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	<title>Poggio Argentiera: il Morellino di Scansano e la Maremma &#187; Geremiadi</title>
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	<description>Il blog di Gianpaolo Paglia, vignaiolo in Maremma e produttore di Morellino di Scansano</description>
	<lastBuildDate>Sun, 22 Aug 2010 16:12:43 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Cinquantamila all&#8217;anno per promuovere la Maremma del vino, vi bastano?</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 15:18:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpaolo</dc:creator>
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Quando a Maggio fu realizzata la prima edizione della Fiera MaremmaWineShire se ne parlo&#8217; molto, per la maggior parte in toni molto positivi, e in qualche caso anche affrontando qualche elemento da migliorare. Qualcuno critico&#8217; le degustazioni guidate e i criteri di scelta dei vini (una discussione accesa avvene qui),  Io feci un post che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://poggioargentiera.com/files/2010/08/euro.jpg"><img class="size-medium wp-image-1140 alignnone" title="euro" src="http://poggioargentiera.com/files/2010/08/euro-223x300.jpg" alt="" width="300" height="400" /></a></p>
<p>Quando a Maggio fu realizzata la prima edizione della <a href="http://maremmawineshire.wordpress.com/2010/03/30/hello-world/#comments">Fiera MaremmaWineShire</a> se ne parlo&#8217; molto, per la maggior parte in toni molto positivi, e in qualche caso anche affrontando qualche elemento da migliorare. <a href="http://www.cantinadelmorellino.it/2010/05/18/lettera-aperta-al-dr-giovanni-lamioni-presidente-della-camera-di-commercio-di-grosseto/">Qualcuno critico&#8217; </a>le degustazioni guidate e i criteri di scelta dei vini (una discussione accesa <a href="http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=4107&amp;lang=ita">avvene qui</a>),  Io feci un <a href="http://poggioargentiera.com/blog/2010/05/19/maremmawineshire-come-la-vorreste/">post</a> che voleva essere un incoraggiamento e un plauso alla <strong>Camera di Commercio di Grosseto</strong> che aveva deciso finalmente di investire somme rilevanti sull&#8217;agroalimentare, e in particolare sui vini, della Provincia di Grosseto, <strong>ma fui critico verso un aspetto in particolare: l&#8217;affidamento della promozione alla figura di Luca Maroni</strong>. Ero, e sono convinto, che Maroni sia troppo identificato con una visione molto personale del vino per poter rappresentare il territorio a dovere. Inoltre il modo con cui aveva condotto la degustazione guidata alla quale ero presente era stato a dir poco approssimativo, ricco di errori. Un segnale che la conoscenza del territorio non c&#8217;era e neanche la voglia di farsela. Insomma, se faccio una degustazione guidata sulla Maremma, <em>dietro compenso</em>, il minimo che mi si richiede è che mi studi le denominazioni evtando di dire cose del tipo <em>&#8220;Questo vino è un Monteregio, che è una sottozona del Montecucco&#8221;</em> (mentre invece per la precisione, si trattava di un Morellino).</p>
<p><strong>La CCIAA, <em>giustamente</em>, ha comunque fatto capire chiaramente di essere intenzionata ad andare avanti</strong>, con un <a href="http://www.gr.camcom.it/selfp/fckeditor/upload/Domanda%20MWS%20Milano_compilabile.pdf"><strong>evento di rilievo in autunno a Milano</strong></a>, una nuova edizione della Fiera in Maremma in primavera, e sopratutto, almeno per me, <strong><a href="http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2010/08/19/news/accordo-fatto-al-vinitaly-2011-ci-sara-il-padiglione-maremma-2270174">nella creazione dell&#8217;Area D del Vinitaly dedicata alla Maremma</a>.</strong> <strong>Io che nell&#8217;Area D ci sono da quando è stata creata,</strong> sono sempre stato convinto che sarebbe stata perfetta per contenera la Maremma: vicino al Pad. Toscana, ma separata e riunificatrice delle aziende e delle denominazioni maremmane sparse in piu&#8217; padiglioni, un vero effetto territorio da giocarsi nella rassegna piu&#8217; importante di tutte.</p>
<p>Per quanto riguarda la figura professionale che dovrebbe condurre in porto il tutto pero&#8217;, nessuna indiscrezione. Che sia riconfermato Maroni, oppure venga affifata a qualche altro importante personaggio con esperienza nel marketing del territorio? Nulla si sa. <strong>Però</strong>, per puro caso, oggi giorno 21 di un pigro agosto in cui tutti sono più o meno in vacanza e pensano a tutt&#8217;altro che al lavoro, se non forse alla prossima vendemmia che si preannuncia a dir poco complessa, sono capitato sul sito della <strong><a href="http://www.gr.camcom.it/index.php?ID0=1">CCIAA di Grosseto</a></strong>, dove con sorpresa leggo che è stato emesso un<strong> bando di selezione per una figura di responsabile per la promozione del territorio, del vino, e dell&#8217;agroalimentare, cioè Maremma Wine Shire e Maremma Food Shire.</strong></p>
<p><a href="http://www.coap.info/selfp/fckeditor/upload/Bando%20di%20selezione_MWS_finale.pdf"><strong>Questo è il link al bando</strong></a>, che contiene tutti i dettagli, tra i quali l&#8217;importo massimo annuale per la collaborazione di <strong>€ 50.000</strong>, che si prevede triennale, i requisiti richiesti, tra i quali: <em>esperienza di marketing e media relation, comprovata ed approfondita conoscenza dei prodotti vitivinicoli, comprovata ed approfondita conoscenza del tessuto imprenditoriale locale, e elevato livello di notorietà relativamente alle proprie capacità professionali nel settore<br />
vitivinicolo.</em></p>
<p><strong>Tutto molto sensato e coerente</strong>. Il bando però scade il <strong>30 Agosto</strong>, ed è stato pubblicato solo il <strong>9 Agosto</strong>. Non mi sembra di averlo visto pubblicizzato da nessuna parte, ma posso sicuramente sbagliarmi su questo. <strong>Mi sembra però strano che un incarico così importante, e con un retribuzione sicuramente allettante per molti professionisti del settore (<em>anche se i vari punti messi tendono a restringere forse troppo il campo di ricerca</em>), non sia stato reso noto con la rilevanza che merita, e solo in un periodo dell&#8217;anno abbastanza &#8220;distratto&#8221; e solo per la durata di una manciata di giorni.</strong></p>
<p><strong>Mi piacerebbe proprio saperne qualcosa di più,</strong> visto che da questa persona dipendono le sorti della più importante e più ambiziosa campagna promozionale mai intrapresa sui vini della Maremma.</p>
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		<title>Sulle commissioni degustazione della CCIAA</title>
		<link>http://poggioargentiera.com/blog/2010/06/30/sulle-commissioni-degustazione-della-cciaa/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 08:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpaolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Geremiadi]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[commissioni di assaggio CCIAA]]></category>
		<category><![CDATA[morellino]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa mi e&#8217; stata fatta RIVEDIBILE una partita di vino atto a divenire Morellino di Scansano DOCG 2009. Intanto spieghiamo cosa significa (tratto da   camcomgov.it )

I vini DOC, per essere commercializzati, devono essere sottoposti ad analisi chimico-fisica presso i Laboratori chimici autorizzati ed al successivo esame organolettico da parte della Commissione di degustazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa mi e&#8217; stata fatta RIVEDIBILE una partita di vino atto a divenire Morellino di Scansano DOCG 2009. Intanto spieghiamo cosa significa (tratto da   <a href="http://www.camcom.gov.it/cdc/id_pagina/26/id_tema/x/id_cp/56/id_ui/442/id_prov/x/id_ateco/x/t_p/Commissione-degustazione-vini.htm" target="_self">camcomgov.it</a> )</p>
<blockquote><p><img src="/DOCUME%7E1/paglia/LOCALS%7E1/Temp/moz-screenshot.jpg" alt="" /></p></blockquote>
<blockquote><p>I vini DOC, per essere commercializzati, devono essere sottoposti ad analisi chimico-fisica presso i Laboratori chimici autorizzati ed al successivo esame organolettico da parte della Commissione di degustazione istituita presso la Camera di commercio.</p></blockquote>
<p>continua</p>
<blockquote><p>I giudizi delle Commissione di Degustazione possono essere espressi, secondo la normativa vigente, con i seguenti termini: IDONEO, RIVEDIBILE e NON IDONEO.<br />
Il vino può ottenere l&#8217;attestato di idoneità se gli viene riconosciuto il possesso di tutte le caratteristiche chimico-fisiche ed organolettiche per essere immesso alla commercializzazione.<br />
Le Commissioni deputate alla degustazione dei vini a DOC sono composte da tecnici ed esperti degustatori che appartegono agli elenchi tenuti dalla CCIAA.</p></blockquote>
<p>In pratica, quando si vuole commercializzare un vino DOC o DOCG, prima dell&#8217;imbottigliamento si deve richiedere l&#8217;idoneita&#8217;.  Si fa una domanda alla CCIAA di appartenenza (Grosseto nel mio caso), si paga quello che c&#8217;e&#8217; da pagare (non poco),  un loro incaricato viene in azienda, prende dei campioni dalla vasca, li porta al laboratorio di analisi, e una volta stabilita la rispondenza chimic0 fisica al Disciplinare di Produzione (<a href="http://www.consorziomorellino.it/decreto%20docg.pdf" target="_self">in questo caso il Morellino di Scansano DOCG</a>) il vino va in commissione di assaggio.  Il <strong>primo giudizio e&#8217; quindi fattuale</strong>, ovvero analisi chimico fisiche con dei valori certi. Il giudizio della commissione di assaggio, che e&#8217; composta da esperti, che spesso sono enotecnici, sommelier, ecc., e&#8217; fatto alla cieca ed e&#8217; a maggioranza. Mi pare che la commissione sia composta da 5 esperti, che votano la IDONEITA&#8217;, quando il vino puo&#8217; essere imbottigliato con il nome della DOC/DOCG, la RIVEDIBILITA&#8217;, quando il vino ha dei difetti che possono essere corretti e che puo&#8217; dare luogo alla IDONEITA&#8217; se ripresentato entro 60 gg, e INIDONEITA&#8217;, quando i difetti sono tali da non renderlo idoneo. Un vino puo&#8217; essere fatto rivedibile solo una volta, la volta successiva viene fatto inidoneo, e quindi deve essere declassato a IGT o VT.</p>
<p>Noi facciamo almeno 20/30 approvazioni all&#8217;anno, ed e&#8217; gia&#8217; successo in passato qualche volta di avere un vino fatto rivedibile. Di solito questo succede a causa della non pulizia di un vino quando e&#8217; in vasca, con riduzioni che magari non sono apparenti al momento, ma lo divengono dopo essere stato spillato dalla vasca e messo in bottiglia per la commissione (il vino puo&#8217; rimanere in questo stato per alcuni giorni, prima dell&#8217;assaggio). In quel caso, per risolvere il problema si fa qualche travaso, il vino si pulisce, lo si ripresenta, e normalmente e&#8217; a posto. Era da almeno 3/4 anni che non ci succedeva, e n0n mi era mai successo per i seguenti motivi:</p>
<p><a href="http://poggioargentiera.com/files/2010/06/rivedibile1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1114" title="rivedibile" src="http://poggioargentiera.com/files/2010/06/rivedibile1.jpg" alt="" width="1007" height="112" /></a></p>
<p>Si da il caso che il Morellino di Scansano sia un vino fatto sopratutto (min. 85%) con <strong>Sangiovese</strong>, e si sa che questa uva e&#8217; spesso <strong>carente di colore</strong>. Si sa anche che vini di Sangiovese dai colori inchiostrati sono spesso vini dove la percentuale di altri vitigni &#8220;<em>migliorativi</em>&#8221; puo&#8217; essere piuttosto alta. Ho visto <strong>Morellini color nero pece</strong> passare indenni le commissioni CCIAA, quando invece forse dovrebbe essere il contrario. Per quanto riguarda il <strong>gusto e l&#8217;olfatto</strong>, questi sono i requisiti del Disciplinare Morellino di Scansano, talmente <strong>vaghi e generici </strong>che non si capisce come si possa definire una tipicita&#8217; a partire da essi, eppure questo vino che ho presentato e&#8217; stato riscontrata una &#8220;<strong>carenza di caratteri specific</strong>i&#8221;:</p>
<blockquote><p><strong>Colore:</strong> rosso rubino, tendente al granato con l&#8217;invecchiamento;<br />
<strong>Limpidezza</strong>: brillante;<br />
<strong>Odore:</strong> profumato, etereo, intenso, gradevole, fine;<br />
<strong>Sapore:</strong> asciutto, caldo, leggermente tannico;</p></blockquote>
<p>Ma la cosa piu&#8217; singolare di tutte e&#8217; questa: siccome abbiamo imparato dal passato a non rischiare di fare approvazioni di grandi quantita&#8217; tutte insieme, per non trovarsi bloccati nell&#8217;evenienza di risultati sfavorevoli, noi mandiamo in approvazione 100 Hl per volta, di un taglio complessivo di circa 1000 Hl.  Il taglio viene fatto all&#8217;inzio dell&#8217;anno per tutta la massa, che quindi risulta identica, e poi suddiviso in varie vasche.</p>
<p><strong>Questo vino, che ora e&#8217; stato giudicato rivedibile, e&#8217; gia&#8217; stato approvato altre TRE volte dalla varie commissioni della CCIAA di Grosseto nelle settimane passate. Ovvero, per le prime tre volte e&#8217; stato giudicato idoneo, e la quarta no.</strong></p>
<p>La faccenda e&#8217; piuttosto seria, e chiama in causa il<em> modus operandi</em> delle commissioni di assaggio, dove il <strong>fattore soggettivo</strong> sembra essere prevalente e dove la <strong>consistenza </strong>di giudizi sembra essere deficente. Al di la&#8217; dei giudizi di merito sul singolo vino, con la problematica del colore che sicuramente ci spinge alla creazione di vini che hanno un ideale Parkeriano, con quale spirito un produttore si affida a questi giudizi sui quali dipende il futuro della sua azienda. E&#8217; evidente che <strong>se non posso commercializzare il Morellino la mia azienda chiude</strong>. Come dovro&#8217; fare in futuro per presentare i vini, <strong>quale metro di giudizio devo pensare che sia giusto</strong>, quello dei primi tre o quello del quarto? <strong>Dovro&#8217; fare vini nero pece per farli passare come Morellino?</strong></p>
<p>Inoltre, e&#8217; giusto che nella commissione di assaggio siedano degli <strong>enotecnici che danno consulenza a delle aziende direttamente concorrenti </strong>alla mia? E&#8217; vero che il giudizio viene dato alla cieca, e non ho ragioni di dubitare che sia effettivamente cosi&#8217;, ma l&#8217;enotecnico sa per certo quando esiste la probabilita&#8217; che in commissione sia presente un vino delle aziende in cui lavora e quando invece e&#8217; certo che non vi sia (tutte le aziende si consultano con l&#8217;enotecnico prima di chiedere la campionatura).</p>
<p>Con tutti i problemi che oggi ci sono a fare e vendere vino, dobbiamo subire anche questo. Cosa faro&#8217;? Cerchero nella mia cantina, e sicuramente trovero&#8217;, una vasca di un altro taglio, che abbia della caratteristiche di colore piu&#8217; &#8220;sicure&#8221;, e faro&#8217; un nuovo taglio. Ma e&#8217; giusto questo?</p>
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		<title>Tremonti vuol sopprimere l&#8217;ICE: evviva!</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 20:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpaolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ricevo una email dalla CGIL (a proposito, perche&#8217;?), che riporto qui di seguito integralmente, a proposito dell&#8217;intenzione del Ministro Tremonti di procedere alla cancellazione dell&#8217;ICE (Istituto per il Commercio Estero):
A TUTTE LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA, IMPRESE, ENTI INTERESSATI
NO ALLA SOPPRESSIONE DELL’ICE !!!
Roma, 25 maggio 2010 - Il piano dei tagli preparato dal Ministro Tremonti  prevede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricevo una email dalla CGIL (a proposito, perche&#8217;?), che riporto qui di seguito integralmente, a proposito dell&#8217;intenzione del Ministro Tremonti di procedere alla cancellazione dell&#8217;<a href="http://www.ice.gov.it/">ICE (Istituto per il Commercio Estero)</a>:</p>
<blockquote><p><strong>A TUTTE LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA, IMPRESE, ENTI INTERESSATI</strong></p>
<p><strong>NO ALLA SOPPRESSIONE DELL’ICE !!!</strong></p>
<p><strong>Roma, 25 maggio 2010 -</strong> Il piano dei tagli preparato dal Ministro Tremonti  prevede la soppressione di una serie di Enti, dai compiti più vari, tra i quali  l’Istituto nazionale per il Commercio Estero.</p>
<p>E’ del tutto fuorviante considerare l’ICE una struttura inutile da eliminare. Alcuni dati possono dimostrare che l’ICE svolge,  invece, una funzione fondamentale per l’internazionalizzazione delle imprese e  per la promozione del “Made in Italy”.</p>
<p>Infatti l’ICE:</p>
<p>a)      esiste dal 1926 e possiede una storia, una tradizione, una cultura e competenze  nel campo del commercio internazionale uniche in Italia;</p>
<p>b)      è considerato un modello di eccellenza a  livello europeo, in un confronto che annualmente avviene in sede ETPO, European  Trade Promotion Organisation;</p>
<p>c)      presidia tutti i principali mercati esteri con una rete specializzata di 115  uffici in 86 paesi del mondo, attraverso la quale raccoglie informazioni  qualificate e rilevanti in campo economico e commerciale;</p>
<p>d)      realizza annualmente le iniziative previste dal Piano Promozionale italiano,  dagli Accordi di Programma con tutte le Regioni italiane e dagli Accordi di  settore con le maggiori associazioni di categoria. L’anno scorso le azioni  organizzate sono state 759 in 70 mercati per 90 settori merceologici ed hanno visto la partecipazione di 13.273  imprese italiane e 17.829 operatori esteri;</p>
<p>e)      nel 2009 ha erogato 22.585 servizi reali per l’internazionalizzazione alle  Piccole e Medie Imprese;</p>
<p>f)        svolge un’attività di formazione specializzata in commercio estero rivolta ad aziende, laureati italiani e manager esteri erogando  oltre 25.000 ore di docenza all’anno;</p>
<p>g)      è tra i pochissimi enti pubblici a carattere nazionale che ha ricevuto,  fin dal 2003, la certificazione di qualità a norma ISO 9001, attestandosi sui  livelli più alti di correttezza procedurale, di trasparenza e di efficacia nei confronti dei propri clienti. Il riconoscimento e l’attestato di qualità  è avvenuto da parte dei due certificatori mondiali più qualificati e  prestigiosi, la Bureau Veritas prima e la SGS oggi.</p>
<p>h)      ha registrato un’elevata soddisfazione da parte dei suoi clienti, misurata  sulla base di appositi questionari di valutazione, pari a un coefficiente di  4,27 su una scala da 1 a 5;</p>
<p>i)        ha adottato un sistema di contabilità direzionale prima di ogni altro ente pubblico  nazionale, a partire dalla fine degli anni ’80;</p>
<p>A fronte di questa vasta ed articolata attività, l’ICE ha saputo ridurre negli ultimi anni i propri costi di funzionamento. Gli stanziamenti previsti nelle tabelle “C” delle diverse finanziarie sono  passati da 103 milioni di € nel 2005 agli attuali 83 milioni, con una riduzione  della spesa pari a quasi il 20% in cinque anni. <strong>Il contrario di una  struttura inefficiente!</strong></p>
<p>Questi dati acquistano ancor maggiore rilevanza se si considera che l’Italia è il settimo esportatore assoluto di merci e  l’ottavo di servizi commerciali e che i rapporti con l’estero rappresentano per il  nostro Paese una componente fondamentale dell’economia. Anzi, e’ da ritenere  che, come molti economisti sostengono, la ripresa italiana sarà trainata proprio  dalle esportazioni.</p>
<p>Disinvestire in questo settore non significa, dunque, solo disperdere il patrimonio di professionalità e di esperienze che l’ICE  detiene, ma arrecare un danno all’economia, sottraendo risorse ad un settore  strategico per la ripresa.</p>
<p><strong>A riprova di ciò, può dirsi che tra i Paesi maggiori concorrenti dell’Italia, nessuno, pur adottando dure misure restrittive  della spesa pubblica, ha abolito l’ente di promozione del proprio sistema  paese. Perche’ dovrebbe farlo l’Italia che più di altri dipende dalle  esportazioni di prodotti, servizi e tecnologie?</strong></p>
<p>D’altra parte, la soluzione adottata nella bozza del Decreto Legge “Tremonti”  di sopprimere l’ICE e di smembrarne le attività tra il  Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero degli Affari  Esteri, pregiudica gravemente l’efficacia della strategia di promozione del  “made in Italy”.</p>
<p>Semmai, la razionalizzazione del comparto dovrebbe puntare ad unificare e non a dividere i centri operativi per innescare utili  sinergie e rafforzare il sistema Italia.</p>
<p>Tra l’altro, il Parlamento ha già delegato il Governo, con Legge n. 99 del 23 luglio 2009 recante “disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, a riformare l’intero comparto, ragion per cui appare doppiamente  incongruente che si rinunci a realizzare un grande riassetto di sistema e si decida  frettolosamente la soppressione di un Istituto come l’ICE che rappresenta con le sue  funzioni le possibilità di sviluppo e di crescita della nostra economia.</p>
<p>Inoltre, la soppressione comporterebbe delicati problemi giuridici derivanti dalla difficoltà di armonizzare l’attività attuale  dell’ICE con le regole amministrative e contabili vigenti nei Ministeri dove si  vorrebbe diluire il suo personale e le sue strutture.</p>
<p>In questi casi, la fretta è cattiva consigliera. Molto meglio procedere ad una riorganizzazione generale del comparto, peraltro  già prevista e che, secondo dichiarazioni governative, potrebbe realizzarsi  entro l’anno. Quella sarà la sede giusta per operare con giudizio, eliminando duplicazioni ed evitando sprechi.</p>
<p>Tra l’altro, l’abolizione dell’ICE comporterebbe gravi conseguenze per il personale di importanti società partecipate e non comporterebbe risparmi significativi, poiché le strutture e il personale dovrebbero passare “in toto” al Ministero degli Affari Esteri e/o al  Ministero dello Sviluppo Economico. A meno che non si pensi di smantellare l’unica  vera rete di promozione commerciale che l’Italia oggi possiede!</p></blockquote>
<p>Fine della email.</p>
<p>Io non so che opinione o che rapporti abbiate avuto voi con l&#8217;ICE, ma da parte mia non posso che plaudire a questa iniziativa, che porta alla cancellazione di un Ente che non ho mai avuto il piacere di trovare utile in quasi 14 anni di attivita&#8217; di esportatore di vini. Non solo io per altro, basta chiedere a chiunque si occupa di vino in paesi esteri, italiani e non, e avrete sempre lo stesso quadro: un ente elefantiaco, mai al passo con i tempi, che organizza eventi in malo modo, spesso inutili e con gran dispendio di risorse pubbliche. Ogni volta che il sottoscritto ha provato ad avvalersi dei servizi di questo ente ha trovato un vero e proprio muro di gomma, risposte assenti e addirittura lettere di protesta dell&#8217;ente per aver io, cittadino e contribuente, osato protestare di questi disservizi sul mio blog.</p>
<p>Qui di seguito ci sono le varie puntate della storia mia con l&#8221;ICE: <a href="http://poggioargentiera.com/blog/2008/06/23/lice-che-dice-boh/">uno</a>, <a href="http://poggioargentiera.com/blog/2008/07/18/608/">due</a>, <a href="http://poggioargentiera.com/blog/2008/07/01/la-stampa-rilancia-il-blog/">tre</a>,<a href="http://poggioargentiera.com/blog/2009/06/05/lice-non-legge-i-blogs-ma-a-volte/"> quattro</a></p>
<p>L&#8217;unica esperienza positiva l&#8217;ho vissuta recentemente, al Festival Internazionale di Giornalismo di Perugia, dove ho partecipato ad una conferenza sui nuovi media e l&#8217;agroalimentare organizzata dall&#8217;<a href="http://www.ijf10.org/wp-content/uploads/2010/03/ICE.pdf">ICE di Perugia</a> in collaborazione con <a href="http://www.aroundtheworldin140days.com/">Media140</a> (grazie a <a href="http://www.enoicheillusioni.com/">Jacopo Cossater</a>), e ho avuto modo di scambiare due chiacchere con il suo direttore, Massimiliano Tremiterra, che mi e&#8217; sembrata una persona aperta e intelligente. Speo che possa trovare una collocazione adeguata se l&#8217;ICE scompare, ma non basta a farmi cambiare idea. Bravo Tremonti (non pensavo che l&#8217;avrei mai detto).</p>
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		<title>Disciplinare del Morellino: chi trama nell&#8217;ombra?</title>
		<link>http://poggioargentiera.com/blog/2010/04/15/disciplinare-del-morellino-chi-trama-nellombra/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 07:07:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpaolo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Italietta]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
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		<description><![CDATA[Sembra una coincidenza troppo bella per essere vera: approfittando della distrazione del Vinitaly, qualcuno, non si sa chi, ha pensato bene di stralciare dal disciplinare di produzione del Morellino di Scansano DOCG, la norma che prevede l&#8217;obbligo di imbottigliamento in zona di produzione. Questa norma era stata inserita dopo quasi 10 anni di richieste dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra una coincidenza troppo bella per essere vera: approfittando della distrazione del Vinitaly, qualcuno, non si sa chi, <strong>ha pensato bene di stralciare dal disciplinare di produzione del <a class="zem_slink freebase/en/morellino_di_scansano" title="Morellino di Scansano" rel="wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Morellino_di_Scansano">Morellino di Scansano</a> DOCG, la norma che prevede l&#8217;obbligo di imbottigliamento in zona di produzione</strong>. Questa norma era stata inserita dopo quasi 10 anni di richieste dei produttori, ed ottenuta solo al momento dell&#8217;ottenimento della DOCG, nel 2007. Approfittando di una serie di modifiche minori del disciplinare, previste ed approvate dai soci del Consorzio, una manina solerte ha pensato bene di stralciarla. I vertici del Consorzio, da me interpellati al Vinitaly, cadono dalle nuvole, affermando che non si tratta di opera loro,e io non ho ragione di non credergli (<em>anzi, sono stato io ad informarli visto che non se ne erano ancora resi conto</em>). <strong>Allora, chi e&#8217; stato?</strong> E&#8217; un vecchio vizio italico quello di inserire modifiche rilevanti nelle leggi all&#8217;ultimo momento e quando tutti sono distratti, per favorire qualche potente amico.</p>
<p>Per spiegare a chi non e&#8217; del mestiere, l&#8217;obbligo di imbottigliamento in zona <strong>e&#8217; una delle poche norme veramente fondamentali per poter garantire la rispondenza di un vino ad un suo disciplinare</strong>. E&#8217; una norma fortemente avversata da tutti i grandi imbottigliatori, che preferiscono comprare vini sfusi nelle varie zone e imbottigliarseli dove gli pare, magari in quelle grandi cantine dove accanto ad una botte di Morellino o di Brunello ci sta una di Nero d&#8217;Avola o di Negramaro, e si sa che il rischio che qualche cantiniere si possa &#8220;distrarre&#8221; muovendo il vino durante le operazioni di imbottigliamento e&#8217; alto. Inoltre imbottigliare in zona di produzione molto spesso richiede che si abbia una cantina vera e propria, con personale, macchinari, ecc., e non due vasche poste all&#8217;aperto su una piattaforma di cemento per la vinificazione (che e&#8217; sempre obbligatoria in zona di produzione, almeno questo!). Insomma, vuol dire che se si vuol mettere la propria etichetta su un certo vino, in quella zona si deve investire seriamente, viverla e lavorarci, e non solo calare dall&#8217;alto e profittare del lavoro fatto nel corso dei decenni dai produttori che in essa hanno speso soldi e anni. Tra l&#8217;altro comunque, per giurisprundenza consolidata da anni di cause e ricorsi, chi ha imbottigliato prima che l&#8217;obbligo ricorresse, per un certo numero di anni fuori dalla zona di produzione ha gia&#8217; una <strong>deroga</strong> alle norme inserite ex-post. <strong>Ma evidentemente questo non bastava, l&#8217;odiata norma andava estirpata del tutto.<br />
</strong></p>
<p>Sono veramente sorpreso, e sarei anche disgustato, da questa vicenda se purtroppo ormai nulla piu&#8217; ci puo&#8217; sorprendere in questo paese avviato al declino.</p>
<p>Queste sono le modifiche apportate il 7 Aprile scorso:</p>
<blockquote><p>MODIFICA DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DOCG MORELLINO DI SCANSANO</p>
<p>E&#8217; uscito nella G.U. n. 80 del 7 aprile 2010 le modifiche che sono state apportate al disciplinare di produzione . Le modifiche riguardano: art.5 &#8211; aumentato il t.a. naturale da 12 a 12,5%vol; -<span style="text-decoration: underline"><strong> abolita la norma che prevede l&#8217;imbottigliamento entro la zona di vinificazione</strong></span>; -la zona di vinificazione viene ampliata alle strutture situate in prossimità del confine della zona di produzione, purchè entro 2000 metri in linea d&#8217;aria ed appartenenti ad aziende che abbiano vinificato da almeno 5 anni questa Docg, previa autorizzazione Mipaaf. art.8 -gamme di volumi nominali ml 100,187,5,250,375,500,750 e litri 1, 1.5,3,5 ed altre capienze superiori non destinate alla vendita art.9 -&#8221;La <a class="zem_slink freebase/en/denominazione_di_origine_controllata" title="Denominazione di origine controllata" rel="wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Denominazione_di_origine_controllata">Denominazione di Origine Controllata e Garantita</a> Morellino di Scansano&#8221; è contraddistinta in via esclusiva ed obbligatoria dal marchio n.736629 registrato dal Consorzio di Tutela del Vino Morellino di Scansano in data 15/12/1997 nelle forma grafica e letterale allegata al presente disciplinare di produzione. Tale marchio è sempre inserito nella fascetta sostitutiva del Contrassegno di Stato prevista nella normativa vigente.<br />
Fonte: G.U. n. 80 del 07/04/2010</p></blockquote>
<div class="zemanta-pixie" style="margin-top: 10px;height: 15px"><a class="zemanta-pixie-a" title="Reblog this post [with Zemanta]" href="http://reblog.zemanta.com/zemified/98ecedef-8798-4737-bc33-20359311e158/"><img class="zemanta-pixie-img" style="border: medium none;float: right" src="http://img.zemanta.com/reblog_e.png?x-id=98ecedef-8798-4737-bc33-20359311e158" alt="Reblog this post [with Zemanta]" /></a></div>
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		<title>dove va il vino?</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 22:21:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpaolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Geremiadi]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
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Chi fa il vino per mestiere, che sia per curiosita&#8217; o per interesse, ogni tanto se lo deve chiedere: dove va il vino?
Facendo il discorso sui vini rossi, ma e&#8217; facilmente adattabile ai bianchi, sicuramente il passato ci dice che i vini che &#8220;andavano&#8221; erano vini fatti in un certo modo: + alcol, + densita&#8217;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://poggioargentiera.com/files/2010/03/graph2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1060" title="la percezione del vino" src="http://poggioargentiera.com/files/2010/03/graph2.jpg" alt="almeno da quello che ho notato" width="600" height="463" /></a></p>
<p>Chi fa il vino per mestiere, che sia per curiosita&#8217; o per interesse, ogni tanto se lo deve chiedere: <strong>dove va il vino?</strong></p>
<p>Facendo il discorso sui vini rossi, ma e&#8217; facilmente adattabile ai bianchi, sicuramente il passato ci dice che i vini che &#8220;andavano&#8221; erano vini fatti in un certo modo: + alcol, + densita&#8217;, + colore, + frutto, &#8211; acidita&#8217;, tannino si ma non troppo invadente, e legno nuovo, meglio se piccolo. Quando si parlava della propria azienda era buona abitudine citare l&#8217;enologo famoso che si occupava della guida tecnica, parlare della nuova e modernissima cantina piena zeppa di tecnologie ultimo grido, e per quanto riguarda la vigna rimanere sul vago, accennando ad impianti fittissimi fatti con nuovi cloni e nuove varieta&#8217;.</p>
<p>A guardarlo oggi, eppure sono passati pochi anni, fa quasi tenerezza, sembra di vedere il nostro figlio adolescente che fa un po&#8217; lo sborone con gli amici, molto entusiasmo giovanile e poca &#8220;testa&#8221;. Naturalmente oggi sembra quasi tutto l&#8217;opposto. I vini devono essere acidi, minerali, scoloriti, non filtrati (anche torbidi va bene), poco alcol, il frutto non sembra avere la stessa importanza, il tannino che raspa va piu&#8217; che bene, segno di ruspantezza contadina. Fare il nome dell&#8217;enologo equivale a parlare di corda in casa dell&#8217;impiccato; la cantina? Meglio se spartana e senza tecnologia, al massimo qualche pompa e poco piu&#8217;, meglio se non nuovi di zecca. Le barriques? Se ancora ci sono (ormai si sono comprate), meglio nasconderle in qualche stanza poco in vista. Il posto di onore lo prende la botte grande, possibilmente il tronconico di Garbellotto (o francese) da 25 hl, o se avete fegato, l&#8217;anfora. Ma tutto questo conta poco, perche&#8217;, come anche i sassi lo sanno, il vino si fa in vigna. E qui ci si sbizzarisce: il biologico gia&#8217; fa poco fino, sembra un po&#8217; un restare a meta&#8217; del guado, se hai le palle veramente fai il biodinamico, senno&#8217; lascia perdere. Gli impianti fittissimi? Oddio, quelli ormai ci sono e ci devono restare per altri 20 anni almeno altrimenti il commercialista ti spara. Meglio mostrare una vigna vecchissima se possibile (in ogni zona ci sono vecchi contadini disposti a noleggiarla all&#8217;occasione, anche ad ore, se viene in visita il giornalista di un certo tipo), la densita&#8217; non importa, anche se c&#8217;e&#8217; un ceppo si e dieci no, l&#8217;importante e&#8217; che sia composta da varieta&#8217; strettamente autoctone, certificate greco/romane se possibile e se hanno un nome impronunciabile e&#8217; anche meglio.</p>
<p>Probabilmente tra pochi anni saremo qui a guardare con tenerezza anche questo, un po&#8217; come il figlio ormai cresciuto che va in giro con l&#8217;eskimo e la keffiah. Come prosegue la storia in fondo lo sappiamo, spesso il suddetto figlio mette su famiglia, trova impiego fisso, e si imborghesisce un po&#8217;. Cosi&#8217; va il mondo, e il vino forse anche.</p>
<p>La cosa che pero&#8217; piu&#8217; mi interessa, e&#8217; cercare di capire come &#8220;<strong>veramente</strong>&#8221; la gente percepisce il vino, o meglio, qual&#8217;e&#8217; il vino che gli piace. Girando un po&#8217; qua e la&#8217; con i vini, facendoli assaggiare ad un vasto pubblico di volenterosi di piu&#8217; nazionalita&#8217;, mi pare di scorgere qualche indicazione, che ho provato a riassumere un po&#8217; scherzosamente nel grafico. Quello che piu&#8217; mi pare evidente e&#8217; che in ogni nazione ci sono almeno tre gruppi di amanti del vino: <strong>le avanguardie, o le elite</strong>, che oggi sono quelle che abbracciano con maggiore convinzione la nouvelle vague dei vini con la keffiah. Poi, di solito nel mezzo c&#8217;e&#8217; il piu&#8217; numeroso gruppo del <strong>pubblico generico,</strong> che segue l&#8217;elite con una maggiore inerzia e che ancora e&#8217; affezionato ai &#8220;vecchi valori di una volta&#8221; ma che gia&#8217; sente spirare un vento nuovo e che si prepara a seguire. Nell&#8217;ultimo gruppo ci stanno i <strong>conservatori</strong>, quelli che &#8220;i vini di una volta (che in realta&#8217; erano considerati moderni poco tempo fa) vanno bene anche oggi&#8221;. Sono quelli che stanno fermi, sapendo che ritorneranno di moda tra alcuni anni, un po&#8217; come l&#8217;orologio rotto che almeno due volte al giorno segna l&#8217;ora giusta.</p>
<p>Chi vive di vino, e&#8217; normalmente molto influenzato ed influenzabile dalle elites, perche&#8217; in loro vede i precursori di quello che sara&#8217; di moda a breve per il gruppone di mezzo (<em>che spesso e&#8217; quello che compra veramente i vini, perche&#8217; le elites, si sa&#8230;</em>), pero&#8217; ancora deve fare i conti col fatto che, specialmente in paesi importanti, come USA e Germania (ma in parte anche UK), al gruppone ancora piacciono certi vinoni che sarebbero impresentabili in alcuni circoli nostrani, e addirittura di tanto in tanto si sente anche l&#8217;elogio dei vini legnosi tipo chardonnay californiano anni &#8216;80/&#8217;90 (e&#8217; capitato a me di recente, lo giuro, ormai sono rarissimi).</p>
<p>Con questo non intendo certo fare una morale o ironizzare su nessuno, sono semplicemente divagazioni a ruota libera, buone per il blog.</p>
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		<title>Erga Omnes? E chi l&#8217;ha voluta?</title>
		<link>http://poggioargentiera.com/blog/2009/12/13/erga-omnes-e-chi-lha-voluta/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 23:37:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpaolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Geremiadi]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutto inizio&#8217; intorno al 2005. Fino a quel momento ero stato socio, piu&#8217; o meno soddisfatto, del Consorzio di Tutela del Morellino di Scansano. Mi ero iscritto subito appena cominciato a fare i primi vini, nel 1999, con aspettative di contribuire all&#8217;affermazione di questo vino per noi cosi&#8217; importante, sia come produttore, sia come facente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto inizio&#8217; intorno al 2005. Fino a quel momento ero stato socio, piu&#8217; o meno soddisfatto, del <a href="http://www.consorziomorellino.it/" target="_self">Consorzio di Tutela del Morellino di Scansano</a>. Mi ero iscritto subito appena cominciato a fare i primi vini, nel 1999, con aspettative di contribuire all&#8217;affermazione di questo vino per noi cosi&#8217; importante, sia come produttore, sia come facente parte di un gruppo di colleghi con un intento comune, che si incontrano, discutono, elaborano strategie.</p>
<p>Ci si trovava nei locali del circolo del tennis di Scansano, una saletta striminzita, ma d&#8217;altronde eravamo poche persone, una decina al massimo che si frequentava, su 19 soci. Quindi eravamo poveri di mezzi, ma entusiasti di far parte di quell&#8217;onda che stava positivamente travolgendo la Maremma. Non passava giorno che una grande azienda, toscana o no, non decidesse di mettere piede, e vigne, dalle nostre parti. Si fece anche una presentazione dei vini, niente affatto male organizzata, che fu chiamata Morellino 2000. Doveva essere la prima di una serie. E&#8217; stata l&#8217;ultima.</p>
<p>All&#8217;entusiasmo piano piano subentro&#8217; in qualcuno la voglia di potere, quello con la p minuscola, quello da poltroncina nell&#8217;ente locale o nel consiglio comunale di un piccolo comune. L&#8217;occasione d&#8217;oro la forniva la stessa legge 164, quella che regola tutto l&#8217;ambaradan del vino, che suggeriva una pratica misteriosamente denominata in latinorum <strong><em>&#8220;erga omnes&#8221;</em></strong>, che in pratica significa <em>sopra tutti</em> (una specie di <em>Uber Alles</em>?). Ovvero, se il Consorzio di Tutela di una Denominazione di Origine riesce a rappresentare almeno il 66 % della produzione totale, e altri requisiti organizzativi vari (in pratica avere una sede e qualcuno che la mandi avanti), allora si puo&#8217; far riconoscere dal Ministero, l&#8217;autorita&#8217; per operare controlli su tutti i produttori di quella Denominazione, indipendentemente se siano aderenti al Consorzio o meno. In pratica il Consorzio diventa un poliziotto, i suoi controllori vengono equiparati a pubblici ufficiali, il suo presidente prende posto a tutti i tavoli dove in ambito locale si decide la politica del vino, insomma, e&#8217; il potere vero. E a molti piace l&#8217;idea, quindi bisogna fare alla svelta per ottenere la certificazione dal Ministero. Prima cosa bisogna allargare la base produttiva per rientrare nel 66%, quindi da una ventina di produttori di vino, si deve passare ad oltre 100, si abolisce la tassa di registrazione (che io avevo pagato nella non simbolica misura di 5 milioni di vecchie lire, tanto per dire), si fanno entrare tutti i produttori della Cantina Cooperativa, gia&#8217; di per se socia, come soci individuali, ognuno di adopera per far proseliti, e presto si ottiene il risultato.</p>
<p>Assieme al latinorum, cominciano a circolare concetti del tipo <strong>&#8220;non c&#8217;e&#8217; miglior controllore di una Denominazione che il produttore stesso&#8221;</strong>. Come prego?<strong> Sono io che sono strano oppure</strong> il concetto e&#8217; piuttosto che<strong> &#8220;non c&#8217;e&#8217; peggior controllore di se stesso che il controllato&#8221;</strong>. Tra me e il Consorzio le cose cominciano a non funzionare piu&#8217; bene, cominciano a partire lettere degli avvocati anche solo per poter consentire di consultare i verbali dei consigli. Addirittura vengo accusato di non voler i controlli perche&#8217; forse ho qualcosa da nascondere. Ma io mica dico che non ci devono essere i controlli, solo che li deve fare un organismo terzo. E comunque dopo poco i controlli cominciano a venire. Sono fatti a sorteggio, come prevede la legge, ma per i primi tre anni vinco sempre io nei sorteggi, quando uno e&#8217; fortunato! E comunque sempre tutto e&#8217; regolare.</p>
<p>Insomma per farla breve io do le dimissioni (e con me altre tre o quattro aziende), mentre tutti continuano a darmi dello scemo, perche&#8217; <strong>non capisco la rivoluzione dell&#8217;erga omnes</strong>, che portera&#8217; grandi benefici al mondo del vino. Contemporaneamente tutte le risorse sono impiegate per questi controlli, che naturalmente devo anche io pagare anche se non sono socio, e si parla di <strong>parecchie migliaia di euro l&#8217;anno</strong>. E la promozione? Nulla, anzi, secondo alcuni dei vertici del Consorzio, non e&#8217; una cosa che gli spetta, anzi, addirittura qualcuno mi arriva a dire che sarebbe<strong> proibita </strong>(?!).</p>
<p>Com&#8217;e&#8217; andata a finire? Con questa frase che riporto pari pari dal sito <a href="http://www.winenews.it/index.php?c=detail&amp;id=18060&amp;dc=15&amp;bn=1" target="_blank">Wine News</a>, del Ministro Zaia, a proposito <strong>della revisione della legge di cui sopra:</strong></p>
<blockquote><p><em><strong>Questa nuova legge &#8211; continua il Ministro &#8211; presenta una novità di portata storica: sarà infatti un soggetto terzo a decidere sulla qualità dei vini, e non più i Consorzi. Se un provvedimento simile fosse stato varato tempo addietro, casi come quello del Brunello non sarebbero accaduti. In questo modo invece saranno tutelati tutti quei produttori onesti che ogni giorno fanno il proprio lavoro con serietà e rispettando le regole.</strong></em></p></blockquote>
<p>Allora forse non ero io che avevo visto tanto male quando dicevo che la cosa non andava, in tutti questi mesi e anni, come qui:</p>
<ul>
<li><a href="http://poggioargentiera.com/blog/2009/08/17/la-rivoluzione-silenziosa-dei-consorzi-di-tutela/" target="_blank">http://poggioargentiera.com/blog/2009/08/17/la-rivoluzione-silenziosa-dei-consorzi-di-tutela/</a></li>
<li><a href="http://poggioargentiera.com/blog/2008/07/20/consorzio-del-morellino/" target="_blank">http://poggioargentiera.com/blog/2008/07/20/consorzio-del-morellino/</a></li>
<li><a href="http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=3002&amp;lang=ita" target="_blank">http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=3002&amp;lang=ita</a></li>
<li><a href="http://winebusiness.wordpress.com/2009/03/06/dop-e-igp/" target="_blank">http://winebusiness.wordpress.com/2009/03/06/dop-e-igp/</a></li>
<li><a href="http://vinodaburde.simplicissimus.it/2008/07/29/brilla_la_corona_della_stella_di_campalto_peccato_che_se_ne_vada_dal_consorzio/" target="_blank">http://vinodaburde.simplicissimus.it/2008/07/29/brilla_la_corona_della_stella_di_campalto_peccato_che_se_ne_vada_dal_consorzio/</a></li>
</ul>
<p>Forse, dico forse, da ora si puo&#8217; ricominciare a pensare al Consorzio di Tutela e a quelle che sono le nostre sfide future, che non sono poche. E forse e&#8217; ora che il Consorzio ritorni ad essere quel luogo di confronto, di ideazione, di incontro, che piu&#8217; gli si addice, e non un ennesimo centrino di potere. Ah, naturalmente ormai quella legge, prima considerata fondamentale, <a href="http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=3002&amp;lang=ita" target="_blank">oggi non ha piu&#8217; un padre</a> neanche a cercarlo col lanternino.</p>
<div class="zemanta-pixie" style="margin-top: 10px;height: 15px"><a class="zemanta-pixie-a" title="Reblog this post [with Zemanta]" href="http://reblog.zemanta.com/zemified/14c7d17d-a313-4125-a538-b2a2a8244435/"><img class="zemanta-pixie-img" style="border: medium none;float: right" src="http://img.zemanta.com/reblog_e.png?x-id=14c7d17d-a313-4125-a538-b2a2a8244435" alt="Reblog this post [with Zemanta]" /></a></div>
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		</item>
		<item>
		<title>Lavorare, oggi. O forse domani.</title>
		<link>http://poggioargentiera.com/blog/2009/12/10/lavorare-oggi-o-forse-domani/</link>
		<comments>http://poggioargentiera.com/blog/2009/12/10/lavorare-oggi-o-forse-domani/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 15:45:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpaolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Geremiadi]]></category>
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		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[assunzioni]]></category>
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		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://poggioargentiera.com/?p=1014</guid>
		<description><![CDATA[Leggo sul Il Tirreno di oggi, cronaca di Grosseto: niente nuovi posti di lavoro, neanche a Natale. E giu&#8217; un articolo sulla crisi del lavoro, che purtroppo tocca tante persone, sopratutto giovani.
Ora, la mia esperienza di datore di lavoro mi dice alcune cose che vanno un po&#8217; in controtendenza rispetto a questo tipo di notizie. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo sul <a href="http://iltirreno.gelocal.it/" target="_blank">Il Tirreno </a>di oggi, cronaca di Grosseto:<em> niente nuovi posti di lavoro, neanche a Natale</em>. E giu&#8217; un articolo sulla crisi del lavoro, che purtroppo tocca tante persone, sopratutto giovani.</p>
<p>Ora, la mia esperienza di datore di lavoro mi dice alcune cose che vanno un po&#8217; in controtendenza rispetto a questo tipo di notizie. Da un anno sto cercando un cantiniere in gamba, per un inserimento a tempo indeterminato. Ho, nel corso dell&#8217;anno, assunto due giovani (ma neanche tanto giovanissimi) laureati in viticoltura ed enologia, e ho verificato quanto siano distanti dal m0ndo del lavoro i neolaureati, per attitudine e per esperienza. Fatto sta che ho dovuto lasciarli andare per oggettiva impossibilità di inserirli.</p>
<p>Ma la cosa più sconvolgente è quello che mi è successo ricercando una segretaria part-time per affiancarla alla persona che ho già in organico e che è assunta a tempo indeterminato (tanto per sfatare l&#8217;altro mito, quello che vuole le aziende essere interessate solo al lavoro precario). Abbiamo intervistato due giovani ragazze che hanno inviato il curriculum per questa posizione, e ad entrambe abbiamo detto che è probabile che dopo un periodo di apprendistato ci potrebbe essere la possibilità di una assunzione stabile. La prima persona, che si lamentava di non riuscire a lavorare da un anno, dopo che le abbiamo comunicato che a noi sembrava adatta all&#8217;incarico e che potevamo cominciare subito, ha detto che aveva deciso che non le interessava più il part-time (a parte il fatto che se non ti interessava allora perchè proporsi, ma se è da un anno che cerchi lavoro, un part-time non è meglio di nulla?). La seconda, che io non ho avuto modo di incontrare, è stata scelta dalla mia segretaria dopo colloqui. Una volta comunicato il nostro interesse, al telefono ha detto che voleva parlare a quattr&#8217;occhi. Quando questo è avvenuto ci ha informato che voleva lavorare sì, ma a patto che la si pagasse senza busta paga, cosi&#8217; da non perdere non so quale sussidio prendesse!</p>
<p>C&#8217;e&#8217; da riflettere.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Se c&#8217;e&#8217; qualcosa che fa male nel vino e&#8217; l&#8217;alcol, non i solfiti</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 21:54:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpaolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Geremiadi]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[Alcohol]]></category>
		<category><![CDATA[nhs]]></category>
		<category><![CDATA[solfiti]]></category>
		<category><![CDATA[units]]></category>

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		<description><![CDATA[
Mentre qualcuno celebra la &#8220;vittoria&#8221; sul fatto che presto potranno essere riportate in etichetta le quantita&#8217; di solfiti contenuti nel vino, io mi rammarico di quanta ipocrisia e falso moralismo ci sia nel nostro mondo.
Mentre i solfiti non hanno praticamente effetti particolari sul consumatore non allergico, il 99%, e mentre l&#8217;allergico dovrebbe astenersi del tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.alcohol-services.co.uk/images/bus-back.jpg" alt="" width="582" height="255" /></p>
<p>Mentre qualcuno celebra la &#8220;vittoria&#8221; sul fatto che presto potranno essere riportate in etichetta le quantita&#8217; di solfiti contenuti nel vino, io mi rammarico di quanta ipocrisia e falso moralismo ci sia nel nostro mondo.</p>
<p>Mentre i solfiti non hanno praticamente effetti particolari sul consumatore non allergico, il 99%, e mentre l&#8217;allergico dovrebbe astenersi del tutto dal vino, anche quello prodotto senza solfiti aggiunti, perche&#8217; anch&#8217;esso ne contiene naturalmente una dose sufficiente a scatenare l&#8217;allergia, ci sono altre cose nel vino che possono provocare danni anche gravi. La prima di tutte per importanza, ed e&#8217; quella che mi interessa in questo post e&#8217; l<strong>&#8216;alcol</strong>.</p>
<p>Il consumo di alcol quotidiano oltre certi limiti, comporta dei danni gravi che sono clinicamente provati, ovvero, al contrario della fuffa contro i solfiti e di quelli che come prova portano il fatto che l&#8217;altro ieri non hanno avuto il mal di testa dopo aver bevuto vini senza solfiti aggiunti, sono scientificamente provati.</p>
<p><strong>Perche&#8217; non mettere in etichetta le linee guida sul consumo di alcol</strong> e su quali sono i reali contenuti di una bottiglia e di un bicchiere di vino? In Inghilterra molti dei vini di largo consumo (e altri alcolici) riportano la nozione di Unit, ovvero il corrispondente di 10 ml di alcol. Il calcolo e&#8217; semplice, un litro di vino a 13,5% di alcol contiene 13,5 Units, un bicchiere da 175 ml contiene 2,5 Units circa.</p>
<p><strong>Il consumo massimo consigliato per un uomo e&#8217; di 3/4 Units, e per una donna di 2/3 Units al giorno.</strong> Vogliamo dire, ad es. due bicchieri per un uomo e uno per una donna? Oltre agli effetti, ovvi, di una assunzione eccessiva di alcol occasionale, ci sono i ben piu&#8217; pericolosi e subdoli effetti di una assunzione oltre la soglia di sicurezza a lungo termine.</p>
<p>Riporto quanto scritto nel sito del <a href="http://units.nhs.uk" target="_blank">National Healt System</a> inglese su <a href="http://units.nhs.uk/healthHarms.html" target="_self">questo argomento</a></p>
<blockquote><p><strong>Regularly drinking more than the recommended number of units over a long period can lead to complications like:</strong></p>
<li><span>Skin problems</span></li>
<ul>
<li><span>Certain types of cancer, especially breast cancer</span></li>
<li><span>Memory loss, brain damage or even dementia</span></li>
<li><span>Increased risk of heart disease and stroke</span></li>
<li><span>Liver disease, such as cirrhosis and liver cancer</span></li>
<li><span>Stomach damage</span></li>
<li><span>Potentially fatal <a class="zem_slink freebase/guid/9202a8c04000641f8000000000004ad1" title="Alcohol" rel="wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Alcohol">alcohol</a> poisoning</span></li>
</ul>
<h4 id="longTermEffects02">Other Iong-term effects</h4>
<p>As you get older, the risks increase. Not only is your body less able to process alcohol, but if you fall you are more likely to seriously injure yourself. You may also notice as time passes:</p>
<ul>
<li><span>Smaller genitals</span></li>
<li><span>Lower sperm count</span></li>
<li><span>Loss of body hair</span></li>
<li><span>Irregular periods and lower fertility</span></li>
<li><span>Damage to an unborn child</span></li>
<li><span>Your appearance can suffer</span></li>
<li><span>Weight gain from alcohol&#8217;s high calorie content</span></li>
</ul>
</blockquote>
<p><strong>Una domanda, quanti di noi eccedono questi limiti in maniera abbastanza regolare, e quanti sono informati sui reali e provati effetti di questo</strong>? Io per esempio, sono il primo ad ammetterlo.</p>
<p>E allora, dovendo fare una battaglia a garanzia e tutela della salute delle persone, non sarebbe piu&#8217; onesto e utile mettere in risalto fatti come questo, che per esempio ci fanno capire come un consumo sistematico di <strong>oltre i due bicchieri al giorno</strong>, se si beve solo vino naturalmente, <strong>siamo gia&#8217; oltre la soglia di pericolo a lungo termine</strong>?</p>
<p>Vogliamo scommettere che invece nessuno o quasi nel mondo del vino e&#8217; disposto a fare una cosa del genere, non sia mai che si metta in dubbio la &#8220;<strong>famosa dieta mediterranea</strong>&#8221; e contemporaneamente mettere la pulce nell&#8217;orecchio ai consumatori che anche il vino, come tutti gli alcolici, devono essere consumati con criterio, mentre invece tutti o quasi si dedicheranno a gettare il fumo negli occhi dei solfiti (quanto sono buono e giusto io che imbottiglio a 20 mg/L e quanto sei cattivo tu che imbottigli a 120 mg/L).</p>
<p>Qualcuno dira&#8217;, perche&#8217; non mettere entrambi? <a href="http://vino.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/11/24/risparmiare-sullaspirina-parte-seconda/comment-page-1/#comment-19554" target="_blank"><strong>Ok, e perche&#8217; allora non mettere anche questo</strong></a>?</p>
<div class="zemanta-pixie" style="margin-top: 10px;height: 15px"><a class="zemanta-pixie-a" title="Reblog this post [with Zemanta]" href="http://reblog.zemanta.com/zemified/3b877c03-b4d6-4c5f-a3a7-a6f860d4a266/"><img class="zemanta-pixie-img" style="border: medium none;float: right" src="http://img.zemanta.com/reblog_e.png?x-id=3b877c03-b4d6-4c5f-a3a7-a6f860d4a266" alt="Reblog this post [with Zemanta]" /></a></div>
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		<title>La questione dei solfiti nel vino</title>
		<link>http://poggioargentiera.com/blog/2009/11/26/la-questione-dei-solfiti-nel-vino/</link>
		<comments>http://poggioargentiera.com/blog/2009/11/26/la-questione-dei-solfiti-nel-vino/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 00:12:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpaolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Geremiadi]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[espresso]]></category>
		<category><![CDATA[mal di testa]]></category>
		<category><![CDATA[rwh]]></category>
		<category><![CDATA[solfiti]]></category>

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Ho partecipato alla discussione di un post pubblicato sul blog VINO: di Rizzari e Gentili, L&#8217;Espresso, a proposito dei vini senza solfiti e del loro uso nel fare il vino (il post lo trovate qui : RISPARMIARE SULL&#8221;ASPIRINA: http://vino.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/11/24/risparmiare-sullaspirina-parte-seconda/).
A parte la polemica mia personale con Fabio Rizzari, derivante da un mio giudizio critico sul post, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="zemanta-img zemanta-action-dragged" style="margin: 1em">
<div>
<dl>
<dt><a href="http://www.flickr.com/photos/23019891@N00/3564106473"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2478/3564106473_26208951c4_m.jpg" alt="Contains sulfites and traces of photons" width="160" height="240" /></a></dt>
<dd></dd>
</dl>
</div>
</div>
<p>Ho partecipato alla discussione di un post pubblicato sul blog VINO: di Rizzari e Gentili, L&#8217;Espresso, a proposito dei vini senza solfiti e del loro uso nel fare il vino (il post lo trovate qui <a href="http://vino.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/11/24/risparmiare-sullaspirina-parte-seconda/" target="_blank">: RISPARMIARE SULL&#8221;ASPIRINA: http://vino.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/11/24/risparmiare-sullaspirina-parte-seconda/</a>).</p>
<p>A parte la polemica mia personale con Fabio Rizzari, derivante da un mio giudizio critico sul post, secondo me basato molto su opinioni personali che su dati di fatto, ancorche&#8217; condivisibile su alcuni punti, mi e&#8217; venuta voglia di approfondire l&#8217;argomento. Quindi ho fatto un po&#8217; di ricerca su Google per capire di cosa stiamo parlando e se ci sono degli studi sull&#8217;argomento. Il risultato e&#8217; che ci sono e che non sono neanche troppo difficili da trovare:</p>
<ul>
<li><strong>- tutti i vini contengono solfiti, anche quelli dove non sono stati aggiunti</strong>. Quest&#8217;anno in vendemmia ho personalmente verificato che vasche che erano state vinificate senza solfiti, dopo la fermentazione avevano fino a 20 mg/L di solfiti creatisi spontaneamente.</li>
<li><strong>- l&#8217;organismo umano</strong>, e questo non lo sapevo, <strong>crea fino ad 1 gr di solfiti al giorno</strong> (ovvero 1000 mg).</li>
<li>- in un litro di vino sono in media contenuti circa 80 mg/L, un bicchiere di vino contiene quindi circa 10 mg di solfiti.</li>
<li><strong>- un kg di albicocche secche</strong>, dove il colore arancione e&#8217; preservato dai solfiti, <strong>contengono circa 2000 mg/kg di solfiti</strong>, il che vuol dire che una porzione da 50 gr contiene circa 100 mg/L di solfiti, ovvero quanto un litro di vino.</li>
<li>- secondo la Food and Drug Administration (FDA) statunitense, circa<strong> 1 persona su 100 e&#8217; allergica ai solfiti</strong>. I sintomi dell&#8217;allergia che colpisce sopratutto gli asmatici (come me) sono i seguenti: arrossamenti della cute, prurito, gonfiori, difficolta&#8217; respiratorie, disturbi gastrointestinali fino ad arrivare, nei casi piu&#8217; gravi, a perdite di conoscenza. <strong>Il mal di testa non e&#8217; uno dei sintomi dell&#8217;allergia da solfiti.</strong></li>
<li><strong>- esiste una sindrome che causa il mal di testa dopo aver bevuto vino rosso (chiamata RWH, red wine headache syndrome), ma essa sembra non aver nulla a che vedere coi solfiti</strong> (per le ragioni esposte prima). Non e&#8217; chiaro da cosa derivi, ci sono alcuni che danno la colpa ai tannini, che inducono la produzione di serotonina in gran quantita&#8217; che causa mal di testa, altri che danno la colpa ad istamine, altri che parlano di prostaglandine. La verita&#8217; e&#8217; che ci sono ipotesi che sembrano non soddisfare completamente le osservazioni fatte in vivo. Tutti sembrano escludere l&#8217;effetto dei solfiti (altrimenti anche le albicocche o altri alimenti ricchi di solfiti dovrebbero causare mal di testa). In alcuni casi vini prodotti con alcune varieta&#8217; o derivanti da luoghi diversi possono provocare o meno, su alcuni individui, l&#8217;RWH.Questi sono i fatti che ho trovato, in buona fede, da una ricerca su <a href="http://www.google.co.uk/search?q=are+sulfites+bad+for+you&amp;ie=utf-8&amp;oe=utf-8&amp;aq=t&amp;rls=org.mozilla:en-GB:official&amp;client=firefox-a" target="_blank">Google</a> (e queste sono le fonti dalle quali ho rilevato le informazioni, alcune di esse mi sembrano <strong>autorevoli</strong>):</li>
</ul>
<ul>
<li><a href="http://www.beekmanwine.com/prevtopbd.htm" target="_blank">http://www.beekmanwine.com/prevtopbd.htm</a></li>
<li><a href="http://waterhouse.ucdavis.edu/winecomp/so2.htm" target="_blank">http://waterhouse.ucdavis.edu/winecomp/so2.htm</a> (grazie a Luca Risso)</li>
<li><a href="http://palatepress.com/2009/11/sulfites/" target="_blank">http://palatepress.com/2009/11/sulfites/</a></li>
<li><a href="http://saignee.wordpress.com/2009/07/06/day-16-sulfur/" target="_blank">http://saignee.wordpress.com/2009/07/06/day-16-sulfur/</a></li>
</ul>
<p>Detto questo, e&#8217; un bene usare indiscriminatamente i solfiti? No. E&#8217; bene cercare di ridurne l&#8217;uso il piu&#8217; possibile? Si. E&#8217; giusto prevedere che in etichetta si riporti la quantita&#8217; di solfiti usata, tenendo comunque fermo il fatto che ci sono dei limiti di legge imposti che non si possono superare? A questa domanda non so dare una risposta precisa. Il perche&#8217; e&#8217; presto detto: ogni indicazione in piu&#8217; e&#8217; un aggravio burocratico maggiore per chi fa vino e gia&#8217; ve ne sono decine. La richiesta del consumatore di conoscere in maggior dettaglio il contenuto del vino va presa seriamente in considerazione. Non sembrano esserci motivi di tipo clinico per differenziare un vino che ha un minimo e un massimo contenuto di solforosa, allo stato attuale delle conoscenze. Quindi da un punto di vista pratico l&#8217;impasse e&#8217; il seguente: <strong>non sembrano esistere motivi razionali per indicare il livello di solforosa al di sotto del limite legale, ma se la richiesta dei consumatori e&#8217; questa allora perche&#8217; non farlo?</strong></p>
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		<title>off to Merano</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 21:49:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianpaolo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Geremiadi]]></category>
		<category><![CDATA[La vendemmia online]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
		<category><![CDATA[merano wine festival]]></category>
		<category><![CDATA[morellino]]></category>
		<category><![CDATA[poggio argentiera]]></category>

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		<description><![CDATA[

Da domani sono in viaggio per partecipare al Merano Wine Festival. E&#8217; una manifestazione che mi e&#8217; sempre piaciuta, mi piace
Merano, il posto dove la fanno,il fatto che ognuno, piccoli e grandi, hanno lo stesso tavolino con la tovaglietta, la gente che viene, ecc.
Qui il link alla brochure del Festival, Poggio Argentiera e&#8217; alla postazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="zemanta-img" style="margin: 1em">
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.flickr.com/photos/23437878@N00/132554915"><img src="http://farm1.static.flickr.com/47/132554915_2e46569dd7_m.jpg" alt="Kursaal Meran" width="240" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Image by lorenzinhos via Flickr</p></div>
</div>
<p>Da domani sono in viaggio per partecipare al <a href="http://www.meranowinefestival.com" target="_blank">Merano Wine Festival</a>. E&#8217; una manifestazione che mi e&#8217; sempre piaciuta, mi piace</p>
<p>Merano, il posto dove la fanno,il fatto che ognuno, piccoli e grandi, hanno lo stesso tavolino con la tovaglietta, la gente che viene, ecc.</p>
<p>Qui il <a href="http://www.gourmetsi.com/2750.ZIP" target="_blank">link alla brochure</a> del Festival, Poggio Argentiera e&#8217; alla postazione 112, secondo piano, galleria A sel Kursaal, vi aspettiamo per assaggiare Capatosta 2007, Lalicante 2007 e Finisterre 2007.</p>
<div class="zemanta-pixie" style="margin-top: 10px;height: 15px"><a class="zemanta-pixie-a" title="Reblog this post [with Zemanta]" href="http://reblog.zemanta.com/zemified/bb6806d5-9ea9-4e1b-a5d7-448c71752709/"><img class="zemanta-pixie-img" style="border: medium none;float: right" src="http://img.zemanta.com/reblog_e.png?x-id=bb6806d5-9ea9-4e1b-a5d7-448c71752709" alt="Reblog this post [with Zemanta]" /></a></div>
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