea vaga dell’Italia, rappresentata in passato per quel che ci riguarda, da una ristorazione di bassa qualita’ e da vini da supermercato. Eppure il cibo italiano e’ amatissimo, la dieta italiana e’ vista come una delle migliori al mondo, sui vini italiani c’e’ invece un misto tra diffidenza (voi italiani non rispettate le regole) e ignoranza. Quindi qui in UK noi italiani ci siamo, ma non ci siamo, nel senso che il potenziale di amore e di interesse per il nostro paese esiete ed e’ grande, ma non esiste una vera conoscenza e anche, diciamolo, un vero rispetto per “all things Italian” e l’immagine che spesso preferiamo far passare di noi e’ quella da cliche’ dei films anni ‘60 della Lollobrigida e Loren.

Benvenga quindi Identita’ London, che sono sicuro e’ stata una sfida organizzativa difficile e importante per Marchi, e ben venga un evento che credo sara’ organizzato diversamente da quello che i nostri enti, ICE in testa, di solito riescono a mettere in gioco con grandi spese e pochissimi ritorni.Spero che questo coincida con un rinascimento italiano in questo paese cosi’ importante per il vino (e’ qui che e’ nata la figura del Master of Wine, e’ qui che ci sono le aste internazionali dei vini piu’ pregiati) e per la cucina (Londra e’ da anni una, se non la piu’ importante, capitale della ristorazione mondiale). Quindi, bravo Paolo e in bocca al lupo, e speriamo di esserci al prossimo giro.

Link: Identita’ Golose London (english)

Nel mio piccolo, anche io continuo la mia opera di evangelizzazione enoica in territorio britannico, presentando i miei vini a Sheffield stasera.



≡ Category: Appuntamenti, Vino |1 Comment




1 Comment so far


  1. Bene Giampaolo, mi fa piacere leggere questi commenti sull’English way di vedere l’eno-gastronomia italiana perchè nella mia attività mi trovo a svolgere il ruolo di “mediatore culturale” applicato al vino. Mi capita spesso di presentare vini Veneti o Friulani a inglesi decisamente motivati, ma poi capisco che manca in generale l’educazione al vino italiano, cioè un’idea forte del vino come prodotto di un paese determinato e del perchè/come bere vino. Nella quantità ricordano un po’ la birra,nella qualità desiderano l’impatto diretto e poco sfumato, la soddisfazione immediata, come una scarica di adrenalina da rinnovare il più possibile. Insomma i palati sono ancora poco fini anche se si tratta di un mercato con grandi potenzialità,ma “distratto” per i più. Mi chiedo se a livello di immagine siamo capaci di offrire un’idea forte dei nostri vini e cibi, invece spesso ci vedo molta ridondanza, molti paroloni, ma poi sono spiegano veramente chi siamo? Spero che l’iniziativa di Paolo Marchi non vada nella solita direzione………

    Sara
    http://www.venicevenetogourmet.com

    ≡ sara cossiga on luglio 14, 2009 22:20

Add a comment


Name (obbligatorio)

Email (obbligatorio)

Sito web

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Share your wisdom

    Spreading the word

    It’s going to take a while, I can see, but letting people know about Maremma’s fantastic terroir is still our vocation. Now Richmond can boast a lively crowd who can find Maremma on the map, so thanks to Tim Syrad and the Richmond Wine Society for drinking it all in, (literally and metaphorically). Yet again, [...]

    ≡| No comments yet
  • ⇒ Haiti
    Poggio Argentiera’s on-line sales in January were worth over Eur. 1000, (plus a couple of orders yet to clear), which ...

    1 febbraio 2010 | No comments yet

  • ⇒ Wine for Haiti
    Following the horrendous earthquake in Haiti, please drink generously: 100% OF PROCEEDS FROM ALL ON-LINE WINE SALES IN THE UK ...

    27 gennaio 2010 | Comments (1)

  • ⇒ Yes Sir yes Sir three glasses full
    We have a lot of talk of smiley face stickers, gold star awards and house points in casa Paglia, my ...

    27 settembre 2009 | Comments (1)