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	<title>Commenti a: Identita&#8217; Golose a Londra</title>
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	<description>Il blog di Gianpaolo Paglia, vignaiolo in Maremma e produttore di Morellino di Scansano</description>
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		<title>Di: sara cossiga</title>
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		<dc:creator>sara cossiga</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 20:20:06 +0000</pubDate>
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		<description>Bene Giampaolo, mi fa piacere leggere questi commenti sull&#039;English way di vedere l&#039;eno-gastronomia italiana perchè nella mia attività mi trovo a svolgere il ruolo di &quot;mediatore culturale&quot; applicato al vino. Mi capita spesso di presentare vini Veneti o Friulani a inglesi decisamente motivati, ma poi capisco che manca in generale l&#039;educazione al vino italiano, cioè un&#039;idea forte del vino come prodotto di un paese determinato e del perchè/come bere vino. Nella quantità ricordano un po&#039; la birra,nella qualità desiderano l&#039;impatto diretto e poco sfumato, la soddisfazione immediata, come una scarica di adrenalina da rinnovare il più possibile. Insomma i palati sono ancora poco fini anche se si tratta di un mercato con grandi potenzialità,ma &quot;distratto&quot; per i più.  Mi chiedo se a livello di immagine siamo capaci di offrire un&#039;idea forte dei nostri vini e cibi, invece spesso ci vedo molta ridondanza, molti paroloni, ma poi sono spiegano veramente chi siamo? Spero che l&#039;iniziativa di Paolo Marchi non vada nella solita direzione.........

Sara
www.venicevenetogourmet.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bene Giampaolo, mi fa piacere leggere questi commenti sull&#8217;English way di vedere l&#8217;eno-gastronomia italiana perchè nella mia attività mi trovo a svolgere il ruolo di &#8220;mediatore culturale&#8221; applicato al vino. Mi capita spesso di presentare vini Veneti o Friulani a inglesi decisamente motivati, ma poi capisco che manca in generale l&#8217;educazione al vino italiano, cioè un&#8217;idea forte del vino come prodotto di un paese determinato e del perchè/come bere vino. Nella quantità ricordano un po&#8217; la birra,nella qualità desiderano l&#8217;impatto diretto e poco sfumato, la soddisfazione immediata, come una scarica di adrenalina da rinnovare il più possibile. Insomma i palati sono ancora poco fini anche se si tratta di un mercato con grandi potenzialità,ma &#8220;distratto&#8221; per i più.  Mi chiedo se a livello di immagine siamo capaci di offrire un&#8217;idea forte dei nostri vini e cibi, invece spesso ci vedo molta ridondanza, molti paroloni, ma poi sono spiegano veramente chi siamo? Spero che l&#8217;iniziativa di Paolo Marchi non vada nella solita direzione&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>Sara<br />
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